Dito, Armando

Armando Dito [Reggio Calabria, 30 maggio 1918 – 19 aprile 1987]

Figlio di Oreste, scrittore, storico ed educatore calabrese, e di Maria Antonia Liguori, fu educato secondo i principi mazziniani e repubblicani all’insegna della libertà, dell’eguaglianza e della fratellanza degli uomini. Rimasto orfano a quindici anni, prese la maturità classica al liceo Tommaso Campanella di Reggio Calabri, si laureò con il massimo dei voti in giurisprudenza all’Università di Messina e partì subito volontario nella seconda guerra mondiale.
Ritornato a Reggio Calabria fu presidente e riorganizzatore della «Corda Fratres», associazione studentesca universitaria vicina alla massoneria nata sul finire dell’800 e chiusa dal fascismo, nonché un attivo sostenitore della Repubblica nella battaglia referendaria del 2 giugno 1946.
Repubblicano convinto, mazziniano di fede, sostenitore a oltranza di iniziative intese a rafforzare i sentimenti di uguaglianza e fratellanza, Armando Dito non ebbe mai tentennamenti nella sua azione politica. Ha ricoperto per oltre trentenni la carica di segretario politico a vari livelli (comunale, provinciale e regionale) del Pri del quale fu tra i fondatori (16 febbraio 1944) e irriducibile vessillifero.
Fu segretario particolare dell’Alto Commissario alla Sanità.
In seguito alla scissione della grande Cgil, voluta da Pri e Psdi, troviamo Armando Dito tra gli organizzatori della Fil e, quindi, nel marzo del 1950 a Palazzo dell’Aviatore a Roma fu tra i fondatori della Uil.
Aderì giovanissimo alla Massoneria nella quale ha ricoperto le più alte cariche e tra i titoli massonici ha annoverato: il collare di Giordano Bruno, Gran Rappresentante del Grande Oriente d’Italia presso la Gran Loggia della Virginia e membro della R.L. di ricerca Quator Coronati di Londra.
Armando Dito è lo storico riconosciuto della storia reggina dagli anni trenta-quaranta sino alla sua scomparsa. Con le sue opere presenta un ampio affresco storico sulla società reggina e anche calabrese, degli anni che precedettero la II guerra mondiale, di quelli della ricostruzione e della rinascita fino agli ’80. Con «Preponderanze straniere e correnti mistico-religiose in Calabria nell’Alto Medioevo» si impose come ricercatore e saggista a livello nazionale.
Collaboratore di giornali e riviste, membro della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, socio dell’Accademia Cosentina, si è sempre battuto per la sua «Reggio» per la quale ha sempre combattuto battaglie di civiltà specialmente sulla rivista da lui diretta «Calabria vera-Quaderni massonici» ed ha sostenuto in modo fermo e documentato nell’opuscolo Reggio Capoluogo di Regione il diritto della sua città a guida della Regione Calabria «perché – diceva – la storia conferisce alla “sua” città i titoli per affermare tale diritto.
Nei suoi scritti balza prepotente lo spirito di ribellione verso soprusi, ingiustizie ed assuefazioni, ed il suo carattere battagliero sempre pronto ad accettare, con aderenza alla realtà, ogni sfida, qualunque ne fosse la provenienza.
Scrittore, storiografo, saggista documentatissimo Armando Dito ha sempre ricercato la verità nei più complessi avvenimenti politici che hanno segnato, dal fascismo sino alla sua morte, la storia del profondo sud e, in particolare, della sua amata Reggio.
Svolse la sua attività quale funzionario dell’Opera Valorizzazione Sila presso gli uffici di Cosenza e successivamente quale Direttore dell’ufficio di Reggio Calabria  e quindi assunse la carica di Direttore dell’ufficio vendite dell’Ente di Sviluppo Agricolo della Regione Calabria.
Si spense all’età di 69 anni e un suo ultimo versetto sembra cogliere tutto il suo essere: «È bene per me, se la mia vita intera mi frutterà di meritare un sasso che porti scritto: non mutò bandiera!».
Lasciò alla famiglia un ricco archivio fatto di 1305 documenti relativi agli anni 1825-1986 riguardanti anche il padre Oreste, archivio dichiarato di «interesse storico particolarmente importante» per i seguenti motivi: «Le vicende umane e familiari dei Dito si intrecciano intimamente con la storia civile e sociale della città di Reggio, in cui ricoprono un ruolo di primo piano. Personalità impegnate nel campo della politica e della massoneria. Scrittori, storiografi e direttori di riviste che hanno portato un notevole contributo agli studi sulla storia della Calabria». (Oreste Mario Dito) © ICSAIC

Opere

  • Preponderanze straniere e correnti mistico-religiose in Calabria nell’Alto Medioevo, M. Gastaldi, Milano 1959;
  • I Nobili di Reggio,Stab. Tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria 1965;
  • Repubblica e Monarchia a Reggio Calabria.Tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria
  • Note di critica e cronaca reggine e calabresi.  Quaderni n. 1,  Anno I,  casa editrice Romeo, Reggio Calabria 1965;
  • Note di critica e cronaca reggine e calabresi, Quaderno n. 2,  Anno I, casa editrice Romeo Reggio, Reggio Calabria  1965;
  • Note di critica e cronaca reggine e calabresi, Quaderno n. 3, Anno I, stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria1965
  • Note di critica e cronaca reggine e calabresi, Quaderno n. 4, Anno I,  stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria 1965
  • Note di critica e cronaca reggine e calabresi, Quaderno n. 5, Anno II,  stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria1966
  • Note di critica e cronaca reggine e calabresi, Quaderno n. 6, Anno II,  stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria1966
  • Fascisti ed Antifascisti,Stab. Tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria 1967;
  • Il partito repubblicano a Reggio di Calabria,  Editori Meridionali Riuniti Reggio Calabria 1977.
  • Le tradizioni repubblicane a Reggio Calabria,tip. Iiriti, Reggio Calabria, s.d.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 1, 1980.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 1, 1982.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 1, 1985.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 2, 1981.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 2, 1982.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 2, 1985.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 3, 1985.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 3-4, 1981.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 5-6, 1981.
  • Calabria vera, Quaderni Massonici, n. 7, 1981.
  • Storia Calabrese, 3 voll.,  Stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria s.d.;
  • Reggio Calabria capoluogo di regione[con Tommaso Bagnato],Tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria 1970:
  • Indagine storiografica sulla stampa Reggina, Ambrosiano, Reggio Calabria, 1976
  • Reggio fascista, Stab. tip. La Voce di Calabria, Reggio Calabria 1978
  • La Storia della Massoneria Calabrese: Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Brenner, Cosenza 1980

Nota bibliografica e sitografica

  • Cristina Cortese, L’idea repubblicana di Armando Dito intransigente e pronto alla sfida, «Gazzetta del Sud», ed. Reggio Calabria, 28 giugno 2018.
  • Oreste Mario Dito, In ricordo di Armando Dito, che amò profondamente la sua Reggio Calabria, in http://www.strettoweb.com/2018/05/armando-dito-reggio-calabria/709063/#iO8uYxqFoUVO2rT2.99

Riferimenti archivistici

  • Archivio della Famiglia Dito, Reggio Calabria;
  • Decreto Soprintendente archivistico per la Calabria, 1 giugno 2007.
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