Altomare, Umberto

Umberto Altomare [Cellara (Cosenza) 12 dicembre 1914 – 3 febbraio 1986]

Nacque nel piccolo centro di Cellara da Raffaele e Chiara Montemurro e fu registrato allo Stato civile con i nomi di Umberto Luciano. Visse un’infanzia certamente non facile a causa della prematura morte del padre e delle ristrettezze economiche che la famiglia, già di per sé di condizioni modeste, dovette affrontare durante la prima guerra mondiale. Sin da piccolo mostrò i segni della vocazione che lo spinse poi a entrare nel Seminario cosentino dove completò gli studi ginnasiali; successivamente si trasferì nel Seminario Pio XI di Reggio Calabria per gli studi teologici. Fu ordinato sacerdote in quella città il 16 giugno del 1940 da monsignor Enrico Montalbetti.Svolse brevemente il ruolo di cooperatore parrocchiale a San Fili, poi fu trasferito a Rogliano, come parroco della chiesa di San Giorgio, dove s’insediò l’1 luglio 1941, succedendo ad Alessandro Adami. Devoto alla Madonna delle Grazie, promosse ulteriormente il culto nel paese, dove ritornò spesso anche dopo la sua nomina a Vescovo.  
Due anni dopo, l’allora arcivescovo di Cosenza, monsignor Aniello Calcara, lo trasferì nella popolosa parrocchia di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni in Fiore, dove rimase per diciassette anni. Anticomunista viscerale, ebbe una parte attiva nella vita politica e sociale del più grande centro silano, disgregato per la mancanza di lavoro e per gli effetti della guerra. Come già era accaduto a Rogliano, fu molto ben voluto dalla popolazione. Nel 1946, grazie anche all’aiuto delle “dame di carità”, promosse l’apertura di una casa per anziani e abbandonati provenienti dalla comunità di San Giovanni e dai paesi limitrofi. S’impegnò anche nell’apertura di un asilo infantile all’interno di un antico palazzo nobiliare. Potenziò i vari uffici parrocchiali e, in particolare, istituì l’Onarmo (Opera Nazionale di Assistenza Religiosa e Morale degli Operai), per l’assistenza spirituale e socioeconomica degli operai, con la distribuzione di pacchi di viveri. «Riservò – come ricorda Leonardo Bonanno, vescovo di San Marco-Scalea, che fu suo parrocchiano, chierichetto e allievo – una particolare cura per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, ponendo alla base dell’azione pastorale la preghiera e la carità». Da parroco, don Umberto capì anche l’importanza della stampa, pubblicando, tra maggio del 1952 e maggio del 1960, una pagina parrocchiale sul bollettino mensile «La Voce del buon Pastore», nella quale si occupava anche di problemi sociali e politici riguardanti la propria comunità. Il bollettino era poi distribuito in chiesa la prima domenica di ogni mese. Molto attento anche alla storia religiosa di questa comunità, nel 1959 pubblicò il saggio: L’Abate Gioacchino e San Giovanni in Fiore, edito dalla tipografia cosentina «La Provvidenza». Si tratta di uno studio condotto da Altomare sui documenti e i libri custoditi presso l’archivio parrocchiale che ebbe modo di analizzare durante i suoi anni di permanenza in questa località.
Negli anni in cui fu parroco nel centro silano, ricoprì anche la carica di vicario foraneo.
Nel corso del Concistorio del 31 marzo 1960 papa Giovanni XXIII lo elesse vescovo titolare di Carpasia e ausiliare di Mazara del Vallo in Sicilia. La consacrazione avvenne nella cattedrale di Cosenza il 19 giugno del 1960 a opera di monsignor Calcara (co-consacranti il vescovo di San Marco Argentano e Bisignano Luigi Rinaldi e l’arcivescovo di Rossano Calabro Giovanni Rizzo). Terminò l’esperienza siciliana nel 1962. L’1 settembre di quell’anno, infatti, Umberto Altomare fece ingresso nella diocesi di Muro Lucano, in Basilicata, quindi rappresentò la diocesi nel Concilio Vaticano II in sintonia con il rinnovamento proposto dall’assise conciliare. Tra le principali attività da Vescovo, si ricordano i restauri del palazzo della curia e una serie d’interventi nella cattedrale. Come vescovo di Muro Lucano fu anche amministratore apostolico di Melfi, Rapolla e Venosa.
Il 10 luglio del 1970 fu trasferito alla diocesi di Diano-Teggiano (fu ottavo vescovo di quella diocesi), dove rimase fino alla prematura scomparsa. Il 16 settembre del 1980 fu nominato anche vescovo di Policastro (di cui era già amministratore), unendo così le due diocesi in «persona episcopi». Tra i suoi impegni a Teggiano si ricordano l’aggiornamento delle parrocchie, la collaborazione con lo storico Arturo Didier per l’organizzazione di una Biennale di arte sacra, il contributo per la nascita dei quattro musei della Valle del Diano e l’organizzazione di una rete di dialogo tra i teggianesi e gli emigrati all’estero. 
In occasione dei festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario del suo episcopato, nel 1985 fu nominato cittadino onorario di Teggiano. Nello stesso anno questo titolo gli fu conferito anche dai comuni di Santa Marina (Salerno) e di Rogliano.
Dopo un breve soggiorno a Rogliano, il 3 febbraio del 1986 si recò a Cellara per far visita a un parente ammalato, ma durante il viaggio fu colpito da un malore e morì poco dopo. Aveva 71 anni. Uno dei “quaderni di Parola di Vita” (pubblicazioni allegate alla medesima testata giornalistica) a cura di don Enzo Gabrieli, pubblicato in occasione del centenario della nascita, ricorda la vita, i pensieri e le opere del cosiddetto «vescovo del sorriso». In Campania e in Calabria gli sono state dedicate associazioni culturali e strutture religiose e assistenziali.  (Alessandra Pagano) © ICSAIC

Opere

  • L’Abate Gioacchino e San Giovanni in FioreUn uomo e un paese nella Sila, La Provvidenza, Cosenza, 1959.

Nota bibliografica

  • Consegna della medaglia d’oro a S. Ecc.za Umberto Altomare benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte, Arti Grafiche Vultur, Melfi 1968 (Supplemento Bollettino Ufficiale delle Diocesi maggio 1968);
  • Emilio Salatino, Mons. Umberto Altomare: parroco a San Giovanni in Fiore (1914-1986), La Poligrafica, San Marco Argentano, 2015;
  • Enzo Gabrieli, Un sorriso del Sud, don Umberto Vescovo, I quaderni di Parola di Vita, 1 dicembre 2014;
  • Ferdinando Perri, Rogliano & dintorni: memoria e storia di una comunità calabrese, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 1987;
  • Leonardo Bonanno, Umberto Altomare, pastore del Sud, uomo di fede, in «Avvenire» del 11 dicembre 2014.
  • Saverio Basile, Persone e fatti di mia conoscenza, Il nuovo corriere della Sila, S. Giovanni in Fiore, 2017.
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