Alemanni,  Tullio

Tullio Alemanni [Acquaro (Vibo Valentia), (?) 1897 – Ivrea (Torino), 1 aprile 1983]

Affreschista, pittore di ritratti e immagini sacre, nasce ad Acquaro, all’epoca in provincia di Catanzaro, da Francesco, medico e scrittore attivo alla fine dell’Ottocento, e da Vincenzina Catalano. Sotto la guida del padre, si apre fin da giovanissimo alla conoscenza della natura e all’amore per l’arte. Ma l’improvvisa perdita del genitore lo portò al Collegio degli orfani dei medici di Perugia dove avviò studi di ragioneria interrotti nel 1915 a causa della guerra (come ufficiale degli Alpini, ebbe una medaglia di bronzo al valore). Trasferitosi nel 1920 a Torino dove completò gli studi, trovò lavoro presso la Banca de Fernex e riprese la sua formazione artistica frequentando l’Accademia Albertina e privatamente i maestri Oreste Pizio (1879-1938) lo scultore Gaetano Cellini (1875-1957).  
Sposato con Angela Olimpia Nava, nel 1928 abbandonò il lavoro in banca e si stabilì a Ivrea.  
A partire da quella data intraprese una intensa attività artistica con numerose  esposizioni: Prima mostra dopolavoristica bancaria (1928), Promotrice di Belle Arti di Torino (vi parteciperà  ancora nel 1930, 1935 e 1936), Quadriennale torinese del 1936, Biennale d’arte sacra di Novara del 1948 e 1954. La stagione delle personali si inaugurò nel 1935 a Biella (Galleria Ronco) per proseguire nel 1935 e 1937.
Richiamato alle armi nel 1939, partecipò alla Seconda guerra mondiale, e riprese e esporre nel 1944 a Biella (Galleria Garlanda) – diversi pezzi dedicati alla Calabria dove ritornò dopo una grata assenza –, 1947 a Milano (Galleria Bolzani) nel 1956 con una rassegna dei disegni e dipinti al centro culturale Olivetti di Ivrea.
Padrone del disegno e del colore, fu pittore di figura che, con qualche accento spadiniano, ha dipinto bambini sani e sorridenti (Pastorello calabrese) e figure di donne, e una vena di ritrattista gli concesse di tradurre anche le pieghe più segrete dell’animo; ha affrontato inoltre il tema sacro, il paesaggio e la natura. Trasferendo nei suoi dipinti colore e personalità tutti meridionali, fuse due elementi con le caratteristiche del paesaggio canavesano, che costituisce di questa pittura il tema più saliente.  
Operò al di fuori delle correnti più avanzate della parte contemporanea pur tenendo conto dei risultati della ricerca artistica. Autoritratto  (1924),  Nudo di donna allo specchio  (1927),  Figura femminile  (1930),  Castello sul fiume (1932),  Pioggia imminente  (1932 ca),  Armonia  (1933),  Margherite  (1933 ca),  Mia moglie Angela  (1934),  Portale della chiesa di Oropa  (1935),  Annunciazione  (1936),  Oropa  (1937),  Angela  (1938),  Madonna col bambino (1946),  Terra di Calabria (1946), Laguna veneta  (1951), Ritratto della moglie  (1953),  Donna calabrese,  Ritratto di mia madre  (1955),  Burano con canale  (1957), Portico di convento a Brescia  (1958),  Collana rossa, Ritratto della signorina Vianello, Lago Sirio,  Bardonecchia  (1958),  Crisantemi con violino  (1960), Girasoli, Vaso di rose, Ortensie, Donne calabresi  (1972), sono solo alcuni titoli imprescindibili per documentare la vasta produzione del maestro e i suoi molteplici interessi.
Molti gli edifici sacri del Canavese che ospitano i suoi affreschi: la cappella dell’Istituto Cagliero di Ivrea accoglie il grande affresco dell’abside e le sei tele delle pareti; le chiese di San Maurizio e San Ulderico di Ivrea accolgono diverse tele, due delle quali, Il Battesimo di Gesù e l’affresco con le facce dei piccoli parrocchiani degli anni Trenta,sono state inceneriti in un incendio divampato nel presepe della chiesa di San Maurizio di Ivrea il 4 gennaio 2020. Numerose le pale d’altare sparse del territorio piemontese: a Orio Canavese (Nascita di Maria), Fiorano, Rivarolo (chiesa di San Giacomo, Cena di Emmaus, 1971), Parella (Il battesimo di Gesù) nella Chiesa parrocchiale, Andrate (Maria, San Sebastiano e S. Pietro). A Chiaverano affrescò la balconata del teatro. Diverse sue opere si conservano in collezioni private di Milano, Torino, Novara, Napoli, Ivrea, Biella e di Cordoba (Argentina) e New York.
Morì all’età di 86 anni. (sulla base di una biografia di Antonietta De Fazio) © ICSAIC 2022 – 2.

Nota bibliografica

  • Prima mostra dopolavoristica bancaria, «Minerva bancaria», I, 1, gennaio 1928, p. 107;
  • Carmela Galasso, Alemanni Tullio, in Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, p. 24;
  • Antonino Tripodi, Sulle arti in Calabria. Dizionario biografico e documentario su artisti e opere d’arte, Adhoc, Vibo Valentia 2016, ad nomen. 
  • Antonietta De Fazio, La Calabria e i suoi artisti. Dizionario dei pittori (1700 – 1930), Rubbettino, Soveria Mannelli 2020
  • Ivrea, incenerito il Battesimo di Gesù di Tullio Alemanni nella chiesa di San Maurizio, «La Sentinella del Canavese », 5 gennaio 2020;
  • Sergio Gatta e “Gioanass” Venuti, Tullio Alemanni. Una doverosa riscoperta, s.n. s.l. (ma Ivrea 2021);
  • Enzo Le Pera, Ars sine tempore. Viaggio nell’arte di Calabria dal XIX secolo ad oggi, Ferrari editore, Corigliano Rossano 2021, pp. 24-25.