Benedetto, Enzo

Enzo Benedetto (Reggio Calabria, 10 novembre 1905 – Roma, 27 maggio 1993)

Enzo Benedetto è figura rilevante del Futurismo calabrese, assieme ad Antonio Marasco e Armiro Yaria. Vivo per miracolo durante il terremoto del 1908, Benedetto era figlio di Alice Botta, pia e colta Dama di San Vincenzo imparentata con lo storico Giuseppe, e di Saverio direttore centrale delle Ferrovie dello Stato; sposato con Lina, spezzina, che era donna molto bella  e che faceva la modella per pittori. Ebbe quattro sorelle: Emilia, maestra elementare; Eugenia, morta di tifo a cinque anni a Napoli; Ida, pianista; Vanda, scrittrice. Non ebbe figli e al cane diede il nome di Leika. Pittore, scultore, scrittore, parolibero, magnifico organizzatore di rassegne, aderì al Futurismo nel 1923 e l’anno successivo fondò a Reggio Calabria la rivista «Originalità», testata suggerita da Filippo Tommaso Marinetti, conosciuto l’anno precedente e sempre disponibile verso i giovani artisti, il quale gli aveva scritto: «Caro Enzo Benedetto, ho letto i tuoi scritti arguti e precisi coi quali hai saputo brillantemente difendere il futurismo. Bravo di tutto cuore! Un titolo di giornale futurista? eccolo: Originalità».
Collaborerò con piacere al tuo giornale. Una augurale e affettuosa stretta di mano dal tuo F.T. Marinetti. Della rivista uscirono soltanto due numeri, sul primo dei quali venne pubblicato un editoriale di Marinetti, che diede al giovane artista l’appellativo di Record. Conseguita la licenza liceale frequentò la facoltà di giurisprudenza a Messina, conseguendo la laurea nel 1930, senza mai esercitare la professione.
Nel 1925 iniziò a collaborare con vari giornali. Nel 1926 si rese promotore di una sala futurista alla  IV Biennale di Reggio Calabria, esponendo anche sue opere, assieme a quelle di Depero, Dottori, Tato, Fillia, Benedetta Marinetti e altri. Nel 1927 si trasferì a Roma, dove l’anno successivo collaborò con la rivista «L’Interplanetario», diretta da Libero De Libero e Luigi Diemoz, sulla quale anche Alberto Moravia pubblicò i suoi primi scritti. Iniziò anche a esporre in una serie di collettive: nel 1927 prese parte alla Mostra Nazionale del Futurismo di Palermo, organizzata da Pippo Rizzo, con due opere (Donna Italiana del 1927 e De Pinedo del 1926 poi andato disperso e replicato come polimaterico nel 1990. Ora il quadro si trova al Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni a Trento); nel 1928 alla Mostra Futurista di Imola; l’anno successivo alla 1ª Mostra d’arte calabrese a Roma;  nel 1930 al Circolo Artistico Internazionale di Roma. Per un decennio curò una pagina futurista sul «Quotidiano», che veniva pubblicato a Messina.
Nel 1931 aderì al manifesto dell’Aeropittura, firmato da Balla, Depero, Marinetti, Tato, Dottori, Prampolini, Somenzi, Fillia. Scrive Enrico Crispolti, certamente il maggiore critico che si è interessato del Futurismo e di Benedetto: «Fra gli anni Venti e Quaranta la sua pittura era impegnata in sintesi plastiche dinamiche in qualche misura narrative, praticando anche l’ aeropittura ma non eleggendola. Mentre dagli anni Sessanta ha lavorato in termini di un particolare dinamismo plastico non-figurativo di notevole impressività immaginativa attraverso costruzioni plastiche complesse, entro una prospettiva in realtà di «concretismo» affidato ampiamente al colore in una a volte quasi gioiosa spettacolarizzazione. Ed è stata appunto una stagione del tutto nuova e originale del suo lavoro, alla quale in fondo credo resti maggiormante affidata l’immagine di Benedetto pittore».
Prese parte alla la Guerra Mondiale durante la quale fu fatto prigioniero in Libia dagli Inglesi, trascorrendo sette anni nel famigerato «Campo 25» di Yol, in India,con vista dell’Himalaya.
Di ritorno in Patria, Benedetto riprese la sua attività di artista e scrittore con le generazioni dei futuristi ancora militanti, in particolare strinse un sodalizio quarantennale con Stefania Lotti (1927-2008) che si protrarrà fino agli anni Novanta. 
Nel 1947 ordinò la sua prima personale alla Galleria di Roma. Fecero quindi seguito numerose mostre: 1948, Capri e Reggio Calabria; 1949, IX Biennale di Reggio; 1951, Milano, Centro San Babila; e Bologna, Mostra Nazionale di Pittura e Scultura futuriste, Palazzo del Podestà; 1951-52 partecipazione alla VI Quadriennale con Bottiglie; 1962, mostre di Monaco di Baviera e di Parigi. 
Nel 1959 fondò il mensile «Arte viva» e nel 1967 si rese promotore del Manifesto «Futurismo-oggi», a cui aderirono tra gli altri i futuristi Crali, D’Albisola, Delle Site, Marasco, Pettoruti e Sartoris, e sulla cui rivista, nata due anni dopo, scrissero Mario Verdone, Marzio Pinottini, Giorgio Di Genova, Gino Agnese, Giovanni Lista. 
Durante gli anni Settanta organizzò le rassegne: Quindici futuristi, Prato, Palazzo Pretorio, 1970; Sedici futuristi, Genova, 1972; Diciotto futuristi, Lugo di Romagna, 1973; Venticinque futuristi, Faenza, 1974. Nello stesso anno partecipò alla «Rassegna di Poesia visiva», Torino, Galleria civica d’arte moderna e tenne personali a Losanna e Trieste.
Gli anni Ottanta registrarono personali a Milano, Galleria Vismara 1985 e 1989; Cosenza, Galleria Arcobaleno 1988; Roma, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa 1991, Grande mostra antologica documentaria organizzata dal Ministero per i Beni Culturali e dall’Università degli Studi «La Sapienza» di Roma, a cura di Enrica Torelli Landin; Portogruaro 1992.
Anche dopo la morte la presenza dell’artista è particolarmente significativa nelle rassegne a tema.
Nel 1996 gli venne dedicato uno spazio molto significativo alla grande mostra «Futurismo e Meridione», curata da Enrico Crispolti al Palazzo Reale di Napoli. L’ anno successivo fu presente alla mostra «Calabria Futurista, documenti, immagini, opere», a cura di Vittorio Cappelli e Luciano Caruso, organizzata dal Comune di Cosenza con la collaborazione della Biblioteca Civica di Cosenza, della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, della Fondazione Primo Conti di Fiesole e del Dipartimento di Sociologia dell’Università della Calabria; come anche all’esposizione «Gli altri del Futurismo» al Centro Cultura e Costume a Milano. Successivamente vide la luce il primo numero (copertina di Stefania Lotti) della pubblicazione «Simultaneità», spin-off della rivista «Futurismo-Oggi». Nel 1998 fu incluso nella mostra «Futurismo-I grandi temi 1909-1944», a cura di Enrico Crispolti, Franco Sborgi, Guido Giubbini, Franco Ragazzi, Edoardo Sanguineti, prima al Palazzo Ducale di Genova e poi alla Fondazione Antonio Mazzotta di Milano. 
Nel primo anno del secolo XXI alcune sue opere vennero esposte nella grande mostra «Futurismo 1909-1944» al Palazzo delle Esposizioni di Roma, a cura di Enrico Crispolti e organizzata dal Palazzo delle Esposizioni e dal Museo Sprengel di Hannover.  Nel 2004 al Centro Capizzano di Rende la mostra «Benedetto+Futurismo», a cura di Tonino Sicoli e Claudio Crescentini. E l’anno successivo, nell’ ambito di Taormina Arte, fu presente nella mostra «Futurismo in Sicilia», ospitata nella Chiesa del Carmine, a cura di Anna Maria Ruta. Nel 2008 sue opere alla rassegna«Futurismi» al Centro Saint-Bénin di Aosta sul «Futurismo tra le due guerre”.  Nella ricorrenza del centenario del Futurismo, 2009, molte le collettive che hanno ospitato suoi dipinti: Milano, Lattuada studio, «Futurismo e Aeropittura. Velocità e dinamismo dal Trentino alla Sicilia”; Cavallino (Lecce), Galleria del Palazzo Ducale, «Futurismo. Nel suo centenario, la continuità», a cura di Luigi Tallarico; Istituto Italo-Latino-Americano, Roma, «Enzo Benedetto/Emilio Pettoruti, Il Futurismo in America Latina”; Galleria Il Marzocco, Roma, «Enzo Benedetto, Multiple sensazioni grafiche”; Museo del Presente, Rende (Cosenza), «Zang Sud Sud. Boccioni, Balla, Severini e il futurismo meridionale», a cura di Tonino Sicoli e Alessandro Masi.
Intensa anche la sua attività pubblicistica: «Viaggio al pianeta Marte», romanzo, 1930; ripubblicato dalle Edizioni Arte Viva, Roma 1971; «Un cane in chiesa», inedito; «Tanti anni», 1966; «Racconti del tempo perduto», 1968; «Vita e Miracoli Di Un Ente Pubblico», Edizioni Arte Viva, Roma 1969; «Quarta dimensione, Dinamismo plastico», Edizioni Arte Viva, Roma 1973; «Malmerendi futurista», Edizioni Arte Viva, Roma  1973; «Futurismo centoX100», 1975; «Adulterio – Ponte – Pronto. Sintesi teatrali», Edizioni Arte Viva 1978; «Almanacco Futurista», 1980.
Ha realizzato le scene per «Albertina» di Valentino Bompiani e ha tenuto varie conferenze (a Roma; a Reggio Calabria, Facoltà di Architettura). 
Roma gli ha dedicato una strada nel quartiere delle Capannelle. (Enzo Le Pera) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Agostino Mario Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, Luigi Patuzzi, Milano 1971;
  • Carlo Belloli, Enzo Benedetto. Protagonista del Futurismo, Ideatore del cromotesturalismo inoggettivo, Arte Struktura, mIlano 1980;
  • Giorgio Di Genova, Storia dell’arte italiana del ‘900, Generazione primo decennio, Bora, Bologna 1986;
  • Monica Pignatti Morano, Nadia Di Santo (a cura di), Enzo Benedetto. Mostra antologica, Archivio Centrale dello Stato- Università «La Sapienza», Roma 1991;
  • La Pittura in Italia, Il Novecento/1, Electa, Milano 1992;
  • Gino Agnese, Carlo Belloli et alii, in «Futurismo-Oggi», a. XXV, n. 2, febbraio 1993 (numero speciale in memoria di Enzo Benedetto);
  • Enrico Crispolti (a cura di), Futurismo e Meridione, Electa, Milano 1996;
  • Vittorio Cappelli, Luciano Caruso (a cura di), Calabria Futurista 1909-1943. Documenti, immagini, opere, Rubbettino, Soveria Mannelli 1997;
  • Vittorio Cappelli, Tra i vulcani, i terremoti e il mare: il Futurismo sullo Stretto, in Anna Maria Ruta (a cura di)Fughe e ritorni. Presenze futuriste in Sicilia, Electa, Napoli 1998;
  • Maria Teresa Chirico, Enzo Benedetto, in Dizionario del Futurismo, a cura di Ezio Godoli, Vallecchi, Firenze 2001;
  • Anna Maria Ruta, Originalità, in Dizionario del Futurismo cit;
  • Luigi Tallarico, Il Futurismo e la Calabria, Iiriti, Reggio Calabria 2003;
  • Claudio Crescentini, Tonino Sicoli (a cura di), Benedetto + Futurismo, testi di A. Antoniutti, A. Bagnato, V. Cappelli, P. Chianese, M. Verdone, Edizioni AR& S, Catanzaro 2004;
  • Vittorio Cappelli (a cura di), Calabria Futurista 1909-1943, Rubbettino, Soveria Mannelli 2009;
  • Bruno Corà, Massimo Di Stefano, Leonardo Passarelli, Tonino Sicoli (a cura di), Dal secondo Futurismo all’Arte Concreta e dintorni, Marasco Benedetto Rotella e la ricerca astratta, 1920-1970, Maon, Rende 2014.

Nota archivistica

  • Archivio Centrale dello Stato, Archivio Benedetto, Lettera di F.T. Marinetti a Benedetto, 1924.
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