De Novellis, Fedele

Fedele De Novellis [Belvedere Marittimo (Cosenza), 15 dicembre 1854 – Roma, 21 maggio 1929]

Fedele Giuseppe De Novellis, del galantuomo Gennaro, proprietario terriero, e della gentildonna Adelaide Leo. Ebbe due sorelle, Raffaella e Rosina, e un fratello, Giovanni Battista. Dopo avere studiato a Belvedere Marittimo e a Castrovillari, si laureò in Giurisprudenza a Napoli il 4 novembre 1880.
Dapprima giovane diplomatico in diverse Legazioni, Fedele De Novellis intraprese in seguito una lunga e brillante carriera che lo vide ottenere un seggio alla Camera ininterrottamente per sei legislature, dal 1892 al 1913, eletto nel Collegio di Verbicaro per il gruppo parlamentare di Sinistra guidato da Giuseppe Marcora. Da deputato fu componente della Giunta delle elezioni e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dal 1906 al 1909. Nell’Aula di Montecitorio presentò un progetto di legge, nella XXIII legislatura, mirante alla costituzione di San Nicola Arcella (al tempo frazione del Comune di Scalea) in Comune autonomo, e intervenne nelle varie legislature sui temi del bilancio degli esteri, degli interni, dei lavori pubblici, di grazia e giustizia, nonché sulle questioni inerenti le opere stradali, le comunicazioni ferroviarie con le Calabrie, sull’amministrazione della provincia di Cosenza, sulla fillossera nel circondario di Paola e sull’alluvione di Cosenza. Sui temi di politica estera scrisse con autorevolezza sul quotidiano «La Tribuna» di Roux. E sulla «Nuova Antologia di lettere, scienze ed arti» trattò argomenti come La convenzione anglo-francese. Marocco e Tripolitania (1905), Il Pacifico e le sue lotte (1909), L’Asia centrale e le sue lotte (1910), L’Europa in Africa (1911).
Di notevole rilievo, nel frattempo, fu la sua carriera diplomatica: alunno di prima categoria nell’amministrazione provinciale e quindi funzionario della Prefettura di Roma, in seguito a concorso fu poi addetto di legazione al Ministero degli affari esteri a Belgrado (1884), poi a Lisbona (1886), Costantinopoli (1888), Berlino (1891) e infine Segretario onorario di legazione (1892). Nominato Inviato straordinario e ministro plenipotenziario di II classe a Christiania – oggi Oslo –, dove impiantò la Legazione e si adoperò per favorire i commerci italiani, si dimise da deputato. Collocato a riposo il 30 giugno 1914 per ragioni di servizio e, il 30 dicembre successivo, nominato senatore per la terza categoria (quella composta dai deputati con sei anni di esercizio o dopo tre legislature). Siede dunque al Senato all’interno del gruppo liberale democratico (poi Unione democratica).
La sua nomina fu ben accolta dalla stampa. Ne diede notizia il «Corriere della Sera» il 1° gennaio 1915 e il periodico calabrese «Terra nostra», diretto da Roberto Taverniti, quindici giorni dopo scrisse su di lui: «Tutto ciò del resto, oltre che altamente lusinghiero, è anche veramente meritato, perché non è chi non sappia, solo che abbia avvicinato l’onorevole De Novellis, quali doti preclare egli possegga pur sotto l’infinita modestia della sua persona. Non conosce esibizionismo e odia ogni forma di stolta demagogia, rifugge dalle supine acquiescenze e dai proni consensi, aborre tutte le misere schermaglie e tutti i tentativi obliqui, onde purtroppo palpita il dietroscena della vita politica, rivestiti di sorridenti ipocrisie».
In qualità di senatore si prodigò essenzialmente su questioni finanziarie e fu membro della Commissione per il regolamento interno (1916-1921), della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle gestioni per l’assistenza alle popolazioni e per la ricostituzione delle terre liberate (1920-1922) e, infine, della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’ordinamento e funzionamento delle amministrazioni centrali, sui servizi da esse dipendenti e sulle condizioni del relativo personale (1921).
Pur conservando il laticlavio a vita, termina i suoi interventi in Senato poco prima dell’avvento del regime fascista. Affiliato alla massoneria, fu inoltre nominato Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia decorato di Gran Cordone. 
Morì a Roma all’età di 75 anni, lasciando la moglie Vittoria e l’unico figlio, Gennaro, che seguirà le orme paterne e diventerà anch’egli ambasciatore. Fu commemorato al Senato il 23 maggio 1929. Cosenza lo ricordano con una via a suo nome. Alla morte di Gennaro si estinse il ramo dei De Novellis di Belvedere Marittimo. (Luca Irwin Fragale) © ICSAIC 2020

Opere

  • Leggi e condizioni economiche della Serbia nel 1884-85 (Leggi e Finanze – Banche – Commercio), Ippolito Sciolla, Roma 1886;
  • Sulla questione cinese: interpellanza del deputato De Novellis svolta alla Camera dei deputati nella tornata del 2 maggio 1899, Tipografia della Camera dei deputati, Roma 1899;
  • Sul bilancio dell’Interno: discorsi del deputato De Novellis pronunziati alla Camera dei deputati nelle 2 tornate del 23 e 24 giugno 1901, Tipografia della Camera dei deputati, Roma 1901;
  • Sul bilancio degli Affari esteri: discorso del deputato Fedele De Novellis pronunziato alla Camera dei deputati nella 2a tornata del 16 dicembre 1903, Tipografia della Camera dei deputati, Roma 1903;
  • Il commercio italiano di esportazione in Norvegia, Cecchini, Roma 1914;
  • Sulle comunicazioni del Governo. Discorso del senatore Fedele De Novellis pronunziato nella tornata del 4 Luglio 1916, Tipografia del Senato, Roma 1916.
  • Sul bilancio d’agricoltura per l’esercizio 1916-17: discorso del senatore Fedele De Novellis pronunziato nella tornata del 21 giugno 1917, Tipografia del Senato, Roma 1917;
  • Sulle comunicazioni del governo: discorso del Senatore De Novellis Fedele pronunziato nella tornata del 31 marzo 1920, Roma, Tipografia del Senato, 1920

Nota bibliografica 

  • Fedele De Novellis, «Terra Nostra», 15 gennaio 1915;
  • Gennaro De Novellis, Antologia libertina, Trevi, Roma 1976;
  • Aldo Alessandro Mola, Storia della Massoneria italiana. Dalle origini ai giorni nostri, IV ed., Bompiani, Milano 2001, p. 362n;
  • Luca Irwin Fragale, La Massoneria in Parlamento. Primo Novecento e Fascismo, Morlacchi, Perugia, in corso di pubblicazione, ad nomen.

Nota archivistica

  • Comune di Belvedere Marittimo (Cosenza), Registro degli atti di nascita, atto n. 40 del 17 dicembre 1854;
  • Archivio Storico della Camera dei Deputati, Archivio della Camera Regia, Atti parlamentari, Discussioni, Legg. XVIII-XXIII, ad nomen.
  • Archivio Storico del Senato della Repubblica, Archivio del Senato Regio, Segreteria, Fascicoli personali, De Novellis, p. 10;
  • Archivio Storico del Senato della Repubblica, Archivio del Senato Regio, Atti parlamentari. Discussioni, 23 maggio 1929, p. 6.
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