Murmura, Antonino

Antonino Murmura (Vibo Valentia, 29 novembre 1926 – 8 dicembre 2014)

Figlio di Lorenzo e Anna Gurgo di Castelmonardo, una importante famiglia vibonese. Studente modello, dopo gli anni del Liceo al Morelli di Vibo Valentia si laurea nel 1947 in Giurisprudenza con 110/110 presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi su «Il potere di grazia». Avvocato, cassazionista e amministrativista, convinto meridionalista, Senatore della Repubblica per quasi 35 anni, Antonino Murmura, che a Vibo gli amici chiamavano molto più semplicemente “Tony”, passa alla storia per essere stato il vero artefice politico della nascita della nuova Provincia di Vibo Valentia: a tale progetto, infatti, lavorò per almeno venti anni con un disegno di legge che porta proprio il suo nome, presentato per la prima volta nel 1968. La nuova provincia nasce ufficialmente il 6 marzo 1992, contemporaneamente a quella di Crotone, e diventa operativa nella primavera 1995, dopo l’elezione del primo Consiglio provinciale. 
La sua vera passione è stata sempre la politica. 
A soli 14 anni è coordinatore giovanile dell’Azione Cattolica, a diciassette anni, nel 1943, insieme a un giovanissimo Nicola Signorello, suo coetaneo e calabrese come lui, è inviato quale rappresentante della Democrazia Cristiana ai Comitati Nazionali di Liberazione (CNL). Ancora giovanissimo, nel 1952 viene eletto per la prima volta sindaco di Vibo Valentia, nelle file della DC. Politico di professione, oltre a fare – a tempo perso e per pura passione giovanile – anche l’avvocato, Murmura ama soprattutto scrivere molto, e alla sua morte lascia nella biblioteca di famiglia di Palazzo Gagliardi, numerosi saggi e articoli diversi sulla condizione sociale della Calabria degli anni che vanno a cavallo dal 1970 al 2000. Fa anche parte del Comitato di redazione della rivista «Nuova Rassegna», periodico su cui spiegava quelle che a quel tempo erano le novità dell’ordinamento giuridico in tema di «valori e dei principi fondamentali della Costituzione Italiana».
Nel 1960 viene eletto consigliere e assessore provinciale a Catanzaro.
Il 12 settembre del 1963, a Catanzaro, sposa Maria Folino, avvocato e già affermata pianista, discendente da una delle famiglie più aristocratiche della città. Dal matrimonio nascono tre figlie, Enrica, Anna e Francesca.
Un anno dopo è rieletto sindaco di Vibo. E il 19 maggio 1968 viene eletto per la prima volta Senatore della Repubblica per il collegio di Vibo Valentia. Verrà riconfermato a Palazzo Madama per ben sette legislature consecutive, quasi un record, fino al 1994: ogni elezione avverrà con un vero e proprio voto plebiscitario, a volte anche unico in Italia, frutto certamente – spiegavano i giornali di allora – «del rapporto profondo che aveva con tutti i paesi della sua circoscrizione elettorale». A questo proposito c’è un dettaglio molto personale della vita politica di Murmura: il ruolo di suo fratello Enrico, vero organizzatore e stratega di ogni sua battaglia elettorale, profondo conoscitore di uomini e cose, e che per tutta la sua vita, prima di morire prematuramente, ha scelto di rimanere nell’ombra, sempre un passo dietro al fratello senatore (il fratello maggiore, Pasquale, ingegnere, morirà a soli quarantasei anni, in un incidente aereo).
Grande amico di Giulio Andreotti e di Giovanni Spadolini; Aldo Moro lo chiamava «un principe prestato alla politica» e al Senato lo ricordano ancora come un lavoratore instancabile: arrivava a Palazzo Madama alle sette del mattino e a volte era l’ultimo a uscire dal palazzo.
Dal 1977 al 1983 è Presidente della Prima Commissione Affari Costituzionali del Senato, e Presidente del Comitato Pareri della Prima Commissione in tutte le legislature dal 1979 al 1992: Ha sempre fatto parte della Prima Commissione Affari Costituzionali, Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Interno e Ordinamento Generale dello Stato.
Membro dal 13 luglio 1988 al 22 aprile 1992 della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, e dal 15 ottobre al 22 aprile 1992 del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato, farà parte di quasi tutte le Commissione permanenti del Senato: dalla Commissione permanente Difesa, a quella d’inchiesta sui fenomeni di criminalità in Sardegna; dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, alla  Commissione per i procedimenti di accusa; dalla Commissione di controllo sugli interventi nel Mezzogiorno, a quella per le questioni regionali, per regolamenti CEE, per la concessione di ricompense al valore e al merito civile; dalla Commissione permanente Giustizia ad altre ancora.
Fu relatore di importanti disegni di legge e di provvedimenti legislativi. Tra i tanti si ricordano la «Istituzione dei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR)» e delle «Sezioni Regionali della Corte dei Conti», il «Riordino delle carriere nella Pubblica Amministrazione», la «Riforma della Polizia di Stato», la «Riforma della Presidenza del Consiglio», la «Istituzione del Dipartimento della Protezione Civile», la «Legge sulle autonomie locali», il «Riordino del Consiglio di Stato», il «Riordino dell’Avvocatura dello Stato e della Corte dei Conti», la «Riforma del processo amministrativo», nonché il «Potenziamento dei più importanti Ministeri italiani». Porta la sua firma anche il disegno di legge che prevede la «Istituzione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA)».
La banca dati del Senato della Repubblica conserva  ben 788 documenti diversi tutti legati al suo nome, suddivisi per anno e per legislatura.
Nel 1986  viene nominato Sottosegretario di Stato al Ministero della Marina Mercantile, secondo Governo Craxi, dal 4 agosto 1986 al 16 aprile 1987; riconfermato nel medesimo incarico nel sesto Governo Fanfani, dal 18 aprile 1987 al 27 luglio 1987, ma l’incarico di Governo più prestigioso arriva nel 1992, quando diventa  Sottosegretario al Ministero dell’Interno, primo Governo Amato, dal 30 giugno 1992 al 27 aprile 1993, e poi di nuovo ancora primo Governo Ciampi, dal 7 maggio 1993 al 9 maggio 1994. 
Dal 1998 al 2001, presso il Dipartimento Affari Regionali e le Autonomie Locali della Presidenza del Consiglio dei ministri, fa parte della Commissione Stato-Regione della Valle d’Aosta per le norme di attuazione dello Statuto regionale, e su richiesta dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, partecipa alla riforma dello Statuto Regionale della Calabria. Nel 2004, con sua grande soddisfazione, viene nominato primo Presidente dell’Ente Parco Regionale delle Serre in Calabria.
Agli inizi degli anni Ottanta, la pagina forse più dolorosa per lui: viene chiamato in causa da un pentito di mafia e finisce in una inchiesta giudiziaria che si concluderà soltanto nel marzo del 1985 con il suo proscioglimento pieno. 
Da sempre esponente della Dc e poi del Ppi, nel 2012 aderisce al Pd e muore all’età di 88 anni, dopo una malattia improvvisa.
«Ricordare il Senatore Antonino Murmura – ha affermato la senatrice Rosa Russo Iervolino intervenendo in una cerimonia all’Istituto Treccani nel 2015 – significa mostrare non solo che “un’altra politica” è teoricamente possibile ma che c’è stato chi, per tutta la vita, l’ha praticata onorando le istituzioni, facendo il bene della propria terra e meritando non solo la fiducia, ma l’affetto e la riconoscenza della propria gente. Giorgio Amendola parla di politica come “scelta di vita” e certamente il Senatore Murmura ha fatto della politica una scelta di vita. Ma c’è modo e modo di farla questa scelta. C’è chi la fa perché è incapace di fare altro e perché la ritiene la strada più facile e percorribile per il guadagno economico e per il successo. E c’è chi la fa perché ha dentro di sé un patrimonio di cultura, di capacità di analisi, di progettualità realizzatrice che intende mettere a servizio della comunità, perché ha passione per la propria terra e la propria gente, perché ha il sogno di rendere sempre più giusta ed umana la condizione di vita di un popolo. Che il Senatore Murmura appartenga alla seconda categoria di persone non vi è dubbio».
Per ricordare il suo nome e la sua storia pubblica, su iniziativa della moglie, delle figlie nel 2015 nasce a Vibo l’«Associazione pro Fondazione Antonino Murmura» che presto darà vita alla Fondazione, con l’obbiettivo di «svolgere attività di utilità sociale nei confronti dei soci e di terzi, nei settori della cultura e della società civile, con particolare attenzione ai principi della legalità e dell’etica e con specifico interesse alla tradizione storico-culturale e giuridica di Monteleone – Vibo Valentia e ai legami di tale tradizione con la cultura nazionale e trans-nazionale». Nel 2016 la Fondazione ha pubblicato il volume Un Galateo per la politica che raccoglie un estratto consistente del lavoro parlamentare di Murmura. La stessa Fondazione ha istituito nel 2017 il “Premio Murmura” che ogni anno seleziona il lavoro di un giovane studioso o ricercatore in materie giuridico-economiche. (Pino Nano) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Pino Nano, Calabritudine. Fatti, personaggi, utopie e commenti visti da vicino da un cronista di provincia, Jonia Editrice, Cosenza 1986 (II ed. Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2000, pp. 20-26, 195, 299);
  • Pino Nano, Il Romanzo della politica, Jonia Editrice, Cosenza 1987, pp. 165-167;
  • Pino Nano (a cura di), Prima pagina: 1972-1988: Pronto? Qui Calabria: storia di un giornale di provincia, Edizioni Santelli, Cosenza 1988;
  • Rocco Turi, La Provincia di Vibo? Una conquista di tutti, «Calabria», XX, 79, 1992, p. 81;
  • Vincenzo Varone, In nome del popolo sovrano: Vecchi e nuovi protagonisti, echi, note, appunti e ripassi della vita politica e sociale vibonese, Nuove Dimensioni, Roma 2004;
  • Attilio Sabato, Potere e Poteriil backstage della politica calabrese, Pellegrini, Cosenza 2016, p. 31;
  • Ricordo del senatore Murmura da parte della senatrice Rosa Russo Iervolino, http://www.antoninomurmura.it/ricordo-del-senatore-murmura-da-parte-della-senatrice-rosa-russo-jiervolino/
  • Antonino Murmura, Un galateo per la politica. Interventi parlamentari, articoli, saggi e altri scritti (1954-2014), a cura di Francesco CampennìProgetto Cultura, Roma 2016.
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