Foti, Francesco

Francesco Foti [Montebello Ionico (Reggio Calabria), 28 aprile 1905 – Motta San Giovanni (Reggio Calabria), 25 gennaio 1978]

Figlio di Donato e di Maria Antonia Cozzucoli. Dopo i primi anni di scuola – frequenta fino alla quarta elementare – esercita saltuariamente i mestieri di contadino e di bracciante. Emigra in Francia, a Nizza, il 6 aprile 1926 con regolare passaporto, lavora come minatore, operaio e muratore ed è molto attivo nel Partito Comunista. L’anno dopo abbraccia – come lui stesso scrive – «la causa dell’antifascismo e la lotta per la libertà».
Nel gennaio 1931 viene espulso dalla Francia per la sua attività antifascista. Peregrina tra Belgio e Lussemburgo. Infine ripara in Spagna. Il 5 giugno 1931 il Ministero degli Interni dirama una segnalazione nella quale si chiede il suo arresto perché sospettato di essere l’organizzatore di un complotto in combutta con Primo Soave di Bologna e Fioravante Marcolin di Motta di Livenza e il suo nome viene inserito nella Rubrica di frontiera per l’arresto.
Stabilitosi a Barcellona trova lavoro come venditore ambulante. Il 6 o il 7 aprile 1937, si arruola – con l’incarico di miliziano porta-ordini – nella seconda compagnia del secondo battaglione della Brigata Internazionale Garibaldi, raggiungendo il grado di caporale-furiere. Partecipa ai combattimenti di Madrid, Huesca, Farlete, Quinto, Zalamea de la Serena, Caspe, Aragona ed Ebro. Viene ferito due volte: la prima volta alla mano destra a Vilafrance del Castillo ed è ricoverato all’ospedale di Madrid; la seconda a la Corbera, sull’Ebro, il 10 settembre 1938, e questa volta piuttosto gravemente, alla guancia e alla spalla destra, con perforazione di un polmone. Uscendo dall’ospedale di Murcia dove era stato ricoverato, incontra casualmente una ragazza spagnola, Maria Caravaca, di cui s’innamora ricambiato. Si sposano nel marzo 1938 a Denia, provincia di Alicante nella regione Valenziana. Con la donna, che lo seguirà in tutte le sue peripezie, ha un figlio, Donato, nato a Barcellona.
Con la sconfitta della Repubblica, il 6 febbraio 1939, rientra in Francia e viene internato nei campi di concentramento di Argeles-sur-Mer, Gurs e nel 1941 lo troviamo nell’elenco di 398 italiani internati a Vernet d’Ariege. La moglie, nel frattempo, dopo avare evitato di essere rimpatriata in Spagna, era riparata a Marsiglia, ospite di una famiglia solidale.
Nel settembre 1941 viene arrestato dalla Gendarmeria francese che lo consegna alle autorità italiane a Mentone. Dopo il suo forzato rimpatrio dal campo di concentramento di Vernet d’Ariège al carcere di Reggio Calabria, anche la moglie e il figlio ottengono di rientrare in Italia, stabilendosi a Montebello nella casa dei genitori di lui.
Il 29 novembre 1941 viene assegnato per cinque anni al confino di Ventotene. Viene liberato il 21 agosto 1943 e riprende subito l’attività politica.
Con l’avvento della Repubblica, fu eletto primo sindaco di Montebello lonico. Diventato un apprezzato dirigente della Federazione del Partito Comunista Italiano di Reggio Calabria, si trasferisce a Motta San Giovanni dove continua nel suo impegno politico come amministratore locale, intervenendo spesso su temi particolari e nazionali, come nel caso del dibattito sul 4istema scolastico agli inizi degli anni sessanta, con lettere al quotidiano del suo partito.
Muore all’età di 73 anni. Della sua scomparsa dà notizia anche il quotidiano del Pci, «L’Unità», che lo ricorda come antifascista e combattente garibaldino in Spagna. (Ilario Dimundo) © ICSAIC 2021 – 09

Nota bibliografica

  • Cordoglio per la morte del compagno Francesco Foti, «L’Unità», 31 gennaio 1978;
  • Álvaro López (a cura di), Antifascismo meridionale nella guerra di Spagna. Dalla Spagna al confino, Aicvas (Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna), Roma 1982, p. 32;
  • L’ Italia al confino: le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, vol. 4, a cura di Adriano Dal Pont e Simonetta Carolini, La pietra, Milano 1983, p. 1666; 
  • Dino Fienga, Clemente Maglietta, Enzo Misefari, Memoria e antifascismo. Combattenti meridionali alla guerra di Spagna, Athena, Napoli 1989, pp. 134-135; 150-151 (testimonianza di Francesco Foti); 
  • Antifascisti nel casellario politico centrale, vol. 8, a cura di Simonetta Carolini, ANPPIA, Roma 1992, p. 318;
  • La Spagna nel nostro cuore: 1936-1939: tre anni di storia da non dimenticare, Aicvas, Roma 1996, p. 200;
  • Calabria antifascista. Francesco Foti, «Rivista calabrese di storia del ’900», I, 1, 2005, pp. 162-165;
  • Donato Foti, Informació diversa sobre el brigadista italià Francesco Foti, Castelló de la Plana, 2018, http://sidbrint.ub.edu/ca/node/34951.

Nota archivistica

  • Archivio Istituto Ferruccio Parri (ex Insmli), fondo Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna (Aicvas), b. 29, fasc. 124 Foti Francesco di Donato;
  • Archivio Insmli, fondo Cantaluppi Augusto, fasc. 12, sottofasc. Foti Francesco (nato 28/4/1905);
  • Archivio Centrale dello Stato (Acs), Casellario Politico Centrale, b. 2136.
  • Acs, Ministero dell’interno (Mi), Direzione generale pubblica sicurezza (Dgps), Divisione affari generali e riservati (Dagr), b. 428, fasc. 6472, Foti Francesco di Donato
  • Acs, Mi, Dgps, Dagr, Categoria 793, perseguitati politici, fascicoli personali, b. 37, fasc. Foti Francesco
  • Archivio di stato russo di storia sociale e politica (Rgaspi), Fascicoli personali per paesi, fondo 495, fasc. Rgaspi, F. 495. Op. 221. D. 3316. Annotazioni: fascicolo intestato a Foti Cuzzucoli (sic!) Francesco;
  • Rgaspi, fondo Brigate internazionali dell’Esercito repubblicano spagnolo, fondo 545, fasc. Rgaspi F 545 op 6 d 494. 
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