Altomonte, Principio Federico

Principio Federico Altomonte [Reggio Calabria, 17 aprile 1912 – Chievo (Verona), 2003]

Nato in una famiglia della buona borghesia reggina, pittore e ingegnere, saggista e filosofo, esordisce come giovane artista d’avanguardia nella sua città natale all’inizio del 1933 – in occasione dell’arrivo di Filippo Tommaso Marinetti a Reggio per celebrare Boccioni nel suo luogo di nascita –, animando il «Gruppo futurista Umberto Boccioni», costituito assieme a Saverio Liconti, al poeta Nino Pezzarossa, Alberto Strati e altri giovani, per lo più studenti universitari, tra i quali Nino Tripodi, ardente fascista che nel dopoguerra sarà uno dei massimi dirigenti del Msi e direttore del quotidiano del partito «Il secolo d’Italia», oltre al musicista Lino Liviabella, l’attore Gastone Venzi, il poeta Mario Del Bello, il giornalista Luigi Aliquò Lenzi che l’anno prima aveva pubblicato uno studio proprio su Boccioni.
Dopo qualche mese organizza una mostra personale del «cartello lanciatore futurista» (ossia di manifesti pubblicitari di argomento politico) nella sede del Guf (Gruppi universitari fascisti) di Reggio. L’iniziativa ha un notevole successo, ma si scontra con l’ostilità dei dirigenti locali del partito fascista e con l’indifferenza della stampa. Infine, un suo quadro (aeroplano+sensualità) figura, sempre nel 1933, alla Prima Mostra Nazionale d’Arte Futurista, che si apre a Roma il 28 ottobre.
Collaboratore di «Settebello» e del «Popolo di Roma», a Reggio Calabria fu anche corrispondente della rivista «Futurismo» di Mino Somenzi. Nel 1934, la necessità di proseguire gli studi universitari d’ingegneria provoca il trasferimento a Roma di tutta la famiglia. Nella capitale tenta inutilmente di avvicinare Mino Somenzi, il direttore della rivista «Futurismo» alla quale aveva collaborato da Reggio. Ne deriva una cocente delusione, che lo induce ad allontanarsi dalla militanza futurista.
Nel 1936 si laurea in ingegneria civile e nel 1939 vince il concorso di ingegnere nelle ferrovie.
Dopo l’8 settembre 1943, si schiera attivamente per la Repubblica Sociale Italiana. È funzionario delle ferrovie a Verona e diventa poi comandante di brigata. Dopo il 25 aprile 1945 si nasconde presso un amico calabrese a Milano. Successivamente torna a Roma e nel 1950 lascia il lavoro alle ferrovie. Nel 1956 decide dì trasferirsi definitivamente a Verona dove riprende con vigore l’attività pittorica. Gli echi futuristi sopravvivono per qualche tempo, ma ben presto lasciano il posto a una pittura astratto-simbolica.
Con Romolo Giuliana, a cavallo degli anni Sessanta-Settanta dirige il trimestrale «Azimut», la rivista ideologica della Federazione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana.
Negli anni Settanta approda a una nuova figurazione, combinata con una sorta di «verticalismo (combinazioni binarie di colore a strisce verticali disposte sul disegno, successivamente «lavorate» con una tecnica «a levare»).
Tenne personali a Verona (Galleria Ferrari, 1966), Milano (Galleria Pater, 1967), Macerata (Galleria Scipione, 1967), Roma (Galleria del Babuino, 1968) e Bari (1972); e ancora a Millesimo (Galleria San Gerolamo), Savona (Galleria Il Brandale), Venezia (Galleria Il Riccio).
In età matura ha pubblicato, in edizioni fuori commercio, alcuni saggi d’intonazione filosofica, in cui ha esposto anche una sua personale riflessione politica, d’impronta spiritualista, che si richiama al Mussolini «diciannovista» e al fascismo delle origini, inteso come movimento rivoluzionario e di sinistra, «tradito» dalla svolta del ’21.
In un altro saggio (Morte e resurrezione) si misura invece con la critica d’arte e dà ampio spazio alla riflessione sulle avanguardie artistiche e in particolare sul futurismo, criticandone però gli sviluppi degli anni Trenta e prendendo le distanze in specie dalle ricerche materiche di Enrico Prampolini. (Vittorio Cappelli) © ICSAIC 2022 – 5

Opere

  • La realtà come assoluta trascendenza. Appunti per una nuova metafisica, Gastaldi, Milano 1953;
  • Per una tridirezionalità dello spirito come nuovo metro di valore, Giuliana, Roma 1974;
  • Lo stato di popolo, Giuliana, Roma 1976;
  • Morte e resurrezione, Giuliana, Roma 1978;
  • Che cos’è lo stato di popolo?, Hohenberg, Verona 1981;
  • Democrazia della partecipazione, Hohenberg, Verona 1981;
  • La socializzazione delle imprese, Hohenberg, Verona 1982;
  • Un annuncio, una dottrina e una interpretazione, Hohenberg, Verona 1989.

Nota bibliografica

  • P. F. Altomonte, Catalogo della mostra, Galleria Ferrari, Verona 1966;
  • Domenico Cara, Dal futurismo alla eideticità dellespressione, Galleria d’arte «Il Babuino», Roma 1968;
  • Agostino Mario Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani moderni e contemporanei, I, Milano 1982, p. 72;
  • Vittorio Cappelli, Provincia passatista? Calabria futurista, «Cittàcalabria», n. 12, dicembre 1986;
  • Enzo Benedetto, Futuristi calabresi, «Futurismo oggi», 1-4, gennaio-aprile 1988;
  • P.F. Altomonte (monografia darte), Seledizioni, Bologna 1988;
  • Giorgio Falossi, Enciclopedia dei pittori e scultori italiani del Novecento, 2 voll., Milano 1991, p. 28;
  • Vittorio Cappelli, Il fascismo in periferia. Il caso della Calabria, Editori Riuniti, Roma 1992;
  • Marcello Oliboni, La pittura rivoluzionaria di P.F. Altomonte, Hohenberg, Verona, 1993;
  • Armando Giorno, La Calabria nell’arte. Catalogo storico-artistico dei pittori calabresi dalle origini ai giorni nostri, Cosenza 1993, p. 24;
  • Domenico Rotundo, I futuristi reggini, «Calabria Letteraria», XLI, 4-5-6, 1993, p. 72;
  • Francesco Grisi,Per una storia del futurismo in Calabria, «Spiragli», VI, 1, 1994, pp. 28-30;
  • Claudia Salaris e Luigi Tallarico, Calabria, in Enrico Crispolti (a cura di), Futurismo e Meridione, Electa, Napoli 1996, pp. 347-366;
  • Testimonianza dellartista, intervista effettuata da Vittorio Cappelli a Verona il 27 gennaio 1997;
  • Vittorio Cappelli, Altomonte Principio Federico, in Dizionario del futurismo, a cura di E. Godoli, I, Vallecchi, Firenze 2001, p. 17;
  • Vittorio Cappelli, Dizionario biobibliografico, in Calabria futurista (1909-1943), Rubbettino, Soveria Mannelli 2009, pp. 140-141;
  • Antonietta De Fazio, La Calabria e i suoi artisti. Dizionario dei pittori (1700-1930), Rubbettino, Soveria Mannelli 2020, pp. 24-25.
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