Tallarico, Giuseppe

Giuseppe Tallarico [Casabona (Crotone), 28 aprile 1880 – Roma, 11 luglio 1965]

Primo di quattro figli di un ingegnere agronomo, Ludovico, e di Aurora Greco, appartenente a una famiglia di proprietari terrieri, frequentò le scuole elementari nel collegio di Santa Severina e proseguì il percorso scolastico presso il Ginnasio Liceo «Galluppi» di Catanzaro nel Regio Convitto Nazionale. Qui conseguì a 18 anni la licenza liceale «con molto onore» meritandosi l’assegnazione del Legato Pezzullo, un premio che gli consentì nel 1898 di iscriversi alla facoltà di Medicina dell’Università di Napoli. Nella città partenopea rimase un solo anno per poi trasferirsi all’Ateneo di Roma, ove vinse al terzo anno di medicina il Premio Rolli per la Fisiologia. Il 18 luglio 1905 si laureò col massimo dei voti con una tesi in Fisiologia sull’«Azione dei prodotti regressivi dei tessuti sul cuore e sul respiro» che gli valse il prestigioso Premio Girolami.
Nel 1906, dopo la laurea, si recò nel Crotonese ove diresse su incarico della Società Nazionale per gli Studi sulla Malaria i lavori di profilassi e cura nei campi del senatore Barracco.
Nel 1909 la Commissione tecnica del Ministero dell’Istruzione lo giudicò primo tra tutti i laureati in Medicina negli ultimi quattro anni in tutte le Università d’Italia e gli conferì un Premio di Perfezionamento all’estero per l’anno accademico 1909-1910. La sede prescelta fu Parigi ove compì studi in chimica fisiologica, presso il laboratorio di Fisiologia sperimentale della Sorbona, diretto dal prof. Albert Dastre.
Nel 1911 vinse per titoli il Concorso internazionale per la direzione dell’Ospedale italiano di Londra. Successivamente aprì al pubblico uno studio medico a Whirlpool Street e qui si affermò subito come medico brillante. Divenne consulente fidato di Ambasciate, Consolati e dei più rinomati alberghi londinesi, nonché il punto di riferimento degli italiani che lo elessero alla carica di Presidente della Lega Italiana a Londra.
Fu anche medico di fiducia di grandi personaggi del mondo della scienza, della politica e della cultura in genere (tra i tanti ricordiamo Ruggero Leoncavallo, il maharaja dell’India, il giornalista Wickham Steed, il generale Armando Diaz, il coreografo Sergej Djagilev, Pablo Picasso, Igor Strawinsky, il Re d’Egitto Fu’ād I, i Grimaldi di Monaco). Fu legato da fraterna amicizia con il filosofo Giovanni Gentile. Un ricordo a parte merita il legame con Guglielmo Marconi, per essere stato il suo medico di fiducia e per gli intensi rapporti di amicizia che continuarono anche in Italia.
Il 20 maggio 1913, a Parigi si sposò con la francese Marcella Bucher dalla quale ebbe una sola figlia, Jolanda. Due anni dopo, allo scoppio della Prima guerra mondiale, tornò in Italia come ufficiale medico al fronte e qui rimase fino al termine delle ostilità. Durante il periodo bellico conseguì la Libera docenza in Chimica Fisiologica e Biologica presso l’Università di Roma: la Commissione, lodando alcune sue pubblicazioni rilevò che Tallarico dimostrava una «spiccata tendenza e attitudine alle ricerche di chimica biologica».
Nel marzo del 1925, lasciò la remunerativa attività londinese per ritornare in Calabria, nel suo paese, Casabona (Marconi lo accompagnò con il suo yacht “Elettra” fino al porto di Crotone). Nella sua casa in contrada Montagnapiana si dedicò con passione e rigore scientifico allo studio e alla ricerca agro-pastorale e fece sorgere un giardino con i fiori più rari e con le piante più lussureggianti provenienti da ogni parte del mondo. Ancora oggi questo giardino è meta di studiosi di botanica. 
Obbedendo al “comandamento” di Mussolini «bisogna dare la massima fecondità̀ ad ogni zolla di terra», impiantò a sue spese la Stazione Agraria Sperimentale. I risultati ottenuti (sostituzione e introduzione di varietà, selezione di semi, spostamenti di seminagioni, ecc.) suscitarono enorme interesse nel campo scientifico e istituzionale. Nell’ottica della politica autarchica del regime fascista venne coinvolto da Marconi che gli propose di mettere a disposizione del Governo le sue ricerche. Si occupò prevalentemente di chimica e agricoltura e mise la scienza al servizio della politica autarchica e agricola del fascismo (nelle cui file era entrato nel 1927), insieme al medico cosentino Giuseppe Amantea e ad altri insigni ricercatori (Nazareno Strampelli e Francesco Todaro). 
Nel maggio del 1925, nell’ambito del Cnr, si costituì il Comitato nazionale per le scienze biologiche composto da 55 studiosi e quindi il Comitato permanente del grano dato che il Paese dipendeva quasi interamente dall’estero. Dopo che la Camera dei deputati lanciò la “battaglia del grano”, Tallarico fu chiamato a far parte del Comitato per le scienze biologiche e del Comitato permanente del grano, insieme a Luigi Razza, in rappresentanza della Federazione nazionale dei sindacati fascisti.
L’adesione al Fascismo gli procurò diversi incarichi. Nel 1930 fu nominato presidente della Società anonima italiana nitrato di soda e con decreto ministeriale del 10 aprile 1934 presidente del Consorzio di bonifica della Piana di S. Eufemia. Nello stesso anno diede vita sulle rive del lago Ampollino in Sila alla costruzione del primo stabilimento ittiogenico in Calabria. Tallarico vide nel lago «la possibilità di incrementare notevolmente la pesca nel centro della Calabria con criteri di notevole interesse propagandistico-economico», come segnalò Pietro Parenzan.
Oltre allo stabilimento, volse il suo sguardo all’intero altopiano silano, dedicandogli 25 anni (1932-1957) della sua lunga attività scientifica, dando vita a due campi agrari sperimentali che hanno avuto lo scopo di saggiare le più adatte colture redditive.  In qualità di parlamentare (deputato e consigliere nazionale della Camera dei fasci dal 1929 al 1943), Tallarico coinvolse in questo grande progetto per la bonifica e colonizzazione dell’altopiano silano il Ministero dell’Agricoltura al quale presentò nel 1937 un ambizioso progetto per l’intero altopiano, redatto insieme all’ing. Angelo Steiner, che richiedeva un enorme sforzo finanziario. 
Nel 1938 con decreto di Mussolini fu nominato tra i membri del comitato consultivo delle Corporazioni in rappresentanza dei chimici liberi professionisti. Proposto da Marconi, entrò a far parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche di cui fu consigliere fino al 1943. 
Nel 1944 venne presentato anche al Ministro dell’Agricoltura Fausto Gullo il progetto per la trasformazione dell’altopiano silano. All’indomani della Seconda guerra mondiale, venne sottoposto a processo di epurazione per la sua attività politica ma venne prosciolto. Risultò infatti che nei suoi 14 anni di vita parlamentare non ebbe incarichi di partito e di governo; non manifestò sentimenti antisemiti disapprovando la politica antisemita del Duce, si prodigò per il progresso della popolazione etiope durante il periodo dell’Impero. Inoltre, aveva messo a disposizione di alcune famiglie ebree, la sua abitazione romana presso Villa Blanc, comunicante con le catacombe di Sant’Agnese, e aveva nascosto alcuni giovani, soprattutto meridionali, nelle stesse catacombe.
Riprese quindi la sua attività e dal 1946 al 1961 fu direttore del Centro Studi Silani e i risultati delle sue sperimentazioni furono da lui pubblicati. Nel 1953 il Governo lo designò, quale scienziato e titolare della cattedra di Chimica Biologica dell’Università di Roma, a rappresentare l’Italia al congresso sugli antibiotici che si svolse a Washington.
Tallarico fu anche poeta («il medico biologo con le ali di poeta», lo definì Giovanni Gentile), scrittore e conferenziere raffinato. I suoi scritti sono stati pubblicati dai maggiori giornali italiani e stranieri e la Rai gli ha riservato un ruolo in una delle sue più interessanti rubriche, quella sulla salute: le sue trasmissioni sono state raccolte in quattro volumi. Pubblicò numerosi volumi tradotti in varie lingue e una sessantina di articoli scientifici. Vinse diversi premi a livello nazionale (Bagutta, Rezzara, Braibanti, Marzotto). Si spense nella sua abitazione romana all’età di 85 anni. (Giuseppe Tallarico) © ICSAIC 2020

Opere

  • Il grano come alimento e come semente, «Memorie della Reale Accademia d’Italia», Roma 1931;
  • Lo sviluppo e la crescenza degli individui (con R. Pollitzer), Fratelli Bocca, Torino 1932;
  • Le sanzioni e gli elementi solari, Istituto nazionale fascista di cultura, Roma 1936;
  • Grano e pane, Ramo Editoriale degli Agricoltori, Roma 1933;
  • La vita degli alimenti, Sansoni, Firenze, I ed. 1934, II ed. 1936, III ed. 1938, IV ed. 1945.
  • Il sesso (con Renato Pollitzer), Sansoni, Firenze 1936;
  • Le possibilità agrarie della Sila, ITEA, Napoli 1937;
  • L’ Italia in Africa per diritto biologico, Soc. Ed. Torinese, Torino 1937;
  • Lo spreco e i ricuperi, Sansoni, Firenze, 1939;
  • L’olivo, l’olivastro ed il lentisco, Sansoni, Firenze, 1939;
  • Le magie del Mediterraneo, Sansoni, Firenze, 1943;
  • L’olio di crusca di frumento nella terapia della tubercolosi. Nota preventiva, Cnr, Roma 1943;
  • La vita delle piante, Sansoni, Firenze, I ed. 1946, II ed. 1949;
  • Elogio dei Microbi, Sansoni, Firenze 1949;
  • La Sila e i suoi valori, Ramo Editoriale degli Agricoltori, Roma 1950;
  • La forza del cosiddetto sesso debole, Atena, Roma 1950;
  • Conosci te stesso, Eri, Torino 1951;
  • I segreti della vita umanaquindici conversazioni di Giuseppe Tallarico, Eri, Torino 1951;
  • I segreti della vita umana, Eri, Torino 1952;
  • Nel misterioso mondo delle api, Atena, Roma 1953;
  • La frutta e la salute, Eri, Torino 1954;
  • Gli ortaggi e la salute, Eri, Torino 1954;
  • Le conserve zuccherate di frutta ed il loro valore nutritivo, Ed. Soc. Gen. delle Conserve Alimentari Cirio, Napoli 1954;
  • La conservazione dei foraggi freschi (con Benigno Fagotti), Litostampa, Roma 1957;
  • Nel misterioso mondo delle api, Atena, Roma 1958;
  • Trilogia di Bacco: La laude della vite, la sagra dell’uva, la cantica del vino, Tipografia operaia, Casale Monferrato 1958.

Nota bibliografica essenziale

  • Regio Decreto-legge 4 luglio 1925, n. 1181, Istituzione di un Comitato permanente per il grano, «Gazzetta Ufficiale del Regno», n. 165, 18 luglio 1925;
  • Raffaella Simili e Giovanni Paoloni (a cura di), Per una storia del CNR, Laterza, Roma-Bari 2001;
  • Pietro Parenzan, Contributi per la conoscenza dell’idrobiologia pura ed applicata dell’Italia Meridionale. N. 2. Il lago Ampollino in Sila (Calabria), «Bollettino di pesca, piscicoltura e idrobiologia», 10, 1934;
  • Giuseppe Tallarico, Giuseppe Tallarico, il medico biologo con le ali di poeta, Pubblisfera Edizioni, San Giovanni in Fiore 2018.
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