Barca, Concesso

Concesso Barca [Oppido Mamertina (Reggio Calabria), 7 dicembre 1877 –  Bagno a Ripoli (Firenze), 22 gennaio 1968]

Scultore, nasce in seno a una famiglia oriunda da Serra San Bruno, culla di parecchi artisti del marmo e del legno, da Sebastiano, cuciniere, e Mariangiola Albano, tessitrice. Questa è sorella dell’affermato scultore Salvatore Albano, che ha laboratorio a Firenze. Non conosciamo i suoi trascorsi fanciulleschi, ma sicuramente l’iniziale amore per la professione gli proviene dallo zio. Difatti, si trasferisce giovanissimo in quella capitale dell’arte al fine di avviarsi al relativo studio. Nel 1893 purtroppo l’Albano muore, per cui al sedicenne Concesso non resta che cercarsi un nuovo maestro. Nel 1901 lo trova in Antonio Ghirelli, che completa l’opera iniziata dal parente. Si perfeziona presto nel suo impegno, tanto che appena nel 1907, con avallo del secondo docente, debutta con un busto al Re Umberto I. È quello che a tutt’oggi si ammira nella villa comunale di Reggio Calabria.
Conclusosi con tanti lutti il sanguinoso conflitto mondiale, nelle comunità si avverte il bisogno di ricordare e solennizzare i cittadini periti con imponenti mausolei agli stessi dedicati. Si tratta dei cosiddetti Monumenti dei Caduti o Monumenti al fante che ancora troneggiano nelle piazze maggiori o in ampi spiazzi dei paesi dell’intera Italia. Nel caso si svolge tutta una gara ad accaparrarsi i progetti e la Calabria non è seconda a nessuno. Vi si consacrano scultori conterranei del calibro di Francesco e Vincenzo Jerace e Michele Guerrisi, quindi, il Barca che per un decennio, dal 1922 al 1932 e anche oltre, sfornano egregi manufatti.
Il primo lavoro dell’artista oppidese, che rimonta proprio al 1922, lo si colloca a Bagno a Ripoli, mentre due anni dopo è la volta della stessa Oppido e di San Marcello Pistoiese. Seguono nel 1925 quelli di Cosoleto e Incisa Valdarno e nel 1926 altro a Ravezzano. Nel 1928 due opere sono erette a Santa Cristina d’Aspromonte e a Portico di Romagna. Nel 1932 se ne sistema una a Giffone. Di diverso tipo, ma sempre in sequenza al medesimo filone si offrono le targhe commemorative ai caduti in Libia a Bagno a Ripoli del 1913, a Luigi Rizzo a Milazzo nel 1919 e ai caduti di Antella e Gavinana nel 1924 e S. Donato in Collina nel 1926.
In parallelo ai monumenti ai caduti e simili, Barca effigia in bronzo e in marmo personaggi illustri della nostra Italia: Dante a San Gimignano e Francesco Ferrucci a San Marcello Pistoiese nel 1923, Pio XI e Giuseppe Mantica a Reggio Calabria nel 1933, Rocco De Zerbi a Reggio C. con copia a Oppido e Rastignac del pari a Reggio nel 1934, indi Mazzini, Amleto Novelli e Salvatore Albano. Al Municipio di Oppido esiste un busto in gesso di Garibaldi. Non trascura peraltro l’arte sacra e lavori significativi se ne veggono un po’ in tante località. Tra vari risalta di più l’altare maggiore in stile romanico del duomo del capoluogo di provincia eseguito per incarico ottenuto nel 1928 dall’arcivescovo di Reggio Mons. Carmelo Puja. Di minore rilievo si qualificano il pergamo marmoreo della chiesa parrocchiale di Tresilico del 1952 e l’Angelo della Tomba Gerardis di Oppido, da questa traslato senza alcuna autorizzazione da parenti e portato a Reggio. A proposito del monumento al fante di Oppido, il Barca, che di tanto in tanto fa della capatine in paese ospitato da parenti, pretende dal Comune soltanto le spese vive. Questo quanto si rileva da una delibera del 17 luglio 1919 del Commissario Regio Gionsiracusa«con pensiero veramente nobile spontaneamente offerse il magistero della sua opera per tal monumento richiedendo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e rinunziando a qualsiasi compenso». (Rocco Liberti) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Franco Saccà, Ricordo dello scultore Concesso Barca, «La Procellaria», 3-4, 1970pp. 151-156, Numero dedicato allo Scultore;
  • Rocco Liberti, Concesso Barca, scultore calabrese, in «Brutium”, 3, 1971;
  • Clelia Montella, Concesso Barca, in Figurazioni del Sacro-Otto scultori del territorio reggino tra ‘800 e ‘900, Laruffa Editore, Reggio Calabria 1988, pp. 21-25; 71-72;
  • Enzo Le Pera, Arte di Calabria tra Otto e Novecento, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001, ad vocem.
  • Ugo Campisani, Artisti calabresi Otto e Novecento, Pellegrini, Cosenza 2005, ad vocem.
  • Rocco Liberti, Com’era vissuto l’avvento del Fascismo in un paese di Calabria: il caso di Oppido Mamertina, «Rivista calabrese di storia del ‘900», 1, 2014, pp. 35-54.
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