Miraglia, Biagio Gioacchino

Biagio Gioacchino Miraglia [Rovito (Cosenza), 21 agosto 1814 – Napoli, 14 marzo 1885]

Psichiatra, poeta e patriota, conosciuto col solo nome di  Biagio, come  l’omonimo cugino figlio di un fratello del padre più noto come poeta e patriota,  nacque da  Nicola, magistrato della Corte Criminale e  dalla nobildonna Teresa Peluso. Gli studi primari furono discontinui. Studiò filosofia, latino e greco    mostrando forti inclinazioni letterarie, tanto che a diciotto anni compose la tragedia  Marzio Coriolano  che pubblicò a Napoli nel 1834. Conclusi gli studi secondari a Cosenza, accantonò la passione per le lettere, si trasferì a Napoli e  studiò  Medicina e Chirurgia. Si laureò  nel 1837 e si dedicò, con impegno, a fare il medico in piccolo paese della Calabria. Il suo destino però non era quello. Nel 1941, infatti, tornò a Napoli per specializzarsi in malattie mentali e l’anno dopo fu assunto al  Reale Morotrofio  di Aversa che per molti anni fu l’unico Ospedale psichiatrico del regno borbonico sul continente. E due anni dopo fondò e diresse la prima rivista di psichiatria in Italia, in vita per circa un biennio: il  Giornale medico-storico-statistico del Reale Morotrofio del Regno delle Due Sicilie per la parte Citeriore al Faro, che oltre ad articoli di medicina ospitava anche riflessioni filosofiche. Era studioso, infatti, della teoria frenologia ed era convinto della tesi della patologia psichiatrica nei criminali abituali. In campo clinico, nella terapia psichiatrica, fece ricorso alla musicoterapia e allo psicodramma. Fu il primo, inoltre, nel 1947 ad effettuare interventi chirurgici  avvalendosi dell’anestesia con etere dietilico.  
Per meriti scientifici fu il primo titolare di un corso di  Clinica delle Malattie Mentali all’Università  di Napoli.
L’attività  medico-scientifica non gli impedì, tuttavia, di dedicarsi alla sua originaria passione letteraria. Scrisse versi e componimenti vari: nel 1844    apparvero    Messalina, Il Corsaro, Il brigante,  Hassan  e  Bianca Cappello.  Molte    sue composizioni poetiche non furono pubblicate. Nel 1848, invece, vide la lice il suo poemetto  I martiri di Cosenza,    il più importante suo lavoro letterario incentrato sulla spedizione dei fratelli Bandiera finita tragicamente, che gli procurò molti problemi: perse l’incarico ospedaliero e finì in prigione. Condannato nel 1841 a dieci anni di carcere con l’accusa  di disobbedienza civile,  vilipendio  e diffusione di idee sovversive e antimonarchiche, tornò libero nel 1953 in seguito a un’indulgenza del Sovrano. L’anno dopo scoppiò il colera a Napoli e Miraglia si dedicò alla cura dei malati.    Contagiato dal batterio ne venne fuori senza conseguenze. In quella tragedia collettiva perse però la moglie, Maria Rosa, perse la vita.  Si risposò con Giuseppina Tucci dalla quale ebbe sei figli.
Solo nel 1860, a ogni modo, divenne  Direttore dell’Ospedale Psichiatrico di Aversa, dove mise in atto  un’ampia opera di rinnovamento. Fece, infatti, cambiamenti terapeutici significatici: proibì l’utilizzo di mezzi coercitivi e preferì utilizzare ergoterapia, musicoterapia e spettacoli teatrali con protagonisti gli ammalati, spettacoli che nel 1862 e nel 1863 furono rappresentati al  Teatro del Fondo  di Napoli. Appena diventato direttore del manicomio,    pubblicò  una nuova rivista intitolata  Annali Psichiatrici  che nel 1863 si chiamò  Annali Frenopatici Italiani. Giornale del Reale Morotrofio di Aversa e della Società  Frenopatica Italiana  da lui fondata.  
Nel 1862 ottenne l’incarico    di  Clinica delle Malattie Nervose e Mentali  nella  Facoltà  di Medicina dell’Università  di Napoli. Scrisse il  Trattato di frenologia: applicata alla medicina, alla giurisprudenza criminale, alla educazione, alla morale, alla filosofia, alle belle arti: con atlante di figure,  che fu  pubblicato a Napoli nel 1853-54.
Fu molto attivo anche in campo associativo. Oltre cento Istituti scientifici, di  medicina,  chirurgia,  lettere  e  arti, sia in Italia e sia all’estero, lo ebbero come  presidente, socio effettivo, corrispondente oppure onorario. Ricevette molte onorificenze.
Morì a Napoli che aveva 71 anni e riposa nel cimitero di Poggioreale, nell’area degli uomini illustri.Sulle  mura della casa paterna, nel centro storico di Cosenza è ricordato con un’epigrafe posta nel centenario della nascita.  (Aldo Lamberti)   © ICSAIC 2020

Opere

Mediche

  • Su di alcuni casi di epilessia, spasmo del diaframma e tetano, 1838;
  • Della china e delle febbri periodiche, 1839;
  • Pleuro-pneumonia epidemica, 1839;
  • Osservazioni sul tifo adinamico-nervoso consecutivo alle febbri periodiche, 1839;
  • Giornale-Medico-Storico-Statistico del Reale Morotrofio di Aversa, 1843-1846:
  • Osservazioni medico-frenologiche, 1845;
  • Sugli istinti ,1846;
  • Cenno di una nuova classificazione e di una nuova statistica delle alienazioni mentali (con quattro figure), 1847;
  • Della Frenologia nei congressi scientifici italiani, 1847;
  • Progetto di uno stabilimento per alienati, 1849;
  • Parere frenologico sopra il Barone Carlo Poerio, 1851;
  • Su di un ordine speciale di fibre encefaliche per le quali si manifestano le facoltà  primitive della mente, 1852;
  • Della Frenologia e della sua applicazione all’educazione, alla morale ed alla giurisprudenza criminale, 1855;
  • Matricidio per lipemania ascetica – 1860.
  • Intorno alla fisiologia e patologia del cervello, 1860;
  • Annali Frenopatici Italiani del Reale Morotrofio di Aversa, 1860-1868;
  • Prolusione ai lavori della Società  Frenopatica Italiana, 1861;
  • I Manicomi della provincia di Napoli, 1862;
  • Prolusione al corso di Frenologia alla Reale Università  di Napoli, 1862;
  • Fondazione della Società  Frenopatica Italiana, 1862;
  • Programma del corso di Frenologia, 1862;
  • L’idiozia; 1864;
  • Alcuni segni del suicidio, 1864.
  • Per l’inaugurazione del Gabinetto Frenologico nel Museo Civile di Milano, 1865;
  • Il Cholera-morbus nel Morotrofio di Aversa, 1865;
  • Della struttura del cervello e delle sue funzioni, 1865;
  • Norme le necroscopie dei folli, 1866;
  • Su due nuove osservazioni intorno alle funzioni del lobo medio del cervello, 1867;
  • Un raro caso di monomania subbiettiva, 1870;
  • La legge e la follia ragionate, 1871;
  • Parere frenologico su Alessandro Volta, 1874;
  • L’istruzione, l’educazione, l’arte malvagia di fare pazzi, 1874;
  • Il progresso della fisiologia del cervello e la nuova filosofia, 1875;
  • Parere frenologico su Vincenzo Bellini, 1882;
  • Sul talento della musica, 1882;
  • Questioni filosofiche, sociali, mediche e mediche-forensi trattate con i principi della fisiologia del cervello (con 39 incisioni), 1883;
  • Parere frenologico su Napoleone I, 1884;
  • Parere frenologico su Giuseppe Garibaldi, 1884.

Letterarie

  • Coriolano, tragedia in 5 atti, 1832;
  • Messalina, tragedia in 4 atti, 1842;
  • Biografia di Luigi Lilio, 1842;
  • Poesie liriche, 1842;
  • Canti Ellenici, 1842;
  • Canti popolari dei Greci, 1842;
  • Il Corsaro, tragedia in 5 atti – 1843;
  • I Martiri di Cosenza, poema in 4 canti, 1848;
  • Dalla Montagna, sonetti, 1849;
  • L’Eco della Magna Grecia, 1858.

Inedite

  • Hassan, tragedia in 5 atti; 1835;
  • Bianca Cappello, tragedia in 5 atti, 1845;
  • L’autodifesa innanzi la Gran Corte Speciale di Napoli, 1851;
  • La scuola per gli infermieri ed assistenti nel Manicomio di Nocera
  • Confronto frenologico della forma della testa, degli organi e delle facoltà  tra Napoleone I, Tiberio, Giulio Cesare, Giuseppe Garibaldi, Nerone e Caracalla.

Nota bibliografica essenziale

  • Un grande frenologo italiano: Biagio G. Miraglia, «Bollettino dell’Istituto Storico Italiano dell’Arte Sanitaria », IX, 6, 1929, pp. 217-243;
  • R. Arnone, G. Salomone, La frenologia di Biagio Gioacchino Miraglia, in Dal pregiudizio alla cittadinanza. Il contributo delle neuroscienze, delle scienze umane e delle politiche sociali della salute mentale, Centro Scientifico Editore, Torino 2001, pp. 84-94:
  • M. Pogliano, Biagio Miraglia 1814-1885, in M. Maj, F.M. Ferro (a cura di), Antologia dei testi psichiatrici italiani, Marietti, Genova 2003, pp. 41-51;
  • Giuseppe Armocida, Miraglia, Biagio (Biagio Gioacchino), Dizionario Biografico degli Italiani, vol. LXXIV, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2010;
  • Francesco Gallo, Biagio Gioacchino Miraglia: primo cattedratico di malattie nervose e mentali in Italia, «Formazione psichiatrica », 1, 2016, pp. 17-33.