Barone, Francesco

Francesco Barone  [Palmi (Reggio Calabria), 15 luglio 1835 – Palmi, 21 marzo 1923]

Teologo, storico, giurista, predicatore e confessore, Francesco, a cui fu dati anche i nomi pure di Antonio e Giuseppe, nacque da Antonio Barone e da Teresa Misale. L’anno in cui nacque può considerarsi veramente un anno particolare dato che fu proprio allora che Mazzini incominciò a enunciare le sue teorie, tra cui la concezione della religione laica dell’umanità . Era, inoltre, l’anno in cui erano iniziati a Palmi i lavori di grandi opere volute e attuate dopo che Ferdinando II, due anni prima, aveva effettuato una accurata visita in tutti i luoghi appartenenti al suo Regno, ivi compreso Palmi.
Sin da piccolo Francesco si dedicò agli studi ma nella religione e nei principi che la sostenevano trovò lo scopo della sua vita.
Di indole buona e mite, all’età  di dieci anni volle seguire le sue tendenze spirituali vestendo l’abito chiericale ed iniziando il corso di studio che lo maturò e lo avvicinò sempre di più alla religione cattolica, specie dopo la terribile epidemia che colpi Palmi e dintorni qualche anno prima e che decimò decine di famiglie.
Ispirato a questa fede non gli bastò lo studio delle scuole elementari perché ad esso ne volle abbinare uno più approfondito come autodidatta. Ciò in quanto desiderava apprendere molto e in poco tempo e quel che riusciva a imparare nelle scuole pubbliche lo considerava insufficiente. Convinto della strada che doveva percorrere, dopo cinque anni, si trasferì a Messina per continuare gli studi di teologia e di filosofia presso i padri Benedettini. Fu cosi che all’età  di sedici anni ricevette la tonsura (il rito con cui un laico viene iscritto al clero) e i primi due ordini mentre altri due li ricevette nel 1859 assieme al suddiaconato. Nello stesso anno ricevette il diaconato e l’anno successivo, aveva 25 anni, il Santo Presbiterato (Ufficio e dignità  di Sacerdote).
II Regno delle due Sicilie, nel frattempo, era in fermento e lo stesso re Borbone rischiava la perdita della corona a causa dei moti di ispirazione mazziniana e dell’impresa che stava concludendo Garibaldi. Cosi fu, infatti, e dopo il plebiscito dell’ottobre 1860 la dinastia sabauda sostituì quella
borbonica in un Regno molto più grande che si chiamò Regno d’Italia. In questo lasso di tempo il giovane sacerdote continuò la sua carriera incurante del mondo esterno e dopo avere sostenuto i necessari esami gli fu concesso di confessare a entrambi i sessi. Nei due anni successivi tenne la direzione spirituale della confraternita del Carmine.
Impegnato in questa attività , non volle trascurare i suoi studi e dedicò parte del suo tempo all’apprendimento ed all’approfondimento di materie filosofiche, teologiche e giuridiche.
Nel 1891 pubblicò un «Corso di diritto pubblico ecclesiastico secondo San Tommaso d’Aquino », un’opera di profondo interesse culturale che stupì appassionati e studiosi del tempo i quali già  dal 1878 ne avevano apprezzato la preparazione dopo la pubblicazione della conferenza sulla «Confessione » tratta dal secondo volume della sua «Opera italiana » e dopo la pubblicazione degli scritti su «Il Sacramento dell’Altare », «Il Cristo Trionfante », «Il S. Padre Leone XIII », ecc.
Nel 1894 Palmi fu colpita da un disastroso terremoto che, pur apportando ingenti danni, fece registrare poche vittime tra la popolazione che in quel mentre era fuori casa, al seguito della processione della Madonna. Si parlò di miracolo
e le testimonianze in tal senso furono tante e varie.
Sullo spunto di ciò, nel 1896, pubblicò «La Vergine della Sacra Lettera » in uno con «Terremoto del 16 novembre 1894 e il miracolo della Vergine SS. Del Carmine », un interessante volume scritto, come egli stesso precisò nella prefazione, all’unico e santo scopo «di far conoscere ai Palmesi le grandezze singolari della mentovata Signora, da essi profondamente venerata ».
Anche se fu considerato un autodidatta egli fu un uomo di vasta cultura che si arricchì costantemente dell’insegnamento dello zio abate Pietro Militano.
Dei suoi scritti molti furono pubblicati e tanti altri rimasero inediti.
Mori a Palmi all’età  di 70 anni.
Il corteo fu seguito da una folla numerosa di amici e di fedeli, commossa per aver perso un bravo canonico, dispiaciuta per la scomparsa di un grande studioso.
Per le sue alte qualità  umane e culturali fu nominato socio corrispondente dell’Accademia romana di S. Tommaso; socio fondatore dell’Accademia partenopea; socio onorario dell’accademia filomatica; socio corrispondente della Reale Accademia filoretana messinese; socio promotore della scuola dantesca napoletana. Palmi gli ha intitolato una via cittadina.
Inoltre gli fu assegnata la medaglia d’oro al merito letterario e qualifica di “benemerito”. (biografia di  Bruno Zappone,  aggiornata e integrata dalla redazione) @ ICSAIC 2022 – 9  

Opere edite

  • Corso di diritto pubblico ecclesiastico secondo San Tommaso d’Aquino,  Napoli 1888;
  • La Vergine  della Sacra Lettera, protettrice di Messina e Palme, Napoli  1896;
  • Leone XIII e le sorti dell’Europa,  Napoli 1896;
  • Il terremoto del 16 novembre 1894 e il miracolo della Vergine del Carmine,  Napoli 1896;
  • Opera italiana,  Napoli 1896;
  •  Il  Sacramento dell’Altare,  Napoli 1896;
  •  Il  Cristo Trionfante,  Napoli 1896;
  •  Il Soprannaturale  – ovvero conferenze sui misteri divini;
  • La navicella di Pietro  – ovvero conferenze sulla chiesa cattolica;
  • Il Natale di Gesù Cristo  – ovvero conferenze e orazioni dalla Domenica   dell’avvento alla Domenica VI dopo l’Epifania;
  • Varietà  oratoria  – ovvero conferenze e discorsi vari;
  • Il Giovedì e Venerdì Santo  – ovvero prediche sulla passione e agonie di Cristo.

    Opere inedite
  • La donna protoevangelista;  
  • Il mese Mariano;  
  • Selva predicabile;  
  • La filosofia cristiana;  
  • Eucaristia e filosofia messe di fronte  (opera in sei volumi su Tommaso d’Aquino).

    Nota bibliografica
  • Bruno Zappone,  Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi  illustri, Age, Ardore Marina 2000, pp. 34-37;
  • Carmela Galasso,  Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, p. 64.