Albanese, Giuseppe

Giuseppe Albanese [Siderno Marina (Reggio Calabria), 14 febbraio 1878 – Napoli, 8 febbraio 1937]

Figlio di Francesco (don Ciccillo), esponente di una emergente famiglia della borghesia terriera, e di Teresina Correale Medici Santacroce, ultima discendente del ramo diretto dei Correale Medici, una delle più antiche e nobili famiglie di Siderno Superiore, fu il primo e unico sidernese a sedere alla Camera dei Deputati. Fece gli studi classici a Napoli per poi trasferirsi all’Università di Pisa dove, come si usava nelle famiglie abbienti del tempo, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza.
Appena laureato fece ritorno in Calabria, dove ricoprì varie cariche pubbliche. Fu vice-pretore del Mandamento di Bagnara, presidente della Commissione mandamentale di Ricchezza mobile di quel Comune, nonché assessore comunale. Negli anni trascorsi a Bagnara sposò Carmelina De Leo, una ragazza del luogo.
Nel 1910 morì improvvisamente Gaetano Scaglione, deputato per il collegio di Gerace. Il 25 luglio 1910, Giuseppe Albanese con una Lettera Aperta si presentava agli elettori del Collegio di Gerace.Alle elezioni suppletive del 7 agosto 1910 ebbe come avversario il cav. Antonio Mileto, direttore della Banca Popolare di Gerace Marina. Albanese ottenne 1.086 e fu battuto da Mileto che riportò 1.298. Ma il risultato delle elezioni venne sottoposto a revisione in seguito al ricorso di Albanese e la vittoria del cav. Mileto non fu convalidata per brogli elettorali.
Soltanto il 24 marzo 1912 vennero indette nuove elezioni. In quella tornata elettorale, Albanese fu eletto deputato con una votazione plebiscitaria, visto che ottenne 2019 voti su 2046 votanti. Il 27 marzo 1912 prestò il giuramento e sedette tra le fila dei radicali. Era il più giovane deputato in Parlamento.
Nel corso della XXIII legislatura, tra le varie interrogazioni parlamentari presentate da Albanese, ci fu anche quella per l’immediata esecuzione delle boe d’ormeggio e pontili di approdo per bastimenti a Gerace Marina, Siderno Marina, Roccella Jonica e Gioia Tauro.
Alle elezioni politiche del 26 ottobre 1913, fu rieletto alla Camera dei Deputati per la XXIV legislatura con 7.000 voti di preferenza; nel corso della legislatura fece parte di varie commissioni parlamentari.
Nel 1915, quale componente della Commissione Finanze e Tesoro, inviò al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri componenti il Governo una missiva relativa alle nuove tasse addizionali.
Alle elezioni politiche del 1919 per la XXV legislatura si presentò nuovamente come candidato nel Collegio di Gerace e venne rieletto tra le fila del Partito Liberale Democratico (radicali e socialisti), sostenuto tra l’altro, da un comitato politico che pubblicò un lungo elenco delle opere realizzate o in corso per iniziativa di Albanese nei comuni facenti parte del Collegio di Gerace.
Il capo del governo, Ivanoe Bonomi, lo nominò sottosegretario di Stato al dicastero delle Finanze retto dal ministro Marcello Soleri (tenne l’incarico dal 4 aprile 1921 al 26 febbraio 1922).
Alle nuove elezioni per la XXVI legislatura, tenutesi il 15 maggio 1921, si presentò con la Unione Democratico-Nazionale “Lista Aratro” e venne nuovamente eletto con 20.315 voti di preferenza.
Si adoperò per far soccorrere in Calabria i luoghi e i paesi colpiti dall’alluvione del 1921.
Nel 1922 votò la fiducia al primo governo Mussolini.
Alle elezioni politiche per la XXVII legislatura dell’aprile del 1924, si candidò con il Partito Democratico Sociale – Lista Fiaccola, nel quale erano candidati anche Stanislao Amato, Nicola Lombardi, Nicola Serra, Domenico Tripepi, Attilio Zimatore. Per l’attività svolta, con una pubblica cerimonia che si tenne il 3 aprile 1924 in piazza Risorgimento, Siderno gli offrì una medaglia d’oro, con la seguente motivazione: «A Giuseppe Albanese che con operosità intelligente e feconda e con ammirevole correttezza politica sè stesso onorando la terra natia inorgoglisce e glorifica, i suoi concittadini pel cui forte volere, giovanissimo, ascese a rappresentante della Nazione con affettuosa riconoscenza offrono – Siderno Marzo 1924».
Fu nuovamente eletto, a quanto pare anche con l’appoggio di don Michelino Campolo, esponente della malavita, capace di condizionare la politica nella provincia di Reggio e considerato dal regime un “sistematico” oppositore del fascismo. Nelle elezioni del 1924, con altri esponenti della “picciotteria”, Campolo fu un attivo propagandista della lista capeggiata dal deputato Nicola Lombardi di Catanzaro e della quale facevano parte gli  avvocati Albanese e Tripepi contribuendo così il loro successo elettorale.
Dopo l’assassinio del leader socialista Giacomo Matteotti, Albanese fu tra aventiniani che, come atto di protesta dai deputati dell’opposizione democratica contro il governo Mussolini, lasciarono l’Aula di Montecitorio. A Siderno e nella provincia reggina appoggiò i Comitati delle Opposizione al Fascismo che si costituirono dopo l’uccisione di Giacomo Matteotti. Anche se la Società elettrica presieduta dall’on. Nicola Siles (anche lui aventiniano), società di cui egli faceva parte, con un comportamento opportunista versava al Fascio diecimila lire.
Schierò apertamente contro il Fascismo, Albanese subì vari attacchi e anche un attentato alla sua abitazione di Siderno Marina, organizzato maldestramente da una squadraccia fascista di Reggio Calabria, guidata da tal Giovanni Di Stefano e appoggiata, al suo arrivo a Siderno, dal rag. Giovanni Speziale, che per poco, invece di appiccare fuoco a villa Albanese, stava appiccando fuoco a sé stesso, secondo quanto testimoniato da Di Stefano.
Dichiarato decaduto dal mandato parlamentare assieme ai deputati aventiniani calabresi Nicola Lombardi, Pietro Mancini, Enrico Molè, Antonio Priolo, Domenico Tripepi (Siles si dimise prima di essere espulso, Antonino Anile si adeguò alle condizioni poste da Mussolini), Albanese si allontanò definitivamente dalla politica attiva.
Si spense a Napoli all’età di 59 anni. (Domenico Romeo) © ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Domenico Romeo, L’avv. Giuseppe Albanese, Deputato al Parlamento Italiano, Calabria Sconosciuta, 105, 2005, pp. 57-58; 
  • Domenico Romeo, Storia di Siderno (1806-1922).  Dall’eversione della feudalità all’avvento del fascismo, AGE, Ardore Marina 1999;
  • Domenico Romeo, La Magia della scrittura. Bibliografia degli autori sidernesi di tutti i tempi, AGE, Ardore Marina 2006.
  • Fabio Truzzolillo, Fascismo e criminalità organizzata in Calabria, Tesi di Dottorato in Storia Contemporanea, Università di Pisa, 23 ottobre 2014, pp. 79-80.
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