Balsano, Ferdinando Maria

Ferdinando Maria Balsano [Roggiano Gravina (Cosenza), 7 settembre 1826 – Cosenza, 10 novembre 1869)

Figlio di Vincenzo, medico e sindaco di Roggiano, e di Maria Teresa Coppola, appartenne a una famiglia di patrioti e letterati, era fratello di Federico e zio dell’acrese Vincenzo Julia, letterato di cui fu anche maestro. Studiò inizialmente nel paese natale ed ebbe come primo maestro il sacerdote Raffaele Graniti. Nel 1835 un altro sacerdote, Gaetano De Vita, lo iniziò allo studio delle lingue. Nel 1840 si trasferì a Cassano per studiare sotto la guida del prof. Francesco La Terza da Mormanno. Due anni dopo, sotto la guida del prof. Stefano Paladini, si dedicò a storia, critica letteraria e filosofia appassionandosi agli studi di Antonio Rosmini e Vincenzo Gioberti, per passare quindi nel 1847 alla teologia nella quale gli fu maestro lo zio materno, il teologo ex domenicano Coppola.
Studiò quindi nel seminario di San Marco Argentano e a 26 anni fu consacrato sacerdote. Festeggiato da tutto popolo di Roggiano, l’8 dicembre 1856, si insediò come arciprete.
Figura di insegnante e di uomo di cultura tra le più interessanti del tempo, studiò a fondo e commentò le opere del suo compaesano Gian Vincenzo Gravina. La sua ricca personalità «si manifestava nell’oratoria, nella Filosofia, nella Critica, accoppiando sempre la idea civile all’idea religiosa, la ragione alla fede, le dottrine speculative ai pronunziati sociali, i severi ragionamenti del pensatore alle splendide fantasie dell’artista (Julia, p. 134)
Valido predicatore, letterato e uomo politico di sentimenti liberali seppe conciliare la fede cattolica con l’amor di Patria. Ebbe una intensa attività culturale e pubblicò molto. Propugnò negli scritti e nelle opere l’Unità e l’Indipendenza.
Nel 1862, sollecitato dal vescovo monsignor Livio Parladore, ritornò a San Marco Argentano, assumendo la cattedra di letteratura e la direzione del seminario diocesano. La sua permanenza non fu lunga. Nel 1865, infatti, fu eletto deputato per la IX legislatura nel collegio di San Marco. In Parlamento si schierò con l’opposizione di sinistra, ma la sua attività fu molto breve e di lui rimangono pochissime tracce negli atti ufficiali. Senza tralasciare il proprio dovere di deputato, infatti, continuò a dare lezioni nella colta Firenze. E dopo un anno, il 22 settembre 1866, fu nominato preside al liceo di Matera per cui si dimise da parlamentare per assumere l’incarico. Fu trasferito, poi, nel 1868, al Liceo di Campobasso e infine destinato a Cosenzacome direttore del convitto e preside del Liceo. 
Assumendo l’incarico si rivolse così agli studenti: «Non vi aspettate da me colpevoli indulgenze, le quali fomentino la turpe inerzia e la stolta superbia degli ignoranti e dei corrotti. Non licenze né privilegi per nessuno. Degni della mia benevolenza, e di quella dei nostri valorosi maestri, vi renderanno i modi urbani e cortesi, l’amoroso e ragionevole ossequio a quanti avranno cura della vostra intellettuale e morale educazione, e la obbedienza, eguale per tutti, a quelle norme cui sono state sommesse le scuole da voi frequentate».
Nella città dei Bruzi, il 7 novembre 1869, mentre camminava sul corso Guicciardi, oggi corso Telesio, in compagnia dell’avvocato Raffaele Conti e del sacerdote Giuseppe Valentini, fu pugnalato da tale Nicola Corridore, che egli aveva fatto licenziare per immoralità da cameriere del convitto. Fu il prefetto Miani, suo amico, a tentare di soccorrerlo portandolo nel vicino palazzo di Governo, ma spirò dopo tre giorni di sofferenze, assistito dal fratello Federico.
Aveva soltanto 43 anni.
Due giorni dopo la sua morte, la salma fu traslata a Roggiano e tumulata nella cappella del palazzo di famiglia, l’attuale palazzo Limido-Balsano. Nell’elogio funebre, l’avv. Francesco Mirabelli, disse tra l’altro: «Siate gelosi, rogianesi, di questa gloria, tramandate ai posteri si bel nome, dite ai vostri figli, fuvvi un’uomo che riuniva tutte le virtù, imitatelo, perché la sua morte fu compianta da tutti».
Gli studenti del liceo di Cosenza, per ricordarlo, gli dedicarono un busto di marmo, con la scritta «Dilexit iustitiam, odivit iniquitatem, propterea quod mortuus est», che fu collocato all’inizio della scala del Convitto Nazionale.
Il 10 novembre 1889, a Roggiano, fu inaugurato il busto marmoreo, eseguito dallo scultore polistenese Giuseppe Scerbo visibile nell’attuale piazza Marconi. Sempre a Roggiano una via e l’istituto di istruzione superiore portano il suo nome. Gli eredi Limido conservano un suo ritratto opera del pittore Angelo Maria Mazzia. (Pantaleone Andria) © ICSAIC 2021 – 03

Opere

  • Riforma Cattolica, Stab. del Vaglio, Napoli 1851;
  • Discorso di un parroco nel 1° anniversario del plebiscito, s.i., Cosenza 1861;
  • Il cristiano cittadino: discorsi sacri, Stab. Tip. dell’Ancora, Napoli 1861;
  • Discorso intorno a San Francesco di Paola, Tip. Dell’Ancona, Napoli 1861 (poi Tip. Cellini, Firenze 1866);
  • La gioventù italiana e la sua educazione intellettuale, Tip. Bruzia, Cosenza 1862; ì
  • Dottrina cattolica e libertà di pensiero, Tip. Dell’Indipendenza, Cosenza 1864;
  • Cenni sulle condizioni dell’Italia contemporanea paragonata alla Francia in qualche parte di coltura e di civiltà. Lettere polemiche al signor Bonaventura Zumbini, Stabilimento tipografico di Gaetano Sautto, Napoli 1865;
  • Religione e Patria, Tip. Cellini, Firenze 1866;
  • La Divina Commedia giudicata da Gian Vincenzo Gravina, Tip.  Ditta Ambrogio Centenari, Milano 1867;
  • La dottrina Cattolica e Libertà del pensiero pubblicato nel Calabrese di Cosenza verso la fine del 1861, Tipografia dell’indipendente, Cosenza 1864;
  • Vincenzo Cuoco e gli studi della gioventù italiana. Discorso di Ferdinando Balsano, Tip. Fratelli Colitti, Campobasso 1869;
  • Il cristiano cittadino, Stab. Tip. dell’Ancora, Napoli 1861 poi Tip. Cellini, Firenze 1866;
  • Lettere politiche del Fu Ferdinando Balsano pubblicate dopo 21 anni dalla sua morte dal Fratello Federico, Tipografia Riccio, Cosenza 1888.

Nota bibliografica essenziale

  • Francesco Mirabelli, Sulla Morte di Ferdinando BalsanoElogio funebre letto nella Chiesa di Roggiano Gravina, Tipografia Municipale, Cosenza 1870;
  • Discorso intorno alla vita e alle opere di Ferdinando Balsano del Professor Vincenzo Julia, Tipografia del Lloyd Adriatico, Trieste 1871;
  • Vincenzo Julia, Discorso intorno alla vita ed alle opere di Ferdinando Balsano, Tip. del Lloyd Austriaco, Trieste 1871
  • Vittorio Caravelli, Apostoli ignorati. Ferdinando Balsano, Loescher & Seeber, Firenze 1889
  • Francesco Guzzolino, Roggiano dalla preistoria al Museo, Edizione artigiana, Roggiano Gravina 1980;
  • Vincenzo Balsano, Ferdinando Balsano. Sacerdote e critico, Edizioni Beta, Salerno 1981;
  • Atti delle celebrazioni di Ferdinando Balsano nel 160. anniversario della nascita: Roggiano Gravina, 11 novembre 1986, Arti grafiche Siniscalchi, Roggiano Gravina dopo 1986;
  • Giacinto Pisani, Cultura e scuola a Cosenza nel primo decennio post-unitario, in Giuseppe Masi (a cura di), Tra Calabria e Mezzogiorno. Studi storici in memoria di Tobia Cornacchioli, Pellegrini, Cosenza 2007, pp. 163-164
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