Gradilone, Alfredo

Alfredo Gradilone [Rossano (Cosenza), 10 maggio 1889 – Roma, 15 ottobre 1972]

Nacque da Gennaro, noto commerciante rossanese, e da Emilia Mauro di Cassano Jonio. Fece gli studi classici al Ginnasio della sua città e successivamente al Liceo Telesio di Cosenza, dove fu discepolo di Nicola Misasi e conseguì la maturità. Dopo la maturità, andò a studiare inizialmente presso l’Università Libera di Macerata, seguendo i corsi di Giurisprudenza. Poi, assecondando le sue inclinazioni letterarie, tralasciò gli studi giuridici e s’iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli, dove si laureò in Lettere. Si sposò ed ebbe due figlie. Giovanissimo si affermò nel giornalismo calabrese e meridionale per la conoscenza dei maggiori problemi economici, sociali e culturali della Regione e per un vivace spirito polemico compiendo, negli anni dal 1910 al 1924, un’esperienza che lo mise a contatto con i più importanti uomini politici, scrittori e pubblicisti del tempo. 
Partecipò alla guerra 1915-18 come ufficiale di fanteria guadagnandosi una medaglia al valore e conseguendo poi l’onorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto. Entrò nell’Amministrazione dello Stato con importanti incarichi di carattere giornalistico, al Ministero delle Corporazioni, quale redattore di «Sindacato e Corporazioni» e poi al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con le mansioni di Capo dell’Ufficio Stampa, di Direttore della Biblioteca e collaboratore fisso del periodico «Rassegna del Lavoro».
Tra il 1924 e il 1930 la sua attività giornalistica s’intensificò e si manifestò non solo in Italia, ma anche all’estero, in qualità di corrispondente. Gradilone collaborò con articoli letterari, ma anche su temi economici, al quotidiano «La Patria degli Italiani» di Buenos Aires, ai quotidiani «Fanfulla» e «Il Piccolo» di San Paolo del Brasile e a «Il Tempo» di New York. Un significativo apporto diede anche al giornalismo locale, quale redattore della «Nuova Rossano»: su questo foglio Gradilone scrisse per molti anni (dal 1910 al 1924), commentando avvenimenti cittadini, regionali e nazionali. Grande attenzione riservò sempre ai temi sociali, denunciando le condizioni di arretratezza delle popolazioni meridionali e affermando la necessità di assicurare al Mezzogiorno la più grande attenzione da parte dello Stato. Egli riteneva molto importante il compito delle élites politico culturali; e contrapponeva un suo «socialismo riformatore» a ogni spirito rivoluzionario. Fu accusato per questo di essere «retrivo e reazionario e contro le sante rivendicazioni proletarie», ma egli si difese respingendo tale accusa e ribadendo la sua posizione liberale e democratica. Fa notare Costantino Marco che «l’emersione e l’affermazione del movimento fascista trovarono in intellettuali come il Gradilone quanto meno una benevola aspettativa di riscatto nazionale,ed anche regionale». Il fascismo, infatti, «gli apparve come una forma di socialismo capace di fronteggiare il pericolo rivoluzionario  da una parte e la borghesia capitalistica dall’altra, di promuovere il risollevamento materiale del popolo e di recuperare i valori risorgimentali compromessi dal giolittismo» (Sapia), e tutto questo determinò la sua adesione al Pnf. Ma alla speranza seguì la delusione, per cui prese a criticare il fascismo e, nel luglio del 1923, fu espulso dal partito.
Oltre che al giornalismo, si dedicò anche all’attività letteraria. Negli anni della sua gioventù dominava incontrastata nelle lettere italiane la triade Carducci-Pascoli-D’Annunzio, e anche Gradilone fece le sue esperienze di poeta e scrittore in prosa, attenendosi ai modelli dei tre scrittori tardo-ottocenteschi. Iniziò le sue prime prove con un volume di versi, il cui titolo, Sulle strade della vita e del sogno è di per sé significativo per comprenderne la sostanza lirica e in particolare le manifeste suggestioni ispirative. Seguirono due romanzi: Oltre la vita (1925) e L’altra passione(1930), di forte contenuto drammatico e notevoli per l’approfondimento psicologico, la cui scrittura risente in modo evidente del modello dannunziano.
Gradilone scrittore fu attratto anche dai temi filosofici e sociali e fu affascinato dalle correnti positivistiche dello scientismo. Si ricorda a tal proposito il saggio «Il mito di Cristo» (1920),che ha per argomento un’interpretazione critica delle origini del Cristianesimo. Ma egli fu fondamentalmente un letterato e come tale seguì l’evoluzione dalla letteratura alla politica propria del mito nazionalistico di Alfredo Oriani e di Enrico Corradini che fecero della nazione un’entità metafisica alla quale riportare i destini di ognuno e di tutti, e nella quale riposava lo stesso diritto.
La permanenza nelle Amministrazioni statali lo rese sensibile alle problematiche giuridiche, economiche e sociali. Nel 1942 diede alle stampe a Firenze un volume dal titolo Bibliografia sindacale e Corporativa, che con le sue oltre mille pagine, si presentava come un repertorio di tutta la produzione italiana e straniera relativa ai problemi del lavoro e del movimento operaio. Il contatto con questa vasta produzione lo spinse a scrivere un’opera di grande mole: la Storia del Sindacalismo, realizzata attraverso una collana di sette volumi (oltre 3000 pagine), edita dalla casa editrice Giuffrè di Milano, tra il 1957 e il 1969. I paesi cui l’opera presta minuziosa attenzione sono di grandissimo rilievo politico: l’Inghilterra, la Francia, la Germania, la Russia, gli Stati Uniti, oltre, naturalmente all’Italia. L’opera fu vista subito come una vera e propria novità editoriale ed ebbe molta fortuna come testo universitario, considerato anche il fatto che Gradilone era stato anche docente di Diritto del Lavoro. «È stato mio intendimento» – scrive lo stesso Gradilone nella presentazione del I volume – «seguire il movimento sindacale, inquadrandolo nel contemporaneo clima politico ed economico, cioè nel clima storico […]. Ma la storia del sindacalismo moderno ha avuto e ha stretti legami con la storia del diritto del lavoro e del diritto sociale, e anche quest’ultimo nesso ho cercato di mettere in risalto per ogni particolare ragguaglio ai fini del diritto comparato».
L’opera a cui rimane legata indissolubilmente la fama di Gradilone, tuttavia, è la sua Storia di Rossano, della quale si hanno, a distanza di quarant’anni l’una dall’altra, due edizioni. La prima edizione fu pubblicata a Roma nel 1926 ed ebbe il plauso incondizionato dello storico Pietro Fedele, all’epoca ministro della Pubblica Istruzione, che la definì un lavoro di prim’ordine». La seconda edizione (1967), non è affatto una ristampa pura e semplice della prima , in quanto – come scrive l’autore stesso nella prefazione, «l’opera, omesse alcune parti e varie ripetizioni, ha guadagnato considerevolmente di concretezza, essendovi stato utilizzato e rielaborato un copioso materiale documentativo per circa trecento pagine». Il corposo volume si articola in 17 capitoli, per 902 pagine complessive, e sviluppa un excursus storico che va dalle origini, fra il mito e la storia,fino ai giorni dell’Unità nazionale, attraverso i secoli di dominio magno greco, romano, bizantino, normanno e poi svevo e angioino, spagnolo, francese, borbonico. Ma tutto è visto non con l’obiettivo puntato sulla sola Rossano e paesi vicini, ma con un grandangolare che gli ha permesso di inquadrare la storia della sua città in quella più vasta della nazione: cosicché «lungi dall’essere un’opera locale, che possa cioè interessare e soddisfare il campanile, la Storia di Rossano è la storia d’Italia vista da Rossano» (Gambino). Una storia ricca di avvenimenti, di personaggi di rilievo nel campo religioso (potentemente scolpita la figura di San Nilo), della politica, dell’economia, dell’arte, per la cui ricostruzione si avvalse di una vastità di fonti storiche e d’archivio, che usa per le sue citazioni. Per quest’ultima opera e per la sua produzione letteraria nel suo complesso, gli furono assegnati il Premio Città di Palermo nel 1967 e il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio, nel 1970.
Dopo una vita tutta dedita allo studio e alla ricerca, morì a Roma, all’età di 83 anni. Nel 1988 il Comune di Rossano gli ha intestato una strada allo Scalo e nel 2008 gli è stato intitolato l’Istituto Tecnico Commerciale di Rossano. (Franco Liguori) © ICSAIC 2020

Opere

  • La canzone dell’occulta (poemetto), Tipografia “Il Giornale di Calabria”, Cosenza 1912;
  • Il mito di Cristo (saggio), Ed. Rinascenza, Sampierdarena 1920;
  • Sulle strade della vita e del sogno (poesie), Ed. Rinascenza, Sampierdarena 1920;
  • Oltre la vita  (romanzo), Gruppo Editoriale, Genova 1925;
  • Storia di Rossano, Pallotta, Roma 1926 (II ed. riveduta e ampliata, Mit, Cosenza 1967);
  • L’altra passione (romanzo), Casa Editrice Nazionale, Genova 1930;
  • Bibliografia sindacale corporativa, Istituto Nazionale di Cultura Fascista, Roma 1942;
  • Storia del Sindacalismo (7 volumi), Giuffrè, Milano 1957-1969.

Nota bibliografica

  • Sharo Gambino, La Storia di Rossano di Alfredo Gradilone, «Calabria Letteraria», 1967;
  • Luigi Renzo, Viaggio nella storia di Rossano. Curiosità, fatti, personaggi, Studio Zeta, Rossano 1988, p. 49;
  • Mario Rizzo, Rossano. Persone, personaggi e curiosità, Edizione Libreria Manzoni, Rossano 1995, pp. 65-68;
  • Costantino Marco, L’impegno di Alfredo Gradilone giornalista fra la Grande Guerra e il Fascismo, in Fulvio Mazza (a cura di), Rossano. Storia Cultura Economia, Rubbettino, Soveria Mannelli 1996, pp. 268-276;
  • Costantino Marco, Gradilone storiografo di Rossano e del sindacato, in F. Mazza (a cura di), Rossano cit., pp. 276-281;
  • Giovanni Sapia, Una vita per la Città. Alfredo Gradilone, in Rossano tra storia e memoria, Ed. Libreria Aurora, Corigliano Calabro 2001, pp. 123-129;
  • Gustavo Valente, Dizionario bibliografico biografico geografico storico, vol. II, p. 443, Edizioni Geometra, Cosenza 2006;
  • Giovanni Sapia, Intervento in occasione dell’intitolazione ad A. Gradilone dell’Istituto Tecnico Commerciale di Rossano, «Corriere della Sibaritide», XXXII, 9-10, 2008, pp. 5-6;
  • Salvatore Bugliaro, Dizionario degli scrittori rossanesi dal Medioevo ad oggi, Ferrari Editore, Rossano 2009, pp. 177-179;
  • Mario Sapia (a cura di), Atti dell’intitolazione dell’Istituto Tecnico Commerciale Statale di Rossano ad Alfredo Gradilone, Grafosud, Rossano 2009;
  • Franco Carlino, Lo storico rossanese Alfredo Gradilone, personalità di rilievo nel panorama culturale calabrese, Weboggi.it, 24 luglio 2018.
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