Gemelli, Salvatore

Salvatore Gemelli [Anoia (Reggio Calabria, 7 settembre 1939 – Locri (Reggio Calabria), 17 marzo 1988]

Medico che scavava, leggeva nell’animo umano e scriveva poesia e storia, nacque ad Anoia Superiore da Salvatore, che alla sua nascita era assente perché in servizio militare, e da Immacolata Assunta Sigillò, casalinga ventenne. Allo stato civile fu registrato con i nomi di Salvatore Fortunato e il cognome sbagliato, Gimelli, che fu rettificato con sentenza del Tribunale di Palmi del 9 maggio 1967, trascritta nei registri di nascita del comune di Anoia.
Dopo le elementari nel paese natio, frequentò la scuola media a Mileto, quindi il liceo classico prima presso i Gesuiti a Napoli, poi a Cittanova. Conseguita nel 1968 la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina, con il massimo dei voti, tre anni dopo si specializzò in Malattie Cardiovascolari a Catania e nel 1977 in Geriatria a Firenze. 
Il 3 gennaio 1970 a Squillace, sposò Rita Placanica, conosciuta nel periodo universitario, e mise su una famiglia di quattro figli: Paolo, Fabio, Cesira, Francesco.
Dopo la laurea si trasferì a Locri. Nella cittadina jonica percorse le varie tappe della carriera ospedaliera, prima come aiuto (1972), poi come primario di Geriatria (1980) presso l’ospedale «Filippo Fimognari» di Gerace, che, insieme con gli amministratori del luogo, andava potenziando e organizzando secondo principi moderni di impostazione riabilitativa dell’attività assistenziale. L’incarico di insegnante nella Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia dell’Università di Pavia fu un riconoscimento ovvio della sua professionalità.
L’impegno sociale per lui fu non già obbligo nascente dalla professione ma vocazione naturale e manifestazione di un’anima generosa e pensosa della serenità e felicità del prossimo, degli anziani in maniera particolare. I segni ditale impegno abbondano. Da ricordare l’organizzazione di numerosi convegni di medicina geriatrica; le cento conferenze e partecipazioni a dibattiti pubblici; la promozione di varie associazioni (Amici dell’Ospedale di Gerace; Amici degli Anziani e degli Handicappati) e di corsi di formazione e di aggiornamento sull’assistenza e i problemi degli anziani; la fondazione dell’Università della Terza Età e del Tempo Libero di Locri-Siderno, in seguito a lui intitolata; la notevole produzione letteraria di argomento sociale, i cui titoli più significativi sono: Un ospedale per la Locride (1975), Così muoiono i vecchi(1977), Aspetti medici e sociali della terza età in Calabria (in collaborazione con altri autori,1984), Gli anziani in Calabria (1985).
I suoi interessi culturali sono stati vastissimi, spaziando in campi vari e non sempre accessibili agli studiosi del nostro tempo. Collaborò con numerose riviste sia scientifiche che culturali. Qui va ricordatala la sua passione per i temi della cultura regionale, la quale, coltivata nel periodo liceale, si era riaffacciata in lui dopo la laurea. Fu una passione controllata e organizzata, con progetti organici e precisi, indirizzati in senso religioso e medico-sociale e preceduti dalla ricerca dei dati di base, geografici e storici generali. Tale fu la ricerca del linguaggio e della continuità storica della provincia jonico-reggina: La Locride. Caratteri fisici e poleografici (1972; premio «Villa San Giovanni» per la saggistica); tale la ricerca delle basi storiche di un ospedale in Gerace: L’ospedale di San Giacomo in Gerace (1972); tale il tentativo di delineare il volto religioso della Calabria meridionale attraverso le testimonianze della religiosità mariana: Storia tradizioni e leggende a Polsi d’Aspromonte (1974); Il Santuario della Madonna della Grotta in Bombile d’Ardore (1979). Nel medesimo discorso metodologico si inseriscono e si armonizzano l’impostazione e la direzione della collana «Studi Geracesi» della Casa Editrice Frama Sud di Chiaravalle Centrale e gli ultimi e più notevoli lavori dati alla stampe: Gerace, il paradiso d’Europa. Guida per un approccio storico, artistico, ambientale(1983), e La Cattedrale di Gerace. Il monumento, le funzioni, i corredi (1986).
Molti erano i lavori progettati e in gran parte già stesi; ma uno era praticamente pronto per la stampa: Gerhard Rohlfs. Una vita per l’Italia dei dialetti, e ha visto la luce, postumo, nel 1990. Si tratta di una biografia scritta in Calabria, da un calabrese, su un “calabrese” nato (per caso) in Germania.
In occasione del viaggio pastorale in Calabria del papa Giovanni Paolo II,  il 7 ottobre 1984, a Reggio Calabria, consegnò nelle mani del Pontefice la lettera «L’anima cristiana della Calabria», scritta da lui,  miniata dal prof. Gaudio Incorpora e acquerellata dal pittore Domenico Savica.
Dei numerosi riconoscimenti che ha ricevuto, due richiamano la sua attività globale: il «Pegaso d’oro del Giugno locrese 1972» al merito scientifico, e l’«Astragalo 1982», per la promozione umana e sociale, con la motivazione: «Per l’attenzione rivolta al problema degli anziani, per l’attività medico-scientifica prestata come servizio sociale, per la testimonianza documetaristico-letteraria».
«Ha lasciato i suoi cari, i suoi amici, i suoi anziani, la Calabria», a 48 anni. In poco più di un mese fu stroncato da un male incurabile, nel pieno dell’attività professionale, sociale e letteraria; tanto aveva già fatto, ma altrettanto, e forse più, avrebbe ancora fatto.
A Gerace porta il suo nome il Museo Civico Comunale. Una via lo ricorda al suo paese natale, dove anche la scuola media è stata a lui intitolata. (Enzo D‘Agostino) © ICSAIC 2020

Opere

  • I Cappuccini a Gerace, «Calabria Nobilissima», 24, 1970, 59-60, 45-74;
  • I libri corali della Cattedrale di Gerace, «Historica» 24, 1971, 1, 24-39;
  • La Locride. Caratteri fisici e poleografici, Fata, Catanzaro 1972 (rist. Gangemi, Reggio Calabria 1994).
  • L’ospedale di San Giacomo in Gerace, Ed. Historica, Reggio Calabria 1972; 
  • Storia tradizioni e leggende a Polsi d’Aspromonte, Parallelo 38, Reggio Calabria 1974 (rist. Gangemi, Reggio Calabria 1994, con l’aggiunta del saggio Il sito e il ruolo di Polsi dal sec. XII a metà del sec. XVIII, «Calabria Nobilissima» 31-32, 1979-1980, pp. 43-98):
  • Un ospedale per la Locride. Ricerche di storia della medicina, di medicina ospedaliera e di medicina sociale nella Locride, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1975;
  • Così muoiono i vecchi. Il dramma della vecchiaia nel diario di un medico, Effe Emme, Chiaravalle Centrale 1977;
  • Il Santuario della Madonna della Grotta in Bombile d’Ardore, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1979;
  • Gerace, paradiso d’Europa. Guida per un approccio storico, artistico, ambientale, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1983 (ristampe: Gangemi, Reggio Calabria 1994; Franco Pancallo Editore, Locri 2010);
  • Aspetti medici e sociali della terza età in Calabria (in collaborazione con altri autori), Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1984;
  • Gli anziani in Calabria (in collaborazione con Annarosa Macrì), Frama Sud, Chiaravalle C. 1985;
  • La bonifica periodica delle broncopneumopatie croniche ostruttive, Frama Sud, Chiaravalle C. 1987;
  • La Cattedrale di Gerace. Il monumento, le funzioni, i corredi, Effesette a- Cassa di risparmio di Calabria e di Lucania, Cosenza 1986 (a cura di);
  • Gerhard Rolhfs. Una vita per l’Italia dei dialetti, Casa Editrice Gangemi, Reggio Calabria 1990.

Nota bibliografica

  • Emilio Barillaro, Salvatore Gemelli, «Corriere di Reggio» 18, 1971, 24,3-4;
  • Enzo D’Agostino, In Memoriam. Salvatore Gemelli, «Rivista Storica Calabrese», X-XI, 1-4, 1989-1990, pp. 601-602;
  • Pietro De Nicola, Salvatore Gemelli (1939-1988): una vita per la geriatria, «Acta gerontologica», 39, 3-4, 1989.

Nota archivistica

  • Comune di Anoia, Registro degli atti di nascita, atto n. 75 dell’8 settembre 1939;
  • Comune di Anoia, Delegazione di Anoia Superiore, Registro degli atti di nascita, atto n. 5, parte II, serie B, 1967;
  • Comune di Locri, Registro degli atti di matrimonio, atto n. 4, parte II, serie B, 1970;
  • Comune di Locri, Registro degli atti di morte, atto n. 21, p. I, 1988.

Nota

  • Si ringrazia il sindaco di Anoia Alessandro Demarzo per la preziosa e sollecita collaborazione.
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