La Rosa, Giuseppe

Giuseppe La Rosa [Terranova Sappo Minulio (Reggio Calabria), 24 ottobre 1915- Roma, 6 febbraio 1990]

Figlio di Domenico e di Concetta Galimi, all’età di 9 anni, nel 1925, entrò nel Seminario Vescovile di Oppido Mamertina da dove passò, nel settembre del 1930, al Pontificio Seminario Teologico Regionale “Pio X” di Catanzaro per completare gli studi in vista del Presbiterato. Fu ordinato sacerdote il 31 luglio 1938 dal vescovo Nicola Canino.
Nell’aprile successivo, il giovane sacerdote si recò in Australia per visitare la sua famiglia, qualche tempo prima emigrata a Griffith nel New South Wales ma a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale non poté ritornare in Italia. 
Dal 1939 al 1943 fece da segretario e da interprete di lingua italiana nell’ufficio del delegato apostolico a Sydney, l’arcivescovo John Panico. In seguito, lavorò anche presso l’arcivescovo Thomas Cahill nell’Ufficio d’informazioni dove riceveva i radio messaggi dal Vaticano durante il conflitto circa i prigionieri di guerra e gl’internati italiani in Australia.
Nel 1942 fu nominato cappellano degli emigrati italiani dall’arcivescovo, cardinale Norman Gilroy. In questo periodo, La Rosa compose un notevole manuale di preghiere per i prigionieri dal titolo L’amico del prigioniero, che fu distribuito nella Pasqua del 1943.
Tra il 1944 e il 1945, frequentò un corso di Lettere latine e greche presso l’Università di Sydney e, nel 1945, formò un Comitato di soccorso, il Relief to Italy from Australia, grazie al quale riuscì a condurre, con notevole successo, una raccolta che si concluse con l’invio in Italia di più di 50 tonnellate d’indumenti. Quindi, egli lavorò per stabilire nella Comunità italiana, la San Francesco Italian Cultural Association, per intensificare la vita cristiana e favorire il mantenimento della cultura tradizionale e, in seguito, l’Italian Social Secretariat per il sostegno materiale dei più disagiati.  Don La Rosa fu anche l’anima di una Compagnia filodrammatica che portò in scena tre lavori sul palco del Sydney Radio Theatre. Per queste sue attività, il presidente Giuseppe Saragat lo nominerà, nel 1965, commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. 
Sempre in questo periodo fecondo d’iniziative e attività, il giovane sacerdote, su richiesta del console svizzero in Sydney che curava anche gl’interessi italiani in Australia, redasse una circostanziata relazione sulle condizioni di vita degli emigrati italiani in quel periodo. Negli anni che seguirono, collaborò con le Autorità australiane formando un Comitato italiano in sostegno del Victory Loan, un fondo istituito per il sostegno dell’Esercito durante il conflitto. In tale occasione, don La Rosa riuscì a ottenere un notevole successo tanto che gli fu accordato un riconoscimento ufficiale con una duplice menzione d’onore.
Nel 1947, fondò il giornale «La fiamma», di cui fu il primo direttore, in opposizione al giornale filocomunista «Il risveglio», e che continua, ancora oggi, a essere il «settimanale italiano d’Australia» per la salvaguardia dei diritti della Comunità italiana. 
Don Giuseppe La Rosa lasciò l’Australia, il 14 agosto 1949, per tornare in Italia e stabilirsi a Roma.
Tornò in Australia nel 1973 in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale tenutosi a Melbourne e, in seguito, nel 1976 e nel 1988.
A Roma, ottenne, nel 1954, la laurea in utroque Iure presso la Pontificia Università Lateranense con la votazione Summa cum laude e una tesi dal titolo Le Organizzazioni professionali in Australia, pubblicata in seguito dall’Istituto cattolico di Attività sociali.
Nello stesso anno, entrò in servizio presso la Segreteria di Stato vaticana con la qualifica di addetto. Nel 1968, fu nominato addetto di prima classe; nel 1972, minutante di seconda classe e, nel 1978, minutante di prima classe. Contemporaneamente, fu difensore del vincolo nelle cause matrimoniali del Vicariato di Roma per diversi anni mentre, nel 1958, fu nominato cameriere segreto soprannumerario quindi prelato domestico d’onore di Sua Santità nel 1965 e protonotaio apostolico soprannumerario nel 1986, quando lasciò la Segreteria di Stato perché collocato in pensione.
Dopo grave malattia, concluse a Roma la sua intensa vita terrena il 6 febbraio 1990 e la sua salma fu sepolta nella cappella di famiglia a Terranova Sappo Minulio. (Letterio Festa) © ICSAIC

Opere

  • L’amico del prigioniero. Compilato sotto la direzione di mons. Giovanni Panico, Pellegrini, Sydney 1943.
  • Le Organizzazioni professionali in Australia, Edizioni dell’Istituto cattolico di attività sociali, Roma 1955.
  • Una bolla di Urbano II per la chiesa di San Salvatore nella Diocesi oppidese, Scuola tipografica italo-orientale “San Nilo”, Grottaferrata 1979.
  • Profilo storico dell’antica Terranova, Stabilimento di Arti tipografiche L. Salomone, Roma 1983.
  • Studio sulle origini dell’antica Terranova nella Calabria meridionale, a cura di Domenico La Rosa, Stabilimento di Arti tipografiche L. Salomone, Roma 1993.

Nota bibliografica

  • Rocco Liberti, Recensione a “Studio sulle origini dell’antica città di Terranova nella Calabria meridionale”, «Corriere di Reggio», 15 gennaio 1993.
  • Domenico La Rosa, L’apostolato di padre Giuseppe La Rosa in Australia, s.e., Sydney 1995.
  • Rocco Liberti, Giuseppe Larosa, «Calabria letteraria», LIII, 10-11-12, 2005, pp. 38-39.

Riferimenti archivistici

  • Archivio Storico della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, fondo della Curia Vescovile, serie Clero, sottoserie Ordinazioni sacre diocesane, busta 74, fascicolo 5, Giuseppe La Rosa (1925-1990).
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