Foderaro, Salvatore

Salvatore Foderaro [Cortale (Catanzaro), 26 febbraio 1908 – Roma, 10 giugno 1979]

Persona di larga cultura, nasce da Giovambattista e Maria Teresa Cimino in una famiglia agiata di Cortale, piccolo centro del catanzarese. Fu giurista, magistrato, accademico e politico, deputato della Repubblica. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma e si laurea con il massimo dei voti il 7 luglio 1930. Nel 1933 vince il concorso in Magistratura, lavorando prima in Calabria (Nicastro, Nocera Tirinese, Vibo Valentia) e poi nel Lazio. Nel 1937 sposa Luigia Berardelli, sorella del poeta Franco, dalla quale ha due figlie, Francesca e Maria Teresa. A soli 31 anni diventa Consigliere onorario di Corte d’Appello, anche se gli impegni in magistratura non lo allontanano dal mondo accademico.
Lascia la magistratura e concentra tutta la sua attività nella ricerca: al centro dei sui interessi si pone, nei primi anni di approfondimento, l’organizzazione dello stato fascista e pubblica nel 1940 due monografie: La Milizia volontaria nel Diritto Pubblico Italiano e La divisione dei Poteri. Successivamente abbandona i temi più direttamente legati alle istituzioni fasciste ed entra nel vivo della ricerca con il suo Contributo alla teoria della personalità degli organi dello Stato, volume recensito favorevolmente da Vittorio Emanuele Orlando sulla Rivista di Diritto Pubblico «La Giustizia Amministrativa» del febbraio 1942 «per la coscienza e la serietà della preparazione, per il ricorso alle fonti migliori, per l’equilibrio e la misura onde l’indagine è condotta, per quella chiarezza e quell’ordine nell’esposizione che sono conformi alle migliori tradizioni della Scuola Italiana di Diritto Pubblico».
Dopo un primo incarico da libero docente in Diritto Costituzionale all’Università di Camerino, nel 1942 risulta primo nel concorso a cattedra di Diritto Pubblico e il 5 novembre viene chiamato dall’Università di Perugia. Ma non tradisce l’amore per la letteratura. Notissime le sue prolusioni, acuta la critica alle opere di ogni tempo. Conosce un po’ tutti i letterati del tempo, da D’Annunzio a Marinetti a Guido da Verona. Amico e cognato di Franco Berardelli, il grande poeta morto adolescente, nei suoi scritti, chiarisce Titta Madia, avvocato e deputato anch’egli calabrese, vi è «un sottofondo di poesia …, poesia che vibra nell’animo, nel gesto della generosità e in quello dell’amore, nel sorriso che gli serve a nascondere una vena di commozione». 
Centurione della Milizia Volontaria per la Sicurezza nazionale, componente della Commissione di Disciplina del Partito Nazionale Fascista e incaricato dalla fine del 1941 all’ottobre 1942 del collegamento tra il Partito e il Ministero di Grazia e Giustizia, dopo l’8 settembre del 1943 si schiera per il Governo Regio e da allora fino al 1944 prende parte alla lotta partigiana nel fronte militare clandestino in Umbria e nel 1950 viene insignito della croce al valore militare con la seguente motivazione: «Fervente patriota, appartenente a bande armate operante nel Fronte della Resistenza, si distingueva per attività, coraggio ed alto rendimento…Durante i mesi dell’accanita lotta contro l’oppressore faceva rifulgere, in ogni circostanza, il suo elevato spirito combattivo e la sua assoluta dedizione alla Patria». 
Deferito alla Commissione per l’epurazione del personale universitario nel maggio 1945, nel settembre successivo, gli fu comminata soltanto una lieve sanzione disciplinare.
La sua partecipazione alla vita politica risale agli anni del dopoguerra. Si iscrive alla Democrazia Cristiana e ed è il secondo eletto alla Camera dei Deputati nel 1948 nella circoscrizione di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. È proclamato il 26 aprile. La sua elezione viene però contestata perché accusato di essere autore di libri e testi scolastici di propaganda fascista, direttore di rivista politica fascista, alto gerarca. Dopo lunghe indagini e discussioni la convalida arriva il 29 luglio 1949. Confermato per cinque legislature consecutive dal 1948 al 1972, fa parte di diverse Commissioni parlamentari (Giustizia, Trasporti, Lavori Pubblici, Affari Costituzionali, Mezzogiorno, Affari Esteri), della Giunta per le Autorizzazioni a Procedere e di quella delle Elezioni. 
Significativa la sua partecipazione, come Sottosegretario ai Trasporti, nel governo Tambroni, dall’aprile al luglio 1960. Svolge, per incarico del Ministero della Pubblica Istruzione e per il Ministro degli Affari Esteri diverse missioni culturali ed economiche in Africa. Foderaro ama profondamente l’Africa, tanto da indurlo a dire: «Porto sempre con me l’immagine dell’Africa che ho visitato e percorso, è un’immagine viva, palpitante, spesso fastosa nelle sue creature e nelle sue manifestazioni tradizionali, affascinante nei suoi simboli e nella sua natura…. È il continente nero degli animali e delle mille avventure, degli esploratori, delle danze e dei tramonti indescrivibili e delle tempeste di sabbia, del Nilo e del Sahara, del Kilimangiaro e delle Cascate Vittoria, del Safari e dei Parchi nazionali…, degli africani desiderosi di quell’emancipazione che il tempo della schiavitù prima e del colonialismo dopo, hanno frenato per l’interesse di quell’“Uomo Bianco” che troppo spesso ha veduto in questa terra il motivo del tornaconto dimenticandosi che i suoi figli, i cosiddetti “negri”, sono anche loro figli di madre natura». Presidente dell’Istituto Italiano per l’Africa, al tema dei rapporti tra l’Italia e questo continente dedica un numero elevatissimo di saggi e articoli, tra i quali spicca l’opera in tre volumi Le Costituzioni degli Stati Africani (1968). Si occupa anche dei problemi urgenti nell’amministrazione della Giustizia, tant’è che nel discorso pronunciato alla Camera dei Deputati nella seduta del 6 ottobre 1949, contestando il contraddittorio di alcuni suoi colleghi, ribadisce l’importanza di riconoscere il corpo giudiziario come potere autonomo, conformemente all’art. 104 della Costituzione, sganciandolo così dall’influenza del potere esecutivo. Come Sottosegretario ai Trasporti svolge nel corso del mandato governativo un’intensa attività. Non c’è stazione ferroviaria in Calabria che non rechi l’impronta del suo intervento. A lui si deve l’ammodernamento dei più importanti impianti della rete ferroviaria calabra: quelli di Sant’Eufemia Lamezia, Soverato e Paola, l’approvazione del progetto di ammodernamento del tronco ferroviario Paola – Cosenza, la realizzazione del doppio binario Paola-Francavilla-Angitola e la Gioia Tauro-Villa San Giovanni. A Foderaro si devono, inoltre, il miglioramento dei collegamenti tra la Calabria e la Sicilia (nuove navi traghetto), tra il Meridione e l’Africa, il complesso Ina-Casa a Crotone, l’istituzione del trasporto merci a domicilio (motrice e carrello) a Nicastro.
Consapevole dell’importanza di creare a Montecitorio un clima favorevole alla Calabria, nel discorso pronunciato alla Camera dei Deputati nella seduta del 15 giugno 1948, non disdegna di ricorrere a uno stile forte: «La Calabria è una polveriera che da un silenzio apparente potrebbe passare ad una tremenda esplosione! Un fermento nuovo, un senso di scontento e di insofferenza, un sentimento fiero di protesta circola ormai in tutta la Calabria… ormai ogni calabrese, a qualunque categoria sociale appartenga… non vuole altro che questo: la rinascita della Calabria». Famosi i suoi interventi a sostegno degli agricoltori, dei detenuti, dell’edilizia scolastica e carceraria, degli insegnanti elementari, dei direttori didattici, dei professori, dei commercianti della sua terra di Calabria. Notevole e instancabile inoltre, il suo operato a favore dell’istituzione dell’Università in Calabria: «La Calabria, patria di studiosi e di poeti, ha diritto all’Università».
Titta Madia di lui scrive: «Vorrei affermare che Foderaro è soprattutto Calabrese, poiché per lui viene prima la Calabria e poi l’Italia… perché l’Onorevole Foderaro è uno dei pochissimi parlamentari italiani che non invano è andato a Montecitorio, conoscendo egli le ansie, le sofferenze, i bisogni, le richieste e la secolare profonda tragedia della sua terra».
Preside per otto anni della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, viene chiamato alla Cattedra di Istituzioni di Diritto Pubblico della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Roma dal 1° novembre del 1969. Trae dall’attività didattica dapprima un Corso di istituzioni di diritto pubblico e poi un Manuale di diritto pubblico.
Cattolico praticante, fervente, particolarmente francescano nello spirito e per austerità di vita, ha dedicato al Santo una monografia: San Francesco di Paola e la sua azione sociale (1958). Nel 1974 viene nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica italiana e l’anno dopo gli viene assegnata la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte.
Colpito dal morbo di Parkinson muore nel 1979. A lui vengono intitolate Largo Foderaro a Cortale e Via Salvatore Foderaro a Lamezia Terme. (Stefania Valente) @ ICSAIC

Opere

  • La milizia volontaria e le sue specialità: ordinamento giuridico, Cedam, Padova 1939;
  • La Milizia volontaria nel Diritto Pubblico Italiano, Cedam, Padova 1940; 
  • La divisione dei Poteri, Cedam, Roma 1940;
  • Contributo alla teorica della personalità degli organi dello Stato, Cedam, Padova 1941;
  • Collegio uninominale e scrutinio di lista nella fase odierna del diritto costituzionale italiano, Cedam, Padova 1946;
  • La personalità interorganica, Cedam,  Padova, 1964;
  • Principi ispiratori delle costituzioni dei Paesi Africani, Giuffrè, Milano 1964;
  • Istituzioni di Diritto Pubblico, (4 volumi), Bulzoni, Roma 1970;
  • Manuale di Diritto Pubblico, Cedam, Padova 1973;
  • Istituzioni di diritto e procedura penale, Cedam,  Padova 1975;
  • Africa libera, Edin, Roma 1975 (Edizione in inglese Indipendent Africa, Colin Smythe Ltd, 1976;
  • Tutela dell’ordine pubblico e ordinamento penitenziario, appendice alle istituzioni di diritto e procedura penale, Cedam,  Padova 1976.

Nota bibliografica

  • Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, Documenti, Relazione della Giunta delle Elezioni, seduta del 15 luglio 1949;
  • Istruzione e Qualificazione, «Il Mattino»,  17 novembre 1957;
  • Giulia Caravale, Foderaro, Salvatore, in Dizionario Biografico degli italiani, Vol. XLVIII, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1997;
  • Titta Madia, Riviste forensi, “Oratori del Giorno”, “Passaporto degli Oratori”, da un profilo dell’On. Salvatore Foderaro;
  • Piero Papini, Un uomo per la Calabria, Salvatore Foderaro, s.e., Roma s.d.
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