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Zin Zit

Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea

  ISBN: 978-88-941045-8-5

  A cura di Pantaleone Sergi

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Zito, Rodolfo

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Rodolfo Zito [Molochio (Reggio Calabria), 12 aprile 1924 – Roma, 5 dicembre 1995]

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Pittore, scultore e poeta. Figlio primogenito di Pasquale e di Caterina Zito. Giovanissimo manifesta grande passione per l'arte pittorica e uno spiccato talento per il disegno. È un’attitudine quella espressa dal giovane Rodolfo che non sfugge ad Antonio Cannata, noto pittore di Polistena vissuto tra il 1895 e il 1960, al punto da farne un suo allievo. Dal Maestro, a Napoli, apprende le basi formali dell'arte figurativa, quali il disegno e la pittura a olio, e i principi fondamentali riguardanti la tecnica dell’affresco. La preziosissima esperienza maturata nella bottega del suo rinomato mentore gli darà modo di esordire con i suoi disegni sul periodico per ragazzi Il Vittorioso e sul giornale satirico Marc’Aurelio, nonché di affrescare più di trenta chiese. Abilissimo ritrattista e valente imitatore della pittura classica, dipingerà tele e tavole raffiguranti opere di grandi pittori per incarico degli antiquari di via dei Coronari di Roma; per l’Anno Santo del 1950 eseguirà numerosi disegni sulla passione di Cristo, illustrativi di testi religiosi.

Nel 1971 espone i propri dipinti in una mostra collettiva a Taranto e nel 1972 presenta la sua prima personale a Roma, nella galleria San Marco di via del Babuino. Si tratta di una mostra-evento di ben 60 opere. Tra il 1972 e il 1973, partecipa a una mostra collettiva a Rimini e realizza rassegne personali al Grand Hotel di via Veneto e a Palazzo Barberini a Roma e nella città di Cagliari.

Diversi sono i premi e i riconoscimenti ottenuti durante quello stesso periodo, tra i quali il Premio Riccione, il Premio Schubert a Fiuggi, il Premio Regione Lazio, il Premio Orso d’Oro d’Abruzzo, il Premio Città di Roma, la Targa d’Oro Città di Cagliari, il Premio Lazio a Sabaudia, il Premio Campidoglio. È da segnalare, inoltre, che nel 1972 l’Editore Spinelli pubblica la prima monografia dal titolo Rodolfo Zito, con la prefazione di Domenico Jacobellis e il testo di Ugo Moretti.

Nel 1974 un’intensa attività lo vede impegnato a realizzare diverse mostre personali a Roma, a Campione d’Italia e a Reggio Calabria. A Bayreuth fa omaggio di un quadro a Madame Frangie, consorte del presidente cristiano-maronita dello Stato libanese Sulaymān Qabalān Beik Farangiyye e, in occasione della Giornata mondiale delle Croce Rossa, dipinge il simbolo “La Vita”, che offre a Donna Vittoria Leone, moglie del Presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Nel 1975 esegue i ritratti del re e del principe dell’Arabia Saudita e, su commissione del comune di Roma, per celebrare l’apertura dell’Anno Santo dipinge un grande quadro-mosaico raffigurante “Il Papa testimone dei secoli”, un’opera che, secondo quanto riferisce L’Osservatore Romano, «esprime attraverso simboli ed allegorie la solennità di tale avvenimento storico, ricco di particolari auspici e speranze per l’umanità». Il grande dipinto sarà consegnato in dono a papa Paolo VI dallo stesso Zito durante la solenne cerimonia di aperura del Giubileo nella Basilica di S. Pietro. 

Consegue nuovi e importanti successi nel 1976, in seguito a mostre ed eventi che lo vedono protagonista a Roma, a New York, al Caesar’s Palace di Las Vegas. Per la celebrazione del Bicentenario degli Stati Uniti raffigura in sei pannelli giganti “La Storia Degli U.S.A:”. Su invito del comune di Roma lo stesso Rodolfo Zito illustrerà l’opera a Palazzo Carpitelli, presente una delegazione americana. A New York il pittore consegnerà in dono i sei grandi dipinti all’Associazione Italiani d’America.  Ancora a New York predispone una mostra personale alla Galleria Gian del Valentino e nella stessa metropoli statunitense riceve la nomina di Esperto d’Arte per Cavalieri di Malta.

A Caracas, nel 1977, allestisce una mostra personale al Centro d’Avila San Bernardino e offre in dono al Presidente venezuelano i dipinti “La Luz” e “Simon Bolivar el libertador”. Sempre in Venezuela, per la costruzione del nuovo aeroporto, dipinge “Venezuela: epopea di una Nazione” che gli procurerà la nomina di Accademico venezuelano.

L’intensa attività artistica prosegue senza soluzione di continuità Nel 1979 in America e in Europa. A Buenos Aires partecipa alla mostra collettiva “Omaggio all’arte italiana” e a Parigi prende parte all’evento collettivo d’arte pittorica “Italiani nel mondo”. La capitale argentina lo nomina Accademico Argentino e a Parigi riceve il titolo di Accademico di Francia. Supera, poi. ogni ottimistica previsione il successo che il pubblico elvetico e la critica più qualificata tributano a Rodolfo Zito in occasione della sua prima mostra personale nella Galleria La Madonnetta di Lugano. Gli esiti lusinghieri di quell’evento inducono un quotidiano a titolare un servizio giornalistico: “La pittura di Zito conquista la Svizzera”. Poco più tardi, Zurigo gli conferirà Honoris causa il titolo nobiliare di Barone di Burg Stein am Rhein.

Le ultime opere e mostre del pittore calabrese risalgono agli anni 1980-1992. Sono da ricordare, in particolare, la mostra antologica al Teatro Comunale di Reggio Calabria, la personale alla galleria La Madonnetta di Lugano, la mostra allestita nel 1981 alla galleria La Maddalena di Bergamo, la mostra “Puente Romano” dal 20 al 30 giugno a Marbella (Spagna) e permanente alla galleria Burg Art di Roma, allestita nel 1988.  L’esposizione del 1982 a Marbella ispirerà la monografia Rodolfo Zito. El Hombre, el Caballo, la Vida curata da Antonio Zullo e gli procurerà l’assegnazione della Targa d’Oro Città di Marbella. L’artista ricambierà il prestigioso riconoscimento regalando un suo dipinto al nunicipio della Città.

Su richiesta del principe del Kuwait, del quale è ospite, nel 1982 esegue tre ritratti di Sua Altezza Reale Jaber Al Ahamad Al Sababah.

Nel 1991, su commissione della Santa Sede, realizza uno straordinario dipinto raffigurante il beato don Luigi Orione e Papa Giovanni Paolo II. L’occasione per quella grandiosa opera è data dalla visita pastorale del 3 marzo 1991, effettuata da Giovanni Paolo II alla parrocchia di Ognissanti di Roma. In quella giornata di festa, presente il maestro Zito, il Papa regalerà il dipinto alla comunità parrocchiale. L’Osservatore Romano in un articolo non firmato dal titolo “Il Papa ha donato alla Comunità un’opera del Maestro Zito” riporta il solenne avvenimento. Il dipinto raffigura un Cristo sofferente accanto al quale sono ritratti Giovanni Paolo II e il Beato don Orione.

L’ultima esposizione di Rodolfo Zito è una mostra antologica allestita nel 1992 ad Aprilia ad opera del Comune di quella città.

Recensioni e valutazioni critiche, documentate dagli organi di stampa e da monografie dedicate, accompagnano e marcano i passaggi più importanti e l’intero percorso artistico del pittore calabrese. La sua pittura è definita inquieta e sconvolgente, continuatrice di Umberto Boccioni e di Giorgio De Chirico.

Per gli osservatori e i critici l’opera e l’arte di Zito hanno valenza e respiro universale.

Parlando di sé e della sua pittura. Zito dice: «Il grande ceppo, la matrice autentica, la cultura di tutte le epoche non è mai morta; ha sonnecchiato per millenni, si è risvegliata ed è riesplosa nello spazio del tempo. In questo Risbocciare d’arte di sempre, mi permetto, io calabrese di nascita, di stirpe mediorientale, a ricalcare le opere dei miei avi, ricolorando e rivivendo l’obblio dell’unica arte immortale».

Il pittore si spegne a Roma il 5 dicembre 1995. I funerali vengono celebrati nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo. Non molto tempo dopo il Consiglio comunale di Molochio commemora il grande artista e il concittadino. Il discorso rievocativo è tenuto dal sindaco Pino Mezzatesta che richiama alla memoria di tutti l’opera, la figura, l’arte e la pittura del grande Maestro, molochiese per nascita, romano per elezione, europeo e cioè internazionale per vocazione. (Paolo Cosmano) © ICSAIC 2026 – 4

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Nota bibliografica

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  • Rodolfo Zito, prefazione di Domenico Jacobellis, testo di Ugo Moretti, citazioni di Antonio De Angeli, Editore Spinelli, Albino 1972.
  • Antonio Zullo, Rodolfo Zito. El hombre, El Caballo, La vida (Exposiciòn), Marbella 20-30 junio 1981, s.n., s.l., s.d. ma 1981
  • “Lo Specchio dell’Arte”, Numero  speciale:  Rodolfo Zito, Ladispoli, novembre 1995.
  • Paolo Cosmano, Rodolfo Zito, dalla natia Molochio all’olimpo della pittura del secolo XX, in «Il Corriere della Piana», n.s., n. 91, 2021, pp. 26-29.
  • Enzo Le Pera, Ars sine tempore. Viaggio dell’arte di Calabria dal XIX secolo ad oggi, Ferrari editore, Corigliano-Rossano 2022, p. 367.

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Nota archivistica

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  • Archivio di Stato di Reggio Calabria, manoscritto di don Giovanni Musolino, Storia civile e religiosa di Molochio, biografie, fascicolo 37, pp. 12-15.

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