Menichelli Migliari, Dora

Dora Menichelli Migliari [Monteleone Calabro, 13 febbraio 1892 – Milano, 25 agosto 1993]

Discendente da una famiglia di artisti, nasce nell’odierna Vibo Valenta dall’unione di Cesare Menichelli e Francesca Malvica, attori girovaghi. Della famiglia fanno già  parte le sorelle Rosalia “Lilla”), attrice teatrale e cinematografica di secondo piano, e Pina che nel primo ventennio del Novecento diventerà  una celebre diva del cinema muto, seconda per fama soltanto a Lyda Borelli e Francesca Bertini. Ben presto, la famiglia accoglie un nuovo nato, Alfredo, anch’egli futuro attore. Dora inizia a recitare nel 1910 come giovane attrice drammatica. Uno dei primi lavori teatrali in cui la si può ritrovare è  Parodi e C.  di Sabatino Lopez, rappresentato all’Olimpia di Milano nel gennaio 1910. Al suo fianco, recita Armando Falconi, attore che spesso collaborerà  con lei negli anni successivi.  
Nel 1914 debutta sul grande schermo nel film  Il complice azzurro  per la regia di Ubaldo Pittei, Pur dedicandosi all’attività  cinematografica, la Menichelli non rinuncia al palcoscenico. In questo periodo, conosce sulle scene l’attore Armando Migliari con il quale convola a nozze. Da questo momento in poi, Dora assume il cognome del marito, comparendo spesso in cartellone come Dora Menichelli Migliari e – più di rado – come Dora Migliari.
Nel 1918 è nella Compagnia di Tina di Lorenzo al fianco di Armando Falconi (marito della Di Lorenzo) e di Armando Migliari (suo marito). Con Arturo Falconi, fratello di Armando, forma una coppia comica di particolare effetto spesso riproposta sino alla prematura scomparsa di Falconi, avvenuta nel 1934. Nel 1919 decide di rinunciare alla carriera cinematografica nella quale la sorella Pina sta ottenendo particolari riscontri e sceglie di dedicarsi principalmente al teatro. Armando Falconi le rinnova la scrittura nella sua compagnia – dalla quale Tina di Lorenzo non fa più parte – e la coinvolge nella messinscena di  L’idea del signor Dumorel  di Tristan Bernard. Il lavoro però non viene affatto ben accolto dal pubblico. Così, nello stesso anno, inizia a collaborate con il capocomico Aristide Baghetti e forma la compagnia Menichelli-Migliari-Almirante-Pescatori. La Compagnia risulta ancora in attività  nell’agosto del 1921, proponendo con particolare successo alcune commedie leggere al Chiarella di Torino. Il quotidiano «La Stampa » pubblica delle recensioni particolarmente positive sulle varie  pièce  della Compagnia, riservando a Dora Menichelli parole particolarmente lusinghiere. Nel dicembre 1923 è al Carignano di Torino, sempre al fianco di Pescatori e Migliari, con l’aggiunta del Racca, nella messinscena de  La monella  di Veber e Gorse. La compagnia, diretta da Arturo Falconi sin dal 1922, torna al Carignano anche nell’aprile del 1924. Nello stesso periodo, Dora si avvicina al genere del vaudeville aggiungendo nei suoi lavori teatrali molte parti musicali cantate e ballate e ottenendo un buon successo grazie alla sua graziosa voce. Nel 1924 con la compagnia Menichelli-Migliari-Racca e Compagni, ottiene il suo più grande successo con lo spettacolo  Il Visconte di Lètoriéres, nel quale balla e canta vestendo panni maschili, al fianco di Arturo Falconi. Il successo della sorella Pina le crea spesso qualche problema. Si racconta che, un giorno, andata in ufficio postale per ritirare la corrispondenza, la cassiera della posta le chiese dopo aver sentito il suo cognome: «Menichelli? Quella brava…? ». Al che, Dora si trovò costretta a risponderle ironicamente: «No, no. Sono… quell’altra. Ma sono brava anch’io! ». A ogni modo, la reale o supposta rivalità  fra le due sorelle è destinata a terminare ben presto: mentre Dora ottiene il suo più grande successo nel già  citato  Visconte di Lètoriéres, Pina decide proprio nel 1924 di ritirarsi a vita privata per dedicarsi esclusivamente alla famiglia, assumendo come motto di vita quel “dovere di dimenticare” che la porterà  ad una vita riservata e ad una scomparsa – avvenuta all’età  di 94 anni – passata completamente inosservata.
Nel 1925 entra a far parte della compagnia Menichelli-Migliari-Pescatori il celebre attore Nino Besozzi mentre l’attore Racca viene sostituito dal primo attor giovane della Compagnia di Maria Melato, Augusto Marcacci. Nello stesso anno, la sua fama è tale che viene scelta  dalla Fiat per realizzare alcune cartoline pubblicitarie per l’automobile 519 B Cabriolet Torpedo. Il  15 luglio del 1926 le viene dedicata una serata d’onore al Chiarella di Torino, dove in quei giorni va in scena il lavoro  L’ultimo lord  di Ugo Falena. In tale occasione, i giornali hanno modo di parlare di lei: fa scalpore il furto subìto dall’attrice di due anelli con brillante e della fede nuziale, che ella aveva dimenticato nella toilette del camerino. Il 7 febbraio del 1927 la Menichelli è a Milano, al Teatro Manzoni, al fianco di Marta Abba e Maria Melato, in occasione di una cerimonia in ricordo di Eleonora Duse. Nel 1927 debutta dai microfoni radiofonici come attrice di prosa, recitando al fianco di Augusto Marcacci in una scena brillante dalla commedia  Incendio doloso  di Lucio d’Ambra e Alberto Donaudy che tanto successo stava ottenendo sulle scene del teatro Filodrammatici di Milano. La sua attività  teatrale nel milanese le consente di prendere spesso parte alle trasmissioni dell’Eiar di Milano grazie alle quali raggiunge una certa popolarità  a livello nazionale. Nel 1928 la troviamo nella compagnia Menichelli-Migliari-Billiotti con lo spettacolo  Mannequines  che viene particolarmente apprezzato per la sfarzosità  dei costumi. Nell’agosto dello stesso anno, intraprende una tournée in Sudamerica insieme al marito, alla sorella Lilla col marito Nicola Pescatori e al fratello Alfredo. Nel 1930 entra nella Compagnia del Teatro degli Arcimboldi di Milano della quale fanno parte anche la collega attrice-cantante Rina Franchetti e una debuttante Anna Magnani, sotto la direzione di Nera Grossi Carlini. Con tale compagnia, mette in scena  Luciano 1930  di Leonida Repaci il 30 dicembre del 1930 e  La fiera lampionaia  di Pietro Mazzuccato il 18 aprile del 1931. Seguono anni di grande attività  per Dora Menichelli, ormai ben conosciuta come attrice comica e apprezzata per la briosità  dei lavori messi in scena dalla compagnia che porta il suo nome. Il 26 settembre del 1934 debutta con la sua Compagnia Comica Italiana (talvolta indicata come Compagnia del Teatro Comico) al fianco di  Giulio Stival ed Ermanno Roveri alla IV Mostra Nazionale della Moda di Torino. Nel gennaio del 1935 è all’Alfieri di Torino con la stessa compagnia. Il quotidiano «La Stampa » del 7 gennaio le dedica un lungo articolo celebrando il suo ennesimo successo. Il 1934 è l’anno della sua seconda giovinezza: oltre alla soddisfacente carriera teatrale, la Menichelli intraprende anche la carriera di cantante esibendosi spesso all’Eiar con la compagnia d’operette dell’Ente radiofonico nazionale e firmando un contratto con la casa discografica Cetra-Parlophon, organo ufficiale dell’Eiar. Il disco di maggiore successo da lei inciso contiene la canzone-tango  Cosa ne hai fatto del mio cuore?  con l’orchestra Cetra diretta da Tito Petralia. Successivamente, si dedica anche all’incisione di alcuni dischi dalle sonorità  più vicine al jazz, accompagnata dal duo pianistico Bormioli e Semprini e dai solisti dell’orchestra Cetra, stavolta diretti da Pippo Barzizza.
La Menichelli si distingue per il suo particolare stile di canto che consiste nell’alternare versi recitati a versi cantati con grande naturalezza e facilità . Il 10 maggio del 1935 l’Eiar trasmette un programma composto esclusivamente da canzoni cantate dall’attrice, che porta il tutolo di  Canzonette vecchie e nuove. Sul finire dello stesso anno, Dora Menichelli forma la compagnia Besozzi-Menichelli-Migliari nella quale entra a far parte, nell’aprile del 1936, la celebre attrice Sarah Ferrati. Il 1936 è anche l’anno del suo ritorno al cinema con il film di Raffaello Matarazzo  È tornato Carnevale  del cui cast fanno parte lo storico compagno di palcoscenico Armando Falconi e il celebre artista di varietà  Nicola Maldacea, ormai anziano. Fra il 1936 e il 1937 è spesso impegnata in alcune opere teatrali trasmesse dall’Eiar nelle quali interpreta parti minori o da caratterista. Il 25 febbraio del 1938 la Menichelli è in scena al Salone della Stampa con l’amico Aristide Baghetti, il marito Armando Migliari e l’attore Marcello Giorda. In tale occasione, gli artisti si esibiscono in  La resa di Titì  di De Benedetti e Zorzi. La nuova compagnia prende il nome di Menichelli-Migliari-Giorda-Baghetti e gira l’Italia con esiti positivi. Nel 1939 entra nuovamente a far parte della compagnia teatrale dell’Eiar, recitando in numerose  pièce  sotto la direzione di L. Maggi. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la sua attività  artistica si riduce notevolmente. L’ultimo lavoro degno di nota è la partecipazione – nel 1944 – al film  Apparizione  di Jean de Limur, dove recita al fianco di Amedeo Nazzari, Alida Valli, Massimo Girotti, Paolo Stoppa e Andreina Pagnani.  Mentre il marito Armando Migliari continua la sua carriera cinematografica sino alla scomparsa, avvenuta nel 1965, Dora Menichelli decide di ritirarsi a vita privata. Muore a Milano 3 alla veneranda età  di 101 anni.  
Il 31 marzo del 2018 la città  di Vibo Valentia le rende omaggio con lo spettacolo  Viaggio nel passato: intervista con Dora Menichelli, attrice di Monteleone Calabro, nel quale il ruolo dell’attrice viene interpretato da Ivana Pantaleo.  (Simone Calomino) © ICSAIC 2020

Filmografia

  • Complice azzurro, regia di Unaldo Pittei (1914);
  • Silvio e lo Stradivarius, regia di Ugo Falena (1915);
  • Cura di baci, regia di Emilio Graziani (1916);
  • Pazzia contagiosa, regia di Eduardo Bencivenga (1917);
  • I fioretti di San Francesco, regia di Emilio Graziani (1917);
  • La moglie scacciata, regia di Giuseppe Pinto (1919);
  • È tornato carnevale, regia di Raffaello Matarazzo (1937);
  • Apparizione, regia di Jean de Limur (1944).

Nota bibliografica

  • Arturo Lanocita, Dora Menichelli Migliari, in Attrici e attori in pigiama, Ceschina, Milano 1926;
  • Ivo Senesi, Dora Menichelli-Migliari, «Thetralia », 1 gennaio 1927;
  • Vittorio Martinelli Pina Menichelli: le sfumature del fascino, Bulzoni, Roma 2002, p. 34;
  • Gli attori, Gremese, Roma 2003.