Lacquaniti, Luigi (Gino)

Luigi (Gino) Lacquaniti [Palmi (Reggio Calabria) 11 novembre 1901 – – 31 maggio 1982]

Nato da Vincenzo e da Annunziata Amicucci, fece i primi studi nella sua città natale, frequentò con profitto il locale ginnasio, ottenendo la licenza. Subito dopo conseguì il diploma de R. Corso Magistrale della sua città e divenne maestro. Ebbe come compagni di scuola i futuri filosofi Felice Battaglia e Domenico Antonio Cardone e il futuro letterato Domenico Morabito. Dopo aver conseguito l’abilitazione magistrale e aver fatto l’esperienza dell’insegnamento elementare, fu attratto inizialmente dalla poesia, pubblicando due volumetti in versi dal titolo Luci sul mare (1934) e Strade e cieli (1939). Con Felice Battaglia, Guido Calogero, Nino Fondacaro, Domenico Cardone, Armando Zagari e Michele Loiacono, Gino, come era chiamato da amici e conoscenti, nel 1920 fondò il circolo «Fondaco di cultura» e la rivista letteraria «Ebe», diretta da Fondacaro, della quale uscirono soltanto sei fascicoli. E nel 1921 con Battaglia, Cardone e Calogero pubblicò il numero unico «Omaggio e Gabriele D’Annunzio». Il sodalizio tra questi intellettuali palmesi si sciolse in pochi anni perché molti di loro entro il 1925 lasciarono la Calabria per frequentare l’Università e Gino partì per il servizio militare. A Torino frequentò la Scuola Allievi Ufficiali nell’Arma di Artiglieria Alpina, uscendone con il grado di sottotenente. Tornato a Palmi, su incarico del Commissario Prefettizio fondò il primo nucleo della Biblioteca comunale Domenico Topa, di cui si occupò, anche se non ininterrottamente, fino al 1940.
Dopo essersi dedicato all’elevazione culturale della sua città, rivolse i suoi interessi verso il mondo scientifico, più precisamente, verso lo studio della geografia, riuscendo a imprimere una notevole svolta nella nostra regione. È del 1926 il suo articolo sui Bradisismi calabresi pubblicato sul periodico locale «Albori», e di tre anni dopo l’articolo sulle Bellezze naturali della Calabria: il monte S. Elia.
Chiamato alle armi prese parte alla guerra di conquista dell’Etiopia, restando in divisa dal 1935 al 1938. Partecipò in seguito alla Seconda guerra mondiale come ufficiale d’artiglieria.
Terminata la guerra, non più tanto giovane, sposato con Elena Seminara e con figli (tra cui Nunzio futuro dirigente della Coldiretti), si iscrisse alla facoltà di Magistero all’Università di Messina. Conseguita la laurea e passato all’insegnamento nelle scuole superiori, andò sempre più e meglio affinando la sua vera passione per gli studi geografici. Pur non avendo fatto un percorso accademico, nel 1945 ottenne la nomina ad assistente straordinario di Geografia presso l’Istituto universitario orientale di Napoli, incarico che mantenne fino al 1950. Nove anni dopo conseguì la libera docenza in Geografia e gli fu affidato l’insegnamento di Geografia economica nel vicino ateneo peloritano.
Nel 1953 vinse la cattedra e insegnò Storia e Geografia presso l’Istituto nautico di Riposto (Catania), per cui dovette trasferirsi in Sicilia, dove rimase soltanto per un anno; successivamente insegnò all’Istituto nautico di Messina e, infine, fece ritorno a Palmi come docente di Italiano e Storia nell’Istituto tecnico commerciale, nel quale dal 1962 esercitò anche le funzioni di preside fino a quando rimase in attività.
Nel 1955, a Palmi, fu tra i fondatori del museo di etnografia e folklore «Raffaele Corso».
In questi anni, approfondì sempre più gli studi geografici, scrivendo interessanti articoli sulla regione. In seguito, con il criterio metodologico della geografia «fatta a piedi», effettuò studi sulla geografia della Calabria, delle Alpi dolomitiche, della Valle del Piave, degli altipiani di Abruzzo, e di altre parti di Italia. I suoi interessi di geografo, ormai affermato, non lo hanno però distolto dalla voglia di lavorare per individuare possibili vie di sviluppo per la Calabria: accoppiò cosi all’interesse geografico la possibilità della sua utilizzazione nel settore turistico.
Pure avendo pubblicato pochi libri, a suo nome risultano una quarantina di pubblicazioni, tra cui memorie, note geografiche, vari saggi e contributi diversi sulle più importanti e specializzate riviste del settore, come il «Bollettino della Società Geografica Italiana». Sulla Calabria ha pubblicato anche tantissimi articoli su quotidiani, anche locali. 
Nel 1977 il Rotary International, 210º Distretto, Club di Locri, gli assegnò il Premio Letterario Nosside.
Morì a Palmi all’età di 81 anni.
Molti furono i riconoscimenti allo studioso in seguito alla sua scomparsa.
Nel 1987, come fondatore e presidente della sezione regionale calabrese dell’Associazione italiana insegnanti di geografia, gli fu dedicato un convegno di geografi che si tenne a Palmi, presieduto dal prof. Domenico Ruocco dell’Università di Genova, e nello stesso anno l’Università di Messina intitolò a suo nome il laboratorio di Geografia Economica della facoltà di Economia. Nel 1992 una Borsa di Studio «Fondazione Bonino-Pulejo» e Università degli Studi di Messina portava il suo nome
Vie con il suo nome esistono a Catanzaro dal 1996 e a Palmi dal 2001. Del 2001, a cent’anni dalla nascita, è la posa di una epigrafe da parte del Comune e della Pro loco di Palmi. E nel 2015 ha ricevuto l’omaggio dell’Istituto dove per lunghi anni fu prima docente e poi preside. (Leonilde Reda) © ICSAIC 2020

Scritti principali

  • I bradisismi calabresi, Stab. tip. A. Genovesi & Figli, Palmi. 1926;
  • Bellezze naturali della Calabria. Il monte S. Elia, Stab. tip. Orfanelli, Polistena 1929;
  • Luci sul mare, Ediz. Saturnia, Alessandria 1934;
  • Strade e cieli, L’Appenninia, Tip. Palermo, Seminara 1939;
  • L’insegnamento della Storia e Geografia nella scuola elementare, conferenza, Palmi 14-10-1938, Tip. Palermo, Palmi 1941;
  • Nota sugli studi per la conoscenza geografica della Calabria, Chicca, Tivoli 1941;
  • Le tracce glaciali quaternarie e l’antico limite altimetrico delle nevi nell’Aspromonte, Atti della XLII Riun. della Soc. per il Progresso delle Scienze, Roma 1948;
  • Lo stato attuale delle conoscenze del Carsismo e dell’idrografia sotterranea in Calabria, Cressati, Bari 1957;
  • Alcune notizie sulle grotte marine della Calabria, Cressati, Bari 1957;
  • La Varia, origine e significato di una caratteristica e folkloristica festa religiosa, Tip. Giuseppe Palermo, Palmi 1957;
  • Calabria. Natura e storia Edizioni Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1973;
  • Scritti geografici 1941-1976, a cura di Antonio Pipino, Rubbettino, Soveria Mannelli 1987.

Nota bibliografica

  • Giuseppe Marzano, Strade e cieli di Luigi Lacquaniti in Autori calabresi. Raccolta di scritti dal 1917 al 1951, Mit, Corigliano Calabro 1960, p. 20;
  • Antonio Pipino, Luigi Lacquaniti. Amico, a cura del Rotaract Club di Palmi, Edizioni Marafioti, Polistena (RC) 1982;
  • Antonio Pipino, Ricordo di Luigi Lacquaniti, «Bollettino della Società geografica italiana» s. 10, v. 12, 1983, pp.113-116;
  • Santino Salerno, Luigi Lacquaniti e il suo impegno culturale e civile per la Calabria, «Giornale di Calabria», 2 giugno 1985;
  • Isabella Loschiavo Prete, Antonio Orso, Ugo Verzì Borgese, Poeti e scrittori. Rassegna bio bibliografica del Novecento dei comuni della Piana di Gioia Tauro, Calasbria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli 1986, pp. 470-474;
  • Bruno Zappone, Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi illustri, AGE, Ardore Marina 2000, pp.122-126;
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, pp. 245-246;
  • Santino Salerno e Celestina La Capria (a cura di), Luigi Lacquaniti. Poeta e Geografo, IIS “Luigi Einaudi”, Palmi 2014;
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