Valentini, Scipione

Scipione Valentini [Altilia (Cosenza), 4 ottobre 1915 – Castrolibero (Cosenza), 20 gennaio 1979]

Figlio di Francesco Valentino (il cognome, per errore, alla nascita viene trascritto come Valentini) e di M. Carmela Greco, nasce in una famiglia modesta. Registrato alla nascita con i nomi di Scipione Attilio Rosalbino, ha due fratelli, Eugenio e Sebastiano, e una sorella, Filomena. Il padre, dopo la morte di quest’ultima, emigra negli Stati Uniti in cerca di lavoro. Uomo di scuola, politico, secondo presidente del Consiglio Regionale della Calabria, vive gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza ad Altilia, dove frequenta le scuole elementari. Alla morte del padre, nel 1927, è impossibilitato a proseguire gli studi ma  dopo qualche tempo la madre e il fratello Eugenio, più grande di lui di sei anni, lo mandano a scuola a Cosenza, dove è ospitato da familiari. Consegue la licenza media-commerciale e poi s’iscrive all’Istituto Magistrale dove nel 1936 si diploma. Insegnante precario, con nomina annuale in aeree rurali dal 1938, si impegna ancora negli studi e in un lavoro di scrittura e traduzioni, frequentando nello stesso periodo il Circolo Filodrammatico di Malito. La sua stabilizzazione arriva con il concorso magistrale del 1941 quando si classifica al primo posto. Decide allora di proseguire i suoi studi e si iscrive in Vigilanza Didattica al Magistero dell’Università di Roma, dove ha come maestri Luigi Valpolicelli e Galvano della Volpe e consegue il diploma. Nel 1949 si laurea in Lettere all’Università di Messina con una tesi su «Sibari e Crotone».
Subito dopo si trasferisce a Cosenza e insegna a Piane Crati. Svolge una  attività culturale, politica e sindacale molto intensa. Diventa segretario provinciale dell’Ami-Snase e, nel 1970, si attiva per la sua confluenza nella Cgil. Diventa dirigente nazionale dell’organizzazione Ult-Inca/Cgil, e con questo ruolo incontra  personaggi di primo piano della vita politica nazionale del dopoguerra, come Mario Berlinguer, che fu vice Alto commissario per le sanzioni contro il fascismo e Fernando Santi impegnato nelle attività di sostegno all’emigrazione e alle famiglie degli emigrati.
Dal 1956, anno in cui inizia la sua segreteria dello Snase, è direttore didattico a Grimaldi e poi a Dipignano. Nel 1970, anno in cui lo Snase confluisce nella Cgil, diventa Ispettore scolastico.
La sua attività politica è parallela a quella scolastica. Vicino al Partito d’Azione subito dopo la liberazione della Calabria nel 1943, si avvicina presto al Partito Socialista e in particolare alla corrente di Lelio Basso, di cui fu animatore, e diventa dirigente provinciale. È consigliere comunale ad Altilia, Cassano Ionio e Cosenza.
È tra i fondatori del Psiup nel 1964 e viene nominato segretario provinciale dal 1971 al 1972. Nel 1970 – prime elezioni regionali – entra in Consiglio Regionale e, convinto meridionalista e regionalista, si dimostra tra i più attivi consiglieri nella elaborazione dello Statuto. E nel 1972, sciolto il Psiup, rientra nel Partito socialista. Succedendo al primo presidente del Consiglio regionale, il socialista Mario Casalinuovo,  viene eletto presidente del Consiglio l’8 maggio 1973, carica che ha mantenuto fino al 21 luglio 1975. In questi due anni s’impegna a organizzare un convegno su neofascismo e una mostra sulla Resistenza e la Deportazione, e promuove la fondazione del mensile «Calabria», organo dell’Assemblea regionale, e della Biblioteca del Consiglio.
Dal 1975 al 1978 è sindaco di Castrolibero e con lungimiranza, e dotandoli di strade, collegamenti e servizi promuove la nascita di nuovi quartieri alle porte di Cosenza, come la Cittadella degli Studi, alle spalle dello Stadio del capoluogo.
Dal ’76 al ’78 è collaboratore culturale presso l’Istituto superiore di scienze sociali di Cosenza, parallelamente alla sua attività di amministratore e di Ispettore scolastico, continua l’attività di studioso di filosofia, pedagogia e letteratura, nonché di scrittore (è stato autore di un romanzo (Solo nel mondo) e di un dramma (Il trionfo della fede).
Un ictus cerebrale pone fine alla sua vita quando aveva solo 63 anni. Riposa nel cimitero di Altilia, accanto alle tombe dei familiari. A lui il comune di Castrolibero ha ha intestato una piazza e l’Istituto d’Istruzione superiore. Porta anche il suo nome l’Istituto comprensivo di Carolei-Dipignano e una scuola di Cosenza. Una via ha il suo nome anche a Cosenza e in altri centri della Calabria.
Chi l’ha conosciuto lo ricorda come «un francescano in veste laica…. laico per i convincimenti, per la tensione dell’impegno nella costruzione di una società più democratica e più giusta; del  francescano avvertiva dentro ed esternava la tensione affettuosa verso l’altro» («La Voce del Savuto», 7 novembre 2015). (Pantaleone Sergi) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Scipione Valentini, in Elio Valentino (a cura di), Altilia. 200 anni di Storia Italiana 1811-2011, Comune di Altilia, Altilia 2011, pp. 102-105;
  • Ferdinando Perri, I Presidenti del Consiglio Regionale della Calabria e il Meridionalismo, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2014, pp. 55-70.
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