Julia, Vincenzo

Vincenzo Julia (Acri, 19 febbraio 1838 – 4 maggio 1894)

Nacque dall’unione di Antonio – medico, avvocato liberale e amico intimo di Vincenzo Padula – e Maria Giuseppa Balsano, sorella del deputato Ferdinando, arciprete di Roggiano Gravina e cugina del senatore Giacomo Coppola dei nobili d’Altomonte. L’educazione ricevuta nella nobile famiglia,  la cui presenza ad Acri è documentata sin dai primi del Cinquecento, lo porta a condividere da subito gli ideali risorgimentali e liberali: intrapresi i primi studi sotto le cure del padre, già allievo del Focaracci, fu poi indirizzato nel 1848 e 1849 all’Istituto scolastico dei fratelli Molinari, nella stessa Acri e, in seguito, alle cure dello zio materno Ferdinando che lo accompagnò negli studi seminaristici a San Marco Argentano, mentre in quelli a Bisignano fu seguito dal canonico acrese Francesco Saverio Benvenuto. Intraprende infine gli studi giuridici che porta a termine presso l’Ateneo di Napoli nel 1863.
Nel 1864 convola a nozze con Gabriella Fusari e, dopo otto anni di matrimonio, resta vedovo e padre di quattro figli (Antonio, Francesco, Mariannina e Giulietta), scegliendo perciò di restare a vivere ad Acri, da dove continua a svolgere attività forense, e rinunciando a una cattedra di Lettere offertagli dal Liceo Classico di Cosenza.
La sua attività principale fu tuttavia quella di letterato e poeta prolifico, che seppe inseguire un suo proprio stile, di sentimento fortemente e radicalmente democratico che si poneva a cavallo tra il tardo romanticismo, il naturalismo e il verismo all’epoca incalzante. Mentre, al contrario, assai sparuti furono i suoi componimenti di ordine sentimentale o amoroso.
Impressionante è infatti la mole dei suoi scritti, e ancor di più lo è se si consideri che i margini di stesura coprono un arco di soli 26 anni, terminando nel 1893 con il saggio su Regaldi e le Calabrie, e cominciando nel 1868 e nel 1869 con articoli sparsi dapprima su «Il Gravina» (intorno alla poesia popolare, a Socrate, e all’Armando di Prati) e poi su «L’era nuova» (intorno a Manzoni, Campanella, Parini e il Medio Evo).
La tematica politica e sociale che divenne predominante nei suoi scritti lo inscrisse al vertice della poesia civile, e di quella calabrese in particolare: sostenitore degli ideali giobertiani, poi socialisti nonché del riscatto delle masse disagiate, si prodigò pure nella fondazione della Società Operaia d’Indipendenza, di cui fu presidente onorario.
E il suo illuminato laicismo è ben illustrato da almeno quattro opere fondamentali della poetica juliana, ovvero il Mazzini a Roma nel ’49 (1890), il Vincenzo Monti: poeta civile e laicale (1892), il Francesco Salfi (pubblicato nel 1881 su «La bilancia») ma soprattutto il libello A Cosenza che celebra la caduta del potere teocratico (1890).
Negli ultimi anni della sua vita fu pure direttore del periodico culturale «Telesio», sul quale aveva anche pubblicato alcuni contributi in merito al Risorgimento filosofico del Quattrocento, a Silvestro Centofanti e a Carlo Tenca.
Il suo impegno regionalistico, maturato in seguito all’evidenza dello stato in cui la Calabria era stata abbandonata nel periodo postunitario, si concretizzò nel suo Saggio di studi critici su Vincenzo Selvaggi e la calabra poesia (1878) in cui Julìa individuava un collegamento fra le opere del cinquecentesco Galeazzo di Tarsia e le produzioni romantiche ottocentesche. E non soltanto: suoi furono i primi saggi apparsi su Vincenzo Padula (1892), o su L’abate Gioacchino (1888), Bertrando Spaventa e Tommaso Campanella (1888) o, ancora, il Saggio sulla vita e sulle opere di G.V. Gravina (1879).
Considerato il padre della letteratura calabrese, Vincenzo Julìa venne a mancare prematuramente, all’età di 56 anni, a causa di un’apoplessia.
A suo nome sono intitolati il Liceo Classico di Acri e due vie, una nella stessa Acri e una nel capoluogo cosentino. (Luca Irwin Fragale) © ICSAIC 2021 – 01

Opere essenziali

  • Elogio di Pietro Giannone, tipi di M. Cellini e C., Firenze 1870;
  • Discorso intorno alla vita ed alle opere di Ferdinando Balsano, Tip. del Lloyd Austriaco, Trieste 1871;
  • Elogio funebre di M.a Antonietta Costa-Sanseverino contessa di Chiaromonte, stabilimento tipografico di Francesco Giannini, Napoli 1875;
  • Saggio di studii critici su Vincenzo Selvaggi e la calabra poesia, Tip. Migliaccio, Cosenza 1878;
  • Saggio sulla vita e sulle opere di G.V. Gravina, Tip. Migliaccio, Cosenza 1879;
  • Sonetti, Tip. Migliaccio, Cosenza 1879;
  • Lettere del prof. Vincenzo Julia a Gioacchino Chinicò, Tipografia del Calabrese, Castrovillari 1881;
  • De Sanctis in Calabria, Tipografia del Calabrese, Castrovillari 1884;
  • Francesco Fiorentino filosofo: discorso recitato da Vincenzo Julia addì 8 febbraio 1885 nella sala dell’Accademia Cosentina, Cosenza 1885;
  • Per la inaugurazione di un busto in marmo a Gian Vincenzo Gravina in Roggiano il 7 giugno 1885, tip. dell’Avanguardia, Cosenza 1886;
  • Terenzio Mamiani e i suoi Dialoghi di scienza prima: da una lettura fatta nella sala dell’Accademia Cosentina, Dumolard, Milano 1887;
  • L’abate Gioacchino, s.n., Acri 1888;
  • Bertrando Spaventa e Tommaso Campanella, Arti Grafiche Panetto & Petrelli, Spoleto 1888;
  • Discorso per l’inaugurazione del Monumento a Francesco Fiorentino, Cosenza 1889;
  • Versione di Platone di Francesco di Acri: due lettere, tip. dell’Avanguardia, Cosenza 1889;
  • Versi, Luigi Pierro, Napoli 1890;
  • Ad Enrico Granata: versi, tip. dell’Avanguardia, Cosenza 1890;
  • Per il 6° centenario dei vespri: sonetti, Dalla Tipografia Municipale, Cosenza 1890
  • Maroncelli e Saffi: versi, tip. dell’Avanguardia, Cosenza 1890;
  • Mazzini a Roma nel ’49, Pierro, Napoli 1890;
  • A Cosenza che celebra la caduta del potere teocratico, Tipografia municipale di F. Principe, Cosenza 1890;
  • Discorso per la inaugurazione del busto a Ferdinando Balsano letto a Roggiano Gravina il 10 novembre 1889, Tip. V. Vecchi, Trani 1891;
  • Carlo Tedaldi Fores poeta lirico: conferenza letta all’Accademia Cosentina il dì 7 aprile 1889, tip. dell’Avanguardia, Cosenza 1889;
  • Tullo Massarani e Cesare Correnti: studio, Tip. V. Vecchi, Trani 1891;
  • Mazzini critico: conferenza letta a Cosenza nella sala della Società Operaia “I figli del Lavoro”, il 4 gennaio 1891, Tip. V. Vecchi, Trani 1891;
  • Vincenzo Monti: poeta civile e laicale, Tipografia del Sibari, Morano Calabro 1892;
  • Vincenzo Padula, Tipografia dell’Avanguardia, Cosenza 1892;
  • Cronaca letteraria calabrese, Tipografia del Sibari, Morano Calabro 1892;
  • Regaldi e le Calabrie, Tipografia dell’Avanguardia, Cosenza 1893;
  • Scritti scelti di Cesare Correnti in parte inediti o rari, Tip. V. Vecchi, Trani 1893.

Nota bibliografica

  • Cesare Guasti, Lettere di Vincenzo Julia a suo figlio, tip. dell’Avanguardia, Cosenza 1889;
  • Francesco Pietropaolo, Vincenzo Julia filosofo: discorso recitato nella Società del mutuo soccorso Regina Margherita in Tropea, Tip. V. Vecchi, Trani 1895;
  • Raffaele Capalbo, Memorie storiche di Acri, La Fiaccola, Santa Maria Capua Vetere 1924;
  • Giuseppe Julia, Il Risorgimento nel pensiero e nell’arte di Vincenzo Julia, F. Fiorentino, Napoli 1961;
  • Giuseppe Julia, Tre grandi poeti di Calabria: Vincenzo Padula, Vincenzo Julia, Filippo Greco, Mit, Cosenza 1976;
  • Giuseppe Julia, Notizie bio-bibliografiche su Vincenzo Julia, Graphisud, Acri 1991;
  • Antonio Piromalli, La letteratura calabrese, Pellegrini, Cosenza 1996, ad indicem.
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram