Morabito, Giuseppe

Giuseppe Morabito [Archi di Reggio Calabria,  5 giugno 1858  – Mileto, 3 dicembre 1923]

Giuseppe Morabito risalta, con un suo inconfondibile carisma, fra i vescovi a cavallo tra ’800 e ’900 nella diocesi di Mileto e in Calabria, particolarmente per il suo impegno pionieristico nella carità sociale, nei tormentati inizi del XX secolo. La sua  energica personalità e la sua molteplice attività pastorale può essere colta solo inquadrandola nel suo preciso contesto storico, nei movimenti culturali di un epoca nella quale si avvertono nuovi fermenti, inediti, tra sfide e sollecitazioni.
Proveniente da una famiglia di modeste condizioni sociali, grazie a una borsa di studio riuscì a entrare nel Seminario Arcivescovile di Reggio Calabria, dove si distinse per profitto e condotta. Ordinato sacerdote l’11 giugno 1881, proseguì gli studi a Roma, laureandosi in teologia presso l’Università Gregoriana nel 1883. Rientrato a Reggio, fu professore di lettere nel ginnasio e liceo arcivescovile, canonico del duomo, esaminatore prosinodale,  direttore di vari istituti; si distinse come predicatore e conferenziere. Nel 1885 iniziò la sua attività di giornalista, scrivendo su «L’Albo Reggino»«La Zagara», «Il Cittadino», «Fede e Civiltà»di quest’ultimo giornale fu pure vice direttore. Ricevette apprezzamenti anche per il suo estro poetico, è consistente la pubblicazione di versi, da sacerdote e  poi da vescovo, nei quali traspare il suo lirico amore sacerdotale per la sua terra, la natura, la gente.  Fu tra i promotori del movimento sociale cattolico che, in quegli anni, cominciava a mettere radici  anche in Calabria. Nel 1896, il metropolita mons. Gennaro Portanova gli affidò il compito di segretario del primo Congresso Cattolico Calabrese, di cui poi curò la pubblicazione degli atti. 
Preconizzato vescovo titolare di Dioclea, nel novembre 1898 papa Leone XIII lo scelse per il vescovato di Mileto. L’8 gennaio 1899 ricevette la  consacrazione episcopale  nella cattedrale reggina dal card. Portanova, il 14 novembre 1899 fece solenne ingresso nella diocesi, allora la più vasta della Calabria. Il suo lungo servizio pastorale partì dalla formazione dei seminaristi e del clero a cui dedicò tutte le sue attenzioni. Fu uomo di pensiero profondo e contemporaneamente dotato di grande senso pratico: attrezzò il seminario per i corsi di esercizi spirituali al clero diocesano, impiantò a Mileto e poi a Polistena una tipografia vescovile, dove si stamparono le sue lettere, i testi delle conferenze socio-culturali tenute nel seminario, il giornale «Il Normanno» fondato dallo stesso vescovo, insieme ad altri due da lui promossi, «Gemiti di madre» e «La stella degli Emigranti». Quando la diocesi fu devastata dai terribili terremoti del 1905, 1907 e 1908, mons. Morabito divenne un apostolo eccezionale, andando personalmente incontro in tutti i modi ai bisognosi. Si fece vescovo questuante, peregrinando in tutta Italia per ricevere aiuti, coinvolgendo, in questa grande opera di carità, seminaristi, sacerdoti e laici anche non credenti. Nelle sue conferenze in varie città della penisola spiegò  che, con l’evento tragico terremotate, la questione meridionale mostrava ancor meglio all’intera nazione le sue piaghe e le sue miserie, legate ad atavici problemi irrisolti a causa di una classe dirigente inadeguata e ad un provincialismo più deleterio degli stessi terremoti. Ma, aggiungeva che la provvida sventura, attirò «col magnetismo onnipotente dell’amore fraterno”, cuori e menti solidali, generosi, trasformando la tragedia del terremoto “in un grandioso poema di carità».
Avviò subito, con non pochi sacrifici,  persino indebitandosi, un’opera di ricostruzione umana, sociale e materiale.  Istituì due  orfanotrofi a Polistena, maschile e femminile, che accolsero 500 orfanelli del terremoto, 250 maschi e altrettante femmine; per gli anziani realizzò uno ospizio a Mileto «ai quali, oltre all’istruzione cristiana far apprendere un mestiere che potrà fornir loro i mezzi di sussistenza» («L’Osservatore Romano»; diversi asili infantili; un ospedale a Nao di Ionadi, che fu il primo sanatorio antimalarico sorto in Italia;  un osservatorio sismico e meteorico nel seminario vescovile, elogiato e onorato dalle visite del giapponese Omori, degli italiani Alfani, Mercalli e altri scienziati; affidò un centrale parrocchia vibonese ai Salesiani per l’educazione della gioventù; frequente fu il suo interessamento presso le autorità governative per la realizzazione di opere pubbliche, particolarmente a vantaggio della buona viabilità e della igiene, altre per arginare il fenomeno dell’emigrazione e dell’analfabetismo. In molte di queste opere fu favorito e sostenuto dalla regina Margherita di Savoia, con la quale si era sviluppato un rapporto di reciproca stima e fiducia.  
Eresse cinque nuove parrocchie: Monsoreto, Barritteri, San Pietro di Bivona, Paradisoni e Ceramida. Dimostrò una particolare cura per le Confraternite. Svolse tre visite pastorali, anche se non complete per tutto l’ambito della diocesi, con missioni preparatorie, animate dalla «Pia unione dei sacerdoti missionari diocesani del Sacro Cuore Eucaristico di Gesù», da lui eretta con regola propria nel 1907.
Tanta intensa attività logorò il suo fisico, tormentato dal diabete, allora incurabile, arrivò alla cecità e chiese al papa un ausiliare. La Santa Sede nel 1919 inviò mons. Paolo Albera come amministratore apostolico sede plena. Il 4 luglio 1922 mons. Morabito presentò le dimissioni e fu nominato arcivescovo titolare di Cizico, continuando a vivere nella baracca vescovile di Mileto da lui costruita nel 1905. Devotissimo di san Francesco Saverio, concluse la sua vita terrena proprio nel giorno della sua festa e fu  seppellito nella cattedrale di Mileto. (Filippo Ramondino) © ICSAIC

Fonti archivistiche

  • Archivio Storico Diocesano di Mileto, Fondo Curia Vescovile, Serie Servizio Episcopale,Cartelle Mons. Giuseppe Morabito;
  • Archivio Storico Diocesano di Reggio Calabria, Fondo Mons. Giuseppe Morabito.

Opere principali

  • Alla storia. Carme, Tip. Morello, Reggio Calabria 1888;
  • Conforti e speranze. Prose e versi (scene Calabre – Da un libro di Memorie – Sursum Corda),  Tip. Morello,  Reggio Calabria 1889;
  • Carattere ed operosità di Leone XIII. Conferenza, Tip. Morello, Reggio Calabria 1893;
  • Il libro pe’ soldati, Tip. Morello, Reggio Calabria 1895;
  • Le Confraternite e la Civiltà, «Il Predicatore Cattolico»XIV, 3, 1898, pp. 58-78;
  • Il sentimento cristiano. Prima lettera pastorale, Tip. Morello, Reggio Calabria 1899;
  • Dal Convento di San Domenico in San Giorgio Morgeto,  Tip. Morello, Reggio Calabria 1900;
  • Un eco e un canto, Tip. Morello, Reggio Calabria 1901;
  • Per la inaugurazione di un pergamo monumentale in Reggio Calabria. Discorso,  Tip. Vaticana, Roma 1902;
  • Il sacerdote operaio. Discorso a’ parroci della Diocesi di Mileto nella solenne adunanza per la prestazione dell’ubbidienza il 14 aprile 1904, Tip. Morello, Reggio Calabria 1904;
  • Dopo il terremoto!, Tip. Vescovile A. Laruffa, Mileto 1905;
  • Pro instaurandis Ecclesiis – Pro OrfanisLettera pastorale al clero e ai fedeli della Diocesi di Mileto, Tip. Vescovile A. Laruffa, Mileto 1905;
  • San Nilo di Calabria fondatore della Badia di Grottaferrata. Discorso recitato in Grottaferrata nel solenne triduo per il IX Centenario della fondazione della Badia, 24 settembre 1904,  Tip. Artigianelli S. Giuseppe, Roma 1905;
  • A San Fortunato Martire.Carme, Tip. Laruffa, Mileto 1905;
  • A’ Vulcani d’Italia.Carmi,  Rassegna Nazionale, Firenze 1906;
  • Lettera Pastorale per gli esercizi spirituali. Al clero delle due Diocesi di Mileto e Nicotera, Tip. Laruffa, Mileto 1907;
  • Per la conservazione de’ monumenti e de’ documenti. Lettera pastorale, Tip. vescovile A.Laruffa, Mileto 1908;
  • Note d’igiene in Calabria, Tip. Vescovile A. Laruffa, Mileto 1908;
  • Nel primo anniversario del terremoto del 28 Decembre 1908. Commemorazione fatta nella sala dell’Unione Cattolica di Reggio Calabria,  Tip. A.Laruffa, Mileto 1910;
  • Lasciatemi sognare!…(presso le terme di Galatro), Tip.Vescovile A.Laruffa, Mileto 1911;
  • Per la solenne inaugurazione del Seminario Regionale Calabrese “Pio X” e del Monumento al S.Padre in Catanzaro,  Stab. Tip. Orfanotrofio Morabito, Polistena 1914;
  • Pace! Pax hominibus bonae voluntatis. Lettera Pastorale per il Natale del 1916, Tip. Orfanotrofio Morabito, Polistena 1916.

Nota bibliografica essenziale

  • Il Santo Padre per gli orfani. Una bella iniziativa di mons. Morabito, «L’Osservatore Romano», 15 gennaio 1909;
  • In memoria di Mons. Giuseppe Morabito già Vescovo di Mileto Arcivescovo titolare di Cizico, Tip. degli Orfanelli, Polistena 1924;
  • Giovanni Giraldi, Margherita di Savoia e Mons. Giuseppe Morabito – in carteggio, «L’Idea Liberale», 173, Milano 1988, pp. 1-11; 
  • Aurelio Sorrentino, Un Pastore che ha saputo testimoniare vera solidarietà alle popolazioni sofferenti, «L’Osservatore Romano», 10 settembre 1995, p. 6;
  • Filippo Ramondino, Giuseppe Morabito Vescovo di Mileto. Tra pastorale organica e problematiche della storia,  Apoikia-Adhoc, Vibo Valentia 2011.
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