Zaffino, Francesco

Francesco Zaffino [Anoia (Reggio Calabria), 8 febbraio 1943 – Melbourne (AUS),  8 maggio 2003]

È nato in una angusta casetta della frazione Anoia Superiore, in Via Lorenzo Gallo, da Domenico e Assunta Macrì.  Viaggiando sulla nave Ugolino Vivaldi, la famiglia Zaffino emigrò a Melbourne, dove arrivò il 16 giugno 1951. Qui i due coniugi anoiani iniziarono una nuova vita, fatta di sacrifici enormi, ma anche di soddisfazioni, circondati dai tre figli: Francesco, che aveva solo 8 anni, Michele e Rita. 
Domenico e Assunta Macrì tornarono ad Anoia solo un paio di volte, mentre Francesco, invece, ebbe modo di rientrare più volte in Calabria, grazie anche ai premi-viaggio per la vincita del festival della canzone italiana in Australia. Personaggio conosciutissimo tra gli Italiani d’Australia per le sue spiccate doti musicali, sebbene ignorato in Calabria, infatti, fu più volte vincitore di rassegne canore e del Festival della canzone italiana (Australian Song Festival of Italian songs),
Conobbe e collaborò con numerosi artisti della canzone italiana ed era legato da profonda amicizia con il cantante calabrese Mino Reitano che fu ospite nella sua casa a Melbourne. 
Nel 1964 con Franco Cambareri, Tony Midolo, Sergio Giovannini e Luciano Mangarelli creò il quintetto Jolly, che ottenne grande affermazione di pubblico, partecipando a numerosi tour con Peppino di Capri, Nico Fidenco, Arturo Testa, Isabella Iannetti, e altri. 
Nel 1966 Sergio Giovannini si staccò dal gruppo e formò una sua rock band, Sergio G and the Flippers, e l’esperienza del quintetto si concluse. 
Franco Zaffino, Franco Cammareri e Tony Midolo continuarono insieme con una band che chiamarono il Trio Franco. Zaffino fu il cantautore del gruppo e la musica della band era ricercatissima non solo dagli italiani residenti in Australia, ma anche dai turisti e dai viaggiatori che albergavano nel prestigioso Park Royal dove il trio si esibiva. 
Nel 1967 il Trio vinse il secondo premio al festival Internazionale della Canzone Italiana a Melbourne. 
A rendere ancora più famoso il terzetto contribuì la nascita del Carosello televisivo di Melbourne, sulla scia di quello italiano.
Anche l’esperienza del Trio Franco, però, ebbe fine, ma non la notorietà del cantautore calabrese sempre più popolare per la sua inconfondibile voce melodica. 
Nel 1961 conobbe e sposò Maria Mosca, dalla quale ha avuto due figli, Mimmo e Mario. 
Tra le sue canzoni più celebri e cantate dagli italiani d’Australia, ricordiamo: Ogni giorno t’amo di più, Sei tu, La solitudine, Ricordo dell’emigrante, Vagabondo innamorato, Voglio ritornare a casa mia, Mi piaci così, Una ragazza come lei, L’oscurità, ecc.
Dopo la sua morte, avvenuta a Melbourne quando aveva 60 anni, la moglie ha fatto incidere un CD, Loving Memory of Francesco Zaffino. The Hits, che raccoglie una parte dei suoi successi.
Con la scomparsa del cantautore italiano, sparisce anche una parte della memoria storica della nostra terra, quella del riscatto sociale di un popolo che ha fruttificato in terra straniera dando lustro alla Calabria onesta, laboriosa e umile. Il quotidiano italiano Il Globo di Melbourne, nel comunicare la dipartita di Francesco Zaffino l’omaggia con parole di rimpianto e riconoscenza: «Unico padre della musica leggera italo-australiana. Il musicista compositore lascia a tutti noi ricordi musicali bellissimi. Con l’anima e brio lo ricorderemo per la sua simpatia, bravura e dolcezza, che firmano il suo carattere indimenticabile». 
Il suo corpo riposa nel cimitero di Fawkner Memorial Park di Melbourne, ma il suo spirito, ne siamo certi, aleggia anche sulla Calabria che tanto amava, e sul suo indimenticabile paesino di Anoia che nel lontano 1943 gli diede i natali. (Giovanni Mobilia) @ ICSAIC 2022 – 11

Nota bibliografica

  • John Whiteoak, Family, friendship and a magic carpet: the music of Franco Cambareri, in «Italian Historical Society Journal», Vol. 16, No. 1, Janary-June 2007;
  • Giovanni Mobilia, Ricordando Francesco ZaffinoIl padre della musica leggera italo-australiana, In «L’Alba della Piana», dicembre 2014, p. 26.