Costanzo, Luigi

Luigi Costanzo [Decollatura (Catanzaro), 3 marzo 1886 – 23 luglio 1958]

Conosciuto anche come Luigino, nacque ad Adami, frazione di Decollatura, da Giuseppe e da Tommasina Perri. Trascorse l’infanzia nel suo paesino e frequentò le elementari a Decollatura; ben presto, però, andò astudiare nel Seminario di Nicastro, e il 22 settembre 1908, a soli 22 anni, venne ordinato sacerdote. Tornò,poi, ad Adami dapprima come Economo del parroco e dal 25 settembre 1910 come titolare della Parrocchia.Come parroco si diede da fare per alcuni lavori urgenti alla chiesa settecentesca a lui affidata, e la fece decorare dai pittori Carmelo Zimatore e Diego Antonio Grillo, due pittori molto noti. Non abbandonò lo studio, anzi, specialmente su temi di letteratura e di teologia. Venne nominato Rettore del Seminario di Nicastro.
Gli anni trascorsi a Nicastro furono i più importanti e decisivi per la sua formazione morale e culturale.
Nel 1925, ebbe modo di conoscere il barnabita e filantropo padre Giovanni Semeria direttore dell’«Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia per l’educazione degli Orfani di Guerra». Padre Semeria, avendo intuito la grandezza morale e le eccezionali doti d’ingegno di don Luigi, lo volle subito come collaboratore e segretario generale dell’Opera. Era il 1931 e don Luigi, entrò nella Famiglia dei discepoli, lasciò il Seminario e si trasferì a Roma, dove ebbe modo di arricchire ed approfondire la sua cultura, frequentando le più note biblioteche romane, come la Vaticana, l’Angelica, l’Alessandrina. Per un decennio insegnò religionee storia nel prestigioso liceo “Tasso”, ed ebbe come discepoli Bruno Mussolini, Giulio Andreotti, Vittorio Gassman e Vittorio Bachelet, il futuro vice presidente del CSM, ucciso dalle Brigate rosse nel 1980.
Come giornalista scrisse interessanti articoli sull’”Osservatore Romano”, e saggi critici di letteratura efilosofia sulla rivista “Nuova Antologia”.
Antifascista, godette della stima e simpatia di molti personaggi della cultura romana; dallo storico della filosofia Guido De Ruggiero, al grande latinista e docente universitario Francesco Vivona, dai pedagogisti insigni Giuseppe Lombardo Radice e Guido Calogero agli storici Ernesto Buonaiuti e padre Francesco Russo.
La collaborazione con padre Semeria fu molto proficua e attiva e durò dodici anni, fino alla morte del grande filantropo. Dopo di che, don Luigi si dimise dall’Opera, ma rimase ancora a Roma, dove continuò l’insegnamento.
Scoppiato il secondo conflitto mondiale, nel 1942 fu costretto a ritornare al suo paesello e poi si stabilì a Nicastro, dove insegnò religione e italiano al liceo classico “Francesco Fiorentino”.
Intanto, il Sud d’Italia era stato occupato dagli Alleati, e proprio in questo momento di disorientamento morale e avvilimento generale, don Luigi veniva nominato provveditore agli studi di Catanzaro. La nomina ebbe una grande risonanza, perché era stato scelto un sacerdote e una persona che poco sapeva diamministrazione scolastica, ma grazie alla sua profonda cultura e umanità seppe reggere bene un incaricocosì delicato. Volle conoscere e farsi conoscere da tutti gli insegnanti, fece pubblicare un “Bollettino del Provveditorato agli Studi”, nel quale, oltre alle notizie e alle disposizioni di legge, c’era sempre un suo articolo pieno d’incoraggiamenti e di sostegno morale alla classe docente.
Dal suo vescovo ebbe l’incarico di Vicario generale della diocesi. Tenne dotte conferenze sulla DivinaCommedia, e in particolare sui canti XXIV e XXV del Paradiso.
In occasione del Referendum istituzionale, don Luigi non mancò di evidenziare il suo favore per la scelta repubblicana, scelta che prevalse a Decollatura.
Nel 1947 rinunciò all’incarico di Provveditore e soggiornò per tre anni a Roma, dedicandosi al giornalismo e scrivendo articoli sull’Osservatore Romano e sulle riviste: “I diritti della Scuola”, “Idea”, “Il ponte di Firenze” ecc. Ritornò pure all’insegnamento di storia e religione all’Istituto Magistrale “Vittoria Colonna”, e riprese a frequentare le biblioteche, prima di rientrare ancora a Nicastro ove assunse la dignità di decano del capitolo della cattedrale e l’ufficio di vicario generale della diocesi. Tornò anche a insegnare nel Liceo “F. Fiorentino”.
Nella sua vita si occupò di letteratura italiana e scrisse diversi saggi su Dante, Girolamo Savonarola, Giosuè Carducci, Cesare Pascarella. Amò e preferì, tuttavia, gli scrittori calabresi: Vittorio Butera, Michele Pane, Guido Cimino e altri. Ebbe una profonda conoscenza di altri illustri personaggi calabresi: Barlaam, LeonzioPilato, San Nilo, Enrico Aristippo, padre Francesco Russo, e Gioacchino da Fiore, il suo preferito.
Scrisse articoli che vennero poi pubblicati sull’Osservatore Romano, come Vedere e non vedereIl folle volo di UlisseIl vino miracolosoIl mistero dell’iniquitàL’ultimo metropolita greco di Reggio Calabria (1951). Sulla rivista romana “Cultura ed azione” pubblicò Note Leibeniziane (1955). Ultimo suo scritto inedito: Il senso della morte in Orazio.
Nel 1954, con una relazione dal titolo “Il profeta calabrese e la fortuna del suo messaggio”, partecipò aCosenza il primo congresso storico calabrese, organizzato dalla Deputazione di Storia Patria, della quale fece parte dal 1957. Organizzò anche una mostra gioachimita, riguardante l’abate di Celico.
Ammalatosi di leucemia ebbe gravi problemi di salute. Morì nel 1958, a 72 anni, nella sua casa di Adami.
Il liceo scientifico di Decollatura porta il suo nome. Lamezia Terme gli ha intestato un viale (Carmela Galasso, con integrazioni redazionali) © ICSAIC 2022 – 12 

Scritti (selezione)

  • Rosarino!, Tip. Orfanotrofio Maschile, Amatrice 1936
  • Per la scuola, V. Bonacci, Roma 1947;
  • Della poesia di Michele Pane, Stab. Staderini, Roma 1953.

Nota bibliografica

  • Giuseppe Isnardi, Mons. Luigi Costanzo, in «Archivio Storico per la Calabria e la Lucania», fasc. 3,1958;
  • Mario Gallo, Don Luigino Costanzo ed i suoi scritti, Grafica Reventino Editrice, Decollatura 1985;
  • Luigi Marsico, Don Luigi Costanzo: un sacerdote educatore e letterato, in «Calabria letteraria», n. 1-2-3, 1986, pp. 47-50;
  • Giuseppe Mascaro, Gioacchino Da Fiore e gli spirituali nel pensiero di Luigi Costanzo, in «Calabria letteraria», n. 4-5-6, 1986, pp.28-32
  • Natale Colafati, Mons. Luigi Costanzo, in «Calabria letteraria», n. 1-2-3, 2009, pp. 111-115.