Fazzari, Achille

Achille Fazzari [Staletti (Catanzaro) 28 marzo 1839 – 20 novembre 1910]

Rocco Salvatore Achille allo stato civile, primogenito di quattro figli nacque da Annunziato, appaltatore originario di San Giorgio Morgeto, e da Maria Fulciniti. Le vicende giudiziarie del padre, condannato a venticinque anni di carcere per aver partecipato ai Moti insurrezionali del 1847-1848, gli impedirono, insieme ai suoi fratelli Raffaele, Francesco e Angelo, di completare gli studi superiori. Emigrò in America e al rientro, nel 1857 si arruolò come fante semplice in un battaglione di cacciatori napoletani dell’esercito borbonico. Nel 1860 disertò con altri commilitoni e si rifugiò nella grotta di San Gregorio a Caminia di Staletti. Entrato nella 18divisione Bixio, 1brigata Stocco dell’esercito meridionale, si diresse verso Napoli, stringendo amicizia con Menotti e Ricciotti Garibaldi. Nella battaglia di Volturno si distinse, con altri calabresi, in un’operazione militare nei pressi di Caserta Vecchia, che gli fece guadagnare il grado di colonnello e l’amicizia di Giuseppe Garibaldi.
Terminata l’esperienza militare, si ritrovò col grado di capitano a Vercelli, dove fu arrestato su ordine di Giuseppe Dezza e privato del suo grado. Trasferitosi sull’isola di Caprera, partecipò alla spedizione garibaldina in Sicilia, culminata con i fatti Aspromonte il 29 agosto 1862. Rinchiuso nelle carceri di Paola e di Cosenza, beneficiò nell’ottobre 1862 dell’amnistia e l’anno dopo ritornò a Caprera.
Nel 1865 pubblicò una lettera-protesta sull’«Avanguardia» di Torino, sul «Cittadino Calabrese» di Catanzaro e altri giornali locali, con la quale criticò il clima di terrore e di arbitrio generato dalla legge Pica in Calabria. Incarcerato a Catanzaro, fu liberato grazie all’intervento di Garibaldi. Nel 1866, in occasione della III guerra d’indipendenza, seguì Garibaldi sul campo di battaglia. Nel 1867 combatté col grado di maggiore nella spedizione dell’Agro Pontino, dove restò ferito il 13 ottobre a Montelibretti. 
Nel 1868 in Calabria, con Luigi Caruso e Menotti Garibaldi, costituì una società per la produzione di traversine ferriviarie, mostrando abili capacità imprenditoriali. Nel 1869 si trasferì a Firenze e l’anno seguente sciolse la società. Nel 1870 lanciò, con Nino Bixio, un’impresa commerciale internazionale di prodotti nazionali. Nello stesso anno sposò Mariana Rossi, detta Manny, dal cui matrimonio nacquero Gemma, Moltk, Maria, Corrado, Spartaco ed Elsa (1881). A Catanzaro costruì il palazzo Fazzari, progettato dall’architetto Enrico Andreotti di Firenze secondo lo stile neorinascimentale.
Nelle elezioni politiche del 20 novembre 1871 si candidò con la Destra nel collegio di Chiaravalle Centrale e con 151 voti al primo turno e 273 consensi al secondo non fu eletto. Con la sconfitta si trasferì a Fiesole, in Toscana.
Nel 1872 fondò a Catanzaro il giornale d’ispirazione liberale «La Gazzetta Calabrese». Nel 1874 si trasferì a Roma, dove ottenne la concessione della «Società case e quartieri» per la costruzione di appartamenti nella capitale, ceduta poi nel 1875 al costruttore inglese Caleb Bloomer.
Il 25 agosto 1875 acquistò in un’asta pubblica a Catanzaro, grazie al prestito della Banca toscana e della Società generale del credito mobiliare, il complesso siderurgico di Mongiana e la Ferdinandea, dove impiantò una ferrovia, una teleferica e la prima centrale idroelettrica della Calabria. Riattivò gli stabilimenti nel 1881, ma l’assenza di commissioni nel 1885 lo costrinse a chiudere. La Ferdinandea dopo anni fu trasformata in una casa-museo, ricca di cimeli garibaldini, pergamene pregiate, libri antichi e opere artistiche. 
Nelle elezioni politiche dell’8 e 15 novembre 1874 si candidò con la Destra nel collegio di Chiaravalle Centrale e con 363 voti al primo turno e 476 preferenze al secondo fu eletto deputato. La Giunta per le elezioni, riscontrando delle irregolarità, ne sospese la nomina. Con un ballottaggio suppletivo del 7 gennaio 1875, dove ottenne la maggioranza, la Giunta convalidò l’elezione il 12 febbraio 1875.  Tuttavia, la Camera approvò, il 20 aprile 1875, un’autorizzazione a procedere nei suoi confronti e il 21 febbraio 1876 presentò le dimissioni. 
Nel 1876 assunse la direzione del giornale il «Bersagliere», fondato nel 1875 da Giovanni Nicotera. Nel 1878, con Menotti Garibaldi, promosse una spedizione militare in Nuova Guinea, che non ebbe seguito e fu sconsigliata dal generale.
Nel 1879 contribuì alla ricerca delle prove necessarie per il divorzio fra Giuseppina Raimondi e Garibaldi, permettendo così al generale di riconoscere i figli Manlio e Clelia avuti con Francesca Armosino che sposò nel 1880 (Fazzari fu testimone di nozze). Nel 1879 ricevette da Garibaldi le sue carte personali e il revolver utilizzato nelle campagne militari italiane che donò poi al Museo nazionale di Torino.
Nel 1882 organizzò il viaggio di Garibaldi in Sicilia per partecipare al VI centenario dei Vespri siciliani; si trattò del loro ultimo incontro. Nello stesso anno partecipò ai funerali dell’amico Garibaldi, sostenendo la necessità di rispettare le sue ultime volontà. Tre anni dopo comprò l’isola di Caprera, mantenendo inalterato il possesso della famiglia garibaldina.
Nel 1885 criticò la politica coloniale e le spedizioni militari in Africa. 
Nelle elezioni politiche del 23 e 30 maggio 1886, candidatosi con la Destra storica, con un programma elettorale sulla Conciliazione fra Stato e Chiesa, fu eletto con 6.532 preferenze nel collegio di Catanzaro II. La Giunta per le elezioni, riscontrato nuovamente delle irregolarità, ne sospese la nomina, poi convalidata il 1° febbraio 1887 e con un conteggio di voti di 9.189. La mancata realizzazione della Conciliazione lo spinse a dimettersi il 14 giugno 1887. Criticò la politica anticlericale dei governi Crispi e invitò il pontefice e i vescovi a sostenere i candidati che propugnassero la Conciliazione. 
Nel 1888 iniziò l’attività estrattiva del carbone di Agnana. 
Il 4 maggio 1892 uscì il primo numero de «Il Torneo» che, pur avvalendosi di firme prestigiose, cessò le pubblicazioni nel mese di dicembre. Era solito firmare gli articoli con lo pseudonimo di Fra Tommaso Campanella e non mancò di esprimere simpatie per Giovanni Giolitti.
L’anno dopo fu coinvolto nello scandalo della Banca romana per avere ricevuto ingenti somme di denaro dal direttore Bernardo Tanlongo, concesse grazie all’intermediazione di Nicotera, Bernardino Grimaldi, Bruno Chimirri e Luigi Luzzati. Scagionato da ogni coinvolgimento nella vicenda, nel 1895 intraprese, senza successo, un’azione legale per il risarcimento dei danni.
Nel 1894 sottoscrisse lo Statuto della cosiddetta Colonia Cassiodoro, un insediamento di pescatori e di agricoltori nel golfo di Squillace, che non fu mai realizzata.
Nel 1900 auspicò un’Assemblea Costituente, dotata di pieni poteri e autonomia, priva di condizionamenti del governo e del parlamento e assoggettata alla sola autorità del re, con la funzione di realizzare la riforma dell’organizzazione dello Stato. Critico nei confronti del parlamentarismo, considerato la causa dei problemi del paese e del Mezzogiorno, auspicò per il Regno una struttura gerarchica e di tipo dittatoriale simile a quella della Chiesa.
All’inizio del XX secolo manifestò simpatie per le idee socialiste e per il proletariato operaio. Nel 1903tornò a Caprera per il funerale di Teresa Garibaldi e constatando l’abbandono della tomba dell’eroe propose ad Antonio Rudinì l’istituzione di un comitato per trasformare la tomba in monumento nazionale. E nel 1907 propose che la salma, insieme a quella di Giosuè Carducci e Giuseppe Mazzini venissero tumulare nel Pantheon a Roma
Nel 1904 riprese la sua vocazione di imprenditore e iniziò a imbottigliare l’acqua oligominerale Mangiatorella. Ma non cessò il suo impegno sociale, impegnandosi nei soccorsi, dopo il sisma del 1905, ai terremotati del comprensorio di Monteleone (l’attuale Vibo Valentia) e presentò, a nome del Comitato permanente di agitazione agraria di Catanzaro, un memoriale al governo per la riduzione delle imposte e per il miglioramento della rete di comunicazione. Dopo il terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908 s’impegnò nella raccolta di fondi per i sinistrati. 
Si spense all’età di 71 anni nella sua casa di Copanello, frazione di Staletti, e fu sepolto presso i ruderi della chiesetta di San Martino. 
Il 21 novembre l’«Avanti!» lo ricordò come una figura carismatica che favorì il movimento insurrezionale in Calabria. Il 29 novembre alla Camera fu commemorato dal deputato catanzarese Antonio Casolini che lo definì uno «spirito poliedrico», dal lucano Pietro Lacava e dal Ministro del Tesoro Francesco Tedesco che ne ricordarono l’esperienza militare a fianco di Garibaldi.
Monarchico convinto e fervente cattolico, si avvicinò alla politica per interessi privati e non per ideologia. La sua attività parlamentare non fu rilevante, mentre intensa fu quella imprenditoriale. I suoi vasti possedimenti lo resero, di fatto, un ricco latifondista in Calabria. Al Gianicolo, a Roma, gli è stato dedicato un busto marmoreo, in copia anche nel suo paese natale. (Prospero Francesco Mazza) © ICSAIC 2020

Opere

  • Garibaldi da Napoli a Palermo, Le Monnier, Firenze 1884;
  • Elettori calabresi, Forzani & C., Roma 1886;
  • Lettera aperta all’onorevole deputato Antonio Mordini presidente del comitato inquirente sulle Banche di emissione, s. n., Roma 1893; 
  • A proposito dei provvedimenti finanziari: idee di un agricoltore e pescatore, Bertero, Roma 1894;
  • Statuto per la istituzione di una colonia di Pescatori e agricoltori nel Golfo di Squillace, Bertero, Roma 1894;
  • Colonia Cassiodoro, Bertero, Roma 1894
  • La Costituente, in «Nuova antologia», 171, 1900, pp. 335-348;

Nota bibliografica

  • Alfredo Giovannetti, Achille Fazzari nelle sue lettere e nei suoi atti: note e ricordi dal 1877 al 1892, Forzani & C., Roma 1892; 
  • È morto Fazzari, in l’«Avanti!» 21 novembre 1910;
  • Camera dei deputati, Atti parlamentari, XXIII legislatura, discussioni, 29 novembre 1910;
  • Domenico Larussa, Achille Fazzari nell’attività militare, politica, umanitaria, Edizione Comunità Europea, Milano 1962;
  • Pietro Borzomati, Aspetti religiosi e storia del movimento cattolico in Calabria (1860-1919),Cinque lune, Roma 1967;
  • Vincenzo Fannini, Achille Fazzari, in Dizionario bibliografico degli italiani, vol. 45, Treccani, Roma 1995; 
  • Antonio Froio, La famiglia Fazzari di Stalettì: da Nunziato ad Achille, amico fidato di Garibaldi, Il Coscile, Castrovillari 2018.
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