de Nava, Giovanni

Giovanni de Nava (Reggio Calabria, 10 marzo 1873- Roma, 20 luglio 1931)

Terzogenito del barone Giuseppe de Nava e di donna Marianna Valentino, restò orfano di padre all’età di sei anni e, con i fratelli Isabella e Pietro, crebbe sotto la tutela dello zio paterno Marcello de Nava. Affascinato fin dall’infanzia dai cantastorie, fu un appassionato studioso delle tradizioni popolari della Calabria. Fin dal 1890 fondò alcuni giornali (il «Giornale di Calabria» e «Il Frustino Calabrese», che diresse), fu corrispondente della «Riforma»; tenne conferenze sui Canti e sulle Fiabe popolari, scrisse e pubblicò alcune raccolte di poesie in vernacolo calabro-reggino. Sorvegliato dalla Prefettura di Reggio e dal Ministero dell’Interno perché considerato eversivo, non riuscì a conseguire la maturità classica al Liceo Tommaso Campanella della sua città, venendo escluso per motivi di condotta. Nell’anno 1892-93, da privatista conseguì la licenza tecnica. Agli anni 1894-1895 risale la sua relazione amorosa con la ventiduenne Grazia Deledda, presto conclusasi per l’opposizione delle famiglie.
Aderì al nascente Partito Socialista (1892), propagandone gli ideali di giustizia ed equità sociale. Anticlericale, libero pensatore, scrisse romanzi, racconti e libelli pubblicati a Roma, Genova, Firenze e Losanna; visse a Roma dal 1895, lavorando nel settore Assicurazioni (RAS) per non gravare sul bilancio famigliare, e  benché lontano  non scordò la sua terra, occupandosi attivamente delle problematiche sociali del Meridione e delle sue potenzialità di sviluppo industriale anche dalle pagine dell’«Avanti!» e de «L’Asino»giornale fondato da Guido Podrecca e Gabriele Galantara, che De Nava, (co-redattore dal 1895 accanto ai due fondatori) diresse nel periodo della Grande Guerra e poi in tempi più bui e rischiosi restando fedele agli ideali marxisti. I suoi articoli nel giornale sono firmati col suo nome, ma anche con pseudonimi: “Il Giovane della Montagna”, “Il consumatore consumato” e “GIVA” sono i più frequenti.
Nel 1902 dalle pagine dell’Avanti! denuncia la connivenza fra il Vaticano e la polizia zarista nel perseguitare i fuorusciti russi esuli in Italia. Per questi suoi articoli subisce un attentato in casa dell’amico Alexander Amfiteatroff. Si rifugia per qualche tempo in Svizzera.
Nel 1905 sposa con rito civile Lina Nicolier, conosciuta a Losanna, una giovane colta e volitiva. Dalla loro unione nasce un figlio: Giuseppe. 
Insieme con il fratello maggiore Pietro, ingegnere, fu molto attivo dopo la catastrofe che sconvolse Reggio e Messina nel1908, offrendo aiuto per le vittime e per la ricostruzione della città. Pietro fu l’artefice del nuovo piano regolatore, Giovanni tenne viva sui giornali l’attenzione sulle città dello Stretto colpite dal sisma.
Durante la Grande Guerra, Podrecca è interventista, De Nava e Galantara si dichiarano inizialmente contrari al conflitto, come a tutte le guerre e al colonialismo (già sull’impresa libica i due fondatori del giornale si erano trovati in posizioni contrastanti: Podrecca era un colonialista convinto, mentre Galantara, affiancato da De Nava  era nettamente avverso al progetto coloniale del governo italiano); De Nava e Galantara seguono poi “obtorto collo” le scelte del Partito Socialista, prima il  «né aderire né sabotare» e infine «prima la guerra e poi la rivoluzione e il nuovo assetto sociale mondiale», con molti dubbi e restando visceralmente contrari alla guerra. Il fascismo rende difficile la vita de «L’Asino» e del suo direttore GIVA. Podrecca aderisce a PNF, e lascia il giornale; Galantara e De Nava continuano a opporsi al nuovo regime.
Dopo la soppressione della libertà di stampa (1925), non potendo più esercitare la professione giornalistica, Giovanni de Nava, ridotto alla fame e volendo mantenere agli studi di Medicina il figlio, incoraggiato dalla moglie accetta gli incarichi di Commissario per gli Usi Civici nel Lazio (1926-1929) e Ispettore Generale della CRI per il Mezzogiorno (1929-1931). Sono incarichi molto impegnativi, che comportano lo scontro con chi ha usurpato il territorio e con chi ha lucrato sulla Sanità; Giovanni li assolve con grande impegno e rigore morale, procurandosi molti nemici potenti, ma guadagnandosi la stima delle popolazioni del Lazio e del territorio partenopeo, difendendo a oltranza i diritti dei più deboli. Per poco tempo gode della protezione di Michele Bianchi, un amico di antiche battaglie sociali, che muore nel gennaio del 1930. Sostenuto da Filippo Cremonesi, Presidente della Croce Rossa Italiana, che ne ha profonda stima, Giovanni fa in tempo a fondare il Preventorio Antitubercolare di Pozzuoli; ad aiutare le popolazioni terremotate, a destituire dagli incarichi sessanta medici corrotti. 
La sua fibra cede, e muore a Roma a 58 anni il 20 luglio 1931 stroncato da un infarto. Sulla sua fine resta il sospetto che sia stata accelerata o causata da cure volutamente mal prescritte, per una probabile vendetta. (Ludovica De Nava) © ICSAIC 2019

Attività di giornalista

  • Fondò il «Giornale di Calabria» nel 1892, «Il Frustino Calabrese» nel 1895, la «Gazzetta di Reggio»nel 1899 e fu corrispondente de «La Riforma».
  • Collaborò con «La Luce» di Luigi Crucoli, con l’«Avanti!»e affiancò fin dalla fondazione Podrecca e Galantara nella redazione de «L’Asino».
  • Negli anni venti del Novecento collaborò con «L’Epoca», «Il Mondo»di Giovanni Amendola e «Il Paese»di Francesco Ciccotti-Scozzese, prima che questi giornali fossero soppressi dal fascismo.

Opere

  • Fogghi caduti, A. Morano editore, Napoli 1892;
  • Sintiti, genti, Tipografia A. Morello, Reggio Cal.1894;
  • Passu cantandu, Tipografia dell’Unione Sarda, Cagliari 1898;
  • Tra ombre e luci, Luigi Mongini editore, Roma 1902;
  • I misfatti all’ombra del Vaticano, Nerbini editore, Firenze 1903;
  • Il sangue di San Gennaro – il miracolo svelato, L. Mongini , Roma 1903;
  • Delinquenza e misticismo- La setta angelica,L. Mongini, Roma 1903;
  • Per servire il re, edizioni “La Libreria Moderna”, Genova 1905 e 1908;
  • Favole Umane, editore Armand Lapie, Losanna 1908; 2ª ediz.  F. Pancallo, Locri 2016.
  • Sonetti Caribardini, Massara, Reggio Cal. 1912;
  • Musolino, bandito d’Aspromonte,Nerbini, Firenze 1901, 1946, 1961, 1981, 5ª ed. Pancallo, Locri 2009;
  • L’amante di Musolino, Nerbini, Firenze 1901;
  • Sull’industria delle essenze in Calabria, Tipografia Cooperativa Diocleziana, Roma 1914;
  • Canzuni vecchi e canzuni novi, Guido Mauro editore, Catanzaro 1931;
  • Nikine – L’orgia di Siena,Romanzo storico anticlericale d’Appendice pubblicato ne «L’Asino» 1920-1921;
  • Quando noi barbari ci destiamo, romanzo d’Appendice ne «L’Asino» 1915;
  • Canzuni vecchi, canzuni novi, canzuni spirduti, versi in vernacolo, a cura di Ludovica de Nava, con traduzione in lingua. Prefazione di Mario Bolognari, Introduzione di Ludovica de Nava, F. Pancallo editore, Locri 2017.

Nota bibliografica

  • Gaetano Cingari, Il partito socialista nel reggino1888-1908, Laruffa editore, Reggio Calabria 1990;
  • Gaetano Cingari, Reggio Calabria, Laterza, Roma-Bari 1988;
  • Ludovica De Nava, La quercia e la rosa,Storia di un amore importante di Grazia Deledda, con lettere autografe. Edizioni“Il Maestrale”, Nuoro 2015;
  • Ludovica De Nava, Pier Luigi Zanata, Il calcio dell’Asino. Il calvario di un giornale ribelle e del suo direttore Giovanni de Nava (GIVA), Pellegrini, Cosenza 2019. 
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