Bonfà, Alberto

Alberto Bonfà [Bianco (Reggio Calabria), 28 luglio 1910 – Reggio Calabria, luglio 1998]

È nato da Pasquale, imprenditore del famoso Vino Greco che si produce localmente, e da Carmela Perrone. Dopo il liceo, ha proseguito il suo percorso di studi trasferendosi a Napoli dove frequentò l’Accademia di Belle Arti dove diplomandosi. Ebbe come maestri da cui apprese le diverse metodologie pittoriche, Carlo Siviero, Augusto Licata e Vincenzo Migliaro «dal quale in particolare ereditò il valore di dipingere en plein air, ossia immergendosi nella natura per studiare dal vero le variazioni luminose e trarne impressioni poi affinate e definite nello studio» (De Fazio 2020), La sua formazione, dunque, avvenne nell’ambito della scuola napoletana «ispirata – come si legge nella biografia sul sito a lui dedicato – al tardo impressionismo e alla pittura della luce».
La pittura rimase la sua grande passione per tutta la vita.
Terminati gli studi napoletani, infatti, rientrò in Calabria stabilendosi a Bianco, dove passò quasi tutta la sua vita. Esercitò contemporaneamente la professione di pittore nel suo studio in paese e quella di insegnante nel Liceo Artistico a Reggio Calabria, dove contribuì a formare diversi artisti di talento, tra cui Maria Arria Malara.
Ma chiaramente è ricordato per la sua attività artistica che ebbe l’attenzione del pubblico e della critica e del pubblico. Esordì nel 1934 alla prima mostra del Sindacato d’Arte della Calabria che si tenne a Reggio Calabria, dove sarà presente anche nel 1936 e 1938.
La sua prima personale fu organizzata nel 1945 nei saloni del municipio di Reggio Calabria e a essa ne seguirono altre anche fuori dalla Calabria dove fu molto apprezzato. Nel 1960 espose alla Galleria Barbaroux di Milano; nel 1964 a Padova alla Galleria Pro Padova; l’anno dopo a Locri; nel 1968 tornò a Milano esponendo alla Galleria Toselli; quindi nel 1969 a Messina nel Palazzo municipale, e nella sua Bianco nel 1981. Partecipò anche a numerose collettive. Fu presente alle Mostre sindacali di Reggio Calabria, Catanzaro e Napoli; alle Biennali calabresi 1947 al 1951; alle diverse edizioni del Maggio di Bari dal 1956 al 1958; ai Premi Tigullio, Ravello, Regione Valle d’Aosta e Città eterna. Alla rassegna Nazionale di Pittura ex tempore di Ravenna, nel 1971 gli fu assegnata la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, Sempre il Presidente della Repubblica il 2 giugno 1980, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lo nominò Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana. 
Molti dei suoi quadri sono esposti in luoghi prestigiosi in tutto il mondo, tra cui la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, la galleria di W. H. Stokes Jr. di Pittsburg in Pensilvania, e alcuni i musei americani, a New York e Boston. Tre suoi oli raffiguranti splendidi paesaggi (Querce, Case a Samo di Calabria e Porticciolo) si trovano nella collezione del Quirinale e altri dipinti sono custoditi alla Camera dei Deputati.
La medaglia d’oro assegnatagli alla rassegna di Ravenna, è particolarmente significativa perché segna una tappa importante della sua carriera, con l’avvio di una nuova fase di quello che è stato il suo percorso espressivo. Senza rinunciare alla «sua cifra originaria, la liquidità e la trasparenza della luce, dimostra un interesse sempre più accentuato verso un racconto pittorico fatto «con colori – dati a larghe pennellate, ma anche materici e corposi vicini a quelli espressionisti –  e soggetti ricercati nella sua terra d’origine» (De Fazio, 2020). Ecco che i soggetti preferiti «diventano le barche, sui canali della Romagna come sulle spiagge bianchesi, solitarie o in coppia, la cui esplosiva corporeità è la corposità del colore, che nutre e ne fa creature parlanti».
Oltre ai paesaggi e ai dipinti di tipo espressionista dell’ultima stagione, egli si distinse nella pittura di soggetti sacri. Vanno ricordati i due affreschi che raffigurano Santa Teresa e Santa Rita nelle due cappelle laterali del duomo di Reggio Calabria. E va ricordata pure nella sua attività a Bianco, la Madonna di Pugliano, con la quale si dimostrò anche, un abile ritrattista. Negli anni Settanta, infatti, fu rubato un dipinto dell’Ottocento del pittore Giuseppe Cavaleri raffigurante la Madonna di Pugliano che si trovava nell’omonimo santuario di Bianco. In sostituzione di quella tanto cara ai fedeli dipinse lui la nuiva pala assicurando così la sopravvivenza dell’immagine storica: è sua, infatti, la raffigurazione che si trova adesso nel Santuario e che ogni anno, il 15 agosto, viene portata in processione per le vie della cittadina jonica.
È morto a Reggio Calabria all’età di 88 anni.
Il suo nome è presente in più di un Dizionario dell’Arte Contemporanea. Numerose riviste, tra cui Mondo Europeo, Calabria letteraria, Arte nostra, Mondo lirico, La follia di New York e diversi quotidiani, si sono occupati della sua attività artistica. La Pubblio Virgilio Marone lo ebbe tra i propri accademici. E nel suo biglietto da visita, oltre alla qualifica di pittore, evidenziava di essere «Membro dell’Accademia romana de “i Cinquecento”». Bianco, per iniziativa della Parrocchia, in collaborazione con l’amministrazione comunale, il Comitato festa di Maria SS. di Pugliano e l’Istituto d’Arte di Locri, lo ha ricordato nel centenario della nascita. Nel discorso commemorativo il prof. Ezio Flammia ha parlato di Bonfà dicendo che «con la sua arte, ha sviluppato una delle espressioni più autentiche della cultura di questa terra». (Pantaleone Andria) © ICSAIC 2023 – 01

Nota bibliografica

  • Giuseppe Andreani (a cura di), L’opera esposta. Idee per la Pinacoteca civica di Reggio Calabria, Rubbettino, Soveria Mannelli 1991;
  • M. Di Stefano, La Collezione d’arte del Comune di Reggio Calabria. Contributo critico ad una Galleria d’Arte Moderna, in Giuseppe Andreani (a cura di), L’opera esposta. Idee per la Pinacoteca civica di Reggio Calabria, Rubbettino, Soveria Mannelli 1991, p. 94;
  • Maria Angela Damigella, Bruno Mantura, Mario Quesada (a cura di), Il patrimonio artistico del Quirinale. La quadreria e le sculture. Opere dell’Ottocento e del Novecento, Electa, Milano – Editoriale Lavoro, Roma 1995, p. 58;
  • Angelo Calabrese e Daniele Giovanni, Verso il centenario della nascita del pittore Alberto Bonfà, Nuove Edizioni Barbaro, Delianova (RC) 2010;
  • Enzo Le Pera. Bonfà Alberto, in «Gli artisti della Calabria. Dizionario degli Artisti Calabresi dell’Ottocento e del Novecento», Pellegrini, Cosenza 2013, pp. 69-70;
  • Antonietta De Fazio, La Calabria e i suoi artisti. Dizionario dei pittori (1700-1930), Rubbettino, Soveria Mannelli 2020, p. 59.;
  • Ezio Flammia, Commemorazione del pittore Alberto Bonfà (1910-1998) nel centenario della nascita, https://www.inforestauro.org/alberto-bonfa-a-cento-anni-dalla-sua-nascita/.