Aloisio, Ferdinando

Nando Aloisio [Aiello Calabro (Cosenza), 28 aprile 1923 – Buenos Aires, 12 novembre 1975]

Meglio conosciuto come Nando, nasce da Carlo e Ida Nicastro. Diplomato come perito agrario, dal 1944 al 1946 ricopre la carica di presidente dell’Ucsea, l’ufficio comunale statistico economico dell’agricoltura. Dal 1943, si impegna in politica: promuove la nascita della locale Camera del Lavoro e la sezione del Partito Comunista di cui è il primo segretario, ed è membro del Comitato federale del Pci di Cosenza. Nel 1946 partecipa alla campagna in favore della Repubblica per il Referendum che diede all’Italia le sue attuali Istituzioni democratiche. Nel 1947-48 è con i contadini della regione per l’occupazione delle terre. «Col filo spinato e paletti – rievoca il compagno di partito e scrittore Peppe Verduci – sia sul greto del torrente Maiuzzo che su quello del fiume Oliva, avevamo delimitato una proprietà. […] Quelle terre le occupammo e le assegnammo, delimitandole con bandierine rosse, ai contadini».
Dopo quell’esperienza, chiuso per ordine governativo l’ufficio dell’Ucsea, Nando si ritrova senza lavoro e nel 1948 giunge il momento di partire per dare sostegno economico alla numerosa famiglia, come fanno in quel periodo tantissimi altri calabresi. E in Suda America diventerà sindacalista responsabile dell’Inca Cgil dell’Argentina e consultore del Ccie (Comitato consultivo degli italiani all’estero) per il Paese sudamericano. Nel nuovo mondo inizia a lavorare come responsabile di una grande impresa agricola del Rìo Negro. Poco dopo, a Buenos Aires, il 21 settembre 1950, sposa Emma Cuglietta, una ragazza del suo paese emigrata anni prima.
Ritornato in Italia nel 1953 per un breve periodo, l’anno seguente si trasferisce stabilmente nella capitale federale, dove per diverso tempo lavora come impiegato nel Banco de Italia y Rio de la Plata, e dove svolge anche attività sindacale.
È molto attivo nella vita associativa degli emigranti italiani. Fa parte dell’Associazione antifascista Azione Italiana Garibaldi, della Commissione Direttiva dell’Aimi (Unione e Benevolenza) e di Feditalia (Federazione delle Società Italiane in Argentina), ed è membro del Gruppo Permanente del Lavoro e del Comitato di Coordinamento delle attività assistenziali del Consolato Generale d’Italia. 
Intensifica, poi, a partire dal 1969, con la nomina a presidente della Commissione Nazionale del Patronato Inca-Cgil, e con la partecipazione, dal 1972, come esperto del Comitato Consultivo degli Italiani all’Estero con sede a Roma, l’attività a favore degli emigrati. Assieme a tanti altri calabresi, come Filippo Di Benedetto di Saracena, anch’egli dirigente dell’Inca, Aloisio infatti era tra coloro i quali – così scriveva anni fa Gaetano Cairo, anch’egli Consigliere Cgie, oltre che fondatore e direttore del settimanale «L’Eco d’Italia» – hanno «costruito la base politica del riscatto dei diritti politici degli italiani all’estero».
Una tematica, questa che riguarda la vicenda umana e le condizioni degli emigrati, a cui Nando dedica molto tempo e diversi incontri e conferenze.
Nel periodo in cui il Nostro si occupa di sindacato ed emigrazione, l’Argentina è diventata un paese difficile in cui vivere e testimoniare le proprie idee e la militanza politica a sinistra. «Ricordo ancora – ha raccontato tempo fa Alfredito, uno dei figli del sindacalista – le tante volte che mio padre fu minacciato dalle bande fasciste. Entravano nell’ufficio di notte, rompevano tutto e lasciavano carte intimidatorie».
Nell’ottobre 1973, Peron ritorna al potere dopo che nel ‘55 i militari avevano messo fine al suo governo dando vita a una lunga dittatura militare, intervallata da governi costituzionali. I molti conflitti tra le diverse fazioni sostenitrici di destra e di sinistra del regime peronista, e la successiva morte del presidente avvenuta il primo luglio 1974, oltre che la oramai drammatica situazione di un paese sull’orlo di un collasso economico e politico (si pensi per esempio all’inflazione galoppante, o al terrore della triplice A, l’Alleanza Anticomunista Argentina creata da Lòpez Rega), fanno precipitare il paese in una dittatura, con Videla e la sua Junta (Massera e Agosti) alla guida del Paese, che durerà sino al 1983.
A novembre 1972, Aloisio è chiamato a far parte del Ccie, come esperto sindacale designato dal patronato Inca. Tanti, e non di poco conto, erano i problemi che i lavoratori emigrati italiani dovevano affrontare nella vita di tutti i giorni, in un contesto di grave crisi economica, come quella che vive il paese a metà degli anni Settanta. Minacce di licenziamento, decurtazione degli orari di lavoro, inflazione e riduzione del potere di acquisto dei salari; un generale peggioramento delle condizioni di vita. Aspetti che Aloisio aveva sempre indicato come necessari da affrontare e risolvere.
L’occasione per parlare e per cercare di risolvere le problematiche degli emigrati si presenta con la prima Conferenza nazionale sull’emigrazione tenutasi a Roma nel febbraio 1975. Per l’America Latina, che conta allora circa 2 milioni di emigrati italiani, i delegati sono 91. Nutrito il programma dei lavori con gli interventi del capo dello Stato, Giovanni Leone, del presidente del Consiglio Aldo Moro e del ministro degli Esteri Mariano Rumor. Le relazioni sono tenute dal vicepresidente del Cnel, Simoncini; dal ministro del Lavoro, sen. Toros; dal segretario confederale della Cgil Bonaccini, a nome della Federazione sindacale unitaria; dal presidente delle Acli avv. Carboni, a nome delle associazioni presenti nel comitato organizzatore,. Una ventina sono le comunicazioni su argomenti specifici e particolari. Aloisio, nel suo intervento alla Cne, sostiene la necessità di una nuova politica dell’emigrazione, per ottenere «l’assoluta parità di tutti i cittadini italiani, emigrati e non emigrati» e che i risultati del dopo Conferenza si traducessero in «concrete misure legislative». L’impegno del sindacalista calabrese però – tra quei calabresi che hanno contribuito, in maniera forte e costante, al progresso dei lavoratori italiani e meridionali in particolare – si interromperà da lì a poco. È il 12 novembre del 1975 quando, alcuni giorni dopo una importante operazione chirurgica al cuore, cessa di vivere a Buenos Aires. (Bruno Pino) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica e sitografica

  • È morto a Buenos Aires il compagno Ferdinando Aloisio, «L’Unità», 15 novembre 1975, pag. 13;
  • Dionisio Petriella e Sara Sosa Miatello, Diccionario Biogràfico Italo-Argentino, Asociaciòn Dante Alighieri de Buenos Aires, Buenos Aires 1976, ad vocem;
  • Ricordo di Fernando Aloisio, a cura della Commissione nazionale dell’Inca Argentina, 12 novembre 1976;
  • Giuseppe Masi, Socialismo e amministrazione nella Calabria contemporanea, Guida Editori, Napoli 1987;
  • Giuseppe Verduci, Memorie di lotta (Aiello Calabro 1943-1970), Pellegrini, Cosenza 2002;
  • Giuseppe Verduci, Frammenti di storia e ricordi, a cura di Bruno Pino, Pellegrini, Cosenza 2006;
  • Bruno Pino, La notte più buia dell’Argentina, 24 marzo 2006, p. 43;
  • Bruno Pino, Aloisio e la lunga notte argentina, in «Il Quotidiano della Calabria», 1 aprile 2006, p. 12; 
  • Il Blog di Bruno Pino, Nando Aloisio, 20 marzo 2007: https://brunopino.blogspot.com/2007/03/nando-aloisio.html;
  • Ivi, L’Anniversario. 35 anni fa in Argentina, moriva il calabrese Nando Aloisio, responsabile dell’Inca-Cgil del Sud America, 12 novembre 2010: https://brunopino.blogspot.com/2010/11/lanniversario-35-anni-fa-in-argentina.html;
  • Ivi, A 35 anni dal golpe argentino del 24 marzo 1976. I ricordi della signora Emma Cuglietta, emigrata calabrese, 24 marzo 2011, indirizzo web: https://brunopino.blogspot.com/2011/03/35-anni-dal-golpe-argentino-del-24.html;
  • Ivi, Anniversari. Il 12 novembre del 1975 moriva Nando Aloisio. Uno dei più popolari dirigenti delle associazioni degli emigrati italiani in Argentina, 12 novembre 2014: https://brunopino.blogspot.com/2014/11/anniversari-il-12-novembre-del-1975.html;
  • Ivi, Anniversari. Quaranta anni fa, moriva a Buenos Aires Nando Aloisio, sindacalista dell’Inca Cgil, 14 novembre 2015, indirizzo web: https://brunopino.blogspot.com/2015/11/anniversari-quaranta-anni-fa-moriva.html;
  • Bruno Pino, L’impegno di Nando Aloisio a favore dei lavoratori italiani in Argentina in V. Cappelli, G. Masi, P. Sergi (a cura di), La Calabria dei Migranti, Centro di ricerca sulle migrazioni, Rende 2015, pp. 71-84;
  • Il Blog di Bruno Pino, Su Nando Aloisio, 28 aprile 2017, indirizzo web: https://brunopino.blogspot.com/2016/04/su-nando-aloisio.html.

Nota archivistica

  • Archivio Comune di Aiello Calabro, Atti di nascita, anno 1923, n. 73 Parte I;
  • Archivio Gramsci, Roma, Fondo Partito Comunista Italiano; Fasc. 1972/CL/253, lettera al Corriere degli Italiani, 16 dicembre 1972; Fasc. 1973/CL/241, lettera Patronato Inca del 7 febbraio 1973; Fasc. 1973/CL/241, lettera Pajetta dell’8 febbraio 1973; Fasc. 1974/CL/25 lettera PCI del 5 settembre 1974; Ivi, lettera Direzione PCI del 10 ottobre 1974; Ivi, lettera del 13 novembre 1974; 1974/CL/25, Lettera di F. Aloisio a G. Pajetta, Direzione P.C.I., 10 ottobre 1974;
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