Leuzzi, Francescantonio

Francescantonio Leuzzi [Santa Cristina d’Aspromonte (Reggio Calabria), 10 giugno 1865 – Delianuova (Reggio Calabria), 21 settembre 1945]

Nacque a Lubrichi, frazione di Santa Cristina d’Aspromonte, dove i suoi genitori, Gaetano, farmacista e possidente, e Maria Francesca Loria, si spostavano spesso da Pedavoli per governare i terreni di loro proprietà e fu registrato allo stato civile con i nomi di Francesco Antonio Giovanni Andrea. Visse la sua fanciullezza a Pedavoli e aveva 13 anni quando, nel 1878, per decreto di re Umberto I, il paese si conurbò con Paracorio dando origine a Delianuova.
Il padre fu denunziato varie volte per le sue idee liberali che lo portarono ad avere anche molte amicizie influenti in Sicilia e nel Napoletano. A Napoli studiò e approfondi le sue conoscenze anche lo zio paterno, abate Giuseppe Leuzzi, che ebbe tra i suoi amici Giovanni Bovio. E a Napoli il giovane Francescantonio, fatte le scuole primarie a Delianova e conseguita la licenza liceale classica al «Tommaso Campanella» di Reggio Calabria, si recò per i suoi studi di Medicina e Chirurgia, non disdegnando, tra una materia e l’altra, di dedicarsi anche all’approfondimento delle proprie idee liberali, mazziniane in particolare, avendo nello stesso Bovio un illustre quanto motivato maestro. 
Conseguì la laurea il 30 novembre del 1895 e come allievo tra i prediletti del prof. Giovanni Antonelli cominciò il proprio dottorato di ricerca in Anatomia e Semeiotica Chirurgica. 
Appena laureato, il 5 gennaio 1903, sposò Domenica Faraone, di famiglia agiata, e da lei ebbe tre quattro figli, il primo Tullio mori dopo la nascita, al secondo venne dato lo stesso nome, seguirono gli altri due figli Manlio e Lelio.
Subito fece alcune pubblicazioni e in sala operatoria fu pioniere della plastica inguinale. Vinse il concorso per la Cattedra di Anatomia nell’Università di Bologna e ad Assuncion (Paraguay) ma preferì stare a Napoli, dove fu degno erede del prof. Antonelli a partire dal 1905. Iniziò come libero docente in Anatomia e dal 1915 ebbe anche l’incarico in Semeiotica Chirurgica. Pubblicò tra gli altri un Atlante di anatomia topografica, un Compendio di anatomia topografica e un Compendio di citologia, embriologia e istologia.
Dal punto di vista politico, come si diceva, fu fervente repubblicano, mazziniano in particolare, partecipò a molti congressi nazionali tra cui quello di Ancona del 1911 dove partecipò anche Benito Mussolini, che egli definì «giovane sovversivo e repubblicaneggiante» e dopo serrata discussione lo fece escludere dal congresso. 
Già nel 1892 aderì alla Massoneria nella piccola loggia non indipendente «Aspromonte» (sotto l’obbedienza alla «Bovio» di Reggio Calabria). Costituì a Delianuova una loggia indipendente, la «XXIX Agosto», e nel 1914, il 30 luglio, divenne membro effettivo della loggia «G. Bovio» con il grado di Maestro. Dopo qualche anno, insieme agli appartenenti alla loggia «Mazzini» di Mileto e alla loggia «2 settembre 1847» di Reggio Calabria, costituì la «Gran Loggia Regionale della Calabria» il cui primo presidente fu il professor Oreste Dito. Egli nel frattempo si era dedicato alla stesura di un «Programma di azione massonica in Calabria» e poi contribuì in prima persona a scrivere una delle pagine politiche più importanti della storia calabrese. Decise di unire tutti coloro che facevano parte delle varie logge massoniche e delle varie sezioni repubblicane presenti in Calabria in un unico partito. Come Circolo Repubblicano XXIX Agosto di Delianuova invitò tutti i Repubblicani delle tre Calabrie a un primo Congresso Repubblicano Calabrese. Lo si era organizzato in un primo tempo per il 29 agosto a Gioia Tauro, ma i reggini non accettarono la sede e per venire loro incontro si riunirono tutti a Reggio, in via Giulia, casa D’Alessandro, ma il 29 ottobre di quell’anno, 1918. Erano presenti, oltre al Leuzzi e al giovane studente Rossi di Delianuova, rappresentanti delle sezioni repubblicane di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Santo Stefano d’Aspromonte, Gioia Tauro. Il professore Leuzzi aprì i lavori del Congresso che si concluse, dopo i vari interventi, con la nomina dei vari dirigenti del nuovo partito, primo partito Repubblicano Calabrese: presidente fu designato lo stesso professor Leuzzi. 
Assunta questa carica si dedicò quasi totalmente a essa cominciando a diffondere sui vari quotidiani l’ideale mazziniano, i problemi del Mezzogiorno, la difesa dei diritti delle scuole ecc.. E fu così fino al 1924 quando, in virtù di tutto ciò, si candidò come capolista per la Calabria e la Basilicata alle elezioni politiche opponendosi al dilagare del potere fascista. Ma, come la storia ci insegna, «dovette soccombere agli imbrogli, alla corruzione ed alle violenze dei tempi» (così scrisse in un editoriale). 
Dopo la sconfitta elettorale, gli venne “ordinato” di prestare giuramento di fedeltà al nuovo governo, ma di fronte al suo rifiuto fermo, fu allontanato dall’insegnamento universitario, gli furono negati gli emolumenti e fu costretto a rifugiarsi nella sua Delianuova, dove fu frequentemente pressato e minacciato dalla prefettura reggina.  Nel periodo fascista la massoneria entrò in una profonda crisi, molti anche i “tradimenti”, molti erano passati tra le camicie nere pur di poter mantenere la loro posizione sociale e di lavoro. Egli rimase fermo nel suo ideale e forte di questo tornò a Napoli e per poter essere vicino ai tanti simpatizzanti repubblicani del capoluogo campano, si iscrisse alla facoltà di Farmacia e si laureò pure, all’età di 64 anni. Ciò l’aiutò ad aprire una farmacia nel paese natìo che affidò al figlio Lelio e che gli consentì di vivere degnamente il resto dei suoi anni. Non rimase però con le mani legate nonostante un ictus (nel 1937) che lo privò della parola, ma che non scalfì per niente la mente. 
Fece molto per il suo Aspromonte: era solito trascorrere due mesi l’anno in montagna, con la moglie e alcuni fidati, approfondendo alcune ricerche sulla geologia e sulla paleontologia locale. Scoprì nel 1927 una grotta paleolitica in contrada Pietrasalva, descritta sulla rivista «Albori». In essa rinvenì tre «asce amidloidi» e un coccio con manico a corno, mal cotto. Questa asce, alla fine degli anni Sessanta furono regalate dal figlio Lelio al Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria. Su questo tema pubblicò sempre sulla rivista «Albori» (l’unica che gli diede spazio nel periodo fascista!) un breve trattato sulla Geologia Aspromontana. Aveva studiato l’Aspromonte da un punto di vista geologico, suffragato dall’opera di illustri suoi colleghi dell’Ateneo napoletano, molto esperti in questo campo come il professor De Blasio e il professore-senatore De Lorenzo che si dedicò all’analisi dei reperti rinvenuti sull’Aspromonte dal Leuzzi e che nelle riviste specializzate lo elogiò «fervorosamente».
Eccelse anche come storico. Da sempre interessato alla storia patria e della sua terra in particolare, mantenne ottimi rapporti coi maggiori studiosi calabresi e napoletani. Il professor De Chiara lo propose, ancor giovane, come socio dell’Accademia Cosentina. Il 20 settembre 1916 partecipò alla riunione, al R. Liceo Ginnasio Campanella di Reggio Calabria, per la costituzione della «Società Calabrese di Storia Patria», di cui fu riconosciuto come socio fondatore. Primo presidente fu il professor Oreste Dito che l’anno successivo lo nominò delegato fiduciario della Società stessa alla quale diede non pochi contributi con scritti, proposte iniziative e altro.
Morì a Delianuova che aveva ottant’anni. Non volle essere portato in chiesa, per coerenza con le proprie idee, ma la cittadinanza, comunque gli attribuì gli onori dovuti a un grande. 
Delianuova, ma non solo, aveva perso «un cittadino onorato, un educatore antico ed un maestro insigne». Fu portato in “processione” per le vie del paese e commemorato davanti all’ex casa del Fascio, tra gli altri dal senatore Gaetano Sardiello, in quella piazza che oggi si onora di portare il suo nome: piazza Francescantonio Leuzzi. Porta il suo nome anche la Grotta di Pietra Salva da lui studiata intorno agli anni Venti. (Raffaele Leuzzi) © ICSAIC

Opere

  • Compendio di Anatomia topografica, Officina tipografica Elzevira, Napoli 1923;
  • Compendio di Citologia, Embriologia, Istologia, Officina d’Arti Grafiche Ciro Russo, Napoli 1927;
  • Compendio di anatomia topografica ad uso degli studenti, V. Idelson, Napoli 1936.

Nota bibliografica

  • Raffaele Leuzzi, Francescantonio Leuzzi. La mente data alla scienza e il cuore all’Aspromonte,  Nuove edizioni Barbaro di Caterina De Pietro, Delianova 2003.
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