De Bella, Antonino

Antonino De Bella [Nicotera (Vibo Valentia), 1 agosto 1850 – 4 novembre 1912]

Nacque da Francesco Antonio, medico chirurgo, e da Maria Teresa Mamone, una famiglia in cui, sia da parte di padre che di madre, quasi tutti in passato erano stati medici. De Bella sembrava destinato alla carriera ecclesiastica. Fino ad otto anni ebbe come maestro il canonico Leopoldo Juniore. A quell’età entrò in seminario dove fu convittore per sei anni. Ne uscì nel 1865 dopo avere completato gli studi di Umanità sublime e di Filosofia.
Per i tre anni seguenti studiò in casa. La famiglia non intendeva avviarlo agli studi universitari, ma scappò a Napoli, accolto dallo zio Domenico Mamone Capria che insegnava chimica in quella università. Dal 1867 al 1868 con l’aiuto economico della famiglia frequentò l’Istituto liceale di Leopoldo Rodinò, e seguì i corsi di Estetica di Antonio Tari e quelli di Filosofia teoretica di Bertrando Spaventa tenuti nell’Ateneo napoletano.
Rientrò a Nicotera che aveva 18 anni e studiò senza maestri scienze naturali e filosofia. Di ingegno vivo proprio a diciott’anni lavoro come svolse anche senza essere avvocato difendeva persone in pretura e divenne professore nel Ginnasio-Convitto di Nicotera, dove insegnò per cinque anni. In questi anni divenne sostenitore delle dottrine evoluzionistiche e del positivismo. Studiò da solo anche Legge e a 23 anni lasciò l’insegnamento per la professione forense. L’Università di Napoli nel 1884 gli concesse la Licenza liceale per titoli e in seguito, sempre per titoli, la Laurea in Filosofia.
Sposò Rosina Mamone ed ebbe cinque figli: Calliope, Olga, Diagora (avvocato con il quale condivise lo studio di Legge), Spartaco e Paride che fin giovane aderì al fascismo, tessendone le lodi in diversi volumi, tra cui Cultura fascista ad uso delle scuole. Ebbe due fratelli che De Bella rivendica di aver guidato negli studi: Clemente divenne medico provinciale a Pisa e Gregorio, magistrato, che fu sostituto procuratore generale a Catania.
In De Bella attività politica e attività intellettuale procedettero di pari passo. Dal romitaggio della sua Nicotera, dal 1874 in poi incominciò a scrivere e pubblicare libri di Sociologia e di Filosofia (e anche di Diritto civile e penale), nonché articoli e saggi per giornali e riviste: «Meraviglia il pensare come mai, in un villaggio privo di biblioteche, egli abbia potuto formarsi una così vasta, profonda e multiforme cultura scientifica, quanta se ne intravede dalle opere che di lui ci rimangono», scrisse di lui il «Giornale d’Italia». 
Fu in rapporti di amicizia con Francesco Fiorentino e Giovanni Bovio, e mantenne contatti con diverse personalità del mondo scientifico del tempo, da Cesare Lombroso a Enrico Ferri, allo psichiatra Enrico Morselli assieme al quale fondo la «Rivista di Filosofia scientifica» (1881)
Collaborò alla «Plebe» e al «Libero pensiero». E propugnò le proprie idee sulla «Rivista di filosofia scientifica» e sull’«Anomale» di Zuccarelli, nonché su «Pensiero Nuovo», «Scola positiva», «Rassegna critica», «Il Pensiero contemporaneo» che era diretto a Antonio Renda. Egli stesso fondò a Nicotera una propria rivista, «L’evoluzione», che ebbe come collaboratori G. Bovio, N. Del Vecchio, G. Sergi, E. Morselli, R. Schiattarella, G. G. Baereusprung, Mario Aldisio Sannito, Nicola Misasi e altri intellettuali del tempo. Diresse per due anni l’«Almanacco degli atei» pubblicato a Livorno.
Il suo Corso di Filosofia ebbe tre edizioni, l’ultima nel 1883 con l’editore Roux. Tra il 1890 e il 1893 pubblicò i primi due volumi (il terzo non venne completato) del Corso di sociologia. Il primo, Sociologia generale, era influenzato dalle teorie evoluzionistiche in parte corrette nel secondo Sociologia genetica: come nota Giuseppe Masi, il volume, dedicato al Partito socialista, «mostrava l’accettazione di un marxismo deterministico, fortemente segnato dal positivismo». Un indirizzo che De Bella espose anche nell’articolo Socialismo antiscientifico,pubblicato nel giugno 1897 sulla rivista «Critica sociale». In tale articolo attaccava, per la loro polemica antipositivista quei «socialisti esclusivi che per ogni cosa e per ogni questione … se ne stanno al verbo di Marx, chiamando in causa Arturo Labriola, Filippo Turati e Ignazio Mottola, medico socialista di Tropea. Ne scaturì una accesa polemica. Labriola replicò sulla stessa «Critica sociale» con l’articolo dal titolo Marxismo, darwinismo, ecc. Risposta, poi confluito nel saggio Discorrendo di socialismo e di filosofia.Secondo Labriola, nelle tesi del socialista calabrese c’era «il pericolo di un distacco, nell’interpretazione del marxismo, dalle concrete condizioni storico-politiche» (Masi). La controreplica (Socialismo esclusivista) fu conciliante: De Bella, pur criticando l’atteggiamento professorale di Labriola, riaffermò la comune fede nel socialismo, ponendo di fatto termine alla polemica appena nata: la sua diffidenza al marxismo iniziava a scemare. Sempre sulle pagine di «Critica sociale» polemizzò anche con Antonio Salandra.
Fu libero docente  di Filosofia del diritto alla Regia Università di Messina.
Ebbero successo a fini didattici anche Patologia socialee, soprattutto I Prolegomini  di filosofia elementare (1897) che in qualche modo si richiamava alla dottrina socialista, apprezzati da valenti studiosi in Italia e all’estero.
La sua attività politica iniziò a 14 anni quando s’iscrisse all’Internazionale. Al momento della scissione scelse Bakunin al posto di Marx, mantenendo, come lui stesso ricorda in una breve autobiografia, ottimi rapporti col Partito Repubblicano.
Militante democratico e socialista, fu fra i più attivi propagandisti in Calabria e nel periodo crispino prese parte alla fondazione di numerose sezioni socialiste in Calabria. Presidente del IV Congresso nazionale del Partito di Firenze del 1896 in rappresentanza dell’Italia Meridionale, del consiglio regionale socialista di Paola, del I congresso regionale del Partito socialista che si tenne a Palmi il 15 marso 1987, fece parte del consiglio direttivo nazionale del Partito dal 1893 al 1897. Al II congresso regionale di Catanzaro del 5 settembre 1987, presente Andrea Costa, tenne la relazione principale e fu eletto consigliere nazionale. Si dimise per candidarsi a sindaco di Nicotera nella lista del Partito Operaio Democratico che aveva vinto le elezioni. Nel 1898 il prefetto lo sospese dalla carica di sindaco, in seguito alla repressione antiprogressista da parte del governo; la magistratura lo accusò di associazione a delinquere e di istigazione all’odio di classe e fu processato.
Negli anni successivi non pubblicò nulla di importante.
A Nicotera, tuttavia, fondò un circolo di cultura denominato «Società dei razionalisti liberi pensatori», associazione ateistica che fu attiva per 13 anni.
Nel 1909 si trasferì negli Stati Uniti per dirigere «Il Proletario», giornale dei socialisti italiani di Filadelfia. Fu un’esperienza deludente sotto tutti i punti di vista: riportò «cattiva» impressione del nord-americani, pessima della Colonia italiana, orribile dei rappresentanti i partiti sovversivi, i quali rappresentano colà quanto di più turpe, di più volgare, di più malvagio possa immaginarsi». Disgustato rientrò in Italia due anni dopo «non socialista, non sindacalista, non sovversivo» ma con l’intento di scrivere un libro di denuncia su quanto accadeva tra gli italiani d’Oltreoceano. Nel 1912, quando aveva 62 anni, mori assassinato da un malato di mente mentre rientrava a casa. Il 9 dicembre 1912 fu commemorato solennemente nel Teatro Comunale di Nicotera,  (Pantaleone Sergi) @ ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • «Cronaca di Calabria», 14 ottobre 1897.
  • Vincenzo Lombardi, Antonino De Bella, filosofo e sociologo, «Calabria Nova», novembre,1912.
  • Giulio Antonio Berardelli, Un filosofo calabrese: Antonino De Bella,Vita e arte, Palermo 1914;
  • Raffaele Sammarco,  «Giornale d’Italia», 17 ottobre 1929.
  • Luigi Aliquò Lenzi, Filippo Aliquò Taverniti, Scrittori calabresi. Dizionario biografico,vol. 1, Corriere di Reggio, Reggio Calabria 1955,ad vocem.
  • Giovanni Mastroianni, Appunti sulla polemica Labriola-De Bella e sul primo socialismo calabrese,«RSS», II, 6, 1959, pp. 380-388;
  • Giuseppe Masi, De Bella Antonino, in Tommaso Andreucci e Tommaso Detti (a cura di), Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, Vol. 4, Editori Riuniti, Roma 1976, pp. 178-179;
  • Giuseppe Masi, Le origini del movimento socialista in Calabria: 1892-1914, Editori Meridionali Riuniti, Reggio Calabria 1977;
  • Giuseppe Pagano, Processo al sindaco di Nicotera,«Il Galeone», 1, 1982;
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, ad vocem;
  • Pasquale Barbalace, Antonino De Bella avvocato, filosofo, sociologo, scienziato, Commemoriazione nella Sala del Museo di Arte Sacra. Nicotera, 3 novembre 2019.

Nota archivistica

  • Archivio Storico Comunale di Nicotera (ASCN), Registro atti di nascita, anno 1850, atto n. 100;
  • ASCN, Delibera del consiglio comunale del 14 ottobre 1897;
  • Biblioteca comunale di Catanzaro, Antonino De Bella, Biografia.
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