Zangari, Antonino

Antonino Zangari [Montauro (Catanzaro), 26 febbraio 1900 – Montepaone 12 febbraio 1929]

Primogenito di sei figli, nacque da Giuseppe e da Maria Innocenza Fodero, una famiglia di commercianti.    Qualche anno dopo la perdita della madre (1909) fu avviato in Collegio a Napoli, dove compì i primi studi che poi completò a Catanzaro.
Già  all’età  di tredici anni cominciò a manifestare i segni della sua predisposizione artistica ingentilendo le foderine dei suoi quaderni con cartigli e fiorellini.  
Presso la Scuola Industriale di Catanzaro, nell’anno scolastico 1918/1919, conseguì il diploma di licenza industriale.  
Nel periodo 1920-1922 assolse gli obblighi militari di leva in Marina presso la Casermetta dell’Arsenale di Taranto, dove svolse scrupolosamente l’attività  di furiere, tanto da essere stimato, apprezzato e rimpianto dai suoi superiori e compagni d’armi, anche dopo il suo congedo.  
Approfondì gli studi industriali seguendo con profitto i Corsi di meccanica generale, meccanica applicata alle macchine, elettrotecnica e chimica industriale della “Sez. Perito Industriale” presso l’Istituzione Politecnica di Milano, conseguendo, nel 1924, il relativo diploma.  
Il 15 gennaio 1926 sposò a Montauro Marianna Zangari, da cui ebbe l’unica figlia Vincenzina (18 luglio 1927).  
Rivolse, però, costantemente la sua passione al mondo dell’arte dedicandosi con pazienza alla pittura e distinguendosi nella tecnica ad acquerello, soprattutto nelle delicatissime miniature, per le quali egli stesso confezionava particolari pennellini.  
Nella sua permanenza a Napoli venne a contatto con la produzione artistica dei pittori della Scuola di Posillipo, che gli suscitò l’amore per il paesaggio e soprattutto per l’acquerello. A differenza, però, della Scuola di Posillipo, che era dedita alla rappresentazione del paesaggio urbano e monumentale, Antonino seguì un suo filone originale concentrandosi sugli scorci di paesaggio rurale o marittimo o su tipiche specie floreali locali, trattandoli con forte senso naturalistico da cui traspare una realtà  serena e tranquilla, quasi magicamente incantata.  
I suoi soggetti erano personaggi umili e comuni, angoli naturali carichi di freschezza o scene di vita e di lavoro quotidiano. La sua attenzione si concentrava nell’osservazione della natura (fiori, alberi, mare, barche, scene di pesca e campestri, viali alberati. laghetti, ruscelli, cascate, scorci di paesaggi, casolari di campagna).  
L’abilità , la precisione e la delicatezza del tocco gli permettevano di realizzare caratteristiche ambientazioni e minutissimi particolari in ristrettissimo spazio. Accuratezza e destrezza si evidenziano soprattutto nelle sottili linee di nervatura delle foglie delle rose o dell’edera e nella perfetta frastagliatura dei petali di garofani. La naturalezza e tenerezza con cui ritrae i fiori crea l’illusione di percepire una piacevole brezza del loro profumo.  
Acquerellò due album fotografici con varie miniature a soggetti floreali, vedute marine e paesaggi campestri. Miniò anche diverse cartoline postali, di cui rimangono nove esemplari e biglietti di corrispondenza, utilizzati come foderine di lettere, di cui si conservano anche sedici campioni con scene marine e campestri. Dipinse anche altri quadri di piccole dimensioni, di cui rimangono otto esemplari e un ovale a inchiostro su voile per un puntaspilli.
Si cimentò anche nella pittura di larghe dimensioni come gli scenari su tela per le rappresentazioni della “tragedia di Cristo” nel periodo pasquale e della così detta “opera di S. Pantaleone” nel suo paese natale; quadri, purtroppo, attualmente perduti, dei quali si può riscontrare una pallida testimonianza attraverso l’esame di due foto d’epoca in B/N.
Prima della sua precoce morte realizzò l’impianto d’illuminazione della Cappella di S. Giovanni Battista, presso la Stazione Ferroviaria di Montauro, costruita da Giovanni Catuogno e consacrata da mons. Giovanni Fiorentini l’8 novembre 1928, alimentato dal motogeneratore di corrente, installato nel vicino frantoio a servizio dell’Azienda Agricola.
La sua breve vita, conclusasi in Montepaone il 12 febbraio 1929 poco prima del ventinovesimo anno, gli ha impedito di proseguire la sua pregevole attività  artistica, che sicuramente avrebbe dato copiosi frutti. Tuttavia anche le poche opere superstiti prodotte, conservate dai nipoti, malgrado le loro dimensioni necessariamente ridotte per la loro destinazione d’uso, dimostrano una mano ferma e decisa manifestandosi degli autentici gioielli d’arte pittorica.
Antonino Zangari può essere considerato, a pieno titolo, un rarissimo, se non unico, rappresentante del genere pittorico miniaturistico con la tecnica dell’acquerello nel panorama della storia dell’arte calabrese del primo novecento.    (Giuseppe Zangari) © ICSAIC 2022 – 10

Opere

Miniature per Album fotografici

  • Album 1: 19 fogli miniati ad acquerello in cartoncino beige (cm. 29,5 x 21,2), escluso il primo di colore rossiccio, che reca la dedica autografa alla cugina Concettina Zangari; rilegatura in pelle marrone scuro;
  • Album 2: 20 fogli miniati ad acquerello in cartoncino beige (cm. 26,8 x 24,4); rilegatura con copertina in pelle marrone scuro, concepito per raccogliere le foto del suo matrimonio.

Quadretti di piccole dimensioni

  • Autoritratto (tempera acquarellata su carta);
  • Ritratto di Greco (olio su tavola);
  • Sorelle oranti (tempera su cartoncino);
  • Il banditore (olio su tavola);
  • Cascata (acquerello su carta);
  • Cestino con frutta (pirografia su stoffa);
  • Pescatori (acquerello su carta);
  • Incontro sul ponte (acquerello su carta);
  • Ritratto femminile (ovale puntaspilli ad inchiostro su voile).

Miniature su biglietti per corrispondenza

  • Biglietti miniati ad acquerello n. 16.

Miniature su cartoline postali

  • Cartoline miniate ad acquerello n. 9.

Nota bibliografica

  • Giuseppe A. F. Zangari, Storia del culto cristiano e della spiritualità  a Montepaone Lido, in «Vivarium Scyllacense », XVIII, 1-2, genn.-dic. 2007, pp. 61-62;
  • Giuseppe Zangari, La Cappella Catuogno di S. Giovanni Battista prima sede della Parrocchia in Montepaone Lido (CZ) – Cenni storici, Grafiche Falcone, Squillace 2018, pp. 21-22;
  • Giuseppe Zangari, Antonino Zangari Pittore (1900-1929), Grafiche Falcone, Squillace 2019;
  • Aldo Mercurio, III Convegno Artistico-Letterario “Arcangelo Pisani” Montauro 8 agosto 2016 Conclusione, in «Pagine … sparse », s. n., , Rende 2017, p. 97;
  • Id., Montauro dalle origini ai nostri giorni – Storia – Arte – Cultura – Tradizioni, Aldo Primerano, Roma 2022, pp. 285-292;
  • Alfonso Molea (a cura di), Montepaone. I suoi figli illustri da Saverio Mattei a Gregorio Di Siena – La storia millenaria, le risorse, lo sviluppo, Testi di Francesco Pitaro, Roma 2021, pp. 166-168.