D’Andrea, Francesco

Francesco D’Andrea [Cosenza, 8 luglio 1886 – Cosenza, 20 dicembre 1961]

Figlio di Antonio che tra fine Ottocento e inizio Novecento, è direttore didattico, autore di un saggio di nomenclatura calabro-italiana e di altri manuali scolastici, fondatore di un museo e di una biblioteca pedagogica: per tale attività viene insignito della medaglia d’argento per i benemeriti della popolare istruzione e di Teresa Veltri casalinga.
Francesco D’Andrea si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Modena nel 1911 e svolge fino alla sua morte attività di avvocato sia in campo civile sia in quello penale. Sposatosi nel 1919 con Bice Marulli, ha otto figli.
Alla fine del 1943, sotto la presidenza di Pietro Mancini, primo prefetto politicodella provincia di Cosenza dopo la caduta del fascismo e l’arrivo degli anglo-americani, gli viene assegnata la guida operativa del Consiglio economico delle corporazioni che detiene fino alla sua evoluzione in Camera di commercio e oltre, con il prefetto Costantino Miraglia che fu a Cosenza dal 1° agosto 1944 alla fine di agosto 1946.Nell’aprile 1945 ne diventa presidente, fino al settembre 1954. In virtù di tale ruolo, svolge anche l’incarico di presidente dell’Ente provinciale per il turismo e dell’Istituto professionale femminile di Cosenza, nonché dell’Istituto bacologico della Calabria. Ricopre anche la carica di consigliere del Banco di Napoli e della Banca d’Italia di Cosenza.
Nel secondo dopoguerra, contemporaneamente al mandato camerale, si impegna culturalmente e politicamente. Tiene numerose conferenze pubbliche su autori letterari calabresi, in particolareal Circolo di Cultura e nel salone della Provincia. Si iscrive al Partito repubblicano italiano e si candida nelle sue fila all’Assemblea costituente nel 1946 (riportando 1.408 preferenze) e alle elezioni politiche del 1948 (1.146 preferenze). Alle elezioni politiche del 1953, invece, si candida con il Partito liberale italiano (897 preferenza). Non risulta mai eletto. Nel giugno 1951 firma l’Appello di Berlino a favore di una conferenza delle cinque grandi potenze per dirimere i contrasti internazionali, proposta avanzata dal delegato sovietico all’Onu.
Nella funzione di presidente della Camera di commercio di Cosenza, nei locali di questa crea una scuola di ceramica che rimane attiva per alcuni anni, con la collaborazione – tra gli altri – dello scultore Cesare Baccelli. Recupera, fa restaurare e colloca nella stanza della presidenza il quadro di Rocco Lotufodal titoloL’economista Antonio Serra nelle prigioni della Vicaria (1867). Istituisce la biblioteca della Camera e promuove la pubblicazione del bollettino mensile «L’Indicatore calabrese. Rassegna economica» (dal 1946 al 1980), testata che richiama il primo giornale con cui aveva collaborato Giuseppe Mazzini, «L’Indicatore genovese», nonché l’annuario Cosenza in cifre 1950.
D’Andrea è attivo anche sul fronte politico. Sostiene la riforma regionalistica e soprattutto si batte per Cosenza capoluogo della regione. In una riunione svoltasi il 4 agosto 1949 nella sala della Deputazione provinciale, nel momento in cui Reggio Calabria e Catanzaro rivendicano anche sulle piazze la nomina a capoluogo della istituenda Regione espone «il profilo giuridico ed economico» per un’imparziale serena decisione e, soprattutto, il 14 agosto invia al Comitato parlamentare d’indagine per la designazione del Capoluogo della Regione Calabria una sua articolata relazione sui motivi per cui la scelta doveva ricadere su Cosenza.
Nel 1949 contribuisce, in qualità di presidente dell’Ept, all’istituzione del Premio letterario della Sila. Presiede il I Congresso interprovinciale delle Camere di commercio calabresi e partecipa ai congressi internazionali delle Camere a Lisbona e a Parigi. Istituisce e organizza per quattro anni consecutivi, dal 1950 al 1953, la Fiera campionaria di Cosenza, ma non riesce a costituire l’Ente fiera assieme ai locali Comune e Provincia.
Nel settembre 1954, secondo la stampa comunista, viene rimosso dalla carica di presidente per far posto al democristiano ex presidente dell’Associazione dei commercianti. In realtà, il vuoto di potere viene coperto da un commissariamento prefettizio, che vede avvicendarsi gli alti funzionari Federico Lo Monaco, fino a ottobre, e Arnaldo Adami, fino a dicembre. Dopo i due brevi incarichi commissariali, ai vertici camerali è nominato un altro esponente liberale, Luigi Pizzuti.
Con decreto del presidente della Repubblica del 30 dicembre 1952 è nominato cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. (Luigi Ambrosi) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Il Congresso Interprovinciale delle Camere di Commercio Calabresi, «Corriere del Sud», 1-3 dicembre 1944;
  • Unione italiana delle Camere di commercio, industria e agricoltura, Annuario delle Camere di commercio industria e agricoltura, Tip. Manes, Roma 1948;
  • «L’Indicatore calabrese. Rassegna economica della Camera di Commercio Industria e Agricoltura di Cosenza», numeri dal 1950 al 1952;
  • 170.000 firme raccolte a Siena, «l’Unità», 30 giugno 1951;
  • Unione italiana delle Camere di commercio, industria e agricoltura, Le Camere di commercio industria e agricoltura in Italia. Dirigenti e organizzazione al 1° marzo 1952, Tip. Leonardo da Vinci, Città di Castello,  1952;
  • Cambio della guardia alla C.d.C. Di Cosenza?, «l’Unità», ed. meridionale, 26 agosto 1954.
  • Il repubblicano D’Andrea estromesso dalla Camera di commercio di Cosenza, «l’Unità», ed. meridionale, 10 settembre 1954;
  • Giuseppe Paletta (a cura di), Dizionario biografico dei presidenti delle Camere di commercio italiane (1862-1944), 2 tt., Rubbettino, Soveria Mannelli 2005, t. I;
  • Roberto Guarasci e Vittoria Quarta Cerulo, La Camera di Commercio di Cosenza. Le norme, la storia, l’archivio e le immagini (1864-1990), Progetto 2000, Cosenza 1990;
  • Pantaleone Sergi, Il capoluogo conteso. Lotte municipaliste in Calabria all’annuncio del regionalismo, «Archivio Storico per la Calabria e la Lucania», LXXIX, 2013.

Riferimenti archivistici

  • Archivio della Camera di commercio di Cosenza, Registri delle deliberazioni, 1944-1954.
  • Camera di commercio di Cosenza, Elenco-Albo dei Presidenti dal 1863, affisso nella sala riunioni

Note
Questo profilo biografico è stato realizzato grazie anchealla collaborazione del figlio del presidente, Francesco.

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