Misasi, Nicola

Nicola Misasi [Cosenza, 4 maggio 1850 – Roma, 23 novembre 1923]

Figlio dell’ispettore carcerario Francesco Saverio e di Giuseppina De Angelis, crebbe nell’ambiente della piccola borghesia cosentina. Si mostrò presto insofferente alla disciplina scolastica, tant’è che fu espulso dalle scuole pubbliche in seconda ginnasiale e dovette, di conseguenza, interrompere gli studi regolari. In seguito si formò letterariamente da autodidatta, privilegiando gli autori francesi del tempo, come Zola e Balzac, gli scrittori calabresi di ispirazione romantico-sociale come Domenico Mauro e Vincenzo Padula e i grandi autori romantici europei come Heine, Schiller e Byron. 
Nel 1874 sposò Concetta Galati, figlia di un noto avvocato di Monteleone (l’attuale Vibo Valentia). Nello stesso periodo esordì come autore con due raccolte di poesie. Nel 1880 si recò a Napoli, dove riuscì a pubblicare alcune novelle sul «Corriere del mattino» (che diventerà poi «Il Mattino»), diretto da Martino Cafiero. La notorietà della testata gli aprì la strada alla collaborazione con i maggiori giornali del tempo che gli pubblicarono racconti e romanzi d’appendice. 
Riscosse, così, largo successo popolare ed entrò in contatto con Matilde Serao, di cui fu molto amico, Edoardo Scarfoglio e Salvatore Di Giacomo. Nel 1882 si trasferì a Roma, su invito dell’editore Sommaruga, e collaborò al «Fanfulla della domenica» e a «Cronaca bizantina». Nella capitale entrò in contatto con i principali protagonisti della letteratura italiana di fine Ottocento, come Carducci, D’Annunzio, Fogazzaro, Capuana e Verga. Risalgono a questi anni romani alcune delle sue opere più note, come la raccolta di novelle In Magna Sila (1883) e il romanzo Marito e sacerdote (1883).
Nel 1884 abbandonò la capitale in seguito alla nomina, per «chiara fama» (essendo privo di titoli di studio), come professore di letteratura italiana nel Liceo Filangieri di Monteleone, la città natale della moglie, la quale morì prematuramente, dopo solo due anni. Nel 1892 sposò in seconde nozze la cosentina Amalia Filosa e ottenne il trasferimento presso il Liceo Telesio di Cosenza. In questa città trascorse il resto della sua vita, fatta eccezione per alcuni viaggi a Napoli e per le sortite dovute alla sua attività di conferenziere in varie città italiane (Milano, Firenze, Roma e Napoli) e anche all’estero (Svizzera, Tirolo e Tunisia).
Negli anni a cavallo tra Otto e Novecento s’intensificò la sua produzione letteraria e giornalistica. Collaborò anche ai principali giornali italiani d’oltre oceano, come il «Fanfulla» di San Paolo, «La Patria degli Italiani» di Buenos Aires e «Il Progresso italo-americano» di New York, riscuotendo un notevole successo tra gli italiani emigrati nelle Americhe. Dopo la Grande Guerra, avendo abbandonato l’insegnamento, andò a vivere per qualche tempo a San Fili, non lontano da Cosenza. Nel 1922 si trasferì a Roma, dove abitavano i suoi figli, e vi morì l’anno successivo.
Al successo riscosso in vita, sia come narratore che come giornalista e conferenziere, subentrò poi una fortuna critica altalenante. Agli apprezzamenti di Benedetto Croce, fecero seguito i giudizi di Natalino Sapegno e Francesco Flora, che rilevarono anche i limiti di un «tardivo, torbido e sensuale romanticismo» (Sapegno) e di una «narrazione veristica e oratoria» (Flora). Altri lo considerarono, più severamente, un romanziere d’appendice che poco aveva a che fare col verismo. In ultimo, Vincenzo Paladino ha osservato che Misasi «rivisita, con animo – si direbbe – rapito, tutti i miti della etnia calabrese (dalla mitologia familiare a quella del “brigante”), ma pare lo faccia già con la coscienza riflessa e la tensione nostalgica del superstite di un mondo ormai in eclissi». (Vittorio Cappelli) © ICSAIC

Riferimenti bibliografici

  • Giovanni Pàtari, Nicola Misasi, in Tra carte e ricordi (abbozzi, profili, rievocazioni), Tipografia Bruzia, Catanzaro s. d. (ma 1946).
  • Francesco Flora, Storia della letteratura italiana, V, Il secondo Ottocento e il Novecento, Mondadori, Milano 1967.
  • Natalino Sapegno ,Walter Binni, Storia letteraria delle regioni d’Italia, Sansoni, Firenze 1968.
  • Lina Jannuzzi, Introduzione a Nicola Misasi, Pagine calabresi, Cappelli, Bologna 1969.
  • Francesco Volpe, Nicola Misasi e la società calabrese del suo tempo, «Archivio Storico per le Province Napoletane», XI, 1973.
  • Vincenzo Paladino, Cultura e narrativa calabrese tra Otto e Novecento, Guida, Napoli 1982.
  • Claudia Misasi, Nicola Misasi tra le righe. Una vita, tante storie, Brenner, Cosenza 2007.
  • Vittorio Cappelli, Nicola Misasi, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 75, Treccani, Roma 2011.
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