Gallo, Vincenzo (’U Chitarraru)

Vincenzo Gallo, ’U Chitarraru [Rogliano (Cosenza), 28 aprile 1811 – 27 luglio 1865]

Pietro Vincenzo, figlio di Giovan Battista, di professione chitarraro, e di Serafina Mazzei, filatrice, nacque all’inizio del quartiere «Rota» («Capo la Rota»), in un’abitazione il cui scantinato era adibito a officina per la costruzione di chitarre, mestiere che egli stesso imparò ed esercitò da giovanissimo, donde il nomignolo ’U Chitarraru, con cui fu chiamato per tutta la vita.
Tra il 1824 e il 1830 la famiglia Gallo fu colpita da tre luttuosi eventi: il 10 agosto 1824, quando Vincenzo aveva appena tredici anni, moriva la sorellina Maria Caterina, di diciotto mesi, e sette mesi più tardi, esattamente l’11 marzo 1825, la madre trentasettenne; mentre un’altra sorella, Mariannina, moriva all’età di dieci anni, il 19 febbraio 1830.
Sin da giovane evidenziò forte propensione allo studio e alla poesia, che coltivò per tutta la vita. «Meravigliava tutti con l’ingegno prepotente, l’arguzia dei motti, le belle poesie dialettali» scrisse Vincenzo Julia.
Non avendo possibilità di dotarsi di libri, frequentò le biblioteche di alcune facoltose famiglie del paese, in particolare quella della famiglia Morelli.
Verso gli inizi degli anni Quaranta fu nominato custode delle carceri del circondario di Rogliano, situate in un’ala dell’ex convento dei PP. Domenicani, con una paga di 12 lire e 20 centesimi, di cui nel 1845 chiese l’aumento che il decurionato gli riconobbe assegnandogli 17 lire al mese.
Partecipò attivamente alle lotte risorgimentali, facendo parte del comitato rivoluzionario che fu organizzato a Rogliano. E proprio nel momento in cui Garibaldi sbaragliava l’esercito borbonico presso Soveria Mannelli e si accingeva a proseguire per Rogliano, Vincenzo Gallo rese pubblica un’«Ode a Garibaldi», che infiammò non poco gli animi della popolazione. 
Nel 1861 sostenne e superò brillantemente gli esami della scuola magistrale e subito dopo ebbe l’incarico di maestro elementare nel suo paese.
Nello stesso anno, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico «pronunziò un discorso riboccante di magnanimi sensi, e sparso di acute e geniali considerazioni» (Julia).
L’11 ottobre del 1862, dietro indicazione di Bonaventura Zumbini, letterato cosentino, allora ispettore del temporaneo Ministero della Pubblica Istruzione di Calabria Citeriore e della Basilicata, fu nominato professore nella Scuola Magistrale di Cassano allo Jonio, cosa che provocò una dura protesta di molti padri di famiglia di Rogliano i quali, in data 25 ottobre 1862,  inviarono  al sindaco la seguente lettera, conservata nell’archivio comunale: «Signore, i qui sottosegnati Padri di famiglia di questo Comune di Rogliano umiliano alle SS. LL. che per quanto hanno già inteso, il Sig. Gallo Vincenzo Maestro della Scuola Elementare  di questo Comune medesimo, è stato destinato dal Consiglio generale  della pubblica Istruzione, e con Ministeriale, a Professore nella Scuola Magistrale  che si apre a Cassano nei primi giorni dell’entrante novembre. Signori, considerato che colla partenza del detto Sig. Gallo,  finisce la scuola in questo (…) comune, sia per quanto riguarda la necessaria assiduità, zelo, attaccamento, Morale ed amor di Patria che il replicato  Sig. Gallo racchiude, come ne ha date evidenti pruove al Pubblico per questi pochi mesi d’insegnamento; così i sottoscritti, supplicano, che assicurino le S.S. L.L. e migliorino la posizione del Maestro Sig.r Gallo, con confermarlo  per altri cinque anni, acciò lo stesso vedendosi costretto, ed obbligato per tal conferma rinunzi alla piazza provvisoria accordata da S. E.  il Ministro di Pubblica Istruzione».
Il trasferimento fu bloccato e’U Chitarraru continuò a insegnare nel paese natio, dove morì all’età di 54 anni. Per ricordarlo il comune di Rogliano gli ha intestato una via. In vario tempo, nel suo paese sono state costituite delle filodrammatiche impegnate a far conoscere le sue opere, alcune delle quali sono state pubblicate da vari autori.
Più che lusinghieri sono stati i giudizi sul poeta di Rogliano, espressi da personalità non calabresi che ebbero modo di conoscerlo, come Cesare Malpica e Cesare Lombroso. Il primo scrisse: «Rogliano ha oggi un poeta popolare: e questo poeta popolare è un povero chitarrajo! Faceto, spiritoso, d’una spontaneità ammirabile, anzi portentosa, maneggia con facilità i più difficili metri: e fa colle sue umili frasi ciò che molti con pompose frasi non fanno»; mentre il secondo annotò: «Il Tasso tradotto in Cosentino è un’opera classica al pari che i canti di Dante di Vincenzo Gallo, alias Chitarraro». Per la compilazione del suo vocabolario del dialetto calabrese Luigi Accattatis ha consultato anche alcune opere del Chitarraro. 
Rogliano gli ha dedicato una strada cittadina. (Leonardo Falbo) © ICSAIC 2021 – 01

Opere edite e inedite

  • I Falsi Liberali, ms;
  • I Falsi pedagoghi, ms;
  • La Scola Cavajola, ms;
  • Componimenti poetici vari, mss;
  • Divina Commedia: voltura in vernacolo roglianese dei canti III, IV, V, VI, XIII, XXV dell’«Inferno»;
  • Gianfranco Abbate (a cura di), Carnevale (dramma satirico in due atti), Effesette, Cosenza 1989.

Nota bibliografica

  • Vincenzo Julia, Cesare Malpinga, Dal Sebeto al Faro. Impressioni di un viaggio nelle Calabrie, Tipografia di Andrea Festa, Napoli 1845;
  • Vincenzo Julia, Vincenzo Gallo, «L’Avanguardia», 7 gennaio 1882, pp. 3-4;
  • Stanislao De Chiara, Dante e la Calabria, Tipo-Lit. L. Aprea, Cosenza 1894;
  • Luigi Accattatis, Vocabolario del dialetto calabrese (casalino-apriglianese, vol. III, Appendice II, Tip. Patitucci, Castrovillari, 1895-1897, pp. 174-176:
  • Cesare Lombroso, In Calabria (1862-1897), Cav. Niccolò Giannotta Editore, Catania 1898;
  • Michele Gallo, Vincenzo Gallo. Chitarraro, «La Squilla», a. I., n. 3, Cosenza, 22 novembre 1913;
  • Eugenio Serravalle, Vincenzo Gallo detto il “Chitarraro”, Atti Accademia Cosentina, vol. I del XV volume, Tip. Eredi V. Serafini, Cosenza s.d.;
  • Giuseppe Cataldo, Vincenzo Padula e il “Chitarraro”. Critica di un sonetto in un sonetto, «La coltura regionale»VIII, 4, apr. 1932, pp. 8-9;
  • Antonio Guarasci, Politica e società in Calabria dal Risorgimento alla Repubblica, vol. I, Il collegio di Rogliano, Edizioni Frama’s, Chiaravalle Centrale 1973;
  • Erminia Franca Barca (a cura di), U chitarraru, Vincenzo Gallo in Carnevale, Pellegrini, Cosenza 1991;
  • Leonardo Falbo, Vincenzo Gallo.’U Chitarraru. Drammaturgo e pedagogo, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 1993, pp. 13-20, 25-26

Nota archivistica

  • Archivio Comune di Rogliano, Delibere del Consiglio, aa. 1859-1867.
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