Altomonte, Antonio

Antonio Altomonte [Palmi (Reggio Calabria), 25 novembre 1934 – Roma, 31 dicembre 1986]

Primo di tre figli  nasce da Salvatore e da Francesca Parrello. Studia nella città  natale dove consegue la maturità   nel locale Liceo classico, svolgendo contemporaneamente una promettente e intensa attività  sportiva  dilettantistica. La famiglia lo vorrebbe avvocato e per assecondare il desiderio dei genitori si iscrive, alla facoltà  di Giurisprudenza dell’Università  di Messina. Preferisce però dare  sfogo alla sua vocazione e  frequentare ben più assiduamente le lezioni di letteratura italiana di Giacomo Debenedetti e non quelle dei maestri della scuola giuridica messinese.
Molto giovane comincia a scrivere articoli e racconti sui giornali. E già  nel 1956 fonda un proprio giornale «Il Punto », sulle cui pagine ospitava  Domenico Zappone, i filosofi Domenico Antonio Cardone e Nino Fondacaro, la poetessa Maria De Maria.  I primi, veri, «esercizi » letterari apparsi  sul quotidiano la «Gazzetta del Sud »,  piacciono a Leonida Repaci, ma è Domenico Zappone, tormentato scrittore palmese, a scoprirlo, intuendo le sue potenzialità  letterarie e  segnalandolo  a «Il Tempo ».  Diviene collaboratore del  quotidiano romano e nel  1961, a 27 anni,  si trasferisce definitivamente nella capitale per  svolgere  al meglio  il lavoro di giornalista,  prima come redattore e cronista  poi come responsabile del  Supplemento  Libri.  
Ha trent’anni quando, per i tipi di dell’Albero di Torino, appare il suo primo romanzo, «Il Feudo » (1964) in cui   «denuncia la cecità  e la decadenza del vecchio patriziato rurale, senza rinunciare a cogliere, con fine psicologia, drammi interiori e comportamenti esistenziali » (Martino).  È un successo che gli vale il Premio Villa San Giovanni  per la narrativa. Segue, l’anno dopo, «L’Idea del Corpo » e, nel 1972 «La sostanza bruna »: una trilogia ristampata da Rusconi in unico volume con il titolo «Una stagione sull’altra » (1981).
Nel 1978 vince il Premio Viareggio con il romanzo «Dopo il Presidente », considerato una metafora del potere,  e per ben due volte vince il «Premio selezione Campiello » con i romanzi «Sua Eccellenza » (1980) e «Il fratello orientale » (1984) che ottiene anche il premio «Basilicata ». Il suo nome,  ormai all’attenzione della critica,  è legato inoltre a due biografie: la prima del 1982,  Il Magnifico: vita di Lorenzo de’ Medici  ( «un ‘opera storica scritta da un romanziere, da un narratore che rimane tale, cioè racconta e al tempo stesso non romanza e non inventa, ma attenta a fonti storiche, valuta da storico e critico con rigore scientifico », come scrive Mario Guidotti, con la quale vince il premio «Castiglioncello ») e l’altra,  Dante: una vita per l’imperatore del 1985, ultima sua fatica.
Sebbene impegnato in una intensa attività  professionale come giornalista che lo porta in giro per il mondo, resta profondamente legato alla realtà  italiana e calabrese.  Con Leonida Repaci, cura una antologia intitolata  Narratori di Calabria  (1969), e un’altra dal titolo  Roma: diario a più voci  (1974).  Alla sua attività  giornalistica appartengono:  Viaggio nella cultura italiana  (1975); il saggio critico  Leonida Repaci, pubblicato l’anno dopo;  L’intellettuale bifronte, edito nel 1977, vincitore del premio Rhegium Juli; e ancora  Mafia, briganti, camorra e letteratura, apparso nel 1979.
Nel 1982, l’anno in cui vede la luce  il Magnifico,  riunisce in unico volume i tre romanzi già  pubblicati  ll Feudo, Adolescenza,  già  noto col titolo  L’idea del corpo, e  Una storia in frantumi, conosciuto col titolo  La sostanza bruna, pubblica  Una stagione sull’altra. Si tratta di un lavoro impegnativo a cui viene assegnato il premio «Pisa » (Zappone).
Si cimenta anche col teatro con la commedia  La parete di vetro, che ottiene, ex equo, il premio nazionale Fondi ­-La Pastora. E nello stesso periodo scrive alcuni radiodrammi per la Rai, tra cui va segnalato  Trionfo e morte di un guerriero,  in seguito pubblicati su alcune riviste. Il suo romanzo  I cari tiranni,  appare a qualche mese della sua morte.
Nel 1985, infatti, arrivano le prime avvisaglie di un male incurabile. Da allora vive in un continuo alternarsi di momenti di ripresa e di speranza, ad altri di recrudescenza del male e di abbattimento.
Assistito dalla moglie  Libertaria Falvo, sposata nel 1968,  e dalla figlia Francesca,  muore  in una clinica romana  ad appena 52 anni, nella notte tra il 31 dicembre del 1986 e l’1 gennaio 1987.  
È sepolto nella tomba di famiglia al cimitero di Palmi.
Narratore  fecondo, ha ottenuto diversi riconoscimenti e molteplici premi, in vita e dopo la sua scomparsa. Tra i tanti, nel 1995 la sua città  ha istituito un premio letterario per la saggistica a lui ha dedicato. E nel 1993, la città  di Reggio gli assegnò «II Bergamotto d’oro » alla memoria, come «riconoscimento non soltanto per le particolari inchieste giornalistiche ma anche e soprattutto per lo scrittore, dato che è da considerare uno dei più validi ed apprezzati della nuova generazione. Un uomo del profondo Sud e come tale capace di sentimenti profondi…un uomo sempre pronto ad affiancare ogni battaglia civile per le maggiori fortune della Calabria. (Aldo Lamberti) © ICSAIC 2021 – 6  

Opere

  • Il feudo,  Edizioni  dell’Albero, Torino 1964;
  • L’idea del corpo,  Edizioni  dell’Albero, Torino 1965;
  • Narratori di Calabria  (con Leonida Repaci), Mursia, Milano 1969;
  • La sostanza bruna, Milano 1972;
  • Roma, diario a più voci, Bietti, Milano 1974;
  • Viaggio nella cultura italiana, Pan Editrice, Milano 1975;
  • Leonida Repaci, La Nuova Italia, Firenze 1976;
  • L’intellettuale bifronte, Pan Editrice, Milano 1977;
  • Dopo il Presidente, Rusconi, Milano 1978;
  • Il guerriero e lo specchio,  Lisciani & Zampetti, Teramo 1979;
  • Mafia, briganti, camorra e letteratura, Pan Editrice, Milano 1979;
  • Sua Eccellenza, Rusconi, Milano 1980;
  • Una stagione e sull’altra, Rusconi, Milano 1981;
  • Il Magnifico.  Vita di Lorenzo de’ Medici, Rusconi, Milano 1982;
  • Il fratello orientale, Rusconi, Milano 1982;
  • Quattro studi,  I.P.S. editrice, Roma 1983
  • Dante: una vita per l’imperatore,  Rusconi, Milano  1985;
  • I cari tiranni,  Rusconi, Milano 1986.

Nota bibliografica

  • Pietro Pizzarelli,  Scrittori calabresi. Pellegrini, Cosenza 1968, pp. 76-78;
  • Vincenzo Paladino,  Cultura e narrativa calabrese tra Otto e Novecento, Guida, Napoli 1982, p. 75;
  • Vincenzo Paladino,  Narratori calabresi tra Otto e Novecento, Edas, Messina 1979, p. 93 e  passim;
  • Pasquino Crupi,  Letteratura calabrese contemporanea, D’Anna, Firenze 1972, pp. 137-139;  
  • Vincenzo Pitaro,  Lo scrittore Altomonte risponde ai critici. Non rinnego la mia Terra, «Avanti! », 7 giugno 1977;
  • R. R.,  Tutto Altomonte,   «Gazzetta del Sud », 31 dicembre 1980, p. 3;  
  • Giuseppe Amoroso,  Le «stagioni » di Altomonte, «Gazzetta del Sud », 8 dicembre 1981, p. 9;
  • Lucio Barbera,  Biografia di Lorenzo il Magnifico o magnifica biografia di Lorenzo, «Gazzetta del Sud », 18 maggio 1982, p. 9;
  • Saccà ,  Sapevano vivere,   «Gazzetta del Sud », 15 settembre 1982, p. 3;
  • Vincenzo Paladino,  Storia e metaromanzo, «Gazzetta del Sud », 28 gennaio 1983, p. 3;
  • Bergamotto d’oro allo scrittore Altomonte,   «Gazzetta del Sud », 3 luglio 1983;  
  • Premiato Altomonte, scrittore attento all’essenza dell’uomo, «Gazzetta del Sud », 6 luglio 1983, p. 4;
  • Vincenzo Paladino,  Il fratello orientale,   «Gazzetta del Sud », 23 febbraio 1984, p. 3;
  • Pasquale Falco,  Intervista ad Antonio Altomonte, Periferia, Cosenza 1985;
  • Giuseppe Grisolia,  Antonio Altomonte,  Cultura calabrese, Marina di Belvedere Marittimo 1985
  • Giuseppe Amoroso,  Lungo la scrittura di Altomonte, «Gazzetta del Sud », 10 gennaio 1986, p. 3.
  • Santino Salerno,  Altomonte, una vita di impegno letterario »,   «Calabria », 21, gennaio 1987, p. 60;
  • Luigi Baldacci,   «Narratore delicato meridionale di razza »,   «Calabria », 21, gennaio 1987, p. 62;
  • Giusi Verbaro Cipollina,   «â€¦ ma non muore la sua scrittura »,   «Calabria », 21, gennaio 1987, p. 64;
  • Dante Maffia,  Antonio Altomonte narratore, Edisud, Salerno 1989:
  • Bruno Zappone,  Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi illustri,  Age, Ardore Marina 2000, pp. 15-23:
  • Giuseppe Antonio Martino,  Antonio Altomonte, «Quaderni del Sud-Quaderni Calabresi », agosto-dicembre 2009;
  • Vincenzo Pitaro: «Quell’ingiusta polemica con Antonio Altomonte »,   «Gazzetta del Sud », 1 febbraio 2009
  • Lina Latelli Nucifero,  Antonio Altomonte. Le opere, «Calabria Letteraria »,  4-6 ( apr.-giu.), 2009, pp. 60-62.