Familiari, Guido

Guido Familiari (Sondrio, 31 maggio 1943 – Milano, 24 ottobre 2020)

Era il secondogenito di Demetrio, dirigente dell’Amministrazione statale con la qualifica di Ispettore Superiore del Compartimento della Lombardia per le Tasse e le Imposte Indirette sugli Affari, originario di Melito di Porto Salvo (Reggio di Calabria), e di Silvia Ida Imparato, nativa di Scalea (Cosenza), appartenente a una delle famiglie storiche del centro tirrenico cosentino, fortemente legata a questo luogo. Venne registrato allo Stato civile anche con i nomi Olindo e Carmelo, quest’ultimo per devozione della madre alla Madonna del Carmelo, venerata a Scalea. Per i suoi rapporti con la Calabria, può essere considerato “di diritto” un calabrese.
I genitori si conobbero proprio a Scalea nel 1933, allorquando il padre fu mandato a reggere il locale Ufficio del Registro e prese alloggio presso una famiglia del luogo, dal momento che all’epoca non vi erano alberghi. Fu così che conobbe Silvia, amica della suddetta famiglia. Ebbero altri due figli, Aldo, nato nel 1941 e scomparso nel 2006, avvocato e dirigente dell’Ufficio Legale dell’IBI (Istituto Bancario Italiano) a Milano e poi di altri primari Istituti di Credito, e Vincenza, venuta alla luce nel 1946, che ha ricoperto ruoli di funzionario presso l’allora Ufficio IVA del Ministero delle Finanze, sempre a Milano.
Dopo la scuola dell’obbligo, Guido conseguì il diploma di maturità classica presso il Liceo Giovanni Berchet di Milano nel 1964 e si iscrisse nello stesso anno alla facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università della stessa città, laureandosi nel 1970 con il massimo dei voti e lode. La sua tesi di laurea, di natura sperimentale, verteva sulle reazioni immunitarie dell’organismo alle cellule tumorali e venne pubblicata sugli Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Nel marzo del 1971 iniziò l’attività clinico-chirurgica presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, al fianco del prof. Marcello Fincato, tra i più autorevoli studiosi di fisiopatologia chirurgica.
Nel 1975 conseguì, con il massimo dei voti, la specializzazione in Chirurgia Generale, seguita nel 1979 da quella in Anatomia e Istologia Patologica e nel 1987 da quella in Chirurgia Toracica.
Divenne Primario chirurgo di ruolo nel 1988 presso l’Ospedale Galmarini di Tradate (Varese), struttura già all’avanguardia sotto il profilo della tecnologia applicata alla medicina e alla chirurgia, eseguendo – tra i primi in Italia – anche interventi mini-invasivi, come la “videolaparocolecistectomia”. A Tradate rimase sino al 1993, quando ritornò al Fatebenefratelli da Primario chirurgo, ruolo che ricoprì sino al 2010, anno in cui andò in pensione. Dal 1999, peraltro, presso la stessa struttura ospedaliera ebbe l’incarico di Direttore del Dipartimento di Chirurgia e successivamente del Dipartimento DEA (Emergenze e Accettazione), e dal 1994 fu docente nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia presso l’Ateneo milanese.
Nella sua carriera eseguì migliaia di interventi nel campo della chirurgia d’urgenza e di elezione, prevalentemente nell’ambito dell’apparato digerente, di ordine epatobiliare, colon-proctologico, oncologico, in molti casi mini-invasiva toracica e laparoscopica.
Persona di grande modestia che, pur tra i numerosi riconoscimenti a livello professionale, ha sempre privilegiato i rapporti umani, senza distinzione di ceto, il prof. Familiari viene ricordato anche per la sua propensione all’ascolto e alla solidarietà.
Nel corso delle vacanze estive nella “sua” Scalea incontrava persone del circondario con vari problemi di salute, spesso gravi, che poi avrebbe curato a Milano, dove, con molta discrezione, com’era nella sua indole, si adoperava anche per la sistemazione logistica di parenti degli ammalati spesso con difficoltà economiche.
Nell’arco della sua brillante carriera sono state molte le testimonianze di pazienti grati al professionista e all’uomo. Tra le tante, una missiva di Elio Scopigno, campione italiano di motociclismo nell’immediato dopoguerra, nella quale si legge: «sportivamente al dott. Guido Familiari, noto campione nell’uso del bisturi, alleviatore e guaritore delle sofferenze altrui, con molta gratitudine», parole che sono emblematiche e rappresentative dell’anima e dell’opera del Familiari nell’arco di tutta la sua vita professionale e umana.
È stato autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a moltissimi congressi sia in Italia che all’estero.
Nel 1971 sposò Raffaella Rucco, milanese, anch’essa medico, conosciuta quello stesso anno presso la sala anatomica dell’Istituto di Anatomia Patologica della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano, dalla quale ebbe l’unica figlia, Chiara, alla quale è stato sempre particolarmente legato, al pari delle nipoti Giulia Maria e Margherita. Oltre che marito devoto e padre e nonno amorevole, fu amico sincero di moltissime persone di ogni levatura sociale e coltivò interessi per la pittura, realizzando anche dipinti, prevalentemente paesaggi che ritraevano Scalea, e per la cucina, spaziando dai piatti valtellinesi a quelli a base di pesce e frutti di mare.
La sua passione per il mare, già molto pronunciata in gioventù, si era consolidata nel corso degli anni e nelle estati scaleote si dedicava alla pesca d’altura, sia con il suo amico Pasquale Bergamo che con i componenti della marineria del luogo.
Benché avesse vissuto quasi sempre a Milano, dove lavorava, a Scalea trovava la sua dimensione ideale, nella casa di famiglia situata nel centro storico ma con il mare in prospettiva, che apriva ai molti amici, abitudine perpetuata anche dalla figlia, che da Milano raggiunge d’estate Scalea.
La comunità di Scalea è stata riconoscente a Guido Familiari per le sue qualità professionali e umane che hanno dato lustro alla cittadina, ancorché non sia stato il luogo di nascita, attribuendogli nel 2009 la cittadinanza onoraria per via del legame profondo con il territorio, mantenuto costantemente vivo pur a oltre mille chilometri di distanza.
Continuò, sia pure occasionalmente, a fornire consulenze professionali, tenendosi costantemente aggiornato sull’evoluzione delle tecnologie avanzate in medicina e chirurgia. Nell’ottobre del 2020, a seguito di sopraggiunte complicanze postoperatorie legate a un intervento di ordine ortopedico, si è spento a Milano nell’ospedale Fatebenefratelli. Riposa nel cimitero di Caravaggio (Bergamo), nella cappella di famiglia della moglie Raffaella. (Letterio Licordari) © ICSAIC 2023 – 01 

Principali pubblicazioni

  • Studio cromosomico dei cloni cellulari del sarcoma murino 180 (con Raffaella Rucco), Istituto di Anatomia e Istologia Patologica dell’Università di Milano, 1973;
  • Riscontro di colite ulcerosa nel corso di accertamenti in soggetti proctocolopatici (con F. Mannina), Chirurgia Gastroenterologica, Milano, 1975;
  • Considerazioni sui casi di retto colite idiopatica diagnosticati in una Divisione di Chirurgia Generale(con F. Mannina, A. Nava), Estratto dagli Atti del Congresso Internazionale sulla Patologia del Colon e del Sigma – retto, Salerno, 1975;
  • Il lisozima serico nelle malattie infiammatorie dell’intestino (con F. Mannina, A. Nava, G. Porro, L. Saldutti), Rivista di Morfologia Clinica, Milano, 1976;
  • Sindrome post-colecistectomia – Stenosi delle vie biliari extraepatiche (con L. Saldutti, A. Nava, F. Mannina), Atti dell’Accademia Medica Lombarda, Milano, 1978;
  • Perianal Fistulous Abscesses and Cloacogenic Cancer (con M. Fincato, C. Corsi, A. Perrone, M. Gargiulo), Proktologie, Monaco di Baviera, 1980;
  • Approccio Trans-Sfinterico di York Mason nella Chirurgia del Retto (con C. Corsi, A. Perrone, M. Gargiulo), Atti Società Italiana di Chirurgia, 1979;
  • Il carcinoma cloacogenico, Rivista di Morfologia Clinica, Milano, 1980;
  • Sialic Acid as marker of colorectal cancer (con G. Creperio, C. Ranzini), European Society of Surgical Research, 20th Congress, Rotterdam, 1985 – The British Journal of Surgery, 1985;
  • Le malattie infiammatorie intestinali (con C. Corsi, F. Scroppo, R.D. Villani, G. Creperio), presentata alla Società Lombarda di Chirurgia, 1986;
  • Fibronectin and Wound Healing in Gastrointestinal Surgery (con M. Fincato, G. Creperio, C. Ranzini), Digestive Surgery, Collegium Internationale Chirurgiae Digestivae, Jerusalem, 1986;
  • L’amputazione tendoplastica sovracondiloidea secondo Callander, presentata alla Società Lombarda di Chirurgia, 1991;
  • Laparoscopy for Blunt Abdominal Trauma (con G. Maione, M. Bianchi, D. Forti), Endosurgery, 1994;
  • Il trattamento degli ascessi addominali (con G. D’Ambrosi, M. Preziosa, G. Caldarola, R. Raimondi), Chirurgia Generale – General Surgery, 1995;
  • Acute pancreatitis: state of the art and risk factors (con C. Baratti, S. Costieri, D. Ubezio, R. Paternollo, E. Agabiti, C. Raimondi), International Journal of Surgical Sciences, 1996;
  • I carcinoidi nell’urgenza chirurgica (con G. D’Ambrosi et al.), Minerva Chirurgica, 1996;
  • Occlusione intestinale secondaria ed invaginazione intestinale nell’adulto: protocollo diagnostico-terapeutico, Chirurgia Generale – General Surgery, 1997;
  • Gastric Re-section in Emergency (con R. Paternollo et al.), Hepato-Gastroenterology, 1998.

Ringraziamenti

  • L’A. ringrazia l’avvocato Chiara Familiari, la dott.ssa Raffaella Rucco e la dott.ssa Vincenza Familiari, rispettivamente figlia, vedova e sorella del biografato, per le notizie e il materiale posto a disposizione.
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