Miraglia, Tolentino

Tolentino Miraglia [San Nicola Arcella (Cosenza), 5 marzo 1890 – Bauru (Brasile), 22 dicembre 1958]

Singolare  figura  di  scrittore,  poeta,  giornalista,  insegnante e  medico,  nacque  in una famiglia povera  e  numerosa e fu chiamato Tolentino  in onore del santo medioevale Nicola da Tolentino.  frate dell’Ordine di Sant’Agostino. Aveva 9 anni, quando  il padre,  Giuseppe Nicola, che in precedenza aveva fatto esperienze migratorie in Francia e Argentina, lo «tolse dalla gonna della madre e dalla terza elementare » e lo portò in Brasile, prima a Jaàº, nello Stato di San Paolo, e poi Bocaina, in una tenuta agricola dove il piccolo Tolentino potè frequentare per due anni la scuola aperta dal maestro Arturo Peroni. Pur collaborando con la famiglia nelle attività  commerciali che prevedevano continui spostamenti tra Italia e Brasile,  fece  studiirregolari  imparò  a  leggere  e  a  scrivere  un  po’  in  italiano  e  un  po’ in  lingua  portoghese.  Si  adattò  a  vivere nella nuova realtà  ma il suo cuore era legato sempre al ricordo del suo  paese  natale e della sua gente.  
A 17 anni tornò in Italia, a San Nicola Arcella, dove rimase quasi anni e per un anno frequentò una classe elementare che era retta dal maestro Tosi.
Appagò forse un po’ la nostalgia e imparò un po’ d’italiano, ma il suo destino era il Brasile, dove rientrò nel 1908, iniziando a collaborare con il fratello  Biagio, titolare della Destilleria Miraglia, e seguendo un corso di portoghese con il prof. Martins che gli insegnò anche un po’ di francese. È questo il periodo in cui – già  diventato presidente di una Società  operaia – iniziò a scrivere i primi versi e in cui tradusse in italiano un sonetto di Alberto de Oliveira.
In una delle sue visite a San Nicola Arcella, all’età  di vent’anni sposò una cugina diciassettenne, Maria Miraglia Schiffini che si trasferì subito in Brasile. La coppia non ebbe figli.
Tolentino lavorava col fratello ma non rinunciò alla sua passione, la lettura di tutto ciò su cui riusciva a mettere le mani. Lesse molti libri di scrittori sudamericani e non solo. Autori come José  Maria Eà§a de  Queiòz,  romanziere  portoghese; ilnarratore  brasiliano  Assis  Joaquim  Machado, il  romanziere  francese  Pierre Alexis Pouson  du  Terrial,  il letterato inglese Jonathan Swift, i poeti e  romanzieri  francesi  Victor  Hugo,  Voltaire  e  tanti  altri;  e  non  trascurò  gli scrittori  italiani, in particolareAlessandro  Manzoni ed Edmondo De  Amicis.  
Pur lavorando, continuò anche a studiare.  Frequentò il corso di Ragioneria con il professor Felipe Lebeis de Aguiar.  Seguì un corso di lingua portoghese, apprese il francese e l’inglese. In qualità  di presidente di una  Società   operaia  incominciò afare  le  sue prime conferenze, continuando a scrivere versi.
Nominato presidente della Società  Nazionale “Dante Alighieri”;  tra  Jaຠe Belo Horizonte  fondò  un  giornale  “Palestra Italia” e una rivista accademica “Radium”, che guidò per tre anni, e  diresse anche il periodico “Araldo italiano”. Fu  anche corrispondente e collaboratore dei giornali italiani “Il Piccolo” e “Fanfulla”. Senza rinunciare mai a scrivere poesie.
Aveva 26 anni, comunque, quando decise di realizzare il suo grande sogno, quello di diventare medico. Iniziò allora gli studi regolari. Si trasferì nella cittadina di Minas assieme alla moglie e al fratello piccolo, Silvio, che di fatto allevò dopo la morte del padre, e qui sostenne esami che gli permisero di iscriversi al Ginà¡sio Mineiro,  uno  dei  più quotati  istituti, dove concluse gli studi secondari. Si iscrisse quindi all’Università , laureandosi in Medicina  e Chirurgia  all’età  di 35 anni nella Facoltà  medica dell’Università  Federale di Rio de Janeiro (inizialmente aveva frequentato quella di Belo Horizonte).  Dopo la laurea dovette scegliere se fare il medico o il poeta; optò per la prima professione, anche perché gli dava da vivere, e iniziò con molta disponibilità  e dedizione la professione.  Tornò, allora, a Jaàº, dove rimase per oltre 20 anni. Da Jaຠsi trasferì  a Bauru dove esercitò per tutta la vita,  arrivando a ricoprire, in quella città , all’inizio degli anni Cinquanta, la carica di vice console d’Italia.
Per diversi decenni raccolse le proprie traduzioni di poesie di autori brasiliani, che pubblicò nel 1955 in un volume edito a San Paolo da Livraria Nobel, dal titolo “Piccola Antologia Poetica Brasiliana”, accolto nella Biblioteca di Studi Italiani diretta da Giulio Davide Leoni, membro onorario dell’Academia Paulista de Letras.
Fino alla metà  del Novecento produsse quattro volumi di poesie in portoghese e due raccolte di sue    poesie in italiano; pubblicò, inoltre, un volume di racconti per bambini, brani di oratoria e cronache su diversi periodici.
Insegnò Biologia e Scienza all’Academia Horà¡cio Berlinck e, successivamente, all’Escola Normal Livre Sà£o José ed ebbe tra i suoi allievi personaggi che diventarono deputati, Ministri di Stato, Procuratori Generali della Repubblica.  
«Italiano gialloverde », come lo definì il poeta Nòbrega de Siqueira, che di Tolentino aveva grande affetto e stima, ormai sessantenne, il medico-poeta decise di ordinare la sua più intima produzione poetica per raccontarci di parenti, compagni di viaggio, colleghi e amici, nonché della sua Calabria natia. Quest’ultimo libro (pubblicato a Bauru nel 1956) si chiamava significativamente  Spinnu, parola del dialetto calabrese con un significato (desiderio, nostalgia, rimpianto),  molto vicino al portoghese “saudade”. Altre sue pubblicazioni sono state:  Flores de alma  (Fiori dell’anima);  Esmeraldinos  (poesie in lingua portoghese);  Oraà§oes  (opuscolo);  O  livro  (conferenze);  Contos para crianà§as  (racconti per bambini).;
Morì a Bauru all’età  di 68 anni, nel compianto generale. Una scuola di Jaຠporta il suo nome. Bauru lo ricorda con un viale a lui titolato. Il fratello Silvio, nel 1970, lo ha “celebrato” all’Accademia municipale di Lettere di Minas Gerais, pubblicandone poi il testo. (Aldo Lamberti) @ ICSAIC 2022 – 10  

Opere principali

  • Voci  del  cuore,  Elvino Pocai, s.l. 1941;
  • Uma vela ao luar (Una vela al chiar di luna), Edizione d’A, 1948;
  • Piccola antologia poetica brasiliana, Livraria Nobel, San Paolo 1955
  • Spinnu, Livrarias Brasil, Bauru 1956;

Nota bibliografica

  • Sylvio Miraglia, Elogio do Dr. Tolentino Miraglia, Academia Municipalista de Letras de Minas Gerais, Belo Horizonte 1970;
  • Nicolino Longo, Tolentino Miraglia, in «Calabria letteraria », n. 4-6, 1999, pp. 95-99;
  • Joà£o Bosco Assis De Luca, Tolentino Miraglia (1890-1958), médico e poeta, in «Revista da Associaà§à£o Paulista de Medicina », Suplemento Cultural, n. 195, p. 4-5, settembre/ottobre 2008.
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, pp. 304-305;
  • Giovanni, Celico, Tolentino Miraglia medico e verseggiatore di S. Nicola Arcella, in «L’Eco di Basilicata Calabria Campania », a. IX, n. 14, 15 luglio 2010, p. 17;
  • Evandro L.T.P. Cunha, Lorenza Lourenà§o, Letteratura di Immigrati: Composizioni Poetiche Pubblicate nella Stampa Italiana Belo-horizontina nel Primo Novecento, in «Revista de Italianà­stica », XLI | 2020, pp. 14-34
  • Antonio Miranda, Tolentino Miraglia (Minas Gerais – Brasil) (1890-1958),http://www.antoniomiranda.com.br/poesia_brasis/minas_gerais/TOLENTINO%20MIRAGLIA.html