Nicoletti, Luigi

Luigi Nicoletti [San Giovanni in Fiore (Cosenza), 6 dicembre 1883 – Cosenza, 3 settembre 1958]

Nasce in San Giovanni in Fiore, popoloso centro montano della provincia di Cosenza, da una famiglia agiata e colta, appartenente alla locale borghesia legata alle professioni e alla rendita fondiaria. Il padre, Antonio, è avvocato. La madre, Teresa Zumbini, è la sorella di Bonaventura, celebre letterato e Senatore del Regno dal 1905 al 1916. Luigi viene battezzato nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie.
La sua formazione avviene tra Cosenza, Cava dei Tirreni e Roma. Nella capitale si trova per motivi di studio dal 1893 al 1895 e nuovamente nel 1905. Nello stesso anno torna a Cosenza, dove viene ordinato suddiacono e diacono. Nel 1906 viene infine ordinato sacerdote dall’arcivescovo di Cosenza mons. Camillo Sorgente, concludendo il percorso verso il presbiterato. Poco dopo inizia la sua attività di docente di Lettere presso il Seminario cosentino. 
Sacerdote, giornalista e politico, ha dedicato la vita a sostenere le istanze dei cattolici nella vita sociale del paese. Amico di don Carlo De Cardona, sacerdote che diede un fortissimo impulso alla crescita del movimento cattolico in Calabria, oltre al sacerdozio condivide con lui passione e impegno in numerose iniziative. Don Luigi Nicoletti è impegnato in politica sin da giovanissimo, tanto che nel 1910 viene eletto Consigliere provinciale nel collegio elettorale della sua San Giovanni in Fiore.
Il 1919 in Italia segna la nascita del Partito popolare, fondato nel gennaio di quell’anno dal sacerdote siciliano don Luigi Sturzo e che si propone di portare avanti un programma ispirato alla dottrina sociale della Chiesa. È un momento fondamentale, dopo il lungo periodo del non expedit, per la partecipazione dei cattolici alla vita politica del Paese. Don Luigi Nicoletti è impegnato a livello locale ed è tra i fondatori, insieme a De Cardona, della sezione cosentina del Partito popolare già nel febbraio dello stesso anno. Nel cosentino, come in molti altri luoghi, il nuovo partito si serve dunque dei sacerdoti come classe dirigente, insieme aun gruppo di laici impegnati tra le fila dei movimenti cattolici. Segretario del partito cosentino viene nominato proprio don Luigi Nicoletti, che insieme a don Carlo De Cardona visita numerosi centri della provincia per incentivare la nascita di nuove sezioni del partito. Il Partito popolare ottiene presto notevoli consensi, anche grazie al sostegno delle varie associazioni di Azione cattolica, da cui provengono numerosi esponenti del partito e della sua classe dirigente. Lo stesso Nicoletti, oltre aessere segretario del partito, è anche presidente del ramo giovanile dell’Ac. Significativo è anche l’appoggio di una parte del notabilato locale. Nel 1920 don Nicoletti viene rieletto consigliere provinciale e i popolari conquistano numerosi seggi alle elezioni comunali di Cosenza.
Con la graduale ascesa al potere del Fascismo, e con i provvedimenti del 1926, termina l’esperienza del Partito popolare cosentino ma don Luigi Nicoletti continua il suo impegno non allineandosi alle posizioni del Governo fascista.Il giornalismo è uno dei fronti principali attraverso i quali Nicoletti esprime le sue posizioni critiche, se non di aperto dissenso, verso il regime.
Nel 1935 assume di fatto la direzione del periodico diocesano «Parola di Vita» ma, a causa delle difficoltà aottenere la necessaria autorizzazione da parte delle autorità, il riconoscimento del suo ruolo di direttore arriva solo dall’aprile del 1936. Durante la direzione di Luigi Nicoletti, il giornale cattolico cosentino è l’unica voce relativamente libera in un contesto che vede la stampa periodica locale direttamente o indirettamente allineata al regime. In questi anni «Parola di Vita» è punto di riferimento per numerosi antifascisti, non solo cosentini, i cui scrittiin più occasioni trovano spazio tra le colonne del giornale.
Particolarmente marcata è l’avversione di Nicoletti alle teorie razziste che iniziano a permeare l’Italia dopo l’alleanza con la Germania nazista. Molti articoli, suoi e dei collaboratori del giornale, attaccano apertamente quelli che anche l’«Osservatore Romano», in un articolo riportato fedelmente sul periodico cattolico cosentino, definiva «spropositi neoteutonici». Tra i vai esempi è da ricordare l’articolo «Gli ariani e il loro inventore», non firmato ma scritto da Nicoletti e pubblicato il 30 settembre 1938. Nell’articolo Nicoletti ridicolizza le teorie sull’arianesimo, definendole «spiritose invenzioni di poeti e d’altri sapienti famosi» e sottolineandone la pericolosità, evidenziando invece la «universalità» della dottrina di Cristo che «annulla le razze nella superiore unità della figliolanza da un unico Padre». La pubblicazione dell’articolo suscita nuovamente le reazioni dei fascisti locali, che innescano una polemica contro don Nicoletti sul periodico «Calabria Fascista», principale testata della stampa locale organo regime. Nicoletti, che è anche professore nel Liceo classico cosentino Telesio, è costretto dunque a rinunciare alla direzione del giornale e a lasciare Cosenza, con un trasferimento forzato in Puglia, presso il liceo di Galatina. Un trasferimento che è un vero e proprio confino, dal quale fa rientro dopo circa un anno.
Dalla fine del 1942 riallaccia i rapporti con esponenti dell’antifascismo cosentino afferenti ad altri partiti, dando vita a quello che sarà il nucleo del futuro Comitato cosentino di liberazione nazionale. In seno al CLN di Cosenza rappresenta le posizioni della nascente Democrazia Cristiana insieme all’avvocato Gennaro Cassiani, militante di Azione cattolica e collaboratore di «Parola di Vita».
Riallacciandosi all’esperienza politica del popolarismo, don Luigi Nicoletti si adopera per l’organizzazione del nuovo partito di riferimento dei cattolici del dopoguerra e, ufficialmente nel novembre del 1943, è il fondatore del Comitato provinciale di Cosenza della Democrazia cristiana, del quale è eletto segretario provinciale. Come per il Partito popolare, anche la Dc vede tra le fila della sua iniziale classe dirigente diversi sacerdoti e numerosi iscritti all’Azione cattolica italiana. 
Don Nicoletti è coinvolto in prima persona sia nell’Azione cattolica sia nelle attività della Dc cosentina, impegnata negli appuntamenti elettorali delle amministrative, del Referendum e delle elezioni per l’Assemblea costituente del ’46, oltre che in preparazione delle elezioni politiche del 1948.Da giornalista dirige il periodico di riferimento del partito in provincia, titolato proprio «Democrazia Cristiana». Questo attivismo diretto è però oggetto di richiami da parte delle autorità ecclesiastiche, sia locali che romane. Nicoletti lascia dunque gli incarichi di partito ma, anche se indirettamente, continua a sostenere la Dc cosentina che intanto si è dotata di una struttura più complessa e ha visto crescere il numero di consensi e di referenti. L’evoluzione del partito negli anni ’50 lo vede però assestarsi su posizioni critiche, e in più occasioni esprime le sue dure valutazioni.
Continua intanto la sua attività di professore di Lettere e di saggista. I suoi studi confluiscono in diverse pubblicazioni, alcune anche di livello nazionale. Basti pensare al volumeI personaggi dei Promessi sposiche, più volte edito da Le Monnier, è adottato in diverse scuole superiori del Paese. Tra le altre pubblicazioni figurano opere di teologia, storia, letteratura, riflessioni su esperienze personali.
Don Luigi muore a Cosenza il 3 settembre del 1958 presso il locale ospedale civile. Dopo partecipati funerali viene sepolto nel cimitero di San Giovanni in Fiore, suo paese natale. (Lorenzo Coscarella) © ICSAIC

Opere

  • Un umanista cosentino del Cinquecento. Francesco Franchino, Riccio, Cosenza 1919;
  • Visioni d’Oriente, La Provvidenza, Cosenza 1930;
  • Parola che non muore. La Rerum Novarum, La Nuovissima, Cosenza 1931;
  • Il problema del dolore, La Veloce Moderna, Cosenza 1932;
  • I personaggi dei Promessi Sposi, Le Monnier, Firenze 1933;
  • Dal cenacolo al Golgota, L’Economica, Cosenza 1934;
  • Dal pelago alla riva,L’Economica, Cosenza 1935;
  • Sulle rive della Neva e della Moscova: Impressioni di un viaggio in Russia, L’Economica, Cosenza 1936;
  • L’ultimo dramma dell’anima leopardiana, L’Economica, Cosenza 1937;
  • Pensieri, L’Economica, Cosenza 1938;
  • Meditazioni manzoniane, Pia Società S. Paolo, Alba 1941;
  • Il Manzoni e l’Ordine dei Cappuccini, Tipi Niccoli, Cosenza 1954.

Nota bibliografica

  • Salvatore Meluso, Leonardo Bonanno, Il Movimento cattolico a Cosenza, Ed. Res Novae, Cosenza 1991.
  • M.E.I.C. (a cura di), L’episcopato di mons. Roberto Nogara (1935-1940), Marra Editore, Cosenza 1991.
  • Franco Alimena, Dalla Democrazia Cristiana alla Democrazia Cristiana. Storia del Movimento Cattolico, Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza1988. 
  • Luigi Intrieri, Don Carlo De Cardona, Società Editrice Internazionale, Torino 1996. 
  • Luigi Intrieri, Azione Cattolica a Cosenza (1867-1995), Editrice AVE, Roma 1997.
  • Luigi Intrieri, Don Luigi Nicoletti e la polemica contro il razzismo negli anni Trenta a Cosenza, Pellegrini, Cosenza 2004.
  • Leonardo Bonanno, Nicoletti, lo Sturzo calabrese, «Il Quotidiano della Calabria», 3 settembre 2008.
  • Pantaleone Sergi, L’anima doppia della stampa cattolica negli anni del fascismo in Calabria,«Rivista calabrese di Storia del ’900», 1-2, 2010
  • Lorenzo Coscarella e Alessandra Pagano,Parola di Vita. Dal 1925 una storia che continua, I Quaderni di Parola di Vita, Cosenza2013.
  • Lorenzo Coscarella, A 60 anni dalla morte di don Luigi Nicoletti, «Parola di Vita», 20 settembre 2018.
  • Lorenzo Coscarella, L’atto di nascita della Dc cosentina, «Parola di Vita», 20 marzo 2013.
  • Vincenzo Antonio Tucci, Alessandra Pagano, Lorenzo Coscarella, Storia della Chiesa. Cosenza e la sua provincia dall’Unità ad oggi, Falco Editore, Cosenza 2013.

Riferimenti archivistici

  • Archivio storico diocesano di Cosenza “Luigi Intrieri”, Aspiranti al sacerdozio, 1825-1907, f.48, Luigi Nicoletti.
  • Archivio storico diocesano di Cosenza “Luigi Intrieri”,Sacerdoti, Luigi Nicoletti, opere.
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