Fragale, Oscar

Oscar Fragale [Malvito (Cosenza), 31 luglio 1907 – Cosenza, 26 marzo 1959].

Oscar Costantino Fragale, resta – dopo la prematura scomparsa di un fratellino maggiore – primo figlio maschio nella numerosa prole dell’orefice Giovanni Federico Fragale e della nobildonna Caterina Cavalcanti. Tra la fine del 1914 e la fine del 1915 la coppia si trasferisce da Malvito a Cosenza, laddove Giovanni – già in rapporti amichevoli col deputato socialista Nicola Serra, a quei tempi sottosegretario alla Marina – inaugura la propria gioielleria sull’allora centrale corso Telesio e dove il nonno materno di Oscar, Giuseppe Camillo Cavalcanti – dei già duchi di Torano Castello – aveva fatto edificare per gli sposi un palazzo nel quartiere delle Paparelle.
Dopo i primi studi al paese natale e quelli superiori a Cosenza, Oscar Fragale intraprende quelli medici a Napoli, dove si laurea nel 1933. Allievo Ufficiale presso la Scuola di Sanità Militare di Firenze, consegue l’abilitazione a Bologna nel 1936. Inviato sul fronte albanese nel 1940, nel corso dell’anno successivo viene trasferito, in qualità di Ufficiale Medico, all’Ospedale Militare di Bari. L’11 aprile 1942, a Pompei, sposa la barese Giulia Cianciotta e dal matrimonio nasceranno i figli Giovanni (medico, 1943-2000), Carlo (professore) e Vito (architetto). Congedato nel 1942, rientra a Cosenza e qui pone più stabilmente le radici della sua breve ma intensa carriera.
In un articolo amichevolmente ironico apparso nel maggio del 1944 sulle pagine del foglio satirico «La Vespa», egli veniva iperbolicamente «pedinato fin nella sede» del suo «Istituto Medico Fragale» in viale Trieste (Cosenza), adorno di «compassi, squadre, ferri chirurgici, una sedia ostetrica, batuffoli d’ovatta, medicinali e libri». E ancora nelle pagine del «Corriere del Sud» dell’aprile 1952 due medici narrano di quel reparto del suo Istituto «destinato alle ricerche sperimentali: gabbie con porcellini d’India, cuori pulsanti in provette, oscillometri, generatori di alta e bassa frequenza, microscopi» e quel ballistocardiografo fatto costruire da Fragale e che indusse un’azienda costruttrice di apparecchi sanitari ad acquistarne il brevetto.
Carriera medica e non soltanto: personaggio poliedrico e di mille energie, Fragale non fu soltanto il reduce di guerra votato alla causa della medicina e, in particolare, della radiologia (suoi furono i primi studi radiologici in Cosenza, Paola e Rossano), ma fu anche filantropo, ben attivo nella società civile e in politica (da ricordare la sua offerta di ricerche al 50% di riduzione sulle tariffe proposte ai radiologi della Città per i poveri assistiti dal Comune di Cosenza) e, infine, editore e pubblicista brillante e coraggioso. Fu poi forse il solo in quegli anni a poter assommare – e in una vita così breve – una quantità di cariche multiformi: presidente del Circolo UNUCI (Ufficiali in Congedo) presso il Distretto di Cosenza (durante la presidenza, su scala nazionale, di Tito Zaniboni), presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia – tesa alla riorganizzazione, al potenziamento dell’economia, all’elevazione culturale e morale delle popolazioni –, direttore del «Corriere del Sud», presidente dell’Associazione Cosentina della Stampa, rappresentante dell’Ordine dei Giornalisti della Provincia di Cosenza e, infine, presidente del Circolo della Scherma «Nino Natale» di Cosenza.
Orbitante, col ben alto grado 30°, attorno alla Gran Loggia d’Italia, ebbe peraltro un suo importante ruolo tra il Comitato di Liberazione Nazionale, il Partito d’Azione e quell’antifascismo più rigoroso, fatto perciò di delicati e profondi scetticismi “interni”, e di delusioni (mirabile è la sua Lettera aperta a «uno qualunque», apparsa nel quotidiano «Corriere del Sud» alla vigilia di Natale del 1944, in dolorosa polemica contro certo montante antifascismo tanto massimalista quanto fasullo).
Ed era stato proprio nel settembre del 1944 che Oscar Fragale, d’accordo con il massone Giuseppe Santoro – quel medico ed esponente del Cln cosentino il quale verso la fine del 1925 aveva nascosto nella propria clinica il generale massone Luigi Capello, complice, con l’onorevole socialista e massone Tito Zaniboni, del recente attentato a Mussolini –, aveva rilevato la proprietà della testata «Italia Nuova», primo quotidiano del dopoguerra a Cosenza (ora, appunto, «Corriere del Sud») che diveniva così un «punto di riferimento importante per la ripresa del dibattito politico e sociale nella società cosentina». Il periodico, ad ogni modo, si allontanò dapprima gradualmente dalla lotta unitaria del Cln locale – testimoniando il disorientamento politico dell’antifascismo democratico – e adottò poi un indirizzo antitogliattiano, antisovietico e, nel 1952, persino contrario a una certa corrente massonica cosentina di cui denunciava le ingerenze elettorali in combutta – peraltro poco ortodossa – con quelle di stampo ecclesiastico.
E, infine, era stato ancora Oscar Fragale, nel lontano agosto del 1944, a proporre – durante il Congresso del Partito d’Azione – l’istituzione dell’Università a Cosenza, ben due anni prima che l’idea risvegliasse pure l’ormai ottuagenario Nicola Serra, debole nel lasciarne poi il maldestro sviluppo nelle mani ben poco capaci dell’immancabile stuolo di politicanti e amministratori locali dell’epoca, i quali ne abbandonarono la realizzazione nel giro di pochi mesi.
Si spense per un male, che lo portò via a poco meno di 52 anni: i necrologi di «Cronaca di Calabria» segnalarono gli “imponentissimi” funerali di Fragale, descritto quale “pubblicista di valore e medico insigne”, “uno dei medici più valorosi e insigni della provincia cosentina”, sottolineandone la “bontà del carattere e profonda dottrina”.
Fu il fratello maggiore dell’orefice Hermann (1913-1965) e del medico Dino (1917-1983), nonché zio del professor Raul e del medico Giampaolo (1945-2017). (Luca Mazzario) © ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Il Centro d’Azione per gli sviluppi del Mezzogiorno, in «Corriere del Sud», 10 gennaio 1945;
  • A.C. e M. D., L’Istituto Medico “Fragale” e le sue attività, in «Corriere del Sud», 21 aprile 1952;
  • «Corriere del Sud», 25 luglio 1945 e 24 maggio 1952;
  • «Cronaca di Calabria», 5 aprile 1959;
  • Luca Irwin Fragale, Microstoria e araldica di Calabria Citeriore e di Cosenza, Banca Ca.Ri.Me, Milano 2016, p. 88;
  • Oscar Fragale, Lettera aperta a «uno qualunque», in «Corriere del Sud», 24 dicembre 1944;
  • Giuseppe Guidi, Memorie massoniche. La Loggia Bruzia – Pietro De Roberto 1874 n. 269 all’Oriente di Cosenza, Brenner, Cosenza, 2005
  • Il vespaioLe nostre rivelazioni sulla Massoneria di Rito Scozzese Antico e AccettatoI martiri del ’44, «La Vespa, periodico della opinione pubblica», Cosenza, 1 marzo 1944; 9 marzo 1944; 22 aprile 1944; 23 maggio 1944; 3 agosto 1944;
  • Pantaleone Sergi, Quotidiani desiderati: giornalismo, editoria e stampa in Calabria, Memoria, Cosenza 2000;
  • Nicoletta Perrotti, La ritorno della stampa democratica a Cosenza (1943-1945): Il caso di “Italia Nuova”-“Corriere del Sud”, Tesi di Laurea, rel. Pantaleone Sergi, Facoltà di Scienze Politiche, Università della Calabria, anno accademico 2001-2002;
  • Pantaleone Sergi, Prove di “stampa gialla” nell’Italia liberata: il “Corriere del Sud”, «Giornale di Storia Con­temporanea», 1, 2005;
  • Paolo Ricca (a cura di), Baratta. Catalogo, Barbieri, Manduria 2008, pp. 45, 84 e 93;
  • Pantaleone Sergi, Stampa e società in Calabria, Memoria, Castrolibero 2008, passim.

Nota archivistica

  • Carte Fragale (in fotocopia), Archivio privato P. Sergi.
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