Mortati, Costantino

Costantino Napoleone Mortati [Corigliano Calabro (Cosenza), 27 dicembre 1891 – Roma, 25 ottobre 1985]

Nato da famiglia di ceppo albanese, e sempre fiero delle sue origini, da Tommaso, originario di Civita, e Maria Concetta Tamburi, nativa di San Basile. Conseguita con licenza d’onore la maturità nel collegio italo-albanese di S. Demetrio Corone si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Catania, città dove allora il padre svolgeva le funzioni di giudice, per poi conseguire la laurea a Roma nel 1914, a cui si aggiungono quella in Filosofia, nel 1917, e in Scienze politiche, nel 1929. Espletato il servizio militare, diviene funzionario della Corte dei Conti e aderisce al Partito Nazionale Fascista (1927). Frattanto, nel 1921, aveva sposato Ester Valentini, anch’essa calabrese e figlia di magistrato. Da segnalare che nel corso del violentissimo terremoto di Messina aveva perso la sorella, Esterina, mentre la madre aveva riportato gravi ferite. Il 1936 segna una data estremamente significativa. In quell’anno infatti ottiene la libera docenza e nel medesimo anno, vinto il concorso a cattedra di diritto costituzionale, è docente a Messina (poi a Macerata, ove è rettore, a Napoli e quindi a Roma). 
Subito impostosi per acutezza, robustezza e profondità di pensiero nel panorama scientifico italiano vive – dal 1944 fino almeno al 1948 – una intensa attività politica nelle file della Democrazia cristiana, cui era approdato anche per le insistenze di Giuseppe Dossetti. Del potente partito cattolico diviene presto intellettuale e tecnico di riferimento: in tale veste è membro della Commissione centrale per lo studio dei problemi costituzionali (ma anche di quella relativa alla legge elettorale nonché di quella dedicata alla riorganizzazione dello Stato, così detta Commissione Forti). Deputato alla Costituente, prende parte alla Commissione dei 75, e ai lavori della seconda Sottocommissione. 
Per quanto le energie spese furono realmente cospicue, non poche delle soluzioni avanzate – ad esempio quella volta al potenziamento del governo parlamentare −  vennero respinte e caddero, risultando decisivi i veti incrociati delle opposte forze politiche. La delusione verso il novello testo costituzionale – stimata quale un’autentica occasione sprecata – è palpabile. Emarginato – come tutti i dossettiani − dal suo stesso partito subisce nel 1948 l’amarezza della sconfitta, nella sua terra d’origine, nelle elezioni politiche del 1948 anche, e soprattutto, in ragione della (nemmeno troppo velata) opposizione della dirigenza nazionale della stessa Dc. Tornato all’accademia prosegue nelle sue ininterrotte riflessioni e in studi sempre brillanti e importanti, tra l’altro fondando la rivista Giurisprudenza costituzionale, destinata in breve a divenire un essenziale punto di riferimento per tutti gli scienziati della giuspubblicistica.
Nella sua copiosa produzione sono da ricordare almeno: L’ordinamento del governo nel nuovo diritto pubblico italiano, (1931); La costituzione in senso materiale, (1940); La Costituente. La teoria. La storia. Il problema italiano (1945); Lezioni sulle forme di governo (1973). Da menzionare anche il noto manuale, Istituzioni di diritto pubblico, pubblicato in prima edizione nel 1949 e più volte aggiornato. Nel 1960 è nominato dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi giudice della Corte costituzionale, di cui diviene vicepresidente. Debilitato da una penosa malattia che lo colpisce nel 1977, si spegne a Roma all’età di 94 anni accomiatandosi da valenti allievi ed estimatori in gran numero.
Costantino Mortati è stato un finissimo intellettuale, certamente una delle menti giuridiche più lucide e profonde del Novecento italiano. Sempre presente nel dibattitto scientifico dagli anni Trenta sino ai Settanta, ha intuito da subito i limiti dello Stato liberale e tentato di favorire quanto più possibile l’inserimento delle masse nel novello quadro costituzionale, reputato alla stregua di una poderosa agorà in cui conciliare, con coraggio, e armonizzare opzioni, scelte, indirizzi.
Il suo contributo resta a tutt’oggi imprescindibile per quanti vogliano riflettere, e affaticarsi, sui problemi relativi alla Costituzione e alle sue (sempre evocate) riforme, ai partiti politici, alle forme di potere vecchie e nuove, in una parola allo Stato, qualsiasi cosa voglia esso dire e continuare a dire.
Per la sua attività di giurista è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’ordine al merito della Repubblica italiana..  (Saverio Gentile). © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Aspetti e tendenze del diritto costituzionale. Scritti in onore di Costantino Mortati, I – IV, Giuffrè, Milano 1977;
  • Fernanda Bruno, I giuristi alla Costituente: l’opera di Costantino Mortati, in Scelte della Costituzione e cultura giuridica, II, a cura di Ugo De Siervo, il Mulino, Bologna 1980;
  • Fulco Lanchester (a cura di), Costantino Mortati costituzionalista calabrese, ESI, Napoli 1989;
  • Mario Galizia e Paolo Grossi (a cura di), Il pensiero giuridico di Costantino Mortati, Giuffrè, Milano 1990;
  • Paolo Grossi, Scienza giuridica italiana. Un profilo storico 1860-1950, Giuffrè, Milano 2000;
  • Marco Brigaglia, La teoria del diritto di Costantino Mortati, Milano, 2006. 
  • Fulco Lanchester, ad vocem, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, 2012, LXXVII, pp. 245-249.
  • Maurizio Fioravanti, ad vocem, in Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti (a cura di), Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), II, il Mulino, Bologna 2013, pp. 1386-1389;
  • Salvatore Bonfiglio, Il contributo di Mortati nella fase costituente attraverso la prospettiva teorica e storica della costituzione in senso materiale, «Nomos» 3-2017;
  • Fulco Lanchester (a cura di), Costantino Mortati. Potere costituente e limiti alla revisione costituzionale (Atti del convegno – Roma 14 dicembre 1915, Cedam, Padova 2017
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