Valentini, Scipione

Scipione Valentini [Altilia (Cosenza), 4 ottobre 1915 – Castrolibero (Cosenza), 20 gennaio 1979]

Figlio di Francesco Valentino (il cognome, per errore, alla nascita viene trascritto come Valentini) e di M. Carmela Greco, nasce in una famiglia modesta. Registrato alla nascita con i nomi di Scipione Attilio Rosalbino, ha un fratello più grande di lui di sei anni, Eugenio Sebastiano Rosario (nome, quest’ultimo, come quello attribuito, insieme col cognome Valentino, nel 1838 in Cosenza, al nonno paterno, che era figlio naturale di Francesco Saverio Federici fu Vincenzo, alias Capobianco), e una sorella, Filomena. Il padre, dopo la morte di quest’ultima, emigra negli Stati Uniti in cerca di lavoro.
Uomo di scuola, politico, secondo presidente del Consiglio Regionale della Calabria, vive gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza ad Altilia, dove frequenta le scuole elementari. Alla morte del padre, a Brooklyn nel 1927, è impossibilitato a proseguire gli studi ma dopo qualche tempo la madre e il fratello Eugenio lo mandano a scuola a Cosenza, dove è ospitato dai cugini Riggio. Consegue la licenza media-commerciale e poi s’iscrive all’Istituto Magistrale dove nel 1937 si diploma. Insegnante precario, con nomina annuale in aeree rurali dal 1938, si impegna ancora negli studi e in un lavoro di scrittura e traduzioni, frequentando nello stesso periodo il Circolo Filodrammatico di Malito curato da giovani intellettuali. La sua stabilizzazione arriva con il concorso magistrale del 1941 quando si classifica al primo posto nella graduatoria maschile. Decide allora di proseguire i suoi studi e si iscrive in Vigilanza Didattica al Magistero dell’Università di Roma, dove ha come maestri Luigi Valpolicelli e Galvano della Volpe e ha modo di studiare studia Dewey e la Pedagogia europea.
Dal 1946 al 1948), tra Napoli e Roma, vive un periodo di studi e attività politico-sindacali. A Roma diventa dirigente nazionale dell’organizzazione sanitaria Ult-Inca/CGIL, ed in questo ruolo ha modo di incontrare personaggi di primo piano della vita politica nazionale del dopoguerra, come Mario Berlinguer che fu  vice Alto Commissario per le sanzioni contro il fascismo e Fernando Santi impegnato nelle attività di sostegno all’emigrazione e alle famiglie degli emigrati. Si trasferisce poi all’Università di Messina dove  nel 1949 consegue il Diploma di Vigilanza Didattica, oltre che il Diploma in Materie letterarie (con tesi di laurea su “Sibari e Crotone”, relatore il Prof. Nicola Putortì). 
Subito dopo si trasferisce a Cosenza e insegna a Piane Crati. Nel capoluogo provinciale svolge un’attività culturale, politica e sindacale molto intensa. Per un ventennio è segretario provinciale del sindacato Ami-Snase, poi Snase e, nel 1970, si attiva per la sua confluenza nella Cgil. Dal 1956 è direttore didattico a Grimaldi e poi a Dipignano. Nel 1970, anno in cui lo Snase confluisce nella Cgil, diventa Ispettore scolastico.
La sua attività politica è parallela a quella scolastica. Vicino al Partito d’Azione subito dopo la liberazione della Calabria nel 1943, si avvicina presto al Partito Socialista e in particolare alla corrente di Lelio Basso, di cui è animatore dal 1956, e diventa dirigente provinciale ((Membro del Collegio dei Probiviri). È consigliere comunale ad Altilia e Cosenza per otto anni.
È tra i fondatori del Psiup nel 1964 e viene nominato segretario provinciale dal 1971 al 1972. Nel 1970 – prime elezioni regionali – entra in Consiglio Regionale e, convinto meridionalista e regionalista, si dimostra tra i più attivi consiglieri nella elaborazione dello Statuto. E nel 1972, sciolto il Psiup, rientra nel Partito socialista. Succedendo al primo presidente del Consiglio regionale, il socialista Mario Casalinuovo, viene eletto presidente del Consiglio l’8 maggio 1973, carica che mantiene fino al 21 luglio 1975. In questi due anni , che sono di straordinaria vitalità per il Consiglio regionale e la Calabria, è impegnato a garantire armonia tra Consiglio e Giunta. S’impegna a organizzare tra l’altro un convegno sul neofascismo e una mostra sulla Resistenza e la Deportazione, e promuove la fondazione del mensile «Calabria» (1° numero luglio 1973), organo dell’Assemblea regionale, e della Biblioteca del Consiglio regionale.
Dal 1975 al 1978 è sindaco di Castrolibero e con lungimiranza, e dotandoli di strade, collegamenti e servizi promuove la nascita di nuovi quartieri alle porte di Cosenza, con chiesa, parchi e scuole nuove come il «Comprensivo» di Andreotta e la Cittadella degli Studi, nelle vicinanze dello Stadio del capoluogo.
Dal 1976 al 1978 è collaboratore culturale presso l’Istituto superiore di scienze sociali di Cosenza, parallelamente alla sua attività di amministratore e di Ispettore scolastico, continua l’attività di studioso di filosofia, pedagogia e letteratura, di poeta (Il mio nido, Dinanzi ad una immagine, Noi presumiamo…), nonché di scrittore (è stato autore di un romanzo (Solo nel mondo) e di un dramma (Il trionfo della fede).
Un ictus cerebrale pone fine alla sua vita quando aveva solo 63 anni. Riposa nel cimitero di Altilia, accanto alle tombe dei familiari. A lui il comune di Castrolibero ha ha intestato una piazza e l’Istituto d’Istruzione superiore. Porta anche il suo nome l’Istituto comprensivo di Carolei-Dipignano e una scuola di Cosenza. Vie con il suo nome esistono anche a Cosenza e in altri centri della Calabria.
Chi l’ha conosciuto lo ricorda come «un francescano in veste laica…. laico per i convincimenti, per la tensione dell’impegno nella costruzione di una società più democratica e più giusta; del  francescano avvertiva dentro ed esternava la tensione affettuosa verso l’altro» («La Voce del Savuto», 7 novembre 2015). (Pantaleone Sergi) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Scipione Valentini, in Elio Valentino (a cura di), Altilia. 200 anni di Storia Italiana 1811-2011, Comune di Altilia, Altilia 2011, pp. 102-105;
  • Ferdinando Perri, I Presidenti del Consiglio Regionale della Calabria e il Meridionalismo, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2014, pp. 55-70.

Ringraziamenti
L’autore ringrazia Elio Valentino per la preziosa revisione e l’arricchimento della biografia.

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