Bovi, Giovanni Sr.

Giovanni Bovi Sr [Palmi (Reggio Calabria), 2 gennaio1856 – Napoli, 8 agosto 1932]

Giuseppe Giovanni Cristofaro, così fu dichiarato allo Stato Civile, nacque da Cristoforo e da Grazia Maria Rositani, una famiglia di possidenti professionisti (il padre era un farmacista). Fece i primi studi nella sua città e quelli superiori e universitari altrove, conseguendo la laurea in giurisprudenza a Napoli.
Compiuto il servizio militare, col grado di sottotenente nella guardia costiera, ritornò a Palmi dove fu sindaco nel 1892-1893. Nel 1896, a Napoli sposò Beatrice Ruocco, dalla quale ebbe quattro figli: Maria Grazia, Cristoforo, Attilio e Giovanni (famoso numismatico).<
Fu consigliere provinciale ed esercitò la professione di avvocato fino al 1900, quando, alle elezioni generali del 3 giugno, con una votazione plebiscitaria (2.406 voti su 2.457 votanti) fu eletto deputato del Regno per la XXI legislatura.
Da deputato, iI 17 agosto del 1900 pronunciò un memorabile discorso al teatro Manfroce di Palmi per commemorare il regicidio di Umberto I avvenuto a Monza il 29 luglio precedente; discorso che fu subito dopo pubblicato dato che aveva lasciato nel cuore di tutti un gran senso di patriottismo e di dignità. Tra I’altro, rivolgendosi alle classi dirigenti della Nazione, le esortò ad abbandonare le basse questioni di parte per unirsi in un comune intento: salvare la civiltà acquistata col sangue prezioso dei martiri e «sopprimere la canaglia che ogni giorno tenta di coprire il nome d’Italia d’ignominia».
Riconfermato, sempre nel collegio di Palmi, con vasti consensi anche nelle successive elezioni generali del 6 novembre 1904 con voti 2.054 su 2.182 votanti, nel 1909 non ripresentò la candidatura e fu eletto il marchese Ferdinando Nunziante, un liberale moderato che in Parlamento rappresentò le istanze della borghesia agraria. 
Nei dieci anni di mandato parlamentare, Bovi fu tra i primi sostenitori di Zanardelli e poi di Giolitti, sedendo a sinistra tra i liberali costituzionali. In Parlamento si fece apprezzare per i suoi numerosi e interessanti interventi, specie sulla discussione dei bilanci dello Stato e per le interpellanze e le interrogazioni relative a problemi che interessavano il territorio del suo collegio, tra cui alcune riguardanti la bonifica della piana di Rosarno, la costruzione di un porto nel golfo, ma non a Gioia Tauro bensì più vicino a Palmi, alla Tonnara, la costruzione della ferrovia Gioia-Gioiosa Jonica che nel 1906 la commissione parlamentare comprese tra i progetti da realizzare.
Il suo apporto fu determinante per la istituzione a Palmi di una compagnia dei carabinieri e la riapertura del Ginnasio governativo «indispensabile per quell’importante circondario, e già riconosciuto utile e necessario dalla stesso Ministero», soppresso dopo la distruzione dei locali avvenuta con il terremoto di dieci anni prima, cosi come lo fu nel sostenere, nel 1903, la mozione Di Stefano relativa al conseguimento del miglioramento del trattamento economico di tutto il personale della scuola media per adeguarlo a quello degli altri impiegati dello Stato.
Dopo alcuni anni di permanenza a Napoli fece ritorno a Palmi dove, oltre a svolgere l’attività di avvocato, nel periodo 1911-1913 ricoprì anche la carica di sindaco. Per molti anni fu anche vice presidente della locale Banca agricola industriale. 
Fu insignito delle onorificenze di Commendatore e Grande ufficiale del Regno. 
Le due medaglie consegnategli dalla camera dei deputati, per i due mandati parlamentari, furono donate al comune di Palmi ed esposte nella sala della biblioteca alla Casa della cultura.
Fu socio della Società operaia di mutuo soccorso di Palmi.
Mori a Napoli all’età di 76 anni. Palmi lo ricorda con una via e un piazzale intestati a suo nome. (Sulla base di una biografia redatta da Bruno Zappone) © ICSAIC 2022 – 1 – BREVE


Scritti

  • Discorsi parlamentari Pubblicati per deliberazione della Camera dei deputati, Tipografia della Camera dei deputati, Roma 1915.

Nota bibliografica

  • Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, Legislatura XXI, 1ª Sessione, 17 maggio 1901, p. 3935
  • Jole Lattari Giugni, I parlamentari della Calabria dal 1861 al 1967, Casa Editrice Morara, Roma 1967, p. 226;
  • Bruno Zappone, Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi illustri, AGE, Ardore Marina 2000, pp. 55-56.