Falcomatà, Italo

Italo Falcomatà (Reggio Calabria, 8 ottobre 1943 – 11 dicembre 2001]

Nacque da Bruno, fabbro ferraio, e Lucia Buda, ricamatrice, che aveva già dato alla luce quattro figli: Gaetano, Giuseppe, Marco e Tiberio. Ottenuta la Maturità al Liceo Classico «Tommaso Campanella» di Reggio Calabria, si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, dove conseguì la Laurea in Lettere Classiche discutendo una tesi di Storia Contemporanea dal titolo Il Corriere di Calabria e l’opinione pubblica reggina nella Grande Guerra (1914-1918), di cui era relatore il prof. Alberto Monticone. Vincitore di concorsi a cattedra di Lettere italiane e Storia negli Istituti Magistrali e Tecnici, dopo un anno di insegnamento a Fuscaldo (Cosenza) fu docente di Italiano e Storia nell’Istituto Tecnico Industriale «Antonio Panella» di Reggio Calabria, città presso la cui Università per Stranieri «Dante Alighieri» tenne l’insegnamento di Storia dell’Italia Contemporanea. Intrapresa la carriera accademica sotto la guida del prof. Gaetano Cingari, fu docente a contratto di Storia Contemporanea nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina nell’anno accademico 1992-1993. 
Dedicatosi alle ricerche storiche, fu autore di numerosi saggi aventi per oggetto personaggi e vicende politiche, economiche e sociali del Mezzogiorno d’Italia in Età contemporanea. Nel 1978 pubblicò il volume Giuseppe De Nava. Un conservatore riformista meridionale, Editori Meridionali Riuniti, con introduzione di Gaetano Cingari, ristampato nel 2009 per la casa editrice Città del Sole di Reggio Calabria nella Collana «Italo Falcomatà, scripta et verba», curata dalla Fondazione «Italo Falcomatà», diretta da Rosa Neto Falcomatà, con prefazione di Giuseppe Caridi. La ristampa di questa biografia – rigorosa e attenta ricostruzione storica non solo dell’illustre uomo politico ma anche del contesto in cui visse e operò – appare per diversi aspetti di stringente attualità poiché a distanza di oltre un quarantennio permangono tuttora irrisolte le varie questioni affrontate da De Nava, primo reggino ad avere ricoperto incarichi ministeriali nel governo italiano. Le principali problematiche con cui dovette misurarsi De Nava, già evidenziate da Cingari nella introduzione alla prima edizione, stanno infatti alla base delle discrasie che ancora oggi separano la Calabria dalle regioni centro-settentrionali. La pubblicazione di questo volume valse a Falcomatà il conferimento del prestigioso premio Sila.
Nel 1990 diede alle stampe per l’editore Bulzoni di Roma il volume Democrazia repubblicana in Calabria. Gaetano Sardiello, in cui, come nella precedente biografia, l’Autore incentra l’attenzione sia sul personaggio sia sulle complesse questioni da lui affrontate durante il proficuo percorso politico. In comune con De Nava, Sardiello, oltre ai natali reggini, aveva l’onestà intellettuale, il rigore morale e la visione liberale e illuminata dell’azione politica, tutte doti che Falcomatà, pur di diverso orientamento ideologico, dimostrò di ammirare profondamente e ritenne quindi opportuno mettere in evidenza quale modello comportamentale da additare ai lettori e alle giovani generazioni in periodi caratterizzati dalla crescente corruzione che aveva contaminato la politica, aberrazione della quale si sarebbe venuti a conoscenza in modo clamoroso agli inizi degli anni Novanta a livello nazionale con le inchieste di «Mani pulite» e le condanne di tangentopoli e a livello locale con lo scandalo originato dalle «fioriere d’oro» e culminato con gli arresti di numerosi amministratori reggini, ritenuti colpevoli di peculato. Un argomento del quale Falcomatà si occupò diffusamente in alcuni saggi fu la Grande Reggio, istituita nel 1927 su iniziativa dell’ammiraglio Giuseppe Genovese Zerbi, podestà al quale ha pure dedicato altri studi.
Collaborò con pregevoli articoli alle Riviste «Historica», «La Procellaria», «Argomenti meridionali» e, per la qualità delle sue ricerche, su proposta unanime del Consiglio Direttivo fu inserito tra i Deputati della Deputazione di Storia Patria per la Calabria; ha fatto parte della Giuria dei Premi Rhegium Julii e ha, a sua volta, ricevuto importanti premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Anassilaos, il Premio Scilla e Cariddi, il Premio Unione Nazionale Scrittori, il Premio Calabria, il Premio Calabresi nel mondo.
La sua carriera politica ha avuto inizio quando, ancora adolescente, aderì alla Federazione Giovanile Comunista Italiana per passare poi nelle fila di quel Partito, di cui è stato un brillante intellettuale e un esponente di primo piano, ricoprendo importanti cariche pubbliche e istituzionali. Fu segretario della sezione reggina «Girasole» del Pci-Ds dal 1974 al 1982, componente del Direttivo provinciale e del Consiglio nazionale dei DS, componente del Comitato Stato-Città. Nel 1980 fu eletto al Consiglio comunale di Reggio Calabria, nelle cui sedute, alle quali partecipava assiduamente, si segnalò per la grande attenzione dedicata ai problemi delle periferie. Fu candidato nella Circoscrizione calabrese alla Camera dei Deputati per il Pci nel 1983 e per il Pds nel 1992, risultando tra i primi dei non eletti e riscuotendo in entrambe le competizioni un notevole consenso nella città di Reggio.
Il 28 novembre 1993, nel primo Consiglio Comunale svoltosi dopo l’intervento giudiziario per gli scandali amministrativi, fu eletto sindaco di Reggio Calabria. Durante questo suo primo mandato, dimostrò le sue eccellenti doti diplomatiche, riuscendo a evitare lo scioglimento del Consiglio Comunale a causa delle dimissioni del precedente sindaco Giuseppe Reale. Candidato in una coalizione di centrosinistra, nelle elezioni dell’aprile 1997 fu rieletto sindaco direttamente dal popolo sconfiggendo Antonino Monorchio, candidato del Polo delle Libertà. Malgrado fosse privo della maggioranza in Consiglio Comunale – grazie alle già citate qualità di abile mediatore – fu ugualmente in grado di portare a termine il suo mandato e di utilizzare i fondi  del Decreto Reggio, da anni inevasi, per il risanamento e l’abbellimento urbanistico della città che fu dotata di uno splendido Lungomare, successivamente a lui intitolato.
Ricandidatosi a sindaco, nell’aprile 2001 fu rieletto al primo turno con il 56% dei voti su Antonio Franco, candidato di Alleanza Nazionale. Nel luglio dello stesso anno rivelò ai suoi concittadini di essere affetto da leucemia, malattia che ne avrebbe provocato la morte l’11 dicembre 2011, strappandolo prematuramente all’affetto della moglie Rosetta e dei figli Valeria e Giuseppe. Del suo decesso, che ha destato profonda commozione, hanno dato notizia anche i principali organi di stampa nazionale: «Ha sperato, ha lottato, ha sofferto in silenzio per cinque mesi. E in silenzio se n’è andato Italo Falcomatà, il sindaco del riscatto di Reggio – ha scritto ad esempio su “la Repubblica” Pantaleone Sergi – il più popolare e amato dalla gente, il più votato. La notizia della morte rimbalzata da Roma, la città l’apprende e ammutolisce». 
Per la riqualificazione urbanistica e il rinnovamento morale e politico da lui promossi, il periodo in cui è stato sindaco della città viene comunemente ricordato come «la primavera di Reggio». Nel 2014, sulle orme del padre, il figlio Giuseppe è stato eletto sindaco di Reggio Calabria. (Giuseppe Caridi) © ICSAIC 2020

Opere

  • Giuseppe De Nava. Un conservatore riformista meridionale, Editori Meridionali Riuniti, Reggio Calabria 1978 (II. ed. Città del Sole, Reggio Calabria 2009);
  • Democrazia repubblicana in Calabria. Gaetano Sardiello (1890-1985), Bulzoni, Roma 1990;
  • La penna e la voce. Scritti storico-politici 1977-1990, Città del Sole, Reggio Calabria 2010;
  • Il “Corriere di Calabria” e l’opinione pubblica reggina nella Grande Guerra (1914-1918), Città del Sole, Reggio Calabria 2014;

Nota bibliografica

  • Pantaleone Sergi, Reggio Calabria: è morto il sindaco Italo Falcomatà, in «la Repubblica», 12 dicembre 2001;
  • Patrizia Labate, Sindaco…grazie! Italo Falcomatà raccontato dai suoi cittadini, Città del Sole, Reggio Calabria 2003;
  • Costanza Pera, L’uomo del disordine. Ricordo di Italo Falcomatà, Città del Sole, Reggio Calabria 2005;
  • Oscar Gaspari, Rosario Forlenza, Santo Cruciani, Storie di sindaci per la storia d’Italia, Donzelli, Roma 2009;
  • Giuseppe Caridi, Prefazione, in Italo Falcomatà, Giuseppe De NavaUn conservatore riformista meridionale,Città del Sole, Reggio Calabria 2009².
  • …e a Reggio sbocciò la Primavera, Città del Sole, Reggio Calabria 2012.
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