De Giorgio, Domenico

Domenico De Giorgio [Oppido Mamertina (Reggio Calabria), 23 marzo 1908 – Reggio Calabria 3 marzo 2003]

Figlio di Pietro e Annunziata Priolo, contadini (il padre cura a lungo l’orto del Seminario Vescovile), frequenta le scuole elementari al paese natìo a partire dall’anno 1913 e le termina nel 1919. In un’anno l’insegnante della classe è Vincenzo Frascà, autore di una storia di Oppido Mamertina, che gli avrà potuto instillare l’interesse per la ricerca. In successione, come all’epoca usa, passa al vicino istituto seminarile, ma ben presto lo abbandona per le scuole statali pervenendo al conseguimento della licenza liceale e di quella magistrale. S’iscrive indi alla Facoltà di Magistero di Messina, dove ottiene la laurea in filosofia col prof. Ugo Spirito. Avviatosi all’insegnamento nei licei, dopo Reggio diviene preside degli istituti classici di Cittanova, Palmi e La Farina di Messina. In contemporanea guadagna la libera docenza e susseguentemente nell’Ateneo messinese si occupa della storia del Risorgimento e, specificatamente, anche di Storia dei Movimenti e dei Partiti Politici.
Nel 1947 sposa Matilde Delfino.
Non limita il suo impegno alle fatiche scolastiche, ma dedica gran parte delle sue giornate  alla cultura e varie sono le produzioni consacrate principalmente alla ricerca storica, produzioni in larga misura inserite nella sua creatura cartacea, quella rivistina «Historica» da lui fondata nel 1948 e che fino al 2003 ospita alternativamente le collaborazioni di tante illustri personalità, da Ferdinando Cordova a Franco Mosino, da Pietro Borzomati ad Antonio Piromalli e da A. F. Parisi a Gustavo Valente, tanto per dire di alcune prestigiose firme. Scrive ben a ragione Pasquino Crupi su «Il Quotidiano della Calabria» all’indomani della sua dipartita: «Alta e forte è stata la presenza di Domenico De Giorgio nella battaglia delle idee per il rinnovamento della cultura, il suo legame con la questione meridionale e il rapporto Croce-Gramsci». Per le sue doti di ricercatore e di propagatore culturale nella regione meritatamente nei primi anni Settanta dello scorso secolo, in seguito alla separazione di quella Napoletana, è nominato presidente della Deputazione di Storia Patria della Calabria da un’associazione di quotati studiosi. La sua presidenza culmina nel 1973 col riuscitissimo V congresso storico calabrese, manifestazione itinerante tra Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria, con tema «Brettii, Greci e Romani».
Interessato in primo luogo alla storia del Risorgimento, si ha pure l’incarico di presidente della Sezione calabrese dell’Istituto per il Risorgimento che ha sede a Roma.
Molto considerato, il Prof. De Giorgio è anche l’anima di altre valide iniziative. Si qualifica egli uno dei fondatori della Società Filosofica Calabrese, cui partecipano tanti altri eletti spiriti della regione come Domenico Antonio Cardone, Domenico Scoleri, Antonino Lovecchio e Rodolfo De Stefano.
Nel 1944 aderisce alla Massoneria, ma figura già in sonno negli anni Settanta. Non è estraneo alla politica e si rende maggiormente attivo in occasione delle battaglie condotte dal Partito d’Azione, che tante aspettative suscita al suo primo apparire. Vi si aggrega sin dall’inizio e nel 1946 diventa addirittura il direttore del settimanale «L’Azione». Dissoltosi però dopo appena un anno quel sodalizio partitico, preferisce abbandonare il campo e non interessarsi più di politica.
Nella produzione a stampa del direttore di Historica non mancano un volumetto di poesie e una tragedia, ma si tratta di lavori giovanili che danno il senso del tempo. Tra 1961 e 1968 egli cura l’edizione della «Cronistoria di Reggio Calabria» di Carlo Guarna Logoteta aggiungendovi un’ampia appendice con gli avvenimenti svoltisi dal 1860 al 1908 con note e bibliografia e poi nel 1979 la riproposizione di quella di Domenico Spanò Bolani del pari con note e bibl.. Entrambe le opere usciranno poi in anastatica nel 1993 e 1994 per Barbaro Editore.
Tra le tante dichiarazioni espresse sul personaggio De Giorgio all’indomani del decesso scegliamo quella che ci appare la più idonea a descrivere l’uomo e lo studioso. Essa è dovuta a colui che gli è vicino fino all’ultimo e tenta di far proseguire il cammino di «Historica», fallito dopo appena qualche numero per l’insipienza della classe politica (il sindaco del tempo ne assume solenne impegno in seguito ad apposito atto notarile del De Giorgio) e di chi avrebbe dovuto collaborare: Ecco quanto scrive Domenico Romeo: «Il De Giorgio, parco di parole e misurato nei giudizi, non si stancava mai di ascoltare. Aveva una pazienza infinita. Era molto schivo e riservato, tanto da sembrare quasi timido, così com’era altrettanto intransigente e schietto. Possedeva una formidabile memoria e non solo storica: era impossibile competere con lui. Ci ha insegnato, tra le tante cose, anche a conoscere e a rispettare il nostro passato La sua riunione redazionale, che puntualmente avveniva ogni settimana, si trasformava in una continua lezione umana e scientifica. Molti di noi collaboratore, e altrettanti ex-studenti, dobbiamo a lui il modo d’intendere la storia, la conoscenza della metodologia della ricerca storica, il metodo d’interpretazione dei documenti d’archivio» (Rocco Liberti). © ICSAIC

Opere

  • Epopea Fascista, Dramma in tre atti, Lombardi-Surace, Reggio Calabria 1929;
  • Primule, poesie, G. Cafaro, Lecce 1935;
  • Benedetto Musolino, Luigi Settembrini e i «Figliuoli della Giovine Italia», «Historica», 1948;
  • La rivoluzione del 1848 in Calabria, ivi, 1948;
  • Il 1860 in Calabria, ivi, 1948-1949;
  • Un calabrese storiografo di Francesco Sforza: Giovanni Simonetta, ivi, 1949;
  • Vincenzo Amaduri. Contributo alla storia del Risorgimento in Calabria con documenti inediti, ivi, 1950;
  • Episodi reazionari in Calabria dopo il 1860, ivi. 1951;
  • Le rivoluzioni del 1847 e del 1848 in Calabria, ivi 1952;
  • Benedetto Musolino e il Risorgimento in Calabria, ivi. 1953;
  • La Provincia di Reggio nel 1848, ivi. 1954;
  • La prigionia di Giovanni Nicotera, ivi. 1956;
  • Nicotera, Mazzini e Garibaldi nel 1860, ivi, 1957;
  • Giovanni Nicotera e le sue prime battaglie politiche, ivi, 1958-1969;
  • Stefano Romeo esule in Turchia, ivi, 1960;
  • Rocco Morgante, ivi, 1961;
  • Fra Michele Maria Caputo, vescovo garibaldino, ivi, 1964-65;
  • Figure e momenti del Risorgimento in Calabria, Peloritana, Messina 1971;
  • Classi sociali e partiti politici in Calabria dopo l’Unità, «Aspetti e problemi della Società Calabrese nell’età contemporanea», Atti del I Convegno di Studi, Reggio Cal. 1977;
  • Gaetano Salvemini e la «Regione» Calabria, «Historica», 1988;
  • Una loggia massonica a Reggio Calabria, ivi, 1995;
  • Premesse storico-geografiche alla «Questione Meridionale», ivi, 1994-1996;
  • Fermenti rivoluzionari a Gerace nel 1848, ivi, 1999;
  • Quadro de’ reati politici consumati in Ardore nel corso dell’anno 1848 secondo il risultato della processura compilata dal Giudice ff. Istruttore d. Domenico Falleti, ivi, 2000:
  • I rappresentanti della città di Reggio supplicano la Maestà del Re che si degni elevarla a provincia, ivi, 2001;
  • Nicola Putortì: bio-bibliografia, ivi, 2003 (postumo).

Nota bibliografica

  • Rocco Liberti, Domenico De Giorgio (1908-2003), «Calabria Sconosciuta”, XXVI-2003, n. 99;
  • Id., Domenico De Giorgio, «Rivista Storica Calabrese”, Deputazione di Storia Patria per la Calabria, N.S., nn.1-2, 2003.
  • Giuseppe Masi, Per una biografia critica di Domenico De Giorgio, «La Questione Meridionale», Pellegrini, Cosenza, I-2003, n. 1;
  • Amato, Romeo, Buttà, Bruni, Coppola, Cordova, da Empoli, D’Angelo, Ferrante, La Tella, Liberti, Mariotti, Mosino, Pezzi, Sicari Ruffo, Ascone, Laganà, Interventi nel numero di «Historica» riservato interamente a Domenico De Giorgio, LVI-2003, n. 2.
  • Antonio Musicò, Ricordo del Prof. Domenico De Giorgio, «Calabria Sconosciuta», XXVII-2004, n. 103.
  • Carmelo Elia, Domenico De Giorgio e la storia sul moto reggino del 1847, Tesi di laurea all’università di Messina, a. 2004-2005, relatrice Michela D’Angelo.

Nota archivistica

  • Comune di Oppido Mamertina, Stato Civile, Registro dei nati, a. 1908, n. 76, pp. 26-27.
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