De Meo, Nicola

Nicola De Meo, Oppido Mamertina 19 agosto 1926 – Vibo Valentia 21 agosto 2013

Figlio di Giuseppe De Meo, pirotecnico e custode del carcere mandamentale di Oppido Mamertina, e Maria Carmela Molluso, donna di casa, è rimasto nel luogo di nascita fino all’età di 13 anni, quindi si è trasferito con la famiglia a Vibo Valentia, dove il padre era stato trasferito e dove ha variamente studiato. Si è alla fine laureato in Scienze Economiche e Aziendali e ha insegnato negli istituti tecnici.
Un suo iniziale opuscolo a stampa rimonta al 1969 e attiene a un polemico riscontro di poche pagine indirizzato al corrispondente della «Gazzetta del Sud» così evidenziato: Le mura d’Hipponion non sono una scoperta recente. Nel 1971 l’uscita per Feltrinelli del volume di Don Luca Asprea, Il previtocciolo, opera che metteva a nudo episodi reali e dicerie, animosità e veleni di carattere scandalistico, si rivela per De Meo una vera stilettata, per cui si dà subito a preparare una decisa risposta all’indirizzo di colui che con la sua opera denigrerebbe il borgo natìo di entrambi, appunto Oppido Mamertina. Ecco perciò spuntare appena l’anno successivo per le Edizioni Giuntina di Firenze La fobia di un ragno, un’operetta nel cui titolo si cela abbastanza scopertamente il cognome vero dell’Asprea. Quest’ultimo, infatti, è lo pseudonimo di Carmine Ragno. Nel libretto l’autore, oltre che confutare tante cose inesatte da quegli prospettate, spesso con accenti piuttosto risentiti, offre l’iter di quanto si svolgeva durante il ventennio mussoliniano nella cittadina. La molla si configura sicuramente una rivalsa di tipo familiare, ma naturalmente si percorrono soprattutto gli eventi che si accavallano di tempo in tempo, per cui non mancano le descrizioni delle manifestazioni popolari o di regime. I particolari spingono qualcuno ingenerosamente, come il Piromalli, a gridare al risveglio del vecchio fascista quando in verità si tratta soltanto dello sfogo dell’Oppidese cui hanno parlato male del suo paese e del riemergere di tanti episodi della fanciullezza. In pratica La fobia di un ragno è il contraltare de Il previtocciolo. Infatti, è definito sin dall’inizio l’«antiprevitocciolo».
Nel 1976 De Meo ritorna in pista con le Edizioni ABC di Firenze con un lungo racconto, Alito del sud, nel quale medita di bel nuovo sui luoghi che l’hanno visto fanciullo, cioè negli anni a ridosso della seconda guerra mondiale. La parte saliente è consacrata al noto Santuario di Polsi e alle leggende che lo hanno riguardato nei vari tempi, ma anche ai delitti che di anno in anno non hanno mancato di riempire le cronache dei giornali. A distanza di tre anni segue altro scritto che riporta alla luce il periodo della frequenza della scuola, sempre innestato nello scorrere della vita paesana, dove l’anima popolare mostra il meglio delle sue espressioni. È Il primo tremito, edito ancora da ABC.
Lo scrittore oppidese nel 1987 s’immette sul solco del folklore e dà un saggio del suo modo di scavare nel mondo contadino di un tempo, La civiltà contadina in Calabria e nel Mezzogiorno, che esce per i tipi di Calabria Letteraria Editrice di Soveria Mannelli. Ovviamente, il tutto è frutto dei suoi ricordi d’infanzia. Interessante la ricerca riservata a una sacra rappresentazione nel territorio di Vibo Valentia, l’Affruntata, nota cerimonia delle festività pasquali. Nel 1993 si ripresenta con Vecchia Vibo, accolta dalle Edizioni Barbaro di Oppido Mamertina, pubblicazione dove si mescolano reminiscenze, avvenimenti storici e note di cultura popolare. Nel 2003 appare con Calabria Letteraria Silloge poetica, una serie di simpatiche poesie in dialetto. Siffattamente scrive nella prefazione Antonio Lo Gatto: «Ancora una narrazione ispirata agli anni giovanili, con la solita obiettività ed il coraggio di denunciare soprusi ed angherie da parte delle classi le quali assunsero il potere dopo il secondo conflitto mondiale». L’anno dopo è l’ora di Memorie vive, una specie di romanzo autobiografico stampato dalla Mapograf di Vibo Valentia.
Trascorso un certo silenzio, nel 2011 è la volta di Il Sud Italia. Dagli albori allo scombuiamento, lavoro nel quale De Meo interpreta i fatti iniziando dalle esperienze personali. Sono sempre le situazioni che si sono susseguite nel famoso ventennio a farla da padrone pure se in riflesso a balzare è di norma il suo essere fanciullo in un età spensierata. (Rocco Liberti) © ICSAIC

Opere

  • La fobia di un ragno, Edizioni Giuntina, Firenze 1972;
  • Alito del Sud, Firenze : Tipografia ABC, Firenze 1976;
  • Il primo tremito, Tipografia ABC, Firenze 1979;
  • La civiltà contadina in Calabria e nel Mezzogiorno, Calabria Letteraria, Soveria Mannelli 1987;
  • Vecchia Vibo, Edizioni Barbaro, Oppido Mamertina 1993;
  • Silloge poetica, Calabria Letteraria, Soveria Mannelli 2003;
  • Memorie vive, Mapograf. Vibo Valentia 2004;
  • Il Sud Italia, Dagli albori allo scombuiamento, Libritalkia.net, s.l. 2011.

Nota bibliografica

  • Sharo Gambino, L’anti previtocciolo, Rai, Radio Cosenza, trasmissione dell’11 agosto 1972;
  • Antonio Piromalli, Scavando dentro il moralista viene fuori il vecchio fascista, «Il Giornale di Calabria», 20 settembre 1972, p. 7.

Nota archivistica

  • Comune di Oppido Mamertina, Stato Civile, Registro delle nascite, a. 1926.

RSS
Facebook
Facebook
Twitter
Visit Us
YouTube
Instagram