Guarino, Pasquale

Pasquale Guarino (Crotone, 18 novembre 1858 – Napoli, 21 maggio 1901)

Nacque dal merciere Pasquale Guarino e da Gaetana Canguzzi. Trasferitosi giovanissimo a Napoli, si formò presso il Conservatorio di musica di S. Pietro a Mayella, dovendo peraltro convivere con uno stato di perenne indigenza. Di «temperamento elegante e riservato», sin da giovanissimo abbracciò le idee mazziniane e proprio nell’ambiente napoletano trovò terreno assai fertile per affinare la propria formazione ideologica accompagnandola a un contestuale impegno politico, anche attraverso la critica giornalistica.
Già collaboratore e redattore di diverse testate legate al movimento operaio e democratico italiano (ad esempio il «Roma» e l’«Emancipazione»), nel febbraio del 1891 fondò «La Martinella», giornale opuscolo settimanale d’ispirazione repubblicana che ebbe vita breve (fino al luglio dello stesso anno). Molti suoi articoli comparvero, inoltre, nei periodici a tiratura prevalentemente locale.
Fu dapprima mazziniano intransigente, rappresentante per le provincie meridionali dell’Alleanza Repubblicana Universale, organizzazione erede della più grande tradizione mazziniana, e «sulla dottrina del Grande Maestro – avrebbe scritto il crotonese Carlo Turano – temperò il carattere alla legge […] del dovere, educò lo spirito ad una morale superiore che avea avuto tutto il rigidismo d’un imperativo categorico. […]».
Guarino – «spirito di rara finezza, uomo di esemplare rettitudine e della più grande dignità», dirà di lui Arturo Labriola – fu tra i primi, all’apparire del movimento socialista in Italia nel 1891, ad abbracciare tali idee e ad innestare questi nuovi germogli sulla solida fede repubblicana che «integrarono la sua persona e diedero alla sua visione un indirizzo più concreto e uniforme al suo temperamento, più idoneo a colmare il bisogno assillante d’un altruismo inappagato ed inappagabile…».
Profondi furono i rapporti del nostro con gli esponenti di spicco dell’ambiente repubblicano e radicale napoletano di fine Ottocento, ad esempio come nel caso di Matteo Renato Imbriani, con il quale – assai spesso – trascorreva gran parte delle ferie parlamentari.
Guarino veniva a essere dunque il rappresentante di una corrente nuova all’interno dell’ambiente repubblicano e radicale napoletano sul finire del secolo XIX, insieme soprattutto con Errico De Marinis, Gino Alfani, Arturo Labriola ed altri ancora, «i quali non soltanto sul piano ideale venivano precisando le basi del distacco di correnti tendenzialmente socialiste dal repubblicanesimo e dall’anarchismo, ma già lavoravano alla creazione di nuovi organismi operai ed a distaccare quelli già esistenti dalla Società Generale…». 
Egli diveniva ben presto «il capo spirituale dei giovani socialisti napoletani», e punto di riferimento nella “educazione” etico-politica di molti calabresi formatisi presso l’Università di Napoli sul finire del secolo XIX, infondendo in queste nuove generazioni, con l’esempio delle parole e delle azioni, lo spirito della lotta per l’Ideale. «Maestro di probità e di fierezza politica per tutti noi, il grande cavaliere dell’ideale, alla cui memoria mi prostro riverente», così lo ricorderà Arturo Labriola durante un colloquio con Rosario Villari, qualche lustro più tardi.
Attivamente impegnato nella dialettica sociale operaia nell’ultimo quarto del secolo, il repubblicano Pasquale Guarino aveva quindi ricoperto, tra le altre, la carica di segretario delle Società Affratellated’Italia e si riconosceva, per molti versi, tra i promotori del collettivismo napoletano degli anni Novanta, insieme con Garibaldi Sorgente, Giovanni Miceli, Salvatore Tiralongo, Alfonso Lista, Angelo D’Ambrosio, Pietro Casilli, oltre il già citato De Marinis. In particolare, in seguito agli eventi tumultuosi che si verificheranno alla metà degli anni Novanta, risulterà tra i principali imputati al processo dei Fasci socialisti napoletani del marzo 1894.
Attraverso il periodico «La Martinella» (febbraio-luglio 1891) – che sintetizza l’espressione del pensiero e dell’indirizzo politico del Guarino nella fase di passaggio dal repubblicanesimo al socialismo –, mancando al momento di ulteriori e più “solidi” documenti d’archivio, è possibile intravedere i contatti e l’opera veicolare dei fermenti repubblicani e radical-socialisti nel territorio crotonese.
Il periodico settimanale veniva scritto quasi per intero da Guarino.
Sin dai primissimi numeri, attraverso la rubrica Posta in Economia, veniva resa ancor più visibile la rete di relazioni che Guarino manteneva con la provincia catanzarese e dunque con il territorio cotronese per cui molti degli abbonati locali partecipavano dell’atmosfera goliardica che precedeva e seguiva le sciarade pubblicate sul giornale.
I contatti con i nostri democratici crotonesi si rilevano anche nell’ambito della prassi amministrativa, così come quando, nel marzo del 1891, il consigliere comunale di minoranza Turano, durante la revisione della Lista elettorale politica per l’anno 1891, nel riscontrare l’assenza del nominativo di Guarino interveniva presso la Giunta per domandare le motivazioni di tale assenza. Ed ancora, egli era chiamato a rappresentare la Società operaia di mutuo soccorso crotonese in occasione delle numerosissime altre manifestazioni operaie, come ad esempio, nella tarda primavera del 1889, della inaugurazione del monumento romano a Giordano Bruno, avrebbe rappresentato il sodalizio calabrese insieme Matteo Renato Imbriani.
La sua figura e l’opera altamente significative in questa prima fase di “semina” venivano infine riconosciute diversi lustri più tardi, nel dicembre del 1920, dal neoletto sindaco di Cotrone Enrico Mastracchi anche con la apposizione di una targa e la dedicazione di una importante piazza cittadina, piazza Castello. (Christian Palmieri) © ICSAIC 2020

Opere

  • Mondo minuscolo, Carogioiello a Toledo, Napoli 1886;
  • Suonatori ambulanti, Tip. Nazionale, Roma 1889;
  • Confessioni (lettere a un operaio), a cura dell’Emancipazione, Roma, 1891
  • Don Rosario, s.e., Napoli 1895;
  • Sole a scacchi (racconti), stab. tip. Carlo Zomack e figlio, Napoli 1895 (poi Editrice Sociale, Roma 1895; 3ª ed. riveduta e corretta, L. Contigli, Firenze 1900, con prefazione di Arturo Labriola);
  • Il Cavaliere, Tip. di Luigi Gargiulo, Napoli 1896);
  • La legione Cipriani nella guerra greco-turca, Tipografia Tramontano, Napoli 1897;
  • Artemisia. Racconto napoletano, Tip. Melfi & Joele, Napoli 1898;

Nota bibliografica

  • «La Martinella», Giornale opuscolo settimanale, Napoli febbraio-luglio 1891.
  • Il Processo dei “Fasci” (nostra corrispondenza), «Lotta di classe», III, 12, 24-25 marzo 1894, p. 3.
  • F.P., Pasquale Guarino, «La Giostra», Catanzaro 27 Maggio 1901.
  • In memoria di Pasquale Guarino, «La Propaganda», IV, 269, 25 maggio 1902, p. 1.
  • [Carlo Turano], Riflessioni politiche di Carlo Turano contenute nel discorso commemorativo in onore del socialista Pasquale Guarino, bozza manoscritta in Biblioteca Comunale di Crotone “Armando Lucifero”, Fondo “Turano”, Scritti e documenti.
  • Arturo Labriola, Spiegazioni a me stesso, Centro studi sociali problemi del Dopoguerra, Napoli 1945, p. 64:
  • Rosario Villari, Conservatori e democratici nell’Italia liberale, Laterza, Bari 1964, p. 125.Enzo Santarelli, Lettere di Arturo Labriola a Ernesto Cesare Longobardi, in «Rivista Storica del Socialismo», V, 17, 1962, p. 574, n. 1.
  • Giuseppe Masi, Socialismo e socialisti di Calabria (1861-1914), Società editrice meridionale, Salerno-Catanzaro 1981, p. 189.
  • Fulvio Conti, Labriola, Arturo, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 62 Roma 2004; 
  • Christian Palmieri, Carlo Turano (1864-1926). Democratico e socialista. Un protagonista delle discussioni politiche calabresi e delle questioni meridionali tra Otto e Novecento, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2006.
  • Christian Palmieri, Il «Partito dei lavoratori» di Crotone (1889-1892). Contributo per una storia del movimento democratico e socialista in Calabria, Pellegrini, Cosenza 2007;
  • Christian Palmieri, Alle origini del movimento operaio a Crotone. Il Mutuo Soccorso di fine Ottocento (1880-1900), Grafiche Cusato, Crotone 2012.
  • Giuseppe Aragno, Il Partito socialista a Napoli dal Fascio dei lavoratori alla svolta del 1898, in Gaetano Cingari e Santi Fedele (a cura di), Il socialismo nel Mezzogiorno d’Italia. 1892-1926, Laterza, Roma-Bari 1992, pp. 95-sgg. e note.
  • Antonio Alosco, La stampa socialista a Napoli alla fine dell’Ottocento. 1890-1898, in Gaetano Cingari e Santi Fedele (a cura di), Il socialismo nel Mezzogiorno d’Italia. 1892-1926, Laterza, Roma-Bari 1992, pp. 240-sgg.

Nota archivistica

  • Comune di Crotone, Ufficio di Stato Civile, Registro dei Nati 1856-1858, Numero d’ordine duecentoquattro.
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