D’Alfonso, Nicolò

Nicolò D’Alfonso [Santa Severina (Crotone), 17 agosto 1883 – Roma, 29 novembre 1933]

Filosofo attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, Nicolò Angelo Raffaele, così fu registrato allo Stato civile, nacque a Santa Severina, all’epoca in provincia di Catanzaro in una famiglia di proprietari terrieri. Compì gli studi elementari nel paese natale sotto la guida del canonico penitenziere Bilotta. Ancora giovane grazie all’interessamento dei due fratelli del padre don Michele e don Francesco d’Alfonso, canonici del Capitolo della Cattedrale, si dedicò allo studio del testo biblico il cui frutto fu il volume Le donne dei Vangeli (1881), in cui manifesta un approccio positivista. Successivamente si trasferì a Catanzaro affidato alla guida del professore Vincenzo Gallo Arcuri, letterato e fervente Patriota originario di Rocca di Neto, per proseguire gli studi al Ljceo Ginnasio «Pasquale Galluppi» dove conseguì la licenza ginnasiale a pieni voti. Nell’ottobre dello stesso anno, forte della sua preparazione, si presentò agli esami di licenza liceale al «Vittorio Emanuele» di Napoli. La conseguì, con peni voti, e con una raccomandazione del direttore della Scuola Normale superiore di Napoli ottenne un sussidio per proseguire gli studi e, su concessione del Ministero della Pubblica Istruzione, poté iscriversi contemporaneamente alle facoltà di Medicina e di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli.
Nel 1879 conseguì entrambe le lauree , a soli tre mesi di distanza l’una dall’altra. Allievo di Francesco De Sanctis, Augusto Vera e Bertrando Spaventa, a Filosofia  ottenne vari riconoscimenti. Nel 1881 l’Accademia dei Lincei gli concesse il Premio Reale per le Scienze filosofiche e morali, consistente in 4.000 lire, per il suo primo lavoro filosofico dal titolo Kant. I suoi antecessori e i suoi successori, e in seguito quattro medaglie di argento. 
Per accontentare lo zio Michele, si stabilì in Santa Severina dove fu medico condotto. Ma ben presto se ne allontanò. E fu prima professore di filosofia nel liceo di Caltanissetta, di Messina e Catania, infine, a disposizione del ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli, che lo chiamò a Roma per l’insegnamento della filosofia dapprima nel Liceo Ginnasio «Umberto I»” (dal 1889 al 1909) e poi al Liceo “Ennio Quirino Visconti”. In quegli anni iniziò la sua collaborazine con le più importanti riviste letterarie, dal Nuovo Convito, alla Rivista d’Italia, dalla Rivista moderna politica e letteraria, alla Rivista italiana di filosofia, a Nuova AntologiaL’EducazioneRivista italiana di Sociologia, Rivista di filosofia e scienze affini. La sua firma comparve anche su alcuni quotidiani, tra cui «L’Osservatore Romano».
Primo nel concorso, vinse la cattedra di pedagogia nell’Istituto di magistero superiore femminile e contemporaneamente ottenne la libera docenza nell’Università di Roma. La sua operosità aveva del fenomenale: insegnava contemporaneamente nel Liceo Umberto I, nell’Istituto superiore di Magistero (1903-1923) e all’università di Roma dove, fu anche libero docente di Filosofia teoretica e insegnò ininterrottamente dal 1896 fino al 1933, anno della sua morte. Tutto ciò non gli impediva di scrivere opere (ben 63) che che spaziavano dai temi dell’educazione e della morale all’economia politica, dagli studi sull’ambiente e sulle foreste all’analisi criminologica dei personaggi shakespeariani, e che si leggevano dappertutto: da Londra, a Berlino, a Parigi, Vienna, Lipsia, Ginevra.
Religioso convinto e praticante, fece della sua fede un tabernacolo e del suo sentimento una necessità di vita al di sopra di ogni cricca e clientela, contro ogni forma di settarismo rimanendo saldo nella sua autonomia dottrinale.
Per tutte valga il giudizio che l’Accademia dei lincei dava del suo Sommario delle lezioni di pedagogia generale: «Il lavoro è frutto dell’amorosa meditazione e di mente abituata alla ricerca ed alla costruzione filosofica, e si può affermare che esce dai confini degli ordinari trattati di pedagogia, per elevarsi ad una sintesi mentale superiore».
Non meno encomiabile fu la sua operosità intellettuale in favore dei boschi calabresi. Dell’argomento boschivo egli seppe fare materia di dottrina, con un complesso di trattazioni scientifiche. Il suo volume Gli alberi e la Calabria dalla antichità a noi, è denso di sostanza storica della vita millenaria, che si armonizza agli altri concetti espressi nel volume Principi naturali di economia politica, come fondamento storico e basilare dell’economia statale.
Avversato dal ministro fascista della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile fu mandato anzitempo in pensione con un provvedimento ad personam.
Poco e niente si conosce della sua vita privata. 
Mori a Roma, nella sua casa di via Manin, all’età di appena 50 anni. Riposa nel cimitero del Verano. Santa Severina, ha intitolato a suo nome una via del centro storico e la Scuola elementare. Il Liceo classico «Pilo Albertelli», già «Umberto I», di Roma ha dato il suo nome alla propria biblioteca.
Ha lasciato oltre 150 pubblicazioni. Ebbe la virtù di armonizzare tre coefficienti, operanti, che diedero alla sua opera l’equilibrio, il fondamento scientifico, lo spirito dell’elevazione, e questi tre coefficienti furono: «la scienza medica, il sistema filosofico, la trascendentalità religiosa». E tutte e tre furono fuse nel bisogno incessante di rendere la vita il meglio che ogni uomo può dare con la gioia di dare per dare lavoratore operoso è costante, per la costruzione di quel mondo nostro che ha sempre bisogno di luce sempre necessità di migliorare il suo destino. (Sulla base di una biografia redatta da Angelo Vaccaro) © ICSAIC 2021 – 7

Opere essenziali

  • Le donne dei Vangeli, Le Monnier, Firenze 1881;
  • Saggi di pedagogia. Il problema dell’educazione morale. Il problema dell’educazione della donna, G.B. Paravia e C., Roma 1883:
  • Sonno e sogni, E. Trevisini, Milano-Roma 1891;
  • Principii di logica reale, G. B., Paravia & C., Roma 1894;
  • Il re Lear, Dante Alighieri, Roma 1900;
  • La dottrina dei temperamenti nell’antichità e ai nostri giorni, Dante Alighieri, Roma 1902;
  • Lezioni elementari di psicologia normale, Fratelli Bocca editori, Torino 1904;
  • Pregiudizi sull’eredità psicologica (genio, delinquenza, follia), Dante Alighieri, Roma 1904;
  • I limiti dell’esperimento in psicologia, E. Loescher, Roma 1904;
  • Sommario delle lezioni di filosofia generale (la filosofia come economia), E. Loescher, Roma 1905;
  • Lo spiritismo secondo Shakespeare, E. Loescher & C., Roma 1905;
  • Sommario delle lezioni di Psicologia criminale. Critica delle dottrine criminali positiviste, E. Loescher, Roma 1907;
  • Il Cattolicismo e la filosofia, E. Loescher e C., Roma 1908;
  • Otello delinquente, E. Loescher e C., Roma 1910;
  • Sommario delle lezioni di pedagogia generale (L’educazione come economia), E. Loescher, Roma, 1912;
  • Note psicologiche, estetiche e criminali ai drammi di G. Shakespeare (Macbeth, Amleto, Re Lear, Otello), Società Editrice Libraria, Milano 1914;
  • Principi naturali di Economia Politica, Athenaeum, Roma 1923;
  • Gli alberi e la Calabria dall’antichità a noi, Angelo Signorelli editore, Roma 1926;
  • La disoccupazione: cause e rimedi, Fratelli Bocca editori, Torino 1932.

Nota bibliografica

  • Silvio Bernardo, Santa Severina dai tempi più remoti ai nostri giorni, Istituto editoriale del Mezzogiorno, Napoli 1960;
  • Angelo Vaccaro, Un illustre calabrese: Nicola D’Alfonso, «Cronaca di Calabria, 1 luglio 1962;
  • Furio Pesci, Pedagogia capitolina. L’insegnamento della pedagogia nel Magistero di Roma dal 1872 al 1955, Ricerche pedagogiche, Parma 1994;
  • Antonio Testa, La critica letteraria calabrese nel novecento, Pellegrini, Cosenza 1968;
  • Attilio Gallo Cristiani,In memoria del filosofo Nicolò d’Alfonso, A. Signorelli editore, Roma 1994;
  • Antonio Piromalli, La letteratura calabrese, vol. 1, Pellegrini, Cosenza 1996, p. 438;
  • Daniele Macris, Nicolò d’Alfonso: uno studio introduttivo, «Quaderni Siberenensi», 2001;
  • Francesco De Luca, Santa Severina. L’antica Siberene, Pubblisfera, S. Giovanni in Fiore 2008;
  • Mariantonella Portale, Giovanni Marchesini e la «Rivista di filosofia e scienze affini», Franco Angeli, Milano 2010;
  • Francesco d’Alfonso, Nicolò d’Alfonso. Ritratto di un intellettuale indipendente, Apollo Edizioni, Bisignano 2013;
  • Francesco d’Alfonso, L’onesto solitario. Vita e opere del filosofo Nicolò d’Alfonso, Città del Sole, Reggio Calabria 2015;
  • Francesco d’Alfonso (a cura di), Amleto e Ofelia. La critica shakespeariana negli scritti di Nicolò d’Alfonso, Città del Sole, Reggio Calabria 2016.
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