Lanza, Antonio

Antonio Lanza [Castiglione Cosentino (Cosenza), 18 maggio 1905 – Reggio Calabria, 23 giugno 1950]

È figlio di Giuseppe Lanza, direttore di ufficio postale, e Amalia Morando. Da Castiglione Cosentino, comune della provincia di Cosenza, Antonio con i genitori e gli altri sei fratelli si trasferisce a Cosenza. Qui frequenta l’oratorio del quartiere Portapiana.
La sua formazione si svolge prima nel Seminario di Cosenza, dove compie gli studi ginnasiali, e poi in quello regionale di Catanzaro frequentando quelli di filosofia. Si trasferisce dunque a Roma, dove è alunno del Collegio Capranica e continua con profitto gli studi di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, tanto che nel 1926 si afferma davanti al papa Pio XI in una disputa accademica tra studenti. 
A Roma si laurea in Sacra Teologia e Diritto canonico e, a soli 22 anni, viene ordinato sacerdote il 16 aprile del 1927. Da giovanissimo inizia la sua attività di insegnamento presso il Seminario regionale di Catanzaro, cui afferiscono i giovani aspiranti al sacerdozio di quasi tutta la regione, insegnando Teologia morale e Diritto canonico. A 30 anni, nel 1935, torna a Roma. Qui insegna Teologia morale presso la Pontificia Università Lateranense e ricopre ruoli di responsabilità presso alcuni dicasteri ecclesiastici. Tra questi, merita di essere ricordato l’incarico di vice assistente generale del Movimento dei laureati di Azione cattolica. Pur insegnando a Roma continua a collaborare con la sua diocesi di provenienza, partecipando ad esempio alla stesura dei canoni del Sinodo diocesano indetto a Cosenza dall’arcivescovo Nogara nel 1938.
Viene eletto Arcivescovo di Reggio Calabria e Vescovo di Bova il 12 maggio 1943. Aveva 38 anni. La sua consacrazione episcopale si tiene in Roma, nella chiesa di Sant’Ignazio, il 29 giugno dello stesso anno per le mani del cardinal Raffaele Carlo Rossi. L’Italia è in piena guerra e gli spostamenti sono difficoltosi, quindi riesce a giungere a Reggio per prendere possesso della sua diocesi solo il 10 agosto. È un arcivescovo giovanissimo e succede a mons. Enrico Montalbetti, di origini veneziane, rimasto vittima di una incursione aerea alleata il 31 gennaio dello stesso anno mentre si trovava in visita p,astorale ad Annà di Melito di Porto Salvo.
Lanza è per Reggio un vescovo aperto e autorevole, attento ai problemi sociali che attanagliavano la penisola in quella fase delicatissima della sua storia. Durante il suo episcopato affronta gli ultimi anni della II Guerra mondiale, lo sbarco degli Angloamericani e le fasi della ripresa della vita democratica. Nella sua diocesi incentiva l’organizzazione di congressi e convegni, occasioni per approfondire specifiche tematiche religiose e sociali. Significativo il suo ruolo nel contesto della Conferenza episcopale calabra, l’organismo che riunisce i vescovi delle diocesi calabresi per la discussione di particolari temi di rilevanza regionale. Nel 1943 Lanza ne è il presidente. Notevoli i suoi impegni anche fuori regione, come la partecipazione alla XXI settimana sociale dei cattolici italiani sulla vita rurale, svoltasi a Napoli nel settembre del 1947. 
Mons. Lanza è ricordato in particolare per la sua attenzione verso i problemi del Mezzogiorno, anticipando posizioni poi sempre più presenti all’interno del mondo ecclesiastico. In particolare mons. Lanza lega il suo nome alla Lettera collettiva dell’episcopato dell’Italia Meridionale sui problemi del Mezzogiorno, pubblicata il 25 gennaio 1948 e della quale è estensore. Sottoposta all’attenzione degli altri vescovi, viene fatta propria dall’intera Conferenza episcopale calabra e vede anche il sostegno del cardinale Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli. La lettera pastorale viene pubblicata in un periodo molto delicato per la vita politica e sociale italiana e prende in esame i principali problemi del Paese, analizzandoli alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Il documento si sofferma in particolare sui problemi del Mezzogiorno e la sua situazione religiosa e sociale, con denunce anche forti delle distorsioni delle pratiche religiose, delle cattive condizioni dei lavoratori, della persistenza del latifondo.
Sia durante il periodo di insegnamento, sia durante l’episcopato, Lanza è autore di numerosi studi di argomento teologico. Attento alla comunicazione, fonda nel 1947 L’Avvenire di Calabria, periodico dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria tuttora attivo Anche se nelle intenzioni doveva essere un giornale cattolico di respiro regionale, il giornale viene diffuso nelle diocesi di Reggio e di Bova, di cui è portavoce. Già nel novembre del 1943 mons. Lanza nel corso di una riunione della Conferenza episcopale calabra, aveva proposto la creazione di un quotidiano regionale ce come direttore il sacerdote Sante Maggi il quale durante il fascismo aveva diretto il quotidiano cattolico milanese «L’Italia».
Mons. Antonio Lanza muore improvvisamente a Reggio Calabria il 23 giugno 1950, all’età di 45 anni. È sepolto nella cattedrale della stessa città, all’interno della quale è ricordato da un monumento funebre realizzato nel 1960 a opera dello scultore Alessandro Monteleone, di Taurianova. (Lorenzo Coscarella) © ICSAIC

Opere

  • La questione del momento in cui l’anima razionale è infusa nel corpo, Pontificio Ateneo Lateranense, Roma 1939.
  • La Morale di Cristo e le Professioni, Studium, Roma 1942.
  • Attualità del cristianesimo. Lettera pastorale per la quaresima 1944, Scuola Tip. Opera Anonima, Reggio Calabria 1944.
  • Theologia moralis fundamentalis, Marietti, Torino-Roma 1949.
  • Principi di teologia morale, Studium, Roma 1952 (con Pietro Palazzini).
  • Appendix De castitate et luxuria, Marietti, Torino-Roma 1953 (con Pietro Palazzini).
  • Theologia moralis, II, Marietti, Torino-Roma 1955 (con Pietro Palazzini).
  • Sacramenti e vita sacramentale, Studium, Roma, 1957 (con Pietro Palazzini).

Nota bibliografica

  • Francesco Russo, Storia dell’Arcidiocesi di Cosenza, Rinascita Artistica, Napoli, 1958;
  • Antonio Lanza arcivescovo. Atti del Convegno “I Maggio: al primo posto il Mezzogiorno”, Castiglione Cosentino – 1 Maggio 1988, De Maria, Cosenza 1988;
  • Vincenzo Antonio Tucci, Alessandra Pagano, Lorenzo Coscarella, Storia della Chiesa. Cosenza e la sua provincia dall’Unità ad oggi, Falco Editore, Cosenza 2013;
  • Leonardo Bonanno, Antonio Lanza vescovo del Sud, «Avvenire», 25 giugno 2015;
  • Pantaleone Sergi, Stampa politica e democrazia nel secondo dopoguerra in Calabria, in Id. (a cura di), La Calabria dall’Unità al Secondo dopoguerra, Deputazione di Storia patria per la Calabria, Reggio Calabria 2015, pp. 227-246;
  • Luigi Intrieri, Dalla “Cronaca” del Frugali al Duemila, Rubettino, Soveria Mannelli 2007;
  • Alessandra Pagano, Mons. Lanza, vescovo del Mezzogiorno, «Parola di Vita», 9 febbraio 2017;
  • Catholic Hierarchy, Archbishop Antonio Lanza, in http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/blanza.html, consultato il 25 agosto 2019.
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