Taccone, Andrea

Andrea Taccone [Cittanova (Reggio Calabria), 29 ottobre 1884 –  18 maggio 1956]

Nato da Pasquale e Maria Rosa Giovinazzo, fece il suo ingresso nel Seminario di Mileto nel 1903 a 18 anni, e lì svolse intero il corso degli studi, dal ginnasio alla teologia.
La sua ordinazione sacerdotale avvenne il 12 marzo 1910 per mano di mons. Giuseppe Morabito. La benevolenza di quest’ultimo gli permise di restare in quell’istituto diocesano quale professore, ma dieci anni dopo gettava la spugna. Preferiva, svolgere le funzioni di cappellano nel luogo natale piuttosto che starsene fra le mura pur amiche del Seminario. In una lettera del 20 luglio 1913 diretta al vicario, fra altre notizie, il desiderio di tornarsene a casa: «Siamo privi di notizie di mons. Vescovo, al quale bo scritto giorni sono, pregando che, se è possibile, per il prossimo anno scolastico, mi esoneri dall’insegnamento nel Seminario. Non credo che avrà a male questo mio desiderio. Domani qui faremo la festa della Madonna del Carmine ed esporremo, per la 1a volta, le nostre mozzette di cappellani.
Predicherà D. Antonino Piromalli, il quale, pure per la prima volta qui, si farà vedere nella sua bella mozzetta canonicale!»
Il 6 luglio dell’anno successivo il Taccone rientrava a casa e appena arrivato apprendeva della morte dell’arciprete De Maria. Subito ne scrive al vescovo, al quale propone di affidare con telegramma la reggenza provvisoria della parrocchia al vicario foraneo. Nella missiva si afferma che una tale mossa sarebbe stata opera prudentissima e che l’Ordinario «comprende benissimo la ragione».
Comunque, il Taccone non manca di rivolgerglisi con umiltà. Cosi alla fine conclude: «Mi perdoni se oso farmi avanti fino a tanto».
Il successivo 30 dicembre ricontattava mons. Morabito informandolo che la nomina dell’arciprete in persona di don Francescantonio Giovinazzo era stata accolta con soddisfazione da tutta la cittadinanza. Certo, rimaneva nel clero chi non era contento della scelta, ma si trattava di una piccola minoranza, i cui elementi erano a lui ben presenti.
A questo punto Taccone preferì accettare l’offerta dell’amico Antonio Galati nominato Ordinario di Oppido e qui si trasferì nel 1919 restandovi fino al raggiungimento della mitria episcopale. A Oppido svolse le funzioni di arciprete della cattedrale e di rettore e professore del Seminario, lasciando di sé un ottimo ricordo. L’8 novembre del 1920 egli era presente in episcopio assieme a tutto il clero per l’approvazione dello statuto dell’Associazione Diocesana del Clero. Di tale istituto era nominato presidente il can. Antonino Tripodi, ma seguiva subito dopo come segretario cassiere il can. Andrea Taccone,
Il 2 marzo del 1923 il Santo Padre premiava le doti del Taccone nominandolo vescovo di Bova e a Mileto, dove aveva insegnato lodevolmente le belle lettere per un buon decennio, vi fu grande esultanza. La consacrazione avvenne nella cappella del Seminario regionale di Catanzaro il 6 maggio susseguente per mano dell’arcivescovo reggino Rinaldo Camillo Rousset, che aveva a latere gli Ordinari di Mileto Paolo Albera e di Oppido Antonio Galati. Il clero miletese fu presente col vicario Giacomo Mancuso, col rettore del Seminario Francesco Pititto e con il presidente dell’associazione del clero, che recò un indirizzo di auguri e una ricchissima stola.
Durante il periodo trascorso nella sede ionica, mons. Taccone non dimenticò il paese di origine. Una visita ufficiale è documentata per l’1 agosto del 1926, allorquando si trovò a benedire il gagliardetto e le fiamme dell’Associazione Fascista dei Commercianti. Altra maggiormente solenne la fece nei giorni 6-8 dicembre 1926 in occasione dell’incoronazione della statua della Madonna Immacolata. Tenne egli pontificale in quel primo giorno, oltre a essere presente al momento del fatidico evento.
Il periodo di permanenza del Taccone a Bova, una diocesi dove le strade erano in buona parte mulattiere, per cui si poteva viaggiare solo a dorso di asino, fu comunque molto operoso e proficuo. Così si legge nell’opuscolo commemorativo stampato dopo la morte: «Più volte sollecitò presso le Autorità civili provvedimenti per i Comuni della Diocesi: ottenne la ricostruzione della Cattedrale, delle Chiese Parrocchiali, del Seminario e dell’Episcopio nonché la costruzione di strade ed altre opere pubbliche».
A Bova mons. Taccone però rimase fino al 27 agosto 1929, quando venne traslato alle diocesi unite di Ruvo e Bitonto, dove operò per un ventennio. Secondo il necrologio pubblicato sul bollettino miletese, in terra di Puglia egli «si distinse principalmente per la preoccupazione costante della formazione del Clero, per l’organizzazione dell’Azione Cattolica, per l’istruzione catechistica, per il paterno interessamento e il costante appoggio dato a quanti si rivolgevano a Lui per aiuto». Si occupò, inoltre, del restauro delle due cattedrali, riportandole all’antico splendore e tenne due congressi eucaristici, a Ruvo nel 1938 ed a Bitonto l’anno successivo. II 30 aprile 1949 gli pervenne la nomina ad Assistente al Soglio Pontificio. Un esauriente profilo sul presule e sulle tante sue opere venne a tracciarlo in morte l’arcidiacono della cattedrale di Bitonto, mons. Pasquale Ferrante.
Date le precarie condizioni di salute in cui si trovava, in quel medesimo anno rinunziò all’incarico e, col titolo di Arcivescovo titolare di Paflagonia, si ritirò nel luogo natio, dove «visse ritirato in una vita di preghiera, circondato dall’affetto dei suoi familiari, dalla stima e dalla venerazione dei sacerdoti
e dei concittadini». Venne a morte il 18 maggio 1956, all’età di 72 anni e ai solenni funerali celebrati il 21 successivo furono presenti l’Ordinario di Mileto mons. Vincenzo De Chiara, l’arcivescovo di Bari e già di Mileto mons. Enrico Nicodemo, i vescovi di Locri, Oppido e Nicotera-Tropea, il capitolo della cattedrale di Mileto e rappresentanti del Capitolo di Ruvo e Bitonto e di Bova e tantissime altre personalità. Riposa nella chiesa di San Girolamo a Cittanova. Le mitre di mons. Taccone sono state donate dai familiari al parroco della cittadina e sono conservate nel Museo diocesano di Oppido-Palmi. Cittanova gli ha dedicato una via. (Rocco Liberti© ICSAIC 2022 – 12

Scritti religiosi

  • La missione del vescovo, prima lettera pastorale, Tip. Cristoforo Colombo, Polistena 1923;
  • La missione del vescovo, Prem. stab. tip. comm. N. Garofalo, Bitonto 1929;
  • Il centenario dell’apparizione dell’Immacolata a Bitonto.  Lettera pastorale, Prem. stab. tip. comm. N. Garofalo, Bitonto 1931
  • Ricordi dell’anno santo. Lettera pastorale per la Quaresima 1934, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1934;
  • Ordo divini officii recitandi missaeque celebrandae pro anno domini 1934 ad usum dioecesis Bituntina,Tipographia Archiepiscopalis, Tarenti 1934;
  • Il sacerdozio cattolico. Lettera pastorale per la Quaresima 1935, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1935;
  • Le opere della fede. Fides sine operibus mortua est (Iac. 2, 20). Lettera pastorale per la Quaresima 1936, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1936;
  • Cattolicesimo e comunismo. Lettera pastorale per la Quaresima 1937, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1937;
    Casi morali e liturgici per il clero di Ruvo e Bitonto. Lettera pastorale per l’anno 1937, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1937;
    Andiamo incontro al Signore. Lettera pastorale per la Quaresima 1938, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1938;
  • Casi morali e liturgici per il clero di Ruvo e Bitonto. Lettera pastorale per l’anno 1939, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1939;
    Mobilitazione spirituale. Lettera pastorale per la Quaresima 1940, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1940;
  • I conforti della fede. Lettera pastorale per la Quaresima 1942, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1942;
  • Il messaggio di Fatima. Lettera pastorale per la Quaresima 1943, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1943;
  • Del Corpo mistico di Cristo. Lettera pastorale per la S. Quaresima 1946, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1946;
  • Preghiera alla SS. Vergine durante il mese di maggio per le elezioni del 2 giugno 1946;
  • Prepariamoci all’anno santo. Lettera pastorale per la S. Quaresima 1949, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1949;

Nota archivistica

  • Archivio Vescovile di Mileto, fasc. Citt. Clero, B. 11,VI, 226 e 227.

Nota bibliografica

  • Bollettino Ecclesiastico della Diocesi di Mileto, a. V, n. 4 e nn. 5-6, 1923, p. 425; a. XXXVII, n. 3-6, 1956, pp. 34-35;
  • In die letitiae. La diocesi di Bitonto al suo ill.mo e rev.mo vescovo mgr. Andrea Taccone nella ricorrenza del primo 25. sacerdotale, Tip. A. Amendolagine, Bitonto 1935;
  • Omaggio del Clero e del popolo a S. E. III.ma e R.ma Mons. Vescovo D. Andrea Taccone nella fausta ricorrenza del Giubileo sacerdotale (Cittanova 12 marzo 1910 – Ruvo di Puglia 10 marzo 1935), Arti grafiche D. Pansini, Ruvo di Puglia 1935;
  • Omina fausta a s. e. ill.ma e rev.ma mons. Andrea Taccone assistente al soglio pontificio la diocesi di Bitonto nella lieta ricorrenza del suo giubileo episcopale, 1923-6 maggio-1948, Stab. tip. cav. prof. A. Amendolagine, Bitonto 1948;
  • Pasquale Ferrante, In memoria di S. E. mons. Andrea Taccone Arcivescovo Titolare, Favia., Bari-Roma 1956;
  • Francesca Stragapede, Le lettere pastorali di Mons. Andrea Taccone Vescovo di Ruvo e Bitonto (1929-1949), Tesi di Laurea, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Napoli, a.a. 1998/1999;
  • Rocco Liberti, L’associazionismo: società operaie e credito popolare. La figura di mons. Andrea Taccone, in Rocco Lentini (a cura di), Un paese del sud. Cittanova 1618-1948, Istituto “Ugo Arcuri” per lo Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea in Provincia di Reggio Calabria, Cittanova 2005, pp. 67-75;
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, pp. 304-305;
  • Ilario Tolomio, Bova sede vacante (1929-1933). La diocesi ‘destinata’ al vescovo Giuseppe Cognata, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 90, 1/2, 2018, pp. 23-69.